{"id":15897,"date":"2023-09-21T10:07:04","date_gmt":"2023-09-21T09:07:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=15897"},"modified":"2023-09-21T10:10:58","modified_gmt":"2023-09-21T09:10:58","slug":"al-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=15897","title":{"rendered":"AL FEMMINILE"},"content":{"rendered":"<p>Il Museo Bagatti Valsecchi si cimenta per la prima volta in una avvincente produzione teatrale:\u00a0Le lacrime amare di Petra von Kant, nata come pi\u00e8ce nel 1971 e poi trasposta nella versione cinematografica nel 1972 dallo stesso regista Rainer Werner Fassbinder.<\/p>\n<p>Per la prima volta a Milano un museo produce uno spettacolo teatrale che vedr\u00e0 il suo debutto nel Salone d\u2019Onore della Casa Museo il 28 settembre 2023.<\/p>\n<p>La storia della stilista Petra von Kant e\u0300 un dramma sull\u2019amore tutto al femminile. Una storia scritta pi\u00f9 di cinquant\u2019anni fa, ma dalle dinamiche estremamente attuali, che affronta il tema della dipendenza affettiva e del potere. Petra, donna emancipata e volitiva, si innamora perdutamente di Karin, aspirante modella: nel corso della pi\u00e8ce, i ruoli si ribaltano fino a che, da figura dominante, Petra si ritrova schiava dei suoi stessi desideri.<\/p>\n<p>Gli ambienti del Museo, tra casa privata e spazio espositivo, sono il luogo ideale per ospitare questo racconto che ha luogo proprio all\u2019interno di un appartamento, dove il pubblico abita lo stesso spazio scenografico delle attrici e ne segue tutti i movimenti da vicino, riducendo cos\u00ec la separazione classica tra palcoscenico e platea.<\/p>\n<p>\u201cIo credo che ogni essere umano\u201d &#8211; afferma Petra \u2013 \u201cper come \u00e8 fatto, ha bisogno di un altro essere, eppure&#8230; non ha imparato a stare assieme a un altro\u201d. Riflessioni queste che ci immergono nei sentimenti e nelle problematiche del quotidiano e che vengono sublimate dal fatto di essere messe in scena proprio all\u2019interno di un Museo, come racconta Eliana Miglio. Milanese di nascita, torna dopo tanti anni al suo primo amore, il teatro, e lo fa proprio nella citt\u00e0 dove \u00e8 nata: \u201cIl Museo Bagatti Valsecchi ci aiuta a riscoprire una pietra preziosa qual \u00e8 il testo di Fassbinder; ambientare la pi\u00e8ce nel suo salone d\u2019onore ci fa subito capire che siamo di fronte a qualcosa di artistico e creativo; come in un\u00a0tableaux vivant, il Museo potenzia e amplifica la personalit\u00e0 dei personaggi\u201d.<\/p>\n<p>A proposito del testo, la regista Camilla Brison afferma: \u201cLe lacrime amare di Petra von Kant \u00e8 una storia d\u2019amore. Definirlo dramma, melodramma o commedia \u00e8 ininfluente se ci si pensa bene. Come ogni storia d\u2019amore nasce, cresce e finisce. Per alcuni questo arco riassume la bellezza dell\u2019amore, per altri \u00e8 una verit\u00e0 insostenibile. Per noi che abbiamo dovuto mettere le mani in pasta, \u00e8 soltanto come le cose si svolgono tra Karin e Petra. Non siamo andate a caccia del carnefice e della vittima. Ci siamo soprattutto chieste: come ama questo personaggio? E come ama quest\u2019altro? Partendo sempre dal presupposto che se un qualche tipo di relazione intercorre tra due persone, se esiste quindi una relazione, esiste l\u2019amore, un qualche tipo d\u2019amore. Il risultato non lo conosciamo; il risultato \u00e8 probabilmente agli occhi del pubblico una dinamica di potere e un gioco di ruolo, ma se si lascia scorrere lo sguardo oltre all\u2019utilitarismo apparente dei due personaggi ci si accorge che siamo di fronte a due esseri che cercano disperatamente di capirsi e non ci riescono. Soprattutto, quando non riescono a capirsi, vanno oltre. Questo \u00e8 il vero dramma, ed \u00e8 anche la cosa per me pi\u00f9 affascinante del testo. Fassbinder mostra tutta la fragilit\u00e0 dei personaggi per poi mostrarcene la capacit\u00e0 di recupero, di cambiare pagina. Infatti questi personaggi cambiano, cambiano tantissimo da una scena all\u2019altra. Petra \u00e8 cinica e un momento dopo si innamora, \u00e8 innamorata pazza e un momento dopo \u00e8 disperata; \u00e8 disperata e un momento dopo risoluta e poi ancora innamorata e cos\u00ec via. Guardando queste due donne che si conoscono, si amano e si tradiscono dovremmo chiederci: chi di noi pensa di essere egoista quando ama? Nessuno di noi lo affermerebbe apertamente. Cos\u00ec Petra vuole s\u00ec disperatamente Karin per s\u00e9, ma \u00e8 convinta di amarla. Cos\u00ec Karin difende disperatamente la propria libert\u00e0, ma \u00e8 convinta di amare Petra. E allora viene spontaneo domandarsi: chi siamo quando amiamo?\u201d.<\/p>\n<p>Per la produzione di questo spettacolo teatrale il Museo Bagatti Valsecchi si \u00e8 avvalso di un intreccio virtuoso di collaborazioni, cercando di riscoprire ed esaltare le professionalit\u00e0 che ruotano intorno al teatro, che possono essere di grande interesse per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro.<\/p>\n<p>La partnership con l\u2019ACCADEMIA IUAD\u00a0di Napoli e Milano\u00a0nasce proprio con questo spirito: mettere al centro di una produzione teatrale le competenze degli studenti che si sono cimentati nell\u2019ideazione e nella creazione dei costumi di scena delle due attrici seguiti e coordinati dalla regista Camilla Brison e dai loro docenti. Cos\u00ec facendo il Museo Bagatti Valsecchi persegue l\u2019intento dei fondatori, i fratelli Fausto e Giuseppe, che hanno dato fondamentale rilievo alla creativit\u00e0 a loro contemporanea dando vita a una originalissima interpretazione del Rinascimento. Esaltando le competenze degli studenti, proprio come accadeva in casa Bagatti Valsecchi, la regista Camilla Brison ha lavorato con i giovani creativi dell\u2019ACCADEMIA IUAD. Dopo lo studio e varie riflessioni sul testo, sono nati i bozzetti degli abiti, frutto di un lavoro collettivo tra gli studenti di Napoli e Milano. Gli abiti sono poi stati realizzati dagli stessi studenti che hanno cos\u00ec potuto seguire l\u2019intero iter di una produzione teatrale classica, avvicinandosi ad una professione che dialoga con la moda e che pu\u00f2 essere a poco a poco riscoperta.<\/p>\n<p>Grazie a questo spettacolo il Museo Bagatti Valsecchi rafforza la collaborazione con\u00a0SCAVIA, marchio prestigioso di gioielli in tutto il mondo, creati con la cura dei dettagli e l\u2019esaltazione dei materiali preziosi. Proprio per esaltare l\u2019identit\u00e0 della protagonista e il suo ruolo nel mondo della moda e del lusso, Eliana Miglio, che veste i panni di Petra, indosser\u00e0 durante lo spettacolo alcune affascinanti creazioni di Scavia.<\/p>\n<p>Prosegue la collaborazione con\u00a0Rocca di Frassinello, i cui vini saranno tra i protagonisti dello spettacolo, e con cui tutti i visitatori potranno brindare a inizio serata.<\/p>\n<p>L\u2019impegno del Museo Bagatti Valsecchi non si ferma qui e, dopo il debutto a Milano, sta gi\u00e0 lavorando per portare\u00a0Le lacrime amare di Petra von Kant\u00a0in giro per l\u2019Italia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Museo Bagatti Valsecchi si cimenta per la prima volta in una avvincente produzione teatrale:\u00a0Le lacrime amare di Petra von Kant, nata come pi\u00e8ce nel 1971 e poi trasposta nella versione cinematografica nel 1972 dallo stesso regista Rainer Werner Fassbinder. 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