{"id":17218,"date":"2026-03-26T10:01:00","date_gmt":"2026-03-26T09:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=17218"},"modified":"2026-03-25T02:05:05","modified_gmt":"2026-03-25T01:05:05","slug":"macerie","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=17218","title":{"rendered":"MACERIE"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Centro Pastorale di Milano e il Dipartimento di Storia dell\u2019Arte dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore anche per il 2026 presentano il progetto Itinerari Arte e Spiritualit\u00e0 che, come ogni anno, d\u00e0 vita a una mostra di arte contemporanea all\u2019interno degli spazi accademici.<\/p>\n\n\n\n<p>Macerie. Ci\u00f2 che resta, ci\u00f2 che nasce \u00e8 il titolo dell\u2019esposizione collettiva che, a partire dal 10 marzo, coinvolge le sedi dell\u2019Ateneo di Milano, Cremona, Piacenza, Brescia e Roma, con i lavori di 14 artisti contemporanei. L\u2019inaugurazione si terr\u00e0 nella sede di Milano il 10 marzo 2026, dove l\u2019esposizione sar\u00e0 visibile fino al 10 aprile.<\/p>\n\n\n\n<p>Nato nel 2005, il progetto Itinerari di Arte e Spiritualit\u00e0 individua ogni anno tematiche capaci di generare nuove riflessioni sulla realt\u00e0 contemporanea da indagare attraverso lo sguardo dell\u2019arte. Dal 2017 i curatori sono gli studenti dell\u2019Ateneo, in collaborazione con il Centro pastorale, coordinato da Padre Enzo Viscardi, e il dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell\u2019Arte insieme alle professoresse Elena Di Raddo, Michela Valotti e Mariacristina Maccarinelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest&#8217;anno i curatori-studenti hanno scelto di confrontarsi con un tema di estrema attualit\u00e0 e profondit\u00e0: le conseguenze della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ispirazione nasce dalla poesia di Giuseppe Ungaretti San Martino del Carso in cui il poeta di fronte alla devastazione del conflitto scrive: \u201cDi queste case \/ non \u00e8 rimasto \/ che qualche \/ brandello di muro\u201d. Un verso che non racconta soltanto la distruzione materiale, ma anche la ferita interiore lasciata dalla guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Macerie. Ci\u00f2 che resta, ci\u00f2 che nasce si concentra proprio su questo spazio fragile e silenzioso che segue la fine di un conflitto: non il fragore delle armi, ma ci\u00f2 che accade dopo, quando il rumore si spegne e rimangono le tracce, le assenze, le cicatrici. In un tempo che non ammette soste, la mostra invita a fermarsi su ci\u00f2 che solitamente viene dimenticato: non l\u2019inizio della guerra, ma la sua eco lunga e inesorabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Le macerie non sono soltanto edifici crollati, ma anche rovine interiori,segni che abitano chi \u00e8 stato costretto a convivere con scelte non proprie. Attraverso l\u2019arte, il dolore si trasforma in memoria, la violenza in pensiero e la distruzione in creazione. La mostra si muove cos\u00ec sul sottile confine tra le ferite e la possibilit\u00e0 di trasformarle, creando consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNoi non vogliamo rappresentare la guerra &#8211; affermano i curatori della mostra &#8211; ma evocarne le conseguenze pi\u00f9 intime: il silenzio, la perdita, la colpa. Si crea cos\u00ec un modo per indagare il dolore e per riconoscere nelle rovine le tracce di un&#8217;umanit\u00e0 che persiste.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 nata cos\u00ec l\u2019esigenza di una riflessione interiore, condivisa con gli artisti coinvolti nel progetto, il cui percorso si sviluppa fluido all\u2019interno dell\u2019Ateneo con opere e installazioni dislocate nei chiostri e nei corridoi, per attirare lo sguardo di studenti, visitatori o semplici passanti. Ci sono opere fotografiche come quelle di Gabriele Micalizzi, che si accostano a vere e proprie installazioni a riflettere sul ruolo e l\u2019uso dei materiali utilizzati in zone di guerra, come in quelle presentate da Fabrizio Dusi, Mauro Seresini o Lorenzo e Simona Perrone.<\/p>\n\n\n\n<p>Saranno esposti idisegni di Salvatore Garzillo e quelli di Adriano Caverzasio chedescrivono due guerre diverse, sia per luogo che per tempo, ma con simili conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p>La Fondazione culturale Carlo Zinelli \u00a0e la Famiglia Zinelli presteranno alcune opere dell&#8217;artista esponente dell\u2019Art Brut, la cui malattia si manifest\u00f2 proprio durante l\u2019arruolamento nella guerra civile spagnola negli anni \u201940 e i cui dipinti riflettono questo grande trauma; Erk14 \u00e8 un artista napoletano che utilizza colori vivaci ad esaltare i protagonisti delle sue opere, degli object trouv\u00e9; Valentina Achilli fa emergere la potenza e il valore della comunicazione scritta attraverso l\u2019uso della carta filigranata fatta a mano e il tessuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sar\u00e0 Giampaolo Parilla, che nella sua pittura esplora la fragilit\u00e0 e la frammentazione del corpo umano nel mondo contemporaneo, in connessione con la geopolitica dei conflitti attuali, l\u2019iconografia delle mappe di guerra e le immagini di sistemi d\u2019arma e scontri armati.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sede di Brescia sar\u00e0 possibile scoprire l\u2019opera di Luca Pancrazzi, che fin dagli anni &#8217;80 indaga i limiti della percezione attraverso la sperimentazione tecnica; le sue opere mettono in evidenza come strumenti, gesti e ripetizioni possano contribuire a definire linguaggio e visione artistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sede di Piacenza ci sar\u00e0 Vanshika Agrawal, grande artista nata in India, il cui lavoro fonde poesia, performance, pittura, disegni e installazioni per creare spazi effimeri che riflettono sul continuum della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019artista Silvia Stucky \u00e8 presente sia nella sede di Roma che in quella di Milano. Particolarmente attenta alle tematiche sociali, il suo lavoro artistico chiede di riflettere sulla nostra esistenza. La sua ricerca \u00e8 fatta di interventi minimi in cui l\u2019autorialit\u00e0 si assottiglia esaltando una bellezza involontaria, alla luce del rispetto per l\u2019altro in tutte le sue forme.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, nella sede di Cremona, ci sar\u00e0 Marta Ferrarini: una fotografa classe 2003, per lei la fotografia diventa un mezzo per creare vicinanza e connessione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni artista \u00e8 stato seguito personalmente da uno o pi\u00f9 curatori. Gli studenti dell\u2019Ateneo che hanno partecipato al progetto sono: Benedetta Alab\u00f2, Elisa Bertoli, Aurora Carrisi, Giulia Dalena, Veronica Di Flumeri, Elisa Faccoli, Daria Ferrari, Sofia Ferreri, Lea Fo\u00e0, Cecilia Franzoni, Arianna Greco, Valentino Lombardi, Vittoria Lughignani, Chiara Marrazzo, Vanessa Micheletti Giannattilio, Giulia Milanese, Leo Montanari, Elisa Moroni, Lavinia Nottoli, Caterina Oppizzi, Francesca Paganelli, Emma Peloso, Filippo Rachelli, Eleonora Randazzo, Sara Ravelli, Sabrina Ronga, Elena Sgarbi, Elisabetta Villa.<\/p>\n\n\n\n<p>Macerie. Ci\u00f2 che resta, ci\u00f2 che nasce si propone come un invito a fermarsi, ad osservare e ad interrogarsi sul presente, lasciandosi attraversare dalle immagini e dai segni che l\u2019arte restituisce, affinch\u00e9 anche dalle fratture possano emergere nuove possibilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Centro Pastorale di Milano e il Dipartimento di Storia dell\u2019Arte dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore anche per il 2026 presentano il progetto Itinerari Arte e Spiritualit\u00e0 che, come ogni anno, d\u00e0 vita a una mostra di arte contemporanea all\u2019interno degli spazi accademici. Macerie. 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