LEONE XIV

Alcuni giorni sono destinati a entrare nella storia. La visita di Papa Leone XIV alla Repubblica di San Marino, in programma sabato 22 agosto, è uno di questi.

Un appuntamento di straordinario valore spirituale e istituzionale, che apre un nuovo capitolo nei rapporti tra la Santa Sede e l’antica Repubblica, nel segno del dialogo e della fraternità. Un evento destinato a entrare nella memoria collettiva sammarinese.

Per custodire il ricordo di questa giornata, Poste San Marino presenta due emissioni commemorative: un francobollo e una moneta, realizzati per celebrare una pagina di storia del Titano e tramandarne la memoria attraverso due oggetti di grande valore simbolico e collezionistico.

ESPERIENZE

A un mese dalla chiusura della mostra SACRED BREAD Le vie del pane di Stefano Torrione, allestita presso lo Spazio Messina in Fabbrica del Vapore, si conferma il successo di un progetto che ha saputo unire fotografia d’autore, cultura e impresa. Nei due mesi di apertura, la mostra ha accolto oltre 5.500 visitatori, registrato la vendita dipiù di200 cataloghie dato vita a un ricco programma di eventi collaterali, che ha trasformato l’esposizione in un luogo di incontro, confronto e divulgazione culturale.

Firmata dal fotografo Stefano Torrione, la mostra ha accompagnato i visitatori in un viaggio attraverso il Mediterraneo alla scoperta delle più antiche tradizioni legate al pane, simbolo universale di vita, condivisione e spiritualità. Il percorso espositivo, composto da 77 fotografie in bianco e nero, è il risultato di oltre sei anni di ricerca sul campo in sedici Paesi e territori, dalla Mesopotamia al Corno d’Africa, dal Marocco alla Spagna, fino all’Italia, alla Grecia e alla Turchia. Un racconto per immagini che restituisce il pane come patrimonio culturale condiviso, capace di attraversare confini geografici, religiosi e sociali, diventando metafora di identità, memoria e dialogo tra i popoli.

Ad arricchire il percorso espositivo è stato anche un articolato programma di incontri ed eventi che ha trasformato la mostra in uno spazio di dialogo tra fotografia, cultura, territorio e gastronomia. Gli interventi di Giuseppe Cederna, Davide Longoni, Julija Kasteluči, Nicolò Carnimeo e l’esperienza sensoriale firmata OBIC hanno ampliato il pubblico dell’iniziativa, confermandone il valore non solo artistico, ma anche culturale e sociale.

«Con Sinergie Venture vogliamo dare vita a progetti culturali che mettano in relazione artisti, imprese e pubblico, creando esperienze capaci di lasciare un segno sul territorio», dichiara Massimo Gerardo Pozzi Chiesa, CEO di Sinergia Venture. «SACRED BREAD rappresenta un modello virtuoso di produzione culturale, in cui competenze diverse convergono per valorizzare il lavoro dell’artista e renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio.»

Forte dei risultati raggiunti, Sinergia Venture proseguirà il percorso con Stefano Torrione sviluppando nuove iniziative espositive in Italia e all’estero e sostenendo la diffusione del volume dedicato al progetto, già distribuito online e nelle librerie aderenti. L’obiettivo è consolidare un modello di produzione culturale capace di creare valore attraverso la collaborazione tra arte, impresa e innovazione, portando la fotografia d’autore in dialogo con nuovi pubblici e nuovi contesti internazionali.

FIORETTO

“Complimenti al quartetto italiano di fioretto per la prestigiosa medaglia d’oro conquistata nella finale dei Mondiali di Hong Kong. Congratulazioni speciali ad Arianna Errigo, straordinaria interprete della scherma italiana e autentico orgoglio della Lombardia”. Lo dichiara il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

“Della squadra – ha proseguito – fa parte anche la campionessa di Muggiò che ha regalato all’Italia una splendida, ennesima dimostrazione di talento, esperienza e determinazione”.

Insieme ad Arianna Errigo anche le medagliate Martina Batini, Martina Favaretto e Anna Cristino, guidate dal ct Simone Vanni. La rassegna iridata si è rivelata trionfale per gli azzurri, primi nel medagliere con 8 medaglie di cui 4 d’oro e 4 d’argento. 

SCHERMI E PALCHI

Oltre 70.000 studenti lombardi partecipano ogni anno all’iniziativa ‘Schermi di Classe’ e ‘Palchi di Classe’, i progetti promossi dall’Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia per offrire gratuitamente agli alunni delle scuole del territorio l’opportunità di assistere a proiezioni cinematografiche e spettacoli dal vivo. Opportunità di cui possono usufruire giovani di tutti gli ordini scolastici, dalle scuole dell’infanzia agli istituti superiori.

“Portare bambini e ragazzi davanti a un grande schermo o a un palcoscenico – ha affermato l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso – vuol dire offrire loro un’esperienza culturale condivisa, capace di suscitare curiosità, emozioni e spirito critico. Abbiamo ricostruito il dialogo con gli istituti scolastici e ampliato l’offerta, affiancando al cinema il teatro, la musica, la danza, le proposte multidisciplinari e il circo contemporaneo. La risposta delle scuole, con numerose richieste, conferma la bontà della scelta”.

Le due linee rientrano in ‘Futura. Lo spettacolo in Lombardia’, il programma ideato da Regione, in collaborazione con Fondazione Cariplo e coordinato da Agis lombarda, per sostenere la produzione, favorire la circuitazione delle opere e rafforzare l’offerta delle sale sul territorio. Il nuovo marchio riunisce le politiche regionali dedicate allo spettacolo dal vivo e al cinema, raccogliendo l’eredità di ‘Next – Laboratorio delle idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo’. Il bando prevede interventi per le produzioni, il teatro rivolto all’infanzia e alla gioventù e la diffusione del cinema di qualità, con l’obiettivo di consolidare l’intero comparto lombardo.

Nato nel 2016 e ripreso nell’anno scolastico 2023/2024, ‘Schermi di Classe’ punta alla formazione al linguaggio audiovisivo e alla riscoperta dell’esperienza collettiva della visione al cinema. La selezione dei film, dedicati a temi di particolare rilevanza per l’attività didattica, è curata da Fondazione Cineteca Italiana. Nel corso dell’ultimo anno scolastico hanno partecipato all’iniziativa 42.503 studenti di 207 istituti scolastici situati in 99 comuni di tutte le 12 province lombarde. Complessivamente sono state realizzate 293 proiezioni in 90 sale cinematografiche, alle quali si sono aggiunte 12 masterclass, una per ciascuna provincia.

‘Palchi di Classe’, attivato per completare la proposta culturale rivolta alle scuole, accompagna invece gli studenti alla scoperta dello spettacolo dal vivo. L’edizione appena conclusa ha proposto 271 matinée di 55 spettacoli realizzati da 32 compagnie. Le rappresentazioni hanno raggiunto 28.637 studenti di 279 scuole, provenienti da 203 comuni delle 12 province lombarde. Particolarmente significativa la partecipazione delle scuole dell’infanzia: il progetto ha coinvolto il 12% dei bambini lombardi iscritti a questo ciclo scolastico.

“Questi dati – ha evidenziato Caruso – raccontano una domanda culturale molto forte da parte delle nuove generazioni e del mondo scolastico. Ritengo che la cultura debba essere accessibile fin dall’infanzia e raggiungere ogni territorio, dai grandi centri ai comuni più piccoli. Con ‘Schermi di Classe’ e ‘Palchi di Classe’ accompagniamo gli studenti dentro i luoghi dello spettacolo e, allo stesso tempo, rafforziamo cinema, teatri e compagnie come presìdi culturali delle comunità lombarde”.

I 145.000 partecipanti registrati negli ultimi due anni rappresentano una quota rilevante rispetto alla popolazione scolastica regionale, composta da circa 1,1 milioni di studenti nell’anno scolastico 2025/2026. Le richieste da soddisfare nelle prossime edizioni confermano l’interesse crescente del mondo della scuola per entrambe le iniziative.

ETERNE

Dal 18 settembre al 25 ottobre 2026 il Museo Bagatti Valsecchi presenta Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze, mostra a cura di Alberto Mattia Martini, realizzata in collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli. Il progetto espositivo mette in dialogo la ricerca di Bertozzi & Casoni, tra le più significative esperienze artistiche della contemporaneità, con gli ambienti e le collezioni della storica casa-museo milanese, dando vita a un confronto inedito tra memoria, materia e tempo.Custode di un ideale Rinascimento ricostruito nell’Ottocento dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, la dimora si trasforma in un palcoscenico dove passato e presente si confrontano attorno ai temi del ricordo, della conservazione e della caducità.

Tra arredi, opere e manufatti storici, le sculture iperrealiste di Bertozzi & Casoni si inseriscono con sorprendente naturalezza negli spazi del Museo, instaurando un dialogo che interroga il rapporto tra autenticità e reinvenzione, permanenza e trasformazione.

ENOTURISMO

A Lonato del Garda tornano Le Notti del Vino’, due serate tra degustazioni, cultura, musica e osservazione delle stelle nella suggestiva Rocca Viscontea Veneta. Il 26 e 27 agosto la manifestazione, promossa dall’Associazione Nazionale Città del Vino, e presentata oggi a Palazzo Pirelli dagli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e  Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale e Moda),  farà tappa nella cittadina gardesana con un ricco programma dedicato alle eccellenze enologiche, ai prodotti tipici e alla scoperta del patrimonio storico e culturale. La ‘perla del Garda’ si prepara così ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dell’estate dedicati al vino italiano. La splendida Rocca Viscontea Veneta sarà il palcoscenico di un evento inserito nel calendario nazionale delle ‘Notti del Vino’, iniziativa che ogni anno coinvolge numerosi Comuni italiani per promuovere la cultura del vino, l’enoturismo e le peculiarità dei territori.

“La vocazione per il vino è molto evidente in questa parte di Lombardia – ha sottolineato Beduschi – ed è uno degli asset fondamentali della volontà di sfruttare questa ricchezza come volano naturale per il turismo. Le produzioni di vino e buon cibo sono elementi fondamentali di un turismo esperienziale, di qualità, fattori che ci consentono di far conoscere sempre di più il nostro ‘terroir’ e le nostre bellezze naturali. Senza il lavoro dei nostri agricoltori e viticoltori non avremmo gli scenari naturali magnifici del lago di Garda, delle colline moreniche e dei tratti montani della nostra regione. Anche quella di Lonato è una vetrina imprescindibile per la nostra economia, per mantenere elevato lo standard di reputazione che grazie a tanti produttori della zona riusciamo a mostrare a tutto il mondo”.

“La Lombardia ha tutte le carte in regola per essere protagonista con i suoi territori ed eccellenze.  Il nostro compito – ha detto Massari – è collegare queste ricchesse alle passioni dei viaggiatori costruendo proposte riconoscibili, capaci di coinvolgere anche le destinazioni meno note. Per sviluppare un turismo piu diffuso, aumentare la permanenza, generare ricadute concrete per cantine, ristorazione e strutture ricettive locali. La scelta di due giornate offre più tempo per conoscere Lonato e il suo territorio.  Quando parliamo di turismo delle passioni il vino parte avantaggiato, perchè mette insieme paesaggio, storia, cultura e convivialità in un solo calice. E più si approfondisce la sua conoscenza più diventa piacevole studiarlo, naturalmente con responsabilità”.

La scelta di Lonato – patrocinata da Regione Lombardia e dalla Camera di Commercio di Brescia – è il risultato di una collaborazione tra l’Amministrazione comunale, la Fondazione Ugo da Como e l’Associazione Le Virtù Veronesi, partner organizzativo per l’edizione 2026. Per due serate il parco della Rocca si trasformerà in un elegante percorso del gusto, dove i visitatori potranno entrare in contatto con le cantine del territorio (grazie anche al coinvolgimento dell’Associazione Strada dei Vini e dei Sapori del Garda), degustare vini selezionati e assaporare prodotti tipici locali, vivendo un’esperienza capace di unire tradizione, qualità e convivialità in uno dei luoghi simbolo della Città.

Non solo musica e degustazioni, ma anche arte e astronomia: i visitatori potranno, infatti, accedere senza costi aggiuntivi alla mostra ‘Nepal TODAY. In the Forest in the Villages’, allestita presso la Sala del Capitano della Rocca, visitare il Museo Ornitologico e osservare il cielo stellato grazie alla collaborazione con l’Unione Astrofili Bresciani, trasformando la serata in un percorso che unisce gusto, arte, scienza e cultura.

MEDFEST

Medioevo Festival in Lombardia’ torna dal 5 settembre con un viaggio nella storia, nell’arte e nella cultura medievale attraverso otto province lombarde, tra basiliche, castelli, borghi e luoghi simbolo del territorio. La rassegna, curata da Res Musica – Centro ricerca e promozione musicale e giunta alla quinta edizione, è sostenuta da Regione Lombardia con l’Avviso Unico Cultura 2026.

La nuova edizione coinvolgerà le province di Milano, Bergamo, Brescia, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio e Varese. Nato a Lecco nel 2022, MedFest è dedicato alla storia, alla cultura e all’arte del Medioevo e si sviluppa ogni anno attorno a un tema conduttore, costruendo un percorso di conoscenza e scoperta del patrimonio medievale lombardo.

A Palazzo Pirelli, alla conferenza stampa di presentazione del palinsesto degli eventi, in programma fino all’11 ottobre, sono intervenuti l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso e il consigliere regionale Giacomo Zamperini, oltre agli organizzatori della manifestazione Angelo Rusconi e Ancilla Oggioni.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è ‘Santi, eretici, peccatori: da San Francesco al Nome della Rosa’. Nell’anno dell’ottavo centenario di San Francesco, il festival offre uno sguardo sulla società medievale e sull’influenza esercitata dal Medioevo sulla cultura e sulla creatività dei secoli successivi.

La rassegna propone un programma interdisciplinare che unisce l’attività scientifica di ricerca e di alta divulgazione ai linguaggi dello spettacolo, con concerti, teatro, cinema, conferenze, tavole rotonde, visite e iniziative rivolte anche ai più giovani e alle scuole. Artisti ed esperti provenienti anche da altri quattro Paesi europei contribuiscono alla dimensione internazionale della manifestazione.

“MedFest – ha affermato Caruso – valorizza un patrimonio straordinario e lo rende un’occasione concreta per conoscere la Lombardia e i suoi territori. Attraverso linguaggi diversi, dalla musica al teatro fino all’alta divulgazione, questa rassegna avvicina il pubblico alla storia e porta l’attenzione su borghi, chiese, castelli e luoghi di grande valore culturale diffusi nella nostra regione”.

“Un altro punto di forza – ha aggiunto – è la capacità di costruire una rete che coinvolge enti locali, musei, biblioteche, associazioni, centri di studio e università. È un modello che mette insieme competenze diverse e crea collaborazioni capaci di radicarsi nelle comunità e di raggiungere luoghi e pubblici differenti”.

“Ringrazio l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, il presidente dell’Associazione Res Musica, Angelo Rusconi e la direttrice artistica del MedFest, Ancilla Oggioni, per aver trasformato un’idea nata nel nostro territorio in un festival diffuso che oggi coinvolge otto province e rappresenta tutta la Lombardia. Il MedFest dimostra che il Medioevo non appartiene a una ristretta cerchia di studiosi, ma può parlare a tutti: famiglie, giovani e appassionati, attraverso musica, teatro, cinema e arte. Iniziative come questa ci ricordano che il patrimonio medievale della Lombardia non è soltanto memoria, ma una ricchezza viva che merita di essere conosciuta e valorizzata”.

L’anteprima è in programma il 5 settembre a Calolziocorte (Lecco) al Convento di Santa Maria del Lavello, con ‘Un giorno nel Quattrocento’, un’esperienza immersiva tra percorso guidato, performance teatrali e musicali. L’11 settembre al Chiostro dei Cappuccini di Pescarenico a Lecco, spazio a ‘Lu Santo Jullare Francesco’ di Dario Fo e Franca Rame, con Mario Pirovano.

Tra gli appuntamenti in calendario anche concerti con ensemble internazionali provenienti da Slovenia, Croazia, Francia e Spagna, oltre a conferenze e incontri dedicati alla storia religiosa, culturale e musicale del Medioevo. Il programma toccherà, tra gli altri luoghi, il Palazzo Vescovile di Bergamo, il Duomo Vecchio di Brescia, la Basilica di San Michele Maggiore a Pavia, il Duomo di Monza e la Collegiata di San Lorenzo a Chiavenna (Sondrio).

Tra gli eventi di rilievo, il 7 ottobre il Cinema-Teatro Aquilone di Lecco ospiterà ‘Il nome della rosa’, opera in due atti di Francesco Filidei tratta dal romanzo di Umberto Eco. Sarà proposto il film della prima rappresentazione mondiale al Teatro alla Scala, in collaborazione con Rai Cultura, introdotto dallo stesso Filidei in dialogo con il musicologo Claudio Proietti.

Il cartellone comprende inoltre un progetto speciale dedicato all’Antifonario di Chiavenna (SO), manoscritto medievale risalente al Mille, appuntamenti sulla storia e sulla musica dell’età longobarda, un laboratorio sugli strumenti musicali del Medioevo a Bosisio Parini (Lecco) e uno spettacolo per le scuole dedicato alla peste del Trecento.

CAMPUS

Oltre 100 bambini tra i 7 e gli 11 anni, provenienti da otto municipi di Milano e da situazioni di fragilità socioeconomica, partecipano gratuitamente a laboratori di arte, design, architettura, gioco e lettura negli spazi di Triennale Milano. Sono i protagonisti di ‘Summer Escapes’, il programma finanziato da Regione Lombardia che garantisce anche il trasporto in bus dai quartieri della città a Palazzo dell’Arte.

Il campus è stato visitato oggi dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, che ha incontrato i partecipanti e seguito da vicino lo svolgimento delle attività. Avviata l’8 giugno, l’edizione 2026 proseguirà fino al 31 luglio.

“Qui la cultura abbatte ostacoli reali. La gratuità dei campus e il trasporto dai municipi – ha affermato Caruso – permettono a oltre 100 bambini di vivere esperienze che altrimenti potrebbero restare fuori dalla loro portata. Entrano in contatto con l’arte e i libri, lavorano insieme e trascorrono parte dell’estate in un ambiente educativo e accogliente”.

“Il quartiere in cui si vive o la condizione economica della famiglia – ha aggiunto – non devono limitare la possibilità di entrare in un museo, aprire un libro o partecipare a un laboratorio. Questo progetto contrasta la povertà educativa con azioni precise e misurabili. È un esempio concreto di welfare culturale, capace di unire istituzioni, realtà sociali e territorio. Come sostengo da sempre, la cultura deve essere di tutti. Ringrazio Triennale per aver trasformato questo principio in un’esperienza concreta”.

“Quello che ho visto oggi – ha concluso l’assessore – dimostra che un’istituzione culturale può uscire dai propri confini e raggiungere i quartieri. Portare questi bambini in Triennale vuol dire farli sentire parte del patrimonio della città e della regione, offrendo loro nuovi strumenti per conoscere, immaginare e crescere”.

I bambini vengono coinvolti attraverso le otto reti municipali di ‘QuBì – La ricetta contro la povertà infantile’. Il programma è realizzato con l’associazione ‘I Ludosofici’ e la Biblioteca Parco Sempione. Ogni settimana un artista multidisciplinare accompagna i partecipanti in attività costruite a partire dalle opere e dalle esposizioni di Triennale, comprese quelle del Museo del Design Italiano e le mostre dedicate ad Andrea Branzi, Massimo e Lella Vignelli e Francesco Clemente.

Il libro è il principale strumento di scoperta dell’edizione 2026. Ogni lunedì i bambini scelgono alcuni volumi della Biblioteca Parco Sempione da utilizzare durante la settimana e il venerdì li restituiscono al termine del percorso. Il progetto prevede inoltre la creazione di un nuovo gioco cooperativo destinato ad arricchire la raccolta sviluppata negli anni da designer e artisti internazionali.

INNOVAZIONE

Milano ospiterà CES Unveiled Milan, tappa ufficiale europea di ‘Road to CES’ in promozione del CES (Consumer Electronics Show), il principale evento fieristico mondiale per l’innovazione tecnologica, promosso dalla Consumer Technology Association (CTA), che si svolge ogni anno a Las Vegas.

È stato firmato oggi, a Palazzo Marino, il Protocollo d’Intesa per la valorizzazione del territorio in occasione dell’evento, formalizzando la realizzazione dell’iniziativa e confermando Milano nella geografia globale dei grandi hub tecnologici.

L’accordo, sottoscritto da Regione Lombardia, Comune di Milano, Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, Comune di Rho, Fondazione Fiera Milano, Assolombarda, Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, Anitec-Assinform e Assintel impegna gli enti coinvolti a valorizzare Milano e la Lombardia come cuore europeo dell’innovazione e ad ampliare la ricaduta pubblica e territoriale dell’evento fieristico, sostenendo la visibilità delle imprese e delle filiere tecnologiche, favorendo la partecipazione diffusa di cittadini, imprese e visitatori e attivando processi di animazione urbana attraverso l’utilizzo temporaneo dello spazio pubblico.

Alla conferenza stampa di presentazione ha partecipato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: “La nostra è la terra dove le idee nascono, diventano impresa, innovazione e crescita. Per questo il CES  ha scelto la Lombardia e Milano. Perché qui trova il più forte ecosistema italiano della tecnologia e uno dei più competitivi d’Europa. La Lombardia si conferma sempre più la casa delle idee, il luogo in cui la ricerca incontra l’impresa e il talento trova opportunità concrete”.

“La scelta di Milano come tappa ufficiale della Road to CES non è casuale – ha proseguito Fontana – ma rappresenta un nuovo riconoscimento internazionale per un territorio che negli anni ha saputo costruire competenze e capacità di fare rete. Qui convivono università e centri di ricerca di eccellenza, startup, grandi imprese, manifattura avanzata, design e un sistema fieristico tra i più rilevanti d’Europa. Regione Lombardia continua a sostenere con convinzione le filiere strategiche che riguardano l’innovazione, attraverso strumenti a supporto degli investimenti e un lavoro di regia in grado di valorizzare i singoli ecosistemi territoriali. Il Protocollo sottoscritto dimostra una volta di più la forza corale della Lombardia, cuore europeo dell’innovazione tecnologica”.

Il Protocollo d’Intesa, oltre a supportare l’alleanza interistituzionale e intersettoriale, lancia una vera e propria ‘Call to Action’ a tutte le realtà scientifiche e tecnologiche per l’ideazione e la realizzazione di un palinsesto diffuso di iniziative e attività che potranno svolgersi in città, su aree pubbliche, vie cittadine, ma anche presso location private e istituzionali, tra il 16 e il 21 ottobre e che dovranno essere coerenti con l’iniziativa fieristica che avrà luogo all’interno dei padiglioni.

La manifestazione, in programma il 21 ottobre 2026 presso Allianz MiCo – Milano Convention Centre, fa parte del circuito di tappe europee (ad oggi Parigi ed Amsterdam) pensate per promuovere e far conoscere le startup europee. A Milano, dove gli effetti dell’evento fieristico si propagheranno alla città nel suo complesso per mezzo di iniziative diffuse, accessibili e partecipate sul modello di altri eventi urbani consolidati, parteciperanno startup selezionate di diversi settori, dalla salute digitale al luxury tech, dall’agritech, all’aerospazio.

Il Protocollo d’Intesa punta ad ampliare l’esperienza dell’evento oltre il quartiere fieristico, coinvolgendo l’intera città attraverso un approccio condiviso dai soggetti firmatari e maturato nel confronto avviato da Fondazione Fiera Milano con le istituzioni e gli attori del territorio.

“Siamo orgogliosi – ha affermato il sindaco di Milano Giuseppe Sala – di ospitare ‘CES Unveiled Milan’. Questo appuntamento offre un’imperdibile occasione per rafforzare la reputazione e l’autorevolezza di Milano in quanto polo di innovazione tecnologica a livello globale. E grazie anche alle iniziative e alle attività che saranno organizzate in città, come previsto dal protocollo siglato oggi, l’importante percorso di trasformazione digitale che Milano sta portando avanti con coraggio, ambizione e risultato si consoliderà ulteriormente. La tappa milanese del ‘Road to CES’, infatti, valorizzerà le sinergie e le collaborazioni esistenti tra grandi imprese che operano nel settore, start up, centri di ricerca, università e sistema fieristico andando ad alimentare quell’ecosistema dinamico, scientifico e d’avanguardia, che vede Milano al centro e che permette alla nostra città di restare aperta al nuovo, di sperimentare e di guardare al futuro con curiosità, pragmatismo e capacità di visione”.

“L’arrivo di CES Unveiled a Milano – ha sottolineato Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano – rappresenta una straordinaria opportunità per consolidare il ruolo della nostra città e della Lombardia come punto di riferimento europeo per l’innovazione tecnologica. Fin dall’inizio, abbiamo voluto come Fondazione Fiera Milano che questo appuntamento non si limitasse agli spazi della manifestazione, ma coinvolgesse l’intera città e il territorio attraverso un palinsesto diffuso di iniziative aperte, partecipate e accessibili. In questo modo l’innovazione esce dagli spazi espositivi e diventa patrimonio condiviso, capace di coinvolgere cittadini, giovani, imprese, università e professionisti. Ringrazio tutti i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni della città che hanno fin da subito creduto in questa idea, aderendo al protocollo e contribuendo a valorizzare al meglio il territorio in occasione del CES. La scelta di Milano come tappa europea del CES conferma la forza del nostro ecosistema, frutto della collaborazione tra istituzioni, imprese, mondo della ricerca e della formazione. È un riconoscimento internazionale che premia una città capace di attrarre i grandi appuntamenti globali e, al tempo stesso, di trasformarli in occasioni di crescita per il territorio. Come Fondazione Fiera Milano siamo orgogliosi di contribuire a questo percorso, perché crediamo che le grandi manifestazioni debbano generare valore ben oltre i giorni dell’evento, favorendo nuove connessioni, diffondendo la cultura dell’innovazione e rafforzando il posizionamento internazionale di Milano e dell’Italia”.

FERITE

La delegazione di Roma di Regione Lombardia apre i propri spazi all’arte contemporanea con ‘Ferite complesse’, mostra personale dell’artista comasca Elisabetta Necchio, visitabile fino al 15 ottobre nella sede di via del Gesù 57.

L’esposizione propone una serie di opere realizzate in grafite e un grande dittico a olio con tecnica del ‘frottage’, basata sullo sfregamento della tela. I dipinti sono realizzati in dialogo con le poesie della scrittrice argentina Alicia Saliva, i cui versi accompagnano il percorso espositivo creando un intreccio tra parola e immagine.

“È – ha spiegato durante l’inaugurazione il responsabile della sede romana di Regione Lombardia, Andrea Salini – il quarto progetto espositivo che ospitiamo presso la nostra sede, che in questi anni ha investito con determinazione su un modello culturale sempre più attuale: siamo convinti, infatti, che le sedi pubbliche non debbano essere percepite esclusivamente come luoghi amministrativi, ma anche come spazi aperti al dialogo con la società, con i territori e con i linguaggi del contemporaneo. Portare l’arte dentro una sede istituzionale significa affermare che la cultura non è un elemento accessorio, ma una componente essenziale della vita collettiva e della qualità degli ambienti che abitiamo ogni giorno”.

Il progetto artistico affronta temi universali come la memoria, la fragilità umana, il dolore e la possibilità di trasformare le ferite dell’esistenza in occasioni di crescita e rinascita. Nelle opere di Necchio il tessuto diventa metafora della vita: una trama che può lacerarsi ma anche essere ricucita, accogliendo le cicatrici come parte integrante della propria storia.

“Per raccontare la ferita – ha chiarito la pittrice comasca – e la sua trasformazione ho scelto la tecnica del ‘frottage’, che richiama la trama di un tessuto capace di lacerarsi ma anche di ricomporsi. Nelle opere più recenti quel tessuto ferito diventa materia di ricostruzione, simbolo della possibilità di trovare nuove forme di equilibrio e speranza”.

Anche il libro di versi cui si ispirano le opere si chiama ‘Ferite Complesse’, una scelta voluta dalle due artiste che hanno lavorato insieme per costruire questa narrazione unica che utilizza differenti mezzi espressivi. Non a caso nella prefazione al volume, il poeta Davide Rondoni descrive questo progetto a quattro mani come un percorso capace di attraversare il dolore senza rinunciare alla speranza, perché è questa la chiave di lettura che accomuna sia i testi di Alicia Saliva sia le opere di Elisabetta Necchio.

“Il dialogo – ha affermato la poetessa argentina –  tra il linguaggio delle illustrazioni e il linguaggio poetico è cominciato tanti anni fa attraverso un’amicizia che ha portato me a modificare i pezzi guardando le illustrazioni che Elisabetta faceva e lei a modificare le immagini per cercare di dare una forma migliore al contenuto delle parole”.

Particolarmente significativa è la genesi del dittico che costituisce il fulcro della mostra. L’opera nasce infatti da un racconto contenuto nei testi di Alicia Saliva: una figlia che ogni giorno fa visita alla madre malata di Alzheimer. Nonostante la progressiva perdita della memoria, la donna continua a ripetere una sola frase: “Sto preparando il manto per Maria”. L’anziana donna si riferisce al suo desiderio di tessere un mantello per la Madonna, una volontà così forte che rappresenta il leit motiv delle sue giornate. Un’immagine semplice e luminosa che, nel dramma della malattia, diventa simbolo di continuità, speranza e resistenza interiore.

Da questa suggestione prende forma il lavoro di Necchio: una figura intenta a tessere un manto potenzialmente infinito, attraversato da fili di colore che ricompongono gli strappi della superficie. Un’opera che restituisce una visione positiva e aperta della vita, capace di trovare luce anche nelle esperienze più difficili.

“Come succede nelle relazioni quotidiane – ha aggiunto l’artista – non tutto resta intero per sempre. Anche il tessuto a volte si lacera, a volte diventa un fiore, un albero o una carezza. Proprio questa esperienza mi ha suggerito un passo in più che prende vita nelle due ultime opere ad olio: quello stesso tessuto ferito ha la possibilità di diventare materiale di ricostruzione”.

La rassegna pittorica diventa anche un invito, per chi la visiterà, non solo a osservare le opere, ma a interrogarsi su come gli spazi pubblici possano tornare a essere luoghi di esperienza condivisa, capaci di generare memoria, relazione e immaginazione. versi e dipinti, infatti, trasformano quelli che sono gli ambienti di lavoro della delegazione di Regione Lombardia a Roma in luoghi di cultura, confronto e arricchimento. In questo modo funzionari, visitatori e cittadini diventano fruitori involontari di un progetto che porta la cultura fuori dai contesti tradizionali e la inserisce nel tessuto vivo dell’ente regionale.

“Questa mostra – ha concluso Salini – si inserisce perfettamente in questa visione, affrontando temi profondamente umani: la fragilità, la memoria del corpo, la lacerazione, ma anche la possibilità di ricucire, trasformare e generare nuova forma. È una metafora che parla anche alle istituzioni. Perché le istituzioni, quando svolgono fino in fondo il proprio compito, sono chiamate proprio a ricucire, a creare legami, a tenere insieme comunità, territori, esperienze e sensibilità diverse. Un valore simbolico per la nostra delegazione: qui a Roma, Regione Lombardia porta non solo la propria presenza istituzionale, ma anche la ricchezza creativa del suo territorio, diventando un ponte ideale la Lombardia e le istituzioni nazionali, tra la dimensione amministrativa e quella culturale”.