{"id":17560,"date":"2026-09-16T13:47:02","date_gmt":"2026-09-16T12:47:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=17560"},"modified":"2026-09-18T13:52:46","modified_gmt":"2026-09-18T12:52:46","slug":"anniversari-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=17560","title":{"rendered":"ANNIVERSARI"},"content":{"rendered":"\n<p>In occasione di due importanti anniversari, i 145 anni dalla nascita (1881) e i 60 anni dalla morte (1966) di Carlo Carr\u00e1, il Comune di Quargnento, citt\u00e0 natale del pittore, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Regione Lombardia, presenta la mostra CARLO CARR\u00c1, ENZO CACCIOLA, @parallel.fbx. Dal Novecento al contemporaneo: il colore diventa materia e I.A., a cura di Luigi Benzi, Alberto Fiz e Rino Tacchella. La mostra sar\u00e0 allestita dal 26 settembre al 25 ottobre 2026 presso l&#8217;Auditorium della Trinit\u00e0 di Quargnento (AL), spazio recentemente restaurato dell&#8217;ex Chiesa della Santissima Trinit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il forte legame tra Carr\u00e0 e il suo paese natale Quargnento \u00e8 testimoniato gi\u00e0 dal suo secondo nome, Dalmazio, uno dei santi protettori della citt\u00e0, con cui firm\u00f2 \u2014 insieme a Boccioni, Russolo, Balla e Severini \u2014 il Manifesto dei Pittori futuristi del 1910, come &#8220;Carlo D. Carr\u00e0&#8221;. \u00c8 dal Monferrato, infatti, che Carr\u00e0 trae la sua ispirazione, tanto che, per molti critici, questo radicamento \u00e8 cos\u00ec profondo da riaffiorare come un&#8217;impronta ancestrale anche nei dipinti di altri paesaggi. \u00c8 a Quargnento, del resto, che si trovano le tracce pi\u00f9 antiche della sua mano: nella soffitta della casa paterna sopravvive ancora una decorazione murale a tempera, dipinta ad appena 12 anni, ed \u00e8 sempre qui che, nel 1900, tornato dai suoi soggiorni a Milano, Londra e Parigi, Carr\u00e0 realizza &#8220;La strada di casa&#8221;: un&#8217;opera chiave, letta dagli studiosi come vero e proprio incipit del suo catalogo che apre la mostra.<\/p>\n\n\n\n<p>Terra di pittori e di arti, Quargnento ha sempre riconosciuto la grandezza del suo pi\u00f9 celebre concittadino attraverso numerose rassegne a lui dedicate, non ultima &#8220;Carlo Carr\u00e0 da Quargnento. 1881-1966 cinquant&#8217;anni dopo&#8221;, una mostra\/evento di rilevanza nazionale tenutasi in occasione del 50\u00b0 anniversario della scomparsa del pittore. Oggi, l\u2019esposizione CARLO CARR\u00c1, ENZO CACCIOLA, @parallel.fbx. Dal Novecento al contemporaneo: il colore diventa materia e I.A. torna a celebrare la figura del Maestro, non attraverso una tradizionale rassegna monografica, bens\u00ec affiancando alla sua opera quella di un artista contemporaneo Enzo Cacciola tra i protagonisti pi\u00f9 noti della Pittura Analitica nell\u2019ambito di un progetto che coinvolge anche le ricerche pi\u00f9 attuali realizzate con l\u2019intelligenza artificiale dall\u2019artista @parallel.fbx.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra mette in relazione due artisti che, a prima vista, sembrerebbero collocarsi agli antipodi per epoca, metodo e linguaggio. Da un lato Carr\u00e0, che attraversa da protagonista le avanguardie della prima met\u00e0 del secolo; dall&#8217;altro Cacciola, che negli anni Settanta vive i dissidi di una pittura in cerca di una strada lontana da ogni ipotesi rappresentativa. Dove le divergenze sono evidenti, la mostra fa emergere per\u00f2 le convergenze pi\u00f9 sottili e inattese.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo, decisivo punto d&#8217;incontro tra i due artisti \u00e8 la scelta di confrontarsi entrambi con la pittura in quanto tale, matrice costitutiva a cui la Pittura Analitica \u2013 l&#8217;eterogeneo movimento nato in Italia tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta di cui Cacciola fu tra gli interpreti pi\u00f9 coerenti \u2013 non volle mai rinunciare, puntando a un&#8217;autonomia linguistica in cui il manufatto recuperasse centralit\u00e0. \u00c8 qui che si coglie per\u00f2 anche la differenza pi\u00f9 profonda, come spiega Alberto Fiz, uno dei curatori della mostra: \u201cCacciola crea uno spazio di pittura, mentre Carr\u00e0 sperimenta sulla pittura ma entrambi s\u2019interrogano sul medesimo media senza spezzare il sottile filo che li lega: da un lato la tautologia, la coincidenza tra gli elementi e il processo operativo, dall\u2019altra la trasformazione continua della relazione tra superficie, colore e materia nei passaggi tra divisionismo, futurismo, primitivismo, metafisica e ritorno alla tradizione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo della mostra racchiude proprio questo territorio comune, esplorato con strumenti opposti. In Carr\u00e0 il rapporto tra colore e materia passa dalla cura nella preparazione della tela, dall\u2019uso innovativo del collage, fino al gesto pi\u00f9 radicale, il manifesto \u201cLa pittura dei suoni, rumori e odori\u201d (1913), che apre la pittura a una dimensione sinestetica. In Cacciola il principio si radicalizza: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un prima e un dopo, ma un\u2019assoluta convergenza con l\u2019oggetto-quadro che ogni volta assume una propria identit\u00e0 modificandone lo stato. In Cementi, ad esempio, il colore deriva direttamente dal materiale impiegato e dalla sua stesura.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo confronto trova nella mostra una forma concreta nell&#8217;allestimento: venti opere di Carr\u00e0, la maggior parte inedite, dialogano con altrettanti lavori di Cacciola. Di Carr\u00e0 viene proposta una sintesi che spazia dal 1900 al 1966, tra cui la celebre \u201cLacerba e bottiglia\u201d del 1914 messa a disposizione dalla Fondazione CRAL di Alessandria in cui introduce per la prima volta in Italia la tecnica del collage dopo aver visto le opere di Braque e Picasso a Parigi, fino ad arrivare all\u2019olio su tela del 1966 \u201cNatura morta con bottiglia e chicchera\u201d che chiude la mostra, passando per i vari movimenti d\u2019avanguardia &#8211; Futurismo, Valori Plastici, Metafisica, Novecento \u2013 di cui \u00e8 stato uno dei protagonisti nella prima met\u00e0 del secolo scorso. Per quanto riguarda Cacciola vengono esplorati in mostra i contenuti della sua ricerca partendo dai Cemento e Asbesto del 1974 che anticipa la celebre serie dei Cementi del 1975 esposti due anni dopo a Documenta 6 di Kassel per giungere alle Sabbie degli anni Duemila provenienti dai suoi viaggi (Sahara, Argentina o Panama sono alcune delle sue mete) disposte sulla tela con l\u2019uso esclusivo delle mani. Le opere dei due artisti sono allestite su pannelli contrapposti, uniti dalle medesime tonalit\u00e0: i grigi, gli azzurri e i rosa di Carr\u00e0 rispondono alla materia cromatica di Cacciola. \u201cI pannelli posti sui due lati, uno occupato dalle opere di Carlo Carr\u00e0 e l\u2019altro da quelle di Enzo Cacciola,\u00a0 interagiscono, si confrontano e dialogano tra loro attraverso alcune tonalit\u00e0 cromatiche presenti nei lavori di entrambi che consentono un confronto particolarmente eloquente e speculare tra le cromie utilizzate da Carr\u00e0 presenti in alcune opere realizzate nella prima met\u00e0 del secolo scorso\u00a0 e quelle dell\u2019inizio degli anni settanta di Cacciola che ha avviato la sua ricerca in linea con altri movimenti artistici europei come Supports\/Surfaces in Francia e la Pittura Radicale in Germania\u201d, raccontaRino Tacchella, curatore della mostra.<\/p>\n\n\n\n<p>A completare il percorso espositivo, una serie di opere realizzate con l&#8217;intelligenza artificiale dal giovane artista @parallel.fbx tra cui un video ispirato direttamente a Carlo Carr\u00e0. Una scelta che nasce da un&#8217;ipotesi degli organizzatori: se Carr\u00e0, sperimentatore curioso di ogni novit\u00e0 per tutta la vita, fosse ancora tra noi, difficilmente sarebbe rimasto indifferente ai diversi filoni in cui oggi si dirama l&#8217;intelligenza artificiale. @parallel.fbx esplora la realt\u00e0 da prospettive nuove e inusuali, attraverso un linguaggio visivo che unisce ironia, ricerca e spirito critico. Le sue opere affrontano temi complessi come il potere, la guerra, la solitudine, la depressione e l\u2019autostima, diventando specchi delle contraddizioni di una societ\u00e0 ostentata e iperconnessa, ma al tempo stesso fragile. In mostra presenta dei ritratti in cui la materiale viene tradotta digitalmente: tessuti, ceramica, metallo, luce, colore e installazioni site-specific diventano superfici attraverso cui interrogare identit\u00e0, percezione, mitologia, ontologia e nuove forme di esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNel sessantesimo anniversario della scomparsa di Carr\u00e0\u00a0 l\u2019Amministrazione comunale gli rende omaggio mettendo in evidenza la genialit\u00e0 del Maestro quargnentino e la contemporaneit\u00e0 di Enzo Cacciola, uno dei massimi esponenti della Pittura Analitica, caratterizzata dalla continua ricerca artistica sulla materia e sul cemento, con uno sguardo al futuro che accoglie la contemporaneit\u00e0 radicale di @parallel.fbx e della sua arte generata con l\u2019Intelligenza Artificiale\u201d, concludeLuigi Benzi, terzo curatore della mostra, Sindaco di Quargnento e Presidente della Provincia di Alessandria<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra \u00e8 corredata da un catalogo che, insieme alle opere esposte in mostra contiene molte fotografie di Carlo Carr\u00e0 ed Enzo Cacciola, che mettono in risalto il lato umano degli artisti, gli affetti famigliari e le passioni. A completare il volume un breve racconto biografico degli artisti e i saggi di Alberto Fiz e Rino Tacchella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione di due importanti anniversari, i 145 anni dalla nascita (1881) e i 60 anni dalla morte (1966) di Carlo Carr\u00e1, il Comune di Quargnento, citt\u00e0 natale del pittore, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Regione Lombardia, presenta la mostra CARLO CARR\u00c1, ENZO CACCIOLA, @parallel.fbx. 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