{"id":15899,"date":"2023-09-07T10:10:00","date_gmt":"2023-09-07T09:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=15899"},"modified":"2023-09-09T10:11:26","modified_gmt":"2023-09-09T09:11:26","slug":"visioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=15899","title":{"rendered":"VISIONI"},"content":{"rendered":"<p>Il\u00a0Museo Bagatti Valsecchi\u00a0e la\u00a0Fondazione Pasquale Battista, con il sostegno del\u00a0Gruppo Augusta Ratio S.p.A.,\u00a0SILGAS\u00a0e\u00a0K&amp;L Gates, il patrocinio della\u00a0Regione Lombardia, del\u00a0Comune di Milano\u00a0e dell\u2019Institut fran\u00e7ais\u00a0di Milano, e in collaborazione con l\u2019Accademia di Belle Arti di Carrara,\u00a0presentano dal 16 giugno al 3 dicembre 2023 la prima mostra milanese dedicata al fotografo Vasco Ascolini dal titolo\u00a0Visioni Metafisiche. Vasco Ascolini incontra Canova, Thorvaldsen e De Chirico, a cura di\u00a0Antonio D\u2019Amico\u00a0e\u00a0Luca Carnicelli.<\/p>\n<p>Il percorso di visita si snoda all\u2019interno delle sale museali dove si potr\u00e0 ammirare una selezione di oltre settanta tra gli scatti pi\u00f9 significativi di Ascolini, dedicati ad elementi statuari, proposti come frammenti scultorei che animano, con la loro immobilit\u00e0, contesti desolati. Tema caro all\u2019artista fin dai primi anni Ottanta, quando inizi\u00f2 a immortalare architetture isolate sospese nel tempo, caratterizzate da metafisici spazi alienati.<\/p>\n<p>I dialoghi metafisici sono il focus di questa mostra: il cosmo fotografico di Ascolini si pone in relazione con le tele di Giorgio de Chirico attraverso scatti che enfatizzano una dimensione atemporale scandita da bianchissime sculture marmoree e immensi spazi disabitati. Le opere del fotografo reggiano dialogano pertanto con\u00a0L\u2019Autoritratto\u00a0di De Chirico e\u00a0L\u2019Autoritratto\u00a0in gesso di Canova proveniente dall\u2019Accademia di Belle Arti di Carrara, con\u00a0L\u2019aragosta\u00a0del 1922 e con una\u00a0Piazza d\u2019Italia\u00a0dove si scorgono il silenzio imperante di una scultura sdraiata al centro della piazza e architetture desolate.<\/p>\n<p>La dialettica \u00e8 arricchita da suggestivi modelli e calchi in gesso dei maestri del Neoclassicismo, come quelli di Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen, le cui opere provengono dalle collezioni della Gipsoteca dell\u2019Accademia di Belle Arti di Carrara e da una collezione privata.<\/p>\n<p>Il dialogo che si instaura tra le opere esposte all\u2019interno della Casa Museo di via Ges\u00f9 immersa nel cuore del quadrilatero della moda, si spinge fino ad abbracciare elementi di relazione con i canoni estetici propri della\u00a0Haute couture. Questi vengono indagati per mezzo di opere i cui soggetti, avvolti in veli di plastica, assumono sembianze di modelli misteriosi ed eterei, che suggeriscono analogie tra il singolare immaginario figurativo ascoliniano e il concept visionario di Demna Gvasalia e attraverso citazioni e richiami espliciti al rosa shocking e all\u2019Abito da sera con aragosta\u00a0disegnato da Elsa Schiaparelli &#8211; in collaborazione con Salvador Dal\u00ec -, che al pari di Ascolini visse un legame profondo e autentico con la Francia e la cultura francese.<\/p>\n<p>Il visitatore \u00e8 cos\u00ec invitato a introdursi nell\u2019eloquente dialogo instaurato tra gli ambienti museali e le opere fotografiche di Vasco Ascolini in un percorso pensato per valorizzare non solo gli scatti del fotografo reggiano ma anche le numerose opere bagattesche. Invitando a fruire gli ambienti come in una vera casa, si potr\u00e0 scoprire il valore di tutti gli elementi che connotano la Casa Museo Bagatti Valsecchi \u2013 dalle ceramiche ai vetri, dagli arredi agli avori \u2013 comprendendo l\u2019importanza delle opere che comunemente vengono etichettate come secondarie. L\u2019esposizione pone infatti l\u2019attenzione anche sul parallelismo che corre tra la valorizzazione di dettagli sfuggenti, operata da Vasco Ascolini mediante la selezione di precisi soggetti fotografici e la rivalutazione delle arti applicate attuata dai Bagatti Valsecchi per evocare l\u2019immaginario rinascimentale nella dimensione pi\u00f9 prettamente domestica.<\/p>\n<p>Con questa esposizione il Museo Bagatti Valsecchi si dimostra sempre pi\u00f9 attento ai dialoghi tra antico e contemporaneo \u2014 gi\u00e0 insiti nell\u2019approccio ottocentesco dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi \u2014 e prende parte alle proposte culturali della citt\u00e0 di Milano, ormai divenuto polo attrattivo per la fotografia, con una mostra che offre una visione esaustiva dell\u2019opera di Vasco Ascolini, il quale, concentrandosi sull\u2019artificio della scultura e degli spazi architettonici, restituisce una visione onirica e quasi metafisica degli ambienti della dimora.<\/p>\n<p>\u201cCon questa mostra, realizzata\u00a0grazie alla partnership con la Fondazione Pasquale Battista e il Gruppo Augusta Ratio, il Museo Bagatti Valsecchi persegue l&#8217;intento di ospitare mostre temporanee in armonia con la collezione permanente raccolta dai fratelli Bagatti Valsecchi a met\u00e0 Ottocento, confermando l&#8217;interesse per il collezionismo e in questo caso per la fotografia contemporanea.\u201d \u2013 afferma Camilla Bagatti Valsecchi, presidente della Fondazione Bagatti Valsecchi &#8211; \u201cIl percorso si snoda in tutte le sale della Casa Museo ed evoca ricordi e suggestioni tra le arti sorelle. Infatti, il nucleo di oltre settanta fotografie di Vasco Ascolini, dedicate alla statuaria antica, viene messo in dialogo con alcuni marmi, con i gessi di Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen, alcuni dei quali provenienti dall&#8217;Accademia di Belle Arti di Carrara, e con le tele di Giorgio De Chirico, confermando la suggestione metafisica di Ascolini.\u00a0Ai visitatori auguro di trovare quei dettagli nascosti che connettono le fotografie di Vasco Ascolini con Canova, Thorvaldsen, De Chirico e la nostra collezione permanente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCon questa mostra il Museo Bagatti Valsecchi celebra la lunga e proficua carriera del fotografo emiliano, ponendo l\u2019accento sulla sua produzione dedicata alla scultura antica.\u201d \u2013 conclude Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia \u2013 \u201cUn lavoro, quello di Ascolini, che grazie al sapiente uso di luci e ombre, arricchisce i soggetti da lui ritratti di nuovi significati, in un\u2019atmosfera senza tempo. Nel rendere omaggio all\u2019opera del fotografo mi unisco, in quanto Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, al Museo Bagatti Valsecchi, una delle Case Museo di Milano riconosciute dalla Regione, il cui grande patrimonio culturale restituisce non solo una puntuale rappresentazione del collezionismo di fine XIX secolo, ma anche uno spaccato della societ\u00e0 milanese dell\u2019epoca. \u00a0Attraverso i suoi musei riconosciuti, la Lombardia cerca sempre di pi\u00f9 di dare voce a nuove sinergie tra antico e contemporaneo, attraverso esposizioni temporanee ed installazioni di artisti, fotografi e designer.\u00a0Sono lieta di constatare come il sostegno di Regione Lombardia consenta alla Fondazione Bagatti Valsecchi di porsi come un esempio virtuoso di promozione e valorizzazione culturale anche in questo campo\u201d.<\/p>\n<p>Accompagna la mostra un catalogo edito da Sagep Editori con contributi di Antonio D\u2019Amico, Luca Carnicelli, Eugenio Bitetti, Aurora Ghezzi, Moira Mascotto, direttrice del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il\u00a0Museo Bagatti Valsecchi\u00a0e la\u00a0Fondazione Pasquale Battista, con il sostegno del\u00a0Gruppo Augusta Ratio S.p.A.,\u00a0SILGAS\u00a0e\u00a0K&amp;L Gates, il patrocinio della\u00a0Regione Lombardia, del\u00a0Comune di Milano\u00a0e dell\u2019Institut fran\u00e7ais\u00a0di Milano, e in collaborazione con l\u2019Accademia di Belle Arti di Carrara,\u00a0presentano dal 16 giugno al 3 dicembre 2023 la prima mostra milanese dedicata al fotografo Vasco Ascolini dal titolo\u00a0Visioni Metafisiche. 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