{"id":16911,"date":"2025-11-20T11:11:00","date_gmt":"2025-11-20T10:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=16911"},"modified":"2025-11-19T23:12:06","modified_gmt":"2025-11-19T22:12:06","slug":"kounellis-warhol","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.viamontenapo.com\/mi-news\/?p=16911","title":{"rendered":"KOUNELLIS | WARHOL"},"content":{"rendered":"\n<p>Dal 26 novembre 2025 al 29 maggio 2026, la Galleria Fumagalli ospita l\u2019esposizione Kounellis | Warhol. La messa in scena della tragedia umana: la classicit\u00e0 di Jannis Kounellis e il pop di Andy Warhol.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben lontani dal voler ridurre i due maestri dell\u2019arte contemporanea a una medesima matrice e respingendo ogni sovrapposizione che possa appiattirne la singolare identit\u00e0, l\u2019esposizione si presenta come un\u2019occasione di riflessione critica su Jannis Kounellis ed Andy Warhol, con le loro differenze ideologiche ed estetiche, ma anche con le loro tangenze culturali e comune tensione nei confronti della potenza e del mistero della spiritualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto espositivo in Galleria Fumagalli include anche un importante approfondimento presso il Museo San Fedele di Milano che ospiter\u00e0 dal 12 dicembre un inedito dialogo tra l\u2019opera permanente di Jannis Kounellis allestita nella cripta (Senza titolo, Svelamento, 2012) e un\u2019opera di Andy Warhol in prestito per l\u2019occasione.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra sar\u00e0 arricchita da un\u2019estesa pubblicazione che raccoglie contributi critici e memorie personali di importanti autori quali, fra gli altri, Andrea Dall\u2019Asta SJ, Demetrio Paparoni, Gianni Mercurio, Gerard Malanga, L\u00f3r\u00e1nd Hegyi, Luca Massimo Barbero, Franco Fanelli, Annamaria Maggi, Maria Vittoria Baravelli, Sandro Barbagallo, Massimo Recalcati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volume si correda di un significativo apparato di immagini fotografiche autoriali e sar\u00e0 presentato dopo l\u2019apertura della mostra.<\/p>\n\n\n\n<p>Jannis Kounellis (Il Pireo, Grecia, 1936 \u2013 Roma, 2017) e Andy Warhol (Pittsburgh, Pennsylvania, 1928 &#8211; New York, 1987) hanno segnato in modo radicale il loro tempo, lasciando un\u2019impronta profonda nella storia dell\u2019arte. A un primo sguardo, sembrano incarnare due archetipi inconciliabili: l\u2019alfa e l\u2019omega di due visioni artistiche, due concezioni della realt\u00e0 che si sono confrontate e, talvolta, scontrate. Le loro traiettorie si sono sviluppate in parallelo, ma in universi quasi distinti: Jannis Kounellis immerso nell\u2019ombra e nel peso della materia, Andy Warhol nell\u2019abbaglio fluorescente della superficie dell\u2019immagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, a distanza da quel contesto storico e in un periodo in cui si sono dissolte le ideologie, appare fecondo creare un dialogo tra questi due maestri, non solo per metterne a confronto le differenze ma soprattutto per analizzare le radici comuni di quella grande energia che ha animato un periodo irripetibile dell\u2019arte contemporanea, nonch\u00e9 sondare quel terreno comune da cui scatur\u00ec quella straordinaria stagione.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi sono espressione dell\u2019Occidente e si sono sentiti figli di due citt\u00e0 che, a buon diritto, possiamo chiamare \u201ccaput mundi\u201d: Roma, per Kounellis, nell\u2019antichit\u00e0 e della cristianit\u00e0; New York, per Warhol, capitale dell\u2019immaginario globale nel dopoguerra e motore del capitalismo. Ma entrambi mantengono un legame profondo con le radici orientali e le tradizioni spirituali delle loro terre d\u2019origine: la Grecia ortodossa e mediterranea per Kounellis, e quella Slovacchia cattolica e dalle influenze bizantine che permea l\u2019infanzia di Warhol.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiunque si accosti oggi al loro lavoro si imbatte in una parola tanto ricorrente quanto insidiosa: <strong>icona<\/strong>. Una parola che rischia di diventare una trappola semantica, svuotata di significato dall\u2019uso eccessivo. Tutto \u00e8 \u201ciconico\u201d: ogni volto, ogni oggetto, ogni immagine. Ma per Kounellis e Warhol, l\u2019icona non \u00e8 un semplice oggetto di culto mediatico, essa mantiene, pur in contesti esplicitamente profani, una tensione verso il senso assoluto.<\/p>\n\n\n\n<p>In Kounellis, questa tensione si manifesta attraverso un\u2019estetica della materia che incorpora gli oggetti del lavoro, i materiali poveri, gli elementi primari: ferro, carbone, lana, sacchi di iuta, fiamme. La sua \u00e8 una liturgia laica, anzi materialista, un rito tragico in cui il dolore del mondo trova espressione nella materia stessa. Alla Galleria Fumagalli sono esposte alcune delle sue opere, strutture in ferro su cui poggiano ora sacchi pieni di carbone, ora cappotti compressi, ora capelli trafitti da lame: oggetti veri che portano la traccia dell\u2019esistenza umana, della sua quotidianit\u00e0 e delle sue fatiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle opere di Warhol il dramma umano si nasconde dietro i simboli del consumo e della celebrit\u00e0 come nelle lattine di zuppa Campbell o nei volti di Marilyn e Jackie Kennedy, donne che celano con la bellezza il loro dolore: sono tutte immagini dietro alla cui superficie patinata si cela un\u2019intima spiritualit\u00e0, un senso del tragico che trasforma quelle figure in icone moderne. Alla Galleria Fumagalli sono esposte opere delle serie \u201cKnives\u201d e \u201cShadows\u201d, che evocano la caducit\u00e0 e la fragilit\u00e0 della vita. In mostra anche alcune polaroid, uno dei mezzi espressivi preferiti da Warhol proprio per l\u2019estemporaneit\u00e0 di realizzazione e la capacit\u00e0 di generare un diario visivo di icone della quotidianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Kounellis \u00e8 stato un intellettuale, ateo e marxista, legato a una visione politica del mondo e della storia; Warhol era ambiguo, dissimulato, restio a parlare di s\u00e9 stesso, profondamente religioso, eppure icona pop. Entrambi, a modo loro, si sono rivolti alla massa, al popolo, agli emarginati. La bellezza che emerge dai loro lavori \u00e8 tragica, ma mai disperata: \u00e8 la bellezza di ci\u00f2 che resta, di ci\u00f2 che sopravvive al disincanto della Storia e del consumo. Ed \u00e8 forse in questo terreno comune \u2014 la tragicit\u00e0 del quotidiano, l\u2019universalit\u00e0 del materiale e la rigorosa etica dell\u2019artista \u2014 che si pu\u00f2 trovare la chiave per un dialogo possibile tra i due artisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 26 novembre 2025 al 29 maggio 2026, la Galleria Fumagalli ospita l\u2019esposizione Kounellis | Warhol. La messa in scena della tragedia umana: la classicit\u00e0 di Jannis Kounellis e il pop di Andy Warhol. 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