ICE

Palazzo Lombardia ha ospitato il Collegio di Vigilanza per l’atto integrativo all’Adp (Accordo di programma) del “Polo esterno di Fiera Milano” con l’aggiornamento sul progetto dell'”Ice Hockey Arena”.
Il Collegio, presieduto dall’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, ha preso atto e condiviso, mercoledì 10 giugno, l’iniziativa promossa da Fondazione Fiera, d’intesa con la Fisg (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) di prevedere la realizzazione nel sito del quartiere fieristico in comune di Rho di una “Ice Hockey Arena”.

“Si tratta – spiega Sertori – di una struttura a carattere provvisorio con l’obiettivo di garantire al territorio la realizzazione in tempi brevi di un impianto sportivo in attesa di dotare l’area metropolitana di una struttura di carattere permanente”.
In particolare, l’assessore Sertori ha espresso “grande apprezzamento per la proposta presentata che consentirà, in continuità con le Olimpiadi Invernali 2026 e con le politiche regionali, di praticare gli sport su ghiaccio (hockey, pattinaggio di figura e curling) a livello agonistico ed anche di promuovere tali sport tra i più giovani”.

La gestione, in fase di perfezionamento, sarà prevista da Fondazione Fiera in stretta collaborazione con la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio. L’impianto sarà disponibile già a partire del prossimo inverno, così da consentirne l’utilizzo nella prossima stagione sportiva.

BAMBINI

Per un giorno, in Piazza Città di Lombardia, si torna tutti un po’ bambini. In collaborazione con Assogiocattoli, il cuore istituzionale della Regione si è trasformato in una grande area giochi, ricca di stand, attrazioni e attività pensate per ogni età.

Accantonando per qualche ora le sfide quotidiane che vedono spesso protagonisti genitori e figli alle prese con un utilizzo sempre più diffuso della tecnologia, durante la prima edizione della Giornata internazionale del Gioco hanno trionfato sorrisi, colori e fantasia.

In piazza bambini e bambine hanno passeggiato insieme a nonni e genitori tra gli stand delle più note aziende di giocattoli per i più piccoli. Impossibile, per loro, contenere l’emozione di fronte alle tante attività proposte, pensate per stimolare ogni inclinazione e curiosità.

C’è chi si diletta tra costruzioni, piste di macchinine e case delle bambole. Non sono mancati momenti di entusiasmo contagioso, come la gara di trattori che, proprio come piccoli go-kart, sfrecciavano lungo un circuito predisposto ad hoc per l’iniziativa. Immancabili, poi, i giochi di società, dai grandi classici alle novità più amate. Spazio anche alla creatività, con laboratori dedicati a pittura e disegno per i bambini più fantasiosi.

Soddisfatto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha voluto incontrare genitori, espositori e partecipanti. “Una prima edizione della Festa – ha sottolineato – che ha avuto il merito di far ritrovare alle famiglie il piacere di condividere il tempo con i loro figli, giocando con loro e ritrovando il piacere di donare gioia con piccoli gesti che sembravano dimenticati: oggi tutti presi tra smartphone e tablet, abbiamo perso il gusto di far vivere ai nostri bambini l’emozione di salire su un minitrattore alimentato con batterie o di far girare un trenino di legno su binari costruiti con pazienza”. “Il segnale che abbiamo voluto dare – ha concluso – è proprio questo: invitare mamme e papà, ma anche nonne e nonni a investire parte delle loro giornate giocando con i bimbi e costruendo complicità, emozioni e gioia”.

Piazza Città di Lombardia, infatti, si è trasformata in un luogo capace di accogliere e sprigionare emozioni, regalando ai più piccoli qualcosa di tanto semplice quanto prezioso: tempo, libertà e attenzione.

4MOTORI

Si è svolta questa mattina, a Barcellona, la cerimonia per il passaggio di consegne dalla Catalogna alla Regione francese dell’Alvernia-Rodano-Alpi per la guida dei ‘Quattro Motori per l’Europa’, iniziativa nata nel 1988 con l’obiettivo di promuove la cooperazione interregionale in settori strategici come innovazione, ricerca, competitività, sostenibilità e sviluppo economico. All’evento, che si è svolto nella sede del Governo catalano, ha partecipato, per Regione Lombardia, il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.

“L’esperienza dei Quattro Motori per l’Europa – ha sottolineato il sottosegretario Cattaneo – dimostra che la competitività europea nasce nelle regioni e dalla collaborazione tra le comunità, non da decisioni calate dall’alto da Bruxelles. Se questa rete continua a esistere dopo quasi quarant’anni è perché si fonda su un’intuizione ancora attuale: le regioni più dinamiche e innovative, che rappresentano un motore per l’economia europea, devono cooperare per costruire vere e proprie macroregioni funzionali. Realtà che lavorano insieme non per mera vicinanza geografica, ma perché condividono obiettivi strategici, sfide comuni e una visione di sviluppo”.

“Solo attraverso questa collaborazione – ha continuato – è possibile affrontare con successo le grandi sfide del futuro, a partire da quella della competitività. Questo è particolarmente vero in una fase storica in cui, anche a causa delle tensioni geopolitiche, le catene del valore tendono ad accorciarsi, rendendo ancora più rilevante la dimensione territoriale”.

Due i momenti chiave dell’evento: una sessione tecnica, durante la quale la presidenza catalana ha illustrato i obiettivi raggiunti e presentato la roadmap pluriennale 2026-2030; e una sessione istituzionale con gli interventi dei rappresentanti politici delle quattro regioni.

Tra i risultati rivendicati dalla presidenza catalana il rafforzamento di una posizione comune delle quattro regioni nel dibattito sul futuro ‘Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’Unione europea’, attraverso una dichiarazione congiunta e un position paper sulla Cooperazione territoriale europea. Documenti che evidenziano l’importanza di un sostegno dei programmi Interreg e il contrasto al rischio di una ricentralizzazione delle risorse europee.

“Oggi più che mai – ha concluso Cattaneo – serve un’Europa delle regioni, capace di valorizzare le proprie eccellenze e di costruire lo sviluppo partendo dal basso. Per questo guardiamo con preoccupazione alla proposta sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che prevede una riduzione delle risorse destinate alle politiche di coesione a favore di un grande fondo per la competitività, con il rischio di una gestione sempre più centralizzata da parte di Bruxelles o, al più, dei governi nazionali, a scapito della dimensione territoriale. La nostra esperienza dimostra invece che le politiche di coesione sono lo strumento più efficace per tenere insieme competitività e coesione sociale, che rappresentano il nostro obiettivo politico. Indebolire il ruolo delle regioni significherebbe rinunciare a un modello che in questi anni ha saputo coniugare crescita economica, sviluppo equilibrato e inclusione sociale”.

La rete dei Quattro motori per l’Europa’ riunisce Lombardia, Catalogna, Baden-Württemberg e Alvernia-Rodano-Alpi, quattro tra le regioni più dinamiche e innovative del continente, che rappresentano complessivamente circa 37 milioni di cittadini e oltre il 10% del PIL dell’Unione europea. Nata nel 1988, l’iniziativa promuove la cooperazione interregionale in settori strategici quali innovazione, ricerca, competitività, sostenibilità e sviluppo economico.

Presenti, tra gli altri, il presidente della Generalitat della Catalogna Salvador Illa; il consigliere per l’Unione europea e l’Azione estera Jaume Duch Guillot; il segretario di Stato del ministero di Stato del Baden-Württemberg Florian Haßler; e il presidente della Regione Alvernia-Rodano-Alpi, Fabrice Pannekoucke.

FOLKLORE

Parre/BG, borgo montano della Valseriana, è stato insignito del titolo di ‘Città del Folklore 2026’, il prestigioso riconoscimento nazionale assegnato dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari (FITP) alle comunità che si distinguono nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.

All’assegnazione, oggi a Palazzo Pirelli, erano presenti l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, il consigliere regionale Michele Schiavi, e i rappresentanti del Comune e delle associazioni impegnate nella salvaguardia delle tradizioni locali.

“Il titolo di Città del Folklore 2026 – ha affermato l’assessore Caruso – rappresenta anche un riconoscimento alla Lombardia come terra capace di custodire e valorizzare le proprie tradizioni popolari. Parre è un modello concreto di come dialetti, costumi, saperi e riti collettivi possano continuare a vivere nel presente. Qui le tradizioni fanno parte della vita quotidiana della comunità. Lo dimostrano il Costöm de Par, ancora oggi indossato e tramandato, il linguaggio Gaì, nato tra i pastori della valle, e l’impegno delle associazioni che coinvolgono giovani e famiglie nella conservazione di un patrimonio unico. È una storia che continua a vivere e che ora riceve un importante riconoscimento a livello nazionale”.

“Parre – ha aggiunto – è riuscita a fare della propria identità una risorsa culturale e turistica. Archeologia, tradizioni popolari, cultura pastorale e gastronomia si intrecciano in un racconto autentico che rafforza il senso di appartenenza della comunità e rende il paese sempre più attrattivo. Questo risultato appartiene anzitutto ai volontari, alle associazioni e ai cittadini che, con passione e continuità, hanno custodito e trasmesso queste eredità che costituiscono una parte essenziale della nostra identità culturale”.

Quest’anno Parre sarà una delle principali vetrine nazionali del patrimonio folklorico lombardo. Un ruolo che affonda le proprie radici in una storia antica, testimoniata anche dal Parco Archeologico dell’Oppidum degli Orobi, tra i più significativi siti protostorici della Lombardia. Già nell’Età del Ferro, infatti, gli Orobi individuarono in questo territorio un luogo strategico per i collegamenti tra la pianura padana e i valichi alpini verso l’Europa centrale, favorito anche dalla presenza di importanti risorse minerarie che per secoli hanno contribuito allo sviluppo economico della valle.

Di quella presenza resta oggi preziosa testimonianza nel Parco Archeologico dell’Oppidum degli Orobi, uno dei più significativi siti protostorici della Lombardia.

Fondamentale è inoltre il contributo dell’Associazione ‘Costöm de Par’ e del Gruppo Folklorico Lampiusa, che da anni portano avanti attività di ricerca, tutela e divulgazione, favorendo il coinvolgimento delle nuove generazioni. Accanto al ‘Gaì’, l’antico linguaggio dei pastori parresi nato dalle migrazioni stagionali verso gli alpeggi e dai rapporti con i territori d’Oltralpe.

Nel corso del 2026 il titolo di Città del Folklore accompagnerà un ricco calendario di iniziative, manifestazioni ed eventi dedicati alla promozione delle tradizioni popolari e alla valorizzazione del patrimonio culturale di Parre.

SPORTIVAMENTE

Il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi, è intervenuta oggi alla conferenza stampa di presentazione di  ‘SportivaMente’, il festival dello sport di Crema che dal 12 al 14 giugno trasformerà la città in una palestra a cielo aperto coinvolgendo il centro storico, le piazze cittadine e numerose società sportive locali.

“Iniziative come queste – commenta Picchi – promuovono e diffondono la cultura dello sport come strumento fondamentale per il benessere psicofisico della persona”.

Numeri alla mano, in città saranno presenti circa 40 associazioni sportive del territorio per oltre 30 discipline tra sport di squadra, arti marziali, sport acquatici, attività fitness, danza e discipline Outdoor. 

“SportivaMente – continua il sottosegretario – rappresenta per il Cremasco un investimento sulla qualità della vita, sulla coesione sociale e sulla crescita delle nuove generazioni. Promuovere la cultura dello sport significa promuovere benessere psicofisico, prevenzione, educazione al rispetto e alla socialità: elementi fondamentali per una comunità che cresce unita e inclusiva”. 

Intervenuti alla conferenza stampa, a Palazzo Lombardia, anche Claudio Pedrazzini, vice presidente del Coni Lombardia; Giorgio Cardile, assessore alla Cultura, Politiche giovanili e Turismo del Comune di Crema; Walter Della Frera, consigliere delegato allo Sport; Manuel Pellini, vice presidente commissione Sport di Crema. Tra i presenti, il consigliere regionale Matteo Piloni.

AMBIENTE

L’importanza di un approccio scientifico alla sostenibilità e la capacità di abbinare in modo proficuo ambiente e crescita economica, rendendo la tutela del pianeta un fattore di competitività nel quadro di una visione pragmatica e non ideologica. È stato questo il messaggio lanciato dall’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Giorgio Maione in occasione della 54esima Giornata Mondiale dell’Ambiente, iniziativa istituita nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Tema portante dell’edizione 2026 è lo slogan ‘Ispirati dalla Natura. Per il Clima. Per il nostro Futuro’, che evidenzia l’importanza di sfruttare le cosiddette ‘soluzioni basate sulla natura’, ovvero meccanismi ispirati a processi naturali, per affrontare importanti sfide ambientali come il cambiamento climatico.

Assessore Maione: sostenibilità priorità per Regione Lombardia – “La Giornata Mondiale dell’Ambiente, soprattutto qui in Lombardia – ha spiegato l’assessore Maione – non è un appuntamento che possiamo permetterci di trattare come una ricorrenza qualsiasi. Viviamo in una regione che produce, innova ed esporta tantissimo, ma proprio per questo sentiamo forte il peso e la responsabilità delle scelte ambientali che facciamo ogni giorno. Parlare di ambiente nel territorio lombardo non significa affrontare un argomento astratto: parliamo infatti dell’aria che respiriamo, dell’acqua che dobbiamo proteggere, del suolo che non possiamo sprecare e di territori chiamati a resistere a eventi climatici estremi, sempre più frequenti”.

“La vera sfida – ha aggiunto – è mettere insieme due elementi che magari per qualcuno sono inconciliabili: la vocazione industriale, produttiva e agricola della Lombardia e l’urgenza di adattarsi ai cambiamenti climatici. La nostra regione è protagonista della transizione ecologica proprio grazie alle competenze, alle imprese, alla ricerca e alle amministrazioni che sanno trasformare i problemi in opportunità”.

“Questo – ha concluso Maione – è esattamente quello che stiamo facendo attraverso la Strategia di Adattamento, gli investimenti per migliorare la qualità dell’aria, la rigenerazione urbana, le bonifiche in atto e il sostegno a Comuni e imprese per promuovere l’economia circolare e l’efficientamento energetico. La Giornata dell’Ambiente ci ricorda una cosa fondamentale: non basta proclamare buone intenzioni, bisogna anche misurare e ottenere i risultati. E la Lombardia continuerà a farlo, con pragmatismo e senso di responsabilità”.

ENVISIONING

Il futuro del vino italiano tra competitività internazionale e valorizzazione dei territori è il tema al centro di Envisioning2035 – Wine [R]evolution, il summit ospitato oggi al Belvedere Silvio Berlusconi di Palazzo Lombardia. L’iniziativa ha riunito esperti del settore per riflettere sulle sfide che attendono la filiera vitivinicola nei prossimi anni e individuare le strategie necessarie per rafforzarne la capacità di generare valore.

“La Lombardia è una delle regioni protagoniste del vino italiano – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi – e il confronto di oggi conferma quanto sia necessario guardare al futuro con coraggio e visione. La qualità delle nostre produzioni resta un punto di forza imprescindibile. Oggi, tuttavia, servono anche capacità manageriali, innovazione, presenza sui mercati internazionali. Oltre a strumenti efficaci per intercettare i nuovi consumatori. È su questi fronti che dobbiamo continuare a investire per garantire competitività alle nostre imprese”.

Tra i temi affrontati, la necessità di rafforzare la struttura delle imprese, sviluppare nuove strategie commerciali, investire nelle competenze e cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale. Ampio spazio è stato inoltre dedicato al cambiamento delle abitudini di consumo e al ruolo crescente di strumenti come e-commerce, community digitali, podcast e intelligenza artificiale nella promozione e commercializzazione del vino.

“Il vino rappresenta certamente un’eccellenza produttiva lombarda – ha concluso Beduschi – ma è anche un patrimonio culturale e identitario che contribuisce in modo determinante all’attrattività dei nostri territori . La sfida dei prossimi anni sarà continuare a coniugare con attenzione tradizione e innovazione, mantenendo forte il legame con le nostre radici e rendendo sempre più competitivo il sistema vitivinicolo lombardo e italiano sui mercati di tutto il mondo”.

100 ANNI

Un Tazio Nuvolari inedito, osservato non dal volante di un’auto da corsa ma attraverso il suo obiettivo fotografico. È questo il filo conduttore della mostra ‘Lo sguardo di Nuvolari’, inaugurata oggi nelle Fruttiere di Palazzo Te, a Mantova, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’Automobile club Mantova.

All’apertura dell’esposizione è intervenuta l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso. Presenti anche il presidente dell’Automobile club d’Italia, Geronimo La Russa, il presidente della Fondazione Palazzo Te, Giovanni Pasetti, lo storico dell’automobilismo Gianni Cancellieri e il presidente di Aci Mantova, Alberto Marenghi.

La mostra, aperta al pubblico fino al 7 giugno, riprende e rinnova l’esperienza dell’esposizione ‘Quando scatta Nuvolari’, ospitata nel 2009 proprio a Palazzo Te.

“Non poteva esserci luogo più adatto di Mantova – ha affermato l’assessore Caruso – per celebrare un uomo che a questa terra è indissolubilmente legato. Nuvolari è stato un lombardo autentico che, con le sue imprese sportive, ha portato il nome della Lombardia e dell’Italia ai vertici dell’automobilismo mondiale. Questa mostra ce lo restituisce in una veste inedita, contribuendo ad ampliare la conoscenza di una figura straordinaria e a rivelarne una dimensione più intima e umana, oltre il mito dello sport italiano”.

“Per questo – ha aggiunto – teniamo molto a preservarne e valorizzarne la memoria. Il museo mantovano a lui dedicato fa parte della rete delle realtà riconosciute da Regione Lombardia e custodisce un patrimonio prezioso di fotografie, cimeli e testimonianze che raccontano la sua vita e le sue imprese. Un’eredità che continua a parlare alle nuove generazioni e che fa sì che il ‘Mantovano Volante’ corra ancora oggi nella memoria della sua città”.

“Il centenario non è solo memoria – ha sottolineato Geronimo La Russa – è responsabilità verso il futuro. Questa mostra è preziosa, perché ci restituisce Nuvolari attraverso le immagini. Immagini che non raccontano solo un pilota: raccontano un uomo, il suo sguardo, la sua concentrazione, la sua umanità. Nuvolari è il simbolo di ciò che Mantova e Aci hanno rappresentato insieme: coraggio, talento, orgoglio italiano”.

Attraverso proiezioni immersive e materiali fotografici realizzati dallo stesso Nuvolari, il percorso espositivo accompagna i visitatori in una dimensione inedita, consentendo di scoprire aspetti meno conosciuti della personalità del grande pilota mantovano.

Tra i pezzi di maggior valore storico esposti figura la Coppa Vanderbilt conquistata da Nuvolari nel 1936 a Roosevelt Raceway, negli Stati Uniti, considerata all’epoca uno dei trofei più prestigiosi dell’automobilismo mondiale. Il cimelio è stato concesso per l’occasione dal Museo Nicolis di Villafranca di Verona.

DIALETTO

“Aperti verso il mondo, orgogliosi delle proprie radici e delle proprie tradizioni: è così la Lombardia. Complimenti a tutto l’istituto e ai ragazzi”.

Con queste parole il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato il video realizzato dall’Istituto Marcelline Tommaseo di Milano, nel quale studenti, docenti e suor Monica, originaria della provincia di Bergamo, interpretano il celebre brano ‘O mia bela Madunina’, simbolo della tradizione milanese.

L’iniziativa assume un significato particolare anche alla luce dell’impegno che Regione Lombardia sta portando avanti per la valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale lombardo. Proprio in occasione della Festa della Lombardia, celebrata il 29 maggio, è stato infatti presentato il progetto ‘Lumbardialett’, promosso per favorire la conoscenza, la tutela e la diffusione dei dialetti lombardi attraverso strumenti innovativi e il coinvolgimento delle nuove generazioni.

L’Istituto Marcelline Tommaseo rappresenta un esempio concreto. Accanto all’insegnamento di lingue internazionali come inglese, spagnolo, francese, cinese e arabo, propone infatti anche lo studio del lombardo, coniugando apertura internazionale e valorizzazione dell’identità culturale del territorio. E dall’istituto arriva una proposta per il 29 maggio 2027: “portiamo i nostri alunni a cantare sul palco di Regione Lombardia. Dialetto più le lingue del mondo”.

“Guardare al futuro e al mondo senza dimenticare le proprie radici – ha concluso Fontana – è il modo migliore per trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza a una comunità ricca di storia, cultura e tradizioni”.

CAMUNA 2026

“Quella che celebriamo oggi – ha spiegato il presidente Fontana – è la festa di una grande comunità, di chi condivide valori molto precisi, legati alla dedizione al lavoro, alla solidarietà, alla partecipazione civile. È la festa di chi abita la nostra regione e sa affrontare le difficoltà con determinazione. A loro va il nostro ringraziamento per quello che ci consentono di essere. Attraverso l’assegnazione del premio Rosa Camuna  abbiamo voluto dare un riconoscimento a quelle persone, alcune celebri altre meno note, che sono accomunate da questi valori”.

Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in occasione della consegna dei premi ‘Rosa camuna’ durante l’edizione 2026 della ‘ Festa della Lombardia’.