{"id":16214,"date":"2024-05-09T13:55:29","date_gmt":"2024-05-09T12:55:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=16214"},"modified":"2024-09-22T13:54:04","modified_gmt":"2024-09-22T12:54:04","slug":"600-emiliano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=16214","title":{"rendered":"600 EMILIANO"},"content":{"rendered":"<p>Rafforzando il ruolo di casa delle collezioni, il Museo Bagatti Valsecchi presenta dal 10 maggio al 10 novembre la mostra\u00a0Lo sguardo del sentire. Il Seicento emiliano dalle collezioni d\u2019arte Credem, a cura di Antonio D\u2019Amico e Odette D\u2019Albo. Questo progetto \u00e8 un\u2019occasione unica, in quanto vuole far conoscere al grande pubblico una parte del patrimonio artistico di Credem che solitamente \u00e8 custodita a Palazzo Spalletti Trivelli a Reggio Emilia, sede della Presidenza e della Direzione Generale del Gruppo bancario, aperto al pubblico soltanto in alcune occasioni.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo, incastonato all\u2019interno delle sale del Museo, presenta un nucleo di dieci capolavori dei maestri del Seicento emiliano provenienti dalle collezioni Credem e otto sculture in ceramica di Carlo Zauli, sette delle quali custodite presso il Museo Zauli di Faenza che ha subito importanti danni a causa dell\u2019alluvione che ha colpito la Romagna lo scorso anno.<\/p>\n<p>L\u2019epoca d\u2019oro dell\u2019arte emiliana &#8211; tra la fine del Cinquecento e la met\u00e0 del Seicento &#8211; viene presentata attraverso alcuni dei suoi protagonisti, quali Denijs Calvaert, Luca Ferrari da Reggio, Alessandro Tiarini, Guido Reni, Giovanni Lanfranco e Camillo Procaccini.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019allestimento dello Studio Lys di Matteo Fiorini, i dipinti delle collezioni Credem dialogheranno con l\u2019identit\u00e0 delle sale del Museo Bagatti Valsecchi, offrendo la possibilit\u00e0 ai visitatori di conoscere capolavori della collezione bancaria raramente esposti al pubblico. Dall\u2019Ecce Homo\u00a0di Guido Reni, opera iconica dell\u2019artista, alla\u00a0Maddalena in gloria, sorretta dagli angeli\u00a0di Giovanni Lanfranco e al\u00a0San Paolo\u00a0di Camillo Procaccini, il dialogo, che ruota attorno al tema dei sentimenti, collega tutti i dipinti in mostra e mette in evidenza sguardi che raccontano il rapporto dell\u2019uomo con la propria interiorit\u00e0 e il Divino.<\/p>\n<p>La mostra propone, infine, un focus dedicato alla scultura di Carlo Zauli (1926 \u2013 2002), artista faentino tra i pi\u00f9 importanti del Novecento, riconosciuto in tutto il mondo per le sue ceramiche e per le innovazioni introdotte nella produzione di maioliche e porcellane.<\/p>\n<p>Lo sguardo del sentire\u00a0vuole dunque offrire uno spaccato della cultura pittorica emiliana e dell\u2019eccezionale tradizione faentina legata alla maiolica, di cui sono presenti alcuni singolari esempi cinquecenteschi anche nelle collezioni del Museo Bagatti Valsecchi.<\/p>\n<p>La mostra, tra l\u2019altro, si pone l\u2019obiettivo di sostenere il restauro di alcune opere del Museo Carlo Zauli colpite dall\u2019alluvione dello scorso anno, ecco perch\u00e9 nel percorso espositivo si potranno ammirare alcune sculture in gres dell\u2019artista, che ha utilizzato tecniche rinascimentali innovandole con un linguaggio contemporaneo. Il pubblico potr\u00e0 vedere alcune sculture che saranno oggetto del restauro, per far comprendere ai visitatori l\u2019importanza dell\u2019intervento che verr\u00e0 eseguito grazie al loro contributo, restituendo nuova vita all\u2019arte sommersa sotto la coltre di fango.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rafforzando il ruolo di casa delle collezioni, il Museo Bagatti Valsecchi presenta dal 10 maggio al 10 novembre la mostra\u00a0Lo sguardo del sentire. Il Seicento emiliano dalle collezioni d\u2019arte Credem, a cura di Antonio D\u2019Amico e Odette D\u2019Albo. 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