RESISTENZA

Nel segno delle donne del Museo Bagatti Valsecchi continua con un ricco cartellone dedicato principalmente al teatro, con ben tre spettacoli che portano in scena figure di donne coraggiose e appassionate.

Si prosegue l’11 maggio con “Palma Bucarelli e l’altra resistenza”, in collaborazione con il Teatro Elfo Puccini, in cui Cinzia Spanò interpreterà la straordinaria Palma Bucarelli: storica dell’arte competente e critica agguerrita, tra le prime direttrici donna di un museo pubblico in Italia, figura fondamentale per la diffusione dell’arte contemporanea con posizioni discusse e controcorrente. Antifascista coraggiosa, negli anni della guerra si impegnò a mettere in salvo le opere della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma dalle razzie tedesche e dai bombardamenti in maniera talora rocambolesca. Il suo fu un contributo fondamentale a quell’altra resistenza: il salvataggio del nostro patrimonio artistico.

EVA

Nel segno delle donne del Museo Bagatti Valsecchi continua con un ricco cartellone dedicato principalmente al teatro, con ben tre spettacoli che portano in scena figure di donne coraggiose e appassionate. Si comincia questa sera con “Eva (1912-1945)” con Federica Fracassi, parte di Innamorate dello spavento, progetto di Teatro i in cui l’autore Massimo Sgorbani cattura le voci di alcune figure femminili legate al Führer che precipitano inarrestabili verso la fine del Reich: Eva Braun è una donna che sta per morire ed è profondamente innamorata di Hitler, fedele al suo amore fino all’ultimo istante.

CARTELLONE

Per il Cartellone stasera al Museo, nel mese di aprile al Museo Bagatti Valsecchi si celebreranno grandi donne attraverso la musica che è stata loro dedicata. Il Salone d’Onore darà infatti il benvenuto a due eventi musicali imperdibili, che racconteranno di come tre donne siano state capaci di ispirare grandi capolavori.

Domani, Mercoledì 20 aprile, sarà la volta dell’Accademia musicale OttavaNota che presenterà Luca Franzetti in un concerto dedicato a Johann Sebastian Bach. Nel 1720 muore la prima moglie di Johann Sebastian Bach, Maria Barbara. Il compositore rimane da solo a sostenere una situazione terribile dal punto di vista umano ed economico. In quell’anno scrive la seconda suite: una musica straordinariamente triste che racconta la morte di un amore. Nel 1721 Bach conosce Anna Magdalena, se ne innamora perdutamente e poco tempo dopo la sposa. Finalmente la vita ritorna. Ed è tutta un’altra musica.

AL MUSEO

Nel segno delle donne, nel mese di aprile al Museo Bagatti Valsecchi si celebreranno grandi donne attraverso la musica che è stata loro dedicata. Il Salone d’Onore darà infatti il benvenuto a due eventi musicali imperdibili, che racconteranno di come tre donne siano state capaci di ispirare grandi capolavori.

Domani, Mercoledì 13 aprile, l’Orchestra internazionale Filarmonica di Milano, LaFil, in occasione dell’evento “Felix e Fanny Mendelssohn. Un amore fraterno” introdurrà gli spettatori alla scoperta di questa coppia di fratelli uniti da un grandissimo talento e legati da un profondissimo affetto reciproco: Felix e sua sorella maggiore Fanny Mendelssohn, infatti, sono i protagonisti di questa serata che nasce dal progetto di eseguire i lavori sinfonici di Felix Mendelssohn nel contesto della residenza artistica de LaFil al Teatro Lirico di Milano. Dotata di una straordinaria memoria musicale e celebrata da Goethe in una poesia a lei dedicata, Fanny si fece apprezzare tanto in qualità di esecutrice quanto di compositrice, benché la sua fortuna rimase sempre all’ombra del più celebre fratello. Felix Mendelssohn, da parte sua, le dedicò – alla morte avvenuta nel maggio del 1847 – un intenso requiem in cui vigore, lirismo e malinconia s’intrecciano a testimoniare tutta la sincerità di un amore fraterno.

LA SCACCHIERA

Il Museo Bagatti Valsecchi in collaborazione con Franco Maria Ricci Editore mercoledì, 30 marzo alle ore 19.00, presenta  il libro “Sulla scacchiera”, di recente pubblicazione dell’editore, alla presenza degli autori Stefano Salis e Adolivio Capece.

La presentazione avrà luogo nel Salone d’Onore del Museo, dove i fratelli Bagatti Valsecchi erano soliti accogliere i loro ospiti per balli e feste e dove avvenivano partite dei giochi più vari tra cui non mancavano mai ovviamente gli scacchi.

Gioco dall’origine molto antica che non ha mai perso fascino con lo scorrere del tempo, gli scacchi richiedono ragionamento logico, concentrazione, capacità di astrazione, fiducia in sé stessi e disciplina di regole precise. Il volume “Sulla scacchiera” ne esplora vari aspetti tra arte, letteratura e scienza, indagando i meccanismi celebrali che si attivano durante una partita, raccontando la nascita e la diffusione del gioco e la sua rappresentazione in varie forme artistiche fino ad arrivare a una sintesi delle regole basilari e a una raccolta di partite famose. Il tutto è corredato da bellissime fotografie di Massimo Listri che immortalano i pezzi e le scacchiere più raffinati di una delle più preziose e complete collezioni private al mondo, a testimoniare anche l’importanza degli oggetti stessi usati nel gioco.

Il 2 aprile si parlerà ancora di scacchi in Museo con un momento dedicato ai visitatori e alle loro famiglie insieme a Adolivio Capece per scoprire i diversi aspetti di questa attività, compreso il ruolo di condivisione e divertimento tra genitori e figli. Il noto scacchista racconterà curiosità e virtù del gioco, per farlo conoscere e amare e per metterne in risalto le tante doti educative: è stato provato come gli scacchi aiutino il cervello a lavorare e a tenersi sempre attivo e in esercizio, è un gioco che aiuta a ragionare, a valutare e prendere decisioni e oltretutto insegna a rispettare le regole e a rispettare l’avversario. Con questo appuntamento adulti e ragazzi impareranno le tappe fondamentali della storia di questo gioco e riconosceranno tanti scacchisti tra personaggi famosi delle scienze e della cultura, come Rita Levi Montalcini o Tolstoj, che era solito giocare per rilassarsi, ma anche Goethe, Voltaire, Duchamp per arrivare infine ai giorni nostri con il musicista Sting, che ha da sempre incoraggia i propri figli a giocare per aiutare a sviluppare il cervello.

A corredo di queste attività, dal 30 marzo fino a domenica 3 aprile nel Salone D’Onore sarà posto in evidenza un prezioso cofano, decorato sul coperchio con una scacchiera. Quest’opera appartenente alla collezione del Museo ben rappresenta lo spirito dei fratelli Bagatti Valsecchi: se a prima vista si presenta infatti come un manufatto antico, le analisi hanno rivelato che si tratta in realtà di un assemblaggio ottocentesco realizzato da una cassetta antica senza decorazioni poi rivestita con frammenti di tarsie di varia provenienza databili verso la fine del Quattrocento. Un interessante manufatto che simboleggia la passione dei fratelli per il mondo antico e la sua rievocazione in tutti gli oggetti della loro dimora, e che testimonia la loro passione per il gioco degli scacchi.

MISS ME

Questa sera nel segno delle donne, il Museo Bagatti Valsecchi ospita un evento speciale: Miss me, performance musicale, unica e inedita, del musicista e produttore Emiliano Pepe che, con pianoforte e voce, accompagna il pubblico in un viaggio estremamente coinvolgente attraverso melodie e immagini.

Per la prima volta il Museo Bagatti Valsecchi ospita una esibizione di questo genere, in cui la musica sperimentale dell’artista, prende forma attraverso un’esibizione di pura improvvisazione pianistica. Emiliano Pepe lasciandosi ispirare dalla tematica della rassegna – ossia le donne – sulla base di Miss me, una delle tracce del nuovo album Self Magic che ha consacrato alla ricerca dell’auto–cura, propone un’esperienza immersiva nella quale celebrare la propria parte femminile come forma d’arte evolutiva. Miss me richiama infatti la sua parte “Miss”, e vuole glorificarla in virtù dell’abbattimento del confine tra maschile e femminile, dimostrando quanto sia inutile, da parte degli uomini, voler esibire a tutti i costi la propria virilità attraverso il possesso.

“Quando si parla di ispirazione e gusto mi piace attingere dal mondo femminile e maschile cercando di trascendere il concetto di ‘confine’ per arrivare ad un’idea di anti-modello totalmente inclusiva. All the Loves I Respect”

Attraverso il suono, le parole e le immagini che accompagneranno le melodie, sarà possibile vivere una sensazione di totale coinvolgimento, in un viaggio sonoro unico e tridimensionale.

L’evento si inserisce all’interno del cartellone “Stasera al Museo”, diciannove eventi di musica e teatro, che da marzo a dicembre prenderanno vita nel Salone d’Onore del Museo, tutti legati da un fil rouge che vede protagoniste diverse figure femminili declinate in vari ambiti del sapere: donne artiste e storiche dell’arte, musiciste, scienziate, donne a cui la storia ha riservato un posto speciale ma anche donne comuni, a cui questa rassegna vuole rendere omaggio.

Ideata dal nuovo Conservatore Antonio D’Amico, Stasera al Museo rappresenta un unicum tra le proposte culturali dei musei milanesi, con l’obiettivo di mettere in luce l’identità di una Casa Museo che, nata a metà Ottocento come dimora di incontri e ricevimenti, è oggi un museo aperto per accogliere il pubblico non solo per ammirare le collezioni permanenti, ma anche per assistere a rappresentazioni teatrali e concerti dal vivo.

SEGNO DELLE DONNE

Il Museo Bagatti Valsecchi ha presentato oggi il cartellone “Stasera al Museo”, diciannove eventi di musica e teatro, che da marzo a dicembre prenderanno vita nel Salone d’Onore del Museo, tutti legati da un fil rouge che vede protagoniste diverse figure femminili declinate in vari ambiti del sapere: donne artiste e storiche dell’arte, musiciste, scienziate, donne a cui la storia ha riservato un posto speciale ma anche donne comuni, a cui questa rassegna vuole rendere omaggio.

Ideata dal nuovo Conservatore Antonio D’Amico, Stasera al Museo rappresenta un unicum tra le proposte culturali dei musei milanesi, con l’obiettivo di mettere in luce l’identità di una Casa Museo che, nata a metà Ottocento come dimora di incontri e ricevimenti, è oggi un museo aperto per accogliere il pubblico non solo per ammirare le collezioni permanenti, ma anche per assistere a rappresentazioni teatrali e concerti dal vivo.

“La creazione di un cartellone con eventi di musica e teatro ha l’obiettivo di dare un importante segnale di ripartenza non solo del nostro Museo, ma del settore dell’arte e della cultura in generale, che sono stati particolarmente colpiti dalla vicenda pandemica degli ultimi due anni.” afferma la Presidente Camilla Bagatti Valsecchi, che prosegue: “E i segnali che intravediamo sono estremamente incoraggianti: non solo i numeri dei visitatori stanno tornano a crescere, ma c’è un forte desiderio di partecipare in maniera attiva agli incontri culturali”.

“Incontrarsi al Museo Bagatti Valsecchi, nel segno delle donne, vuol essere un invito a riscoprire l’importanza dello stare insieme per godere diversi momenti in armonia, tra musica e teatro”. Così Antonio D’Amico sottolinea che la rassegna “nasce quest’anno ed è dedicata all’universo femminile, ma di anno in anno sarà declinata su tematiche differenti per accogliere un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo, nella speranza che la cultura e le diverse forme d’arte possano aiutarci a vivere una vita migliore”.

La rassegna gode del sostegno di Regione Lombardia e del patrocinio del Comune di Milano, istituzioni a fianco del Museo Bagatti Valsecchi per promuovere la cultura.

“La Casa Museo Bagatti Valsecchi è, fuor di dubbio, un’eccellenza dell’offerta museale regionale nel cuore di Milano. L’iniziativa “Stasera al Museo” rappresenta una risposta innovativa e creativa della dimora espositiva di Via Gesù 5 alla lunga crisi patita dalla cultura a causa dell’emergenza pandemica” commenta il prof. Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia, che aggiunge: “Una proposta audace che si propone d’infrangere confini – inesistenti – tra le diverse espressioni artistiche e consolidati luoghi comuni. E così un museo – o meglio, una fra le più belle case museo della Lombardia e dell’intera Europa – si prepara a diventare un palcoscenico per musica e teatro, senza trascurare naturalmente la propria vocazione al bello dell’arte. Sono certo che il pubblico saprà apprezzare il cartellone di “Stasera al Museo. Nel segno delle donne” che andrà in scena – con il sostegno di Regione Lombardia – nel Salone d’Onore del Museo Bagatti Valsecchi sino alla fine dell’anno”.

“È davvero entusiasmante vedere come arte figurativa, musica, teatro e letteratura abbiano abbracciato in questi anni il tema dell’immagine della donna, della valorizzazione della leadership femminile in ogni settore dell’agire umano, della riscoperta del loro contributo fondamentale alla storia dell’arte e della società” – ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi – “Questa bellissima iniziativa multidisciplinare promossa dal Museo Bagatti Valsecchi si inserisce proprio nel solco di questa linea tematica, condivisa e sostenuta con convinzione dal Comune di Milano anche nella propria programmazione culturale”.

Stasera al Museo è realizzato grazie a diverse collaborazioni prestigiose del settore: per i concerti sono stati coinvolti Serate musicali e Conservatorio di Milano, Orchestra internazionale LaFil Filarmonica di Milano, Accademia musicale OttavaNota, Associazione Omaggio al Clavicembalo e Pepita promozione; per gli spettacoli teatrali ci si è avvalsi di Teatro i, Teatro Elfo Puccini, Compagnia dell’Ozio, Teatro della Cooperativa e Alta Luce Teatro.

Ma non finisce qui. Nel 2022 riprende anche l’attività espositiva del Museo con una intrigante mostra che vedrà dialogare, tra le sale della Casa Museo, una significativa selezione di capolavori del Seicento e del Settecento, facenti parte di una prestigiosa collezione privata lombarda. La seduzione del bello. Nelle segrete stanze di una collezione a Milano è il titolo dell’esposizione che affronta il tema del collezionismo, ancora oggi una pratica molto dinamica, come ai tempi dei due fratelli Bagatti Valsecchi.

M’ILLUMINO MENO

Una visita guidata sul tema dell’energia elettrica: con questa iniziativa il Museo Bagatti Valsecchi di Milano parteciperà il prossimo 11 marzo alla diciottesima edizione di “M’illumino di Meno”, la celebre e partecipata campagna radiofonica dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili, lanciata da “Caterpillar” nel 2005.

In questa diciottesima edizione, in cui la trasmissione chiede ai suoi ascoltatori di spegnere, pedalare, rinverdire, migliorare”, la Casa Museo neorinascimentale ha deciso di partecipare con una visita speciale che ricorda la modernità dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, che a fine Ottocento realizzarono una dimora dove l’innovazione tecnologica è sempre andata di pari passo con la funzionalità, tanto che fu una delle prime case di Milano dotata di illuminazione elettrica.

I visitatori che sceglieranno di entrare negli spazi di Via Gesù, quindi, oltre ad ammirare la collezione artistica dei due fratelli, potranno conoscere l’evoluzione dell’illuminazione domestica nel corso degli anni da fine Ottocento fino ai giorni nostri.

I baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi hanno dato origine a una straordinaria Casa Museo che prende proprio il loro nome. I due fratelli decisero di ristrutturare la dimora di famiglia, situata in via Gesù, in pieno centro a Milano, dove raccolsero una collezione eterogenea di opere d’arte e arredi quattro-cinquecenteschi. La ricerca estetica e l’innovazione tecnologica rappresentano le due anime di questa casa: la dimora privata era infatti dotata anche di acqua corrente calda e fredda e di riscaldamento in tutte le stanze.

PRESENTAZIONI

Martedì 15 febbraio 2022 alle ore 19, le porte del Salone d’Onore del Museo Bagatti Valsecchi si apriranno nuovamente per ospitare una conversazione tra Alberto Saibene e lo storiografo Mauro Bersani – introdotta da Andrea Giuseppe Cerra, Cultore della materia in Storia delle Dottrine e delle Istituzioni Politiche presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Catania in occasione della presentazione del libro di Alberto Saibene “Milano fine Novecento. Storie, luoghi e personaggi di una città che non c’è più”. È un racconto ricco e variegato, personale ma anche perfettamente inquadrato nella sua storicità, quello di Alberto Saibene, focalizzato sulla Milano dei tre decenni successivi alla seconda guerra mondiale, un dialogo continuo con i personaggi che l’hanno rappresentata, da Bruno Munari a Rosellina Archinto, da Giovanni Einaudi a Beppe Viola, ma anche un approfondimento appassionato su alcune tematiche che stanno a cuore all’autore, come il cinema girato a Milano e l’emblematico ruolo del Piccolo Teatro. Il libro è il racconto-testimonianza di Alberto Saibene di una Milano del dopoguerra a cui tutto il Paese guarda come modello di modernità e innovazione. Una storia densa, in cui gli incontri e i ricordi famigliari dell’autore si mescolano alle prime letture “epocali”, ai luoghi cult meneghini, e soprattutto alle vite di registi, editori, scrittori, architetti, grafici e designer, imprenditori, discografici, fumettisti, comici e cantanti dell’epoca. Donne e uomini che hanno segnato la vita culturale e politica di una città che oggi non c’è più, ma di cui, dopo aver letto questo libro, si saprà riconoscere con maggiore consapevolezza l’eredità e l’influenza sul presente. La Casa Museo Bagatti Valsecchi, situata nel cuore di Milano, rappresenta una delle prime grandi espressioni del design milanese. Cuore pulsante della vita culturale e sociale che da fine Ottocento arriva agli anni Settanta del Novecento grazie alla piena partecipazione alla vita cittadina della famiglia Bagatti Valsecchi, ancora oggi ricopre un ruolo di primo piano come simbolo della città di Milano grazie alla sua apertura al pubblico nel 1994, anni cruciali per lo sviluppo di un nuovo modo di vivere la cultura. Il luogo perfetto, dunque, per celebrare lo “spirito meneghino” attraverso questo libro. A fare da controcanto alle parole di Alberto Saibene, declinate nella forma di articoli e saggi brevi, un prezioso portfolio con le fotografie di Carla Cerati, insieme protagonista e testimone di quegli anni.

GALATEO

Martedì 25 gennaio 2022 alle ore 19, il Salone d’Onore del Museo Bagatti Valsecchi ospiterà, in concomitanza con l’uscita del libro in libreria, la prima presentazione de “Il Galateo dello Spazio”, la nuova pubblicazione di Samuele Briatore e Francesca Martinelli, edita da Artemide. L’incontro con i due autori sarà moderato da Patrizia Catalano, giornalista, curatrice ed esperta di interior design.

“Il Galateo dello Spazio” nasce dall’idea di due spiriti creativi accumunati dalla passione per la casa, lo stile e l’accoglienza: Samuele Briatore – presidente dell’Accademia Italiana di Buone Maniere, Galateo e Costume, che da quasi 20 anni si occupa dello studio e della ricerca dell’accoglienza e delle pratiche di gentilezza ­– e Francesca Martinelli, fondatrice di HOOMS e specializzata nell’home staging interior design.

Grazie all’esperienza e al confronto diretto con i propri clienti, i due autori hanno saputo interpretare un sentire comune, una esigenza diffusa nata dopo gli stravolgimenti sociali, economici e culturali che il periodo di pandemia appena trascorso ci ha costretto a subire: quella di ritrovare una dimensione sociale, il giusto modo di dedicarsi agli altri all’interno della propria casa. Il Galateo si configura così come un valido aiuto anche per reinterpretare gli spazi – quelli privati e quelli dedicati all’accoglienza – da intendersi non come un insieme di regole fisse e inderogabili, ma come linee guida da interpretare seguendo il proprio estro e le proprie esigenze, così da conferire una precisa identità ai luoghi che abitiamo.

Quale miglior luogo, dunque, per presentare in anteprima il libro, che il Museo Bagatti Valsecchi, una vera e propria casa in cui la famiglia Bagatti Valsecchi visse fino alla metà degli anni ‘70 del Novecento e che i fratelli Giuseppe e Fausto ristrutturarono alla fine dell’Ottocento, occupandosi dell’arredamento e della decorazione della casa, collezionando dipinti e manufatti d’arte applicata.

Ora come allora, lo spazio inteso come luogo domestico, famigliare e rappresentativo di sé si trova a dover continuamente combattere tra l’utile e il bello, l’accoglienza e la funzionalità, il design contemporaneo e l’antico. Nasce così la difficoltà nello scegliere soluzioni che rispecchino i propri gusti, la cui scelta, il più delle volte, viene delegata a consulenti esterni.

“Il Galateo dello Spazio” si configura come un’utile e pratica guida per risolvere questi conflitti, così da trasformare la propria casa in un luogo accogliente. Il libro racconta come forme, colori e materiali possano essere utilizzati per prendersi cura di sé e degli altri e come gli spazi possano essere portatori di storie, ponendo anche l’accento su temi oggi molto attuali come la sostenibilità, l’ecologia, il valore del tempo, l’identità degli spazi, la ritualità e il genius loci.