UN ORGOGLIO 

La Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 è tornata in Lombardia facendo tappa a Livigno, sede delle competizioni di snowboard e sci acrobatico. Nello specifico, il percorso della torcia, prima di arrivare in Valtellina, ha toccato le località di Ponte di Legno e Aprica per poi concludersi al Livigno Snow Park. Particolarmente emozionante e spettacolare il primo tratto in parapendio e il tour tra le vie del paese. All’appuntamento erano presenti, tra gli altri, l’assessore agli Enti locali, Montagna di Regione Lombardia, Massimo Sertori e il sindaco di Livigno, Remo Galli.

“Ancora una volta – ha commentato Massimo Sertori – la Lombardia,  e nel caso specifico Livigno, ha dimostrato di essere all’altezza di un evento storico come quello dei Giochi Olimpici. L’entusiasmo che si respira in Valtellina è lo stesso che, in maniera precisa e puntuale,  il presidente del Comitato Internazionale Olimpico Kirsty Coventry ha descritto nell’incontro che abbiamo avuto con lei giovedì a Palazzo Lombardia”.

“La linea di partenza – ha concluso l’assessore Sertori – è davvero vicina e non nascondo che, da valtellinese, l’orgoglio di essere protagonisti di questa vetrina internazionale è davvero eccezionale”.

Tra i tedofori protagonisti della tappa di Livigno anche Mario Melazzini, direttore generale al Welfare di Regione Lombardia e le due cugine Mara e Katia Zini, vincitrici delle medaglie di bronzo delle Olimpiadi di Torino 2006.

STEVE MCCURRY

Inaugurata oggi al Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa (Ferno, Varese) la mostra fotografica ‘The World in Motion’, parte del palinsesto dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con la presenza dell’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 30 aprile e curata da Gabriella Giacchetti, trasforma uno degli hub internazionali più importanti d’Europa in uno spazio di arte e riflessione grazie agli scatti del fotografo statunitense Steve McCurry ed Eolo Perfido.

“Questa mostra – dichiara l’assessore Caruso – porta l’arte fotografica fuori dai luoghi tradizionali in un incontro con la vita quotidiana delle persone, negli spazi che vengono attraversati ogni giorno. Malpensa, in vista del grande appuntamento olimpico, diventa ancora di più una porta di accesso alla Lombardia e si trasforma in un crocevia internazionale che, per alcuni mesi, è anche uno spazio di cultura, dove le storie dei passeggeri che vi transitano diventano un racconto universale”.

La mostra a Malpensa mette in scena 53 fotografie dedicate a 44 diverse destinazioni, mentre 70 immagini sono raccolte nel catalogo ufficiale del progetto. I ritratti esposti offrono uno sguardo sulle vite dei passeggeri in viaggio, restituendo la varietà di esperienze che ogni giorno si incontrano in aeroporto. Si tratta di un tributo allo spirito olimpico e una celebrazione dello sport, dell’unità e dei valori condivisi tra le diverse culture.

“Steve McCurry – aggiunge Caruso – è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea e ha sempre raccontato l’umanità attraverso volti e sguardi. Portare i suoi scatti in un aeroporto significa dare valore al tempo dell’attesa e rendere la cultura diffusa e accessibile a tutti. Il messaggio più bello è proprio questo: mentre milioni di persone si muovono da una parte all’altra del mondo, qui trovano qualcosa che li invita a fermarsi anche solo per un istante”.

ONORE NIAF 

La Lombardia è stata ufficialmente nominata ‘Regione d’Onore 2026’ dalla National Italian American Foundation (NIAF), una delle più autorevoli istituzioni negli Stati Uniti impegnate nella promozione della cultura e dell’eredità italiana nel mondo.

Il riconoscimento celebra il ruolo centrale della Lombardia come motore economico del Paese e come territorio capace di coniugare tradizioni secolari e innovazione, dall’eccellenza manifatturiera alla creatività culturale. Dalla leadership mondiale di Milano nel campo della moda e nella finanza, alla liuteria di Cremona con i celebri violini Stradivari, fino ai grandi marchi che hanno portato l’eccellenza lombarda nel mondo, come Campari, Auricchio e Riso Scotti.

“La Lombardia – ha dichiarato Robert Allegrini, presidente e CEO di NIAF – rappresenta il meglio di ciò che l’Italia offre a livello globale una straordinaria fusione di storia e dinamismo che attraversa i secoli. Dall’arte medievale alla leadership economica contemporanea, dalle specialità gastronomiche come il Gorgonzola, ai brand che incarnano l’eccellenza italiana nel mondo la Lombardia esprime pienamente il carattere del nostro Paese”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Regione Lombardia.

“Siamo onorati di questo riconoscimento – ha dichiarato Attilio Fontana -. La Lombardia è una terra in cui la tradizione artigianale convive con le tecnologie più avanzate, un luogo in cui laghi e montagne ispirano artisti e imprenditori che continuano a contribuire alla crescita culturale ed economica dell’Italia”.

“Da sempre consideriamo gli Stati Uniti uno dei nostri partner strategici principali – ha commentato il sottosegretario alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo -. Fin dall’inizio della legislatura abbiamo lavorato con continuità per rafforzare le relazioni a livello subnazionale con diversi Stati federati. Lo abbiamo fatto attraverso la missione istituzionale del 2024 a Washington D.C., in Indiana e in Illinois, e con le visite in Lombardia del Governatore della Florida Ron DeSantis e del Segretario al Commercio della Florida, J. Alex Kelly. La nomina a ‘Regione d’Onore 2026’ si inserisce in un percorso già solido di collaborazione e dialogo, che conferma il ruolo della Lombardia come ponte privilegiato tra Italia e Stati Uniti”.

La nomina della Lombardia a ‘Regione d’Onore 2026’ della NIAF, assume un valore simbolico ancora più forte nell’anno delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio, con la cerimonia di apertura allo Stadio San Siro di Milano. In occasione dei Giochi, il Consiglio Direttivo NIAF sarà presente in Italia, ospite di Regione Lombardia, per partecipare all’evento inaugurale e tornerà nel mese di maggio per incontri istituzionali con i rappresentanti regionali.

Con un contributo pari a circa il 20% del PIL nazionale, la Lombardia si conferma come la regione economicamente più rilevante d’Italia, sede della Borsa Italiana e di un tessuto produttivo che unisce multinazionali, imprese familiari storiche, botteghe artigiane e innovazione tecnologica. Dalle incisioni rupestri della Val Camonica, patrimonio UNESCO, ai Navigli progettati da Leonardo, fino alle Alpi e ai grandi laghi, la Lombardia racconta una storia millenaria che continua a guardare al futuro.

Nel corso del 2026, NIAF celebrerà la Lombardia come simbolo dell’identità italiana nel mondo e come ponte culturale ed economico con le comunità italoamericane.

In particolare, sarà protagonista anche del programma educativo ‘Ambassador Peter F. Secchia Voyage of Discovery’, che prevede due vacanze studio della durata di 14 giorni, destinati a studenti americani. Il percorso toccherà alcuni dei luoghi simbolo della regione: dall’Ultima Cena di Leonardo da Vinci a Milano, a Bergamo Alta, da Mantova rinascimentale ai laghi lombardi, valorizzando un patrimonio artistico e paesaggistico unico.

La Regione sarà inoltre al centro dei principali eventi NIAF del 2026, tra cui il Gala di New York, in programma il 23 aprile e il 51° Gala Anniversary di Washington D.C., in programma il 17 ottobre, oltre a essere protagonista della rivista ‘Ambassador ‘e delle attività di comunicazione sui canali social della Fondazione. 

ECCEZIONALE

Al Belvedere Silvio Berlusconi di Palazzo Lombardia, si è svolto nel pomeriggio di oggi un incontro istituzionale tra il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio) Kirsty Coventry, il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana e il presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò, per fare il punto della situazione in vista della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali 2026. All’appuntamento erano presenti anche l’assessore regionale agli Enti Locali e Montagna Massimo Sertori, l’amministratore delegato delle Fondazione Milano Cortina Andrea Varnier e una delegazione del Cio.

“C’è un grande entusiasmo e una grande eccitazione – ha esordito Kirsty Coventry – ci stiamo avvicinando alla cerimonia di apertura e siamo molto lieti per tutto questo”. “È per noi – ha continuato – il presidente del Cio – un grande onore essere qui, siamo grati a Regione Lombardia per tutto quello che è stato fatto, per il lavoro che viene svolto anche dietro le quinte”.

“Siamo in procinto di partecipare alla cerimonia di apertura, gli atleti – ha proseguito Kirsty Coventry – stanno arrivando e ovunque percepiamo lo spirito olimpico. Arrivare a Milano per me è stato un po’ come arrivare a casa perché ho colto una grande calore, un grande affetto. Ho trovato di fronte una squadra fantastica, un’organizzazione meravigliosa”.

“Tutti – ha concluso – fanno la propria parte, gli stakeholder sono estremamente attivi. C’è stato un grossissimo lavoro per l’evento e ora siamo vicini alla linea di partenza”.

“Mi ha fatto molto piacere ascoltare la presidente del Cio Kirsty Coventry – ha sottolineato Fontana – perché si è complimentata per il lavoro che abbiamo fatto, per le diverse sedi che ha visitato e soprattutto perché tutto è veramente stato realizzato nel modo migliore. Adesso, passo dopo passo, arriveremo all’inaugurazione. Speriamo – ha aggiunto Fontana – che il tempo sia bello perché con il sole saranno delle Olimpiadi fantastiche. Ho già visto le foto di Bormio e di Livigno con tanta neve e il colpo d’occhio è bellissimo. Sono sicuro che con questo scenario chi le seguirà rimarrà affascinato”.

“Siamo al rush finale – ha detto Giovanni Malagò, presidente Fondazione Milano Cortina 2026 – anche se ho sempre detto che gli ultimi giorni prima dell’inizio potranno servire. E lo si comprende benissimo constatando il dinamismo che caratterizza i luoghi in cui ci saranno le gare. Dinamismo che fa parte della nostra storia, del nostro Dna. Ma direi, di qualsiasi iniziativa legata a un grande evento sportivo. Ci sono poi tanti dettagli che fanno la differenza nell’organizzazione di una simile manifestazione, perché quello che più desideriamo è essere all’altezza delle aspettative e delle esigenze delle federazioni internazionali, in un palcoscenico sul quale tra poco tutto il mondo sarà pronto ad affacciarsi”.

SAPER FARE

“Un Salone che, ancora una volta, dimostra di essere in grado di rimanere al passo dei tempi e a quelle che sono le evoluzioni del mercato. Un appuntamento eccezionale che da anni caratterizza il calendario dei grandi eventi lombardi, sono certo che gli organizzatori e tutti coloro che parteciperanno alla nuova edizione sapranno offrire una vetrina importante e qualificata per l’intero settore e più in generale per il sistema economico-produttivo della nostra regione”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della conferenza stampa di presentazione della 64° edizione del ‘Salone del Mobile’ 2026, dal titolo ‘A Matter of Salone’, in programma negli spazi di Rho-Fiera dal 21 al 26 aprile.

All’appuntamento era presente anche l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, che ha dichiarato: “Il Salone del Mobile è uno dei luoghi in cui Milano e la Lombardia raccontano al mondo la propria ‘cultura del progetto’. In questo racconto identitario trova spazio anche la cucina italiana, recentemente riconosciuta patrimonio Unesco, espressione della stessa cultura del ‘saper fare’. Nei giorni che ci accompagnano verso le Olimpiadi di Milano Cortina, questo appuntamento assume un significato ancora più forte: migliaia di visitatori internazionali entrano in contatto non solo con la solidità del nostro sistema produttivo, ma anche con la qualità del nostro patrimonio culturale e con quella rete diffusa di luoghi, istituzioni e realtà che ogni giorno valorizzano la cultura in Lombardia”

LIRICA

Un’opera lirica originale pensata per celebrare i valori delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026: ‘I Giochi di Orobea’ andrà in scena al Teatro Lirico ‘Giorgio Gaber’ di Milano il 4 febbraio 2026 alle ore 20.00, alla vigilia dell’inaugurazione dei Giochi.

Inserita ufficialmente nel programma dell’Olimpiade Culturale 2026, il cartellone artistico che accompagnerà il Paese verso i Giochi, il melodramma nasce dall’Orchestra Antonio Vivaldi (attiva in Valtellina e Lombardia) sotto la direzione musicale del Maestro Lorenzo Passerini, con musica e libretto di Andrea Portera. Le registe sono Stefania Giorgia Butti e Livia Lanno, affiancate da scenografia, costumi e luci di un giovane team creativo.

Scritta su un’ispirazione nata in Valtellina, che con le sue località ospiterà oltre 30 gare medagliate previste dal programma sportivo di Milano Cortina 2026, l’opera è ambientata in un mondo immaginario sospeso tra città e montagne.

VETTE

Inaugurata oggi al Museo Nazionale Palazzo Besta di Teglio (Sondrio) la mostra ‘Vette. Storie di sport e montagne’, progetto espositivo inserito nel programma ufficiale dei Giochi della Cultura di Regione Lombardia e dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 che racconta il legame profondo tra sport, territorio alpino e trasformazioni sociali. Alla cerimonia inaugurale ha partecipato l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso.

“Questa mostra – ha affermato l’assessore Caruso – mostra come lo sport abbia inciso profondamente sulla vita delle valli alpine. A Teglio è possibile scoprire materiali preziosi che raccontano in che modo gli sport invernali abbiano trasformato territorio, economia e abitudini locali. Palazzo Besta diventa così un riferimento dell’Olimpiade Culturale in Valtellina, un luogo dove comprendere in modo concreto il legame tra sport, montagna e identità, con uno sguardo anche al futuro delle Alpi. L’allestimento mette in dialogo documenti storici e linguaggi contemporanei, offrendo chiavi di lettura accessibili a pubblici diversi. È un’opportunità per avvicinare visitatori e famiglie alla storia culturale delle nostre montagne in vista del grande appuntamento olimpico”.

Promossa con il sostegno di Regione Lombardia, la mostra, aperta fino al 30 agosto (martedì-sabato: 9:30-13 / 14-16:30), è realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna ‘Duca degli Abruzzi’ di Torino, con la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo Nazionale Collezione Salce, con il contributo della Fondazione Olympic Foundation for Culture and Heritage e grazie alla partecipazione di collezionisti, associazioni ed enti locali.

Il percorso, curato da Rosario Maria Anzalone, responsabile della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, e Silvia Anna Biagi, direttrice di Palazzo Besta, si sviluppa negli spazi interni ed esterni del palazzo rinascimentale e si articola attorno a tre nuclei tematici: la storia dei Giochi Invernali, la nascita dell’immaginario alpino moderno attraverso la grafica pubblicitaria, l’evoluzione dello sci e dell’attrezzatura da montagna, con uno sguardo particolare al ruolo delle donne, filo conduttore dell’intera esposizione.

Manifesti storici, immagini, video, cimeli olimpici e paralimpici, fotografie d’epoca, oggetti della vita quotidiana e installazioni contemporanee restituiscono la montagna come protagonista di una trasformazione che ha cambiato economie, stili di vita e identità delle comunità alpine. Particolare rilievo è dato alla memoria del territorio, in dialogo con il progetto ‘Siamo Alpi’ promosso dalla Provincia di Sondrio, e alla presenza dell’arte contemporanea nel giardino del palazzo con le opere site-specific di Luca Conca e Vincenzo Martegani.

RAI IN FIERA

“Una giornata molto importante che parte da lontano, l’insediamento della nuova Rai in Fiera rappresenta un passaggio epocale. Perché rimette Milano e la Lombardia al centro e dimostra la volontà di mantenere Milano e la Lombardia punti di riferimento delle produzioni nazionali e dell’informazione territoriale”. Così il presidente della Giunta regionale, Attilio Fontana, oggi alla posa della prima pietra inaugurale del nuovo edificio che a partire dal 2029 ospiterà il nuovo centro di produzione multimediale Rai a Milano.

“Mai come in questo momento l’informazione è importante – ha aggiunto il presidente Fontana – perché  i cittadini vogliono notizie costanti e precise di quel che avviene nel territorio e delle scelte delle istituzioni. Dove tutto iniziò, qui ricomincia: gli investimenti tecnologici e l’efficientamento degli impianti di cui Rai ha bisogno ripartono dal nostro territorio. Notevoli poi sono state collaborazione e dialogo in questi anni tra noi rappresentanti delle istituzioni, aspetto che va oltre ogni rappresentanza politica. Con il sindaco Sala abbiamo voluto lavorare insieme, al di là di tutte le differenze”.

La Rai dunque torna in Fiera. Con la posa della prima pietra del nuovo edificio, che ospiterà il nuovo centro di produzione multimediale Rai, è stato presentato ufficialmente questa mattina il progetto, che rientra nel piano di interventi di rigenerazione urbana dell’area del ex Fiera voluti da Fondazione Fiera Milano per valorizzare il proprio patrimonio immobiliare. L’operazione, con un investimento complessivo di 120 milioni di euro da parte di Fondazione Fiera, prevede la realizzazione di un complesso immobiliare che sarà locato a Rai per i nuovi uffici e il centro di produzione.

Il cantiere nell’area tra via Colleoni e via Gattamelata su cui sorgerà il nuovo centro di produzione televisiva di circa 65.000 metri quadrati di superficie totale è stato inaugurato alla presenza di Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, Giampaolo Rossi, amministratore delegato Rai, Giuseppe Sala, sindaco di Milano. Al di sopra di un piano interrato comune adibito prevalentemente a parcheggi, saranno realizzati un edificio per uffici di 15 mila metri quadrati distribuiti su 6 livelli fuori terra e spazi polifunzionali all’avanguardia, che ospiteranno 10 sale di registrazione da 290 a 1500 metri quadrati.

Il progetto nasce dall’accordo tra Fondazione Fiera Milano e Rai, siglato nel dicembre 2023, che prevede la locazione del nuovo complesso immobiliare per una durata di 27 anni e consentirà a Rai di concentrare in un unico polo produttivo le attività e di disporre di un asset sviluppato secondo criteri di ecosostenibilità. L’edificio, progettato da Lombardini22 e realizzato da CMB in RTI con Gianni Benvenuto Spa, risponderà agli standard LEED Gold e CAM (Criteri Ambientali Minimi) e avrà una struttura ad elevate prestazioni termiche ed acustiche.

Un progetto ambizioso che torna a dare vita a una continuità storica, professionale e anche culturale, riportando la Rai negli spazi della Fiera e rinnovando una collaborazione cominciata nel secondo dopoguerra. Già per la Fiera Campionaria del 1947 all’ingresso di Porta Domodossola, fra le due palazzine degli Orafi, viene installata la prima antenna per le trasmissioni sperimentali. Nella Campionaria del 1952 iniziarono invece le prime trasmissioni televisive, che furono una vera e propria prova generale del primo sistema radiotelevisivo nazionale, che inizierà a trasmettere regolarmente il 3 gennaio 1954 dagli studi di corso Sempione. Negli anni successivi, agli studi di corso Sempione si affianca un padiglione della Fiera concesso in affitto permanente, dove viene costruito un vero e proprio centro di produzione, che comprendeva 3 studi di registrazione. Storica la frase delle annunciatrici ‘in diretta dagli studi della Fiera di Milano trasmettiamo…’.

Gli interventi di rigenerazione dell’area urbana finanziati da Fondazione Fiera Milano, in cui rientra il progetto del nuovo complesso immobiliare, prevedono come oneri a scomputo anche la riqualificazione degli spazi di Piazza Gramsci e la valorizzazione dell’accessibilità di Piazza Gino Valle.

“Quella di oggi – ha detto il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti – non è soltanto la posa di una prima pietra: è un ritorno al futuro. Qui, dove la Rai è partita, oggi torna per costruire non solo un edificio, ma un’infrastruttura culturale e industriale. Un progetto che rappresenta il completamento del piano di interventi di rigenerazione urbana dell’area dell’ex Fiera, voluto da Fondazione Fiera Milano per valorizzare il proprio patrimonio immobiliare e metterlo al servizio dello sviluppo della città. Un luogo in cui si produrranno contenuti, ma soprattutto identità, inserendo il servizio pubblico nel cuore di un ecosistema che connette persone, imprese, idee e culture, da cui l’Italia continuerà a raccontarsi al mondo”.

 “Una giornata simbolo – ha dichiarato Giampaolo Rossi, amministratore delegato Rai – della grande trasformazione che Rai sta compiendo per affacciarsi al futuro con visione e spinta innovativa. Milano è nella storia della Rai e nella storia della televisione, sin da quel 3 gennaio 1954, giorno in cui furono inaugurate le regolari trasmissioni televisive. La prima pietra che poggiamo oggi per il nuovo Centro di Produzione raccoglie questo testimone storico. Nel solco di questi straordinari decenni oggi ci affacciamo al futuro e lo facciamo interpretando al meglio le esigenze mutate e i cambiamenti in atto. Il nuovo Centro di Produzione milanese viene costruito con i più avanzati criteri tecnologici, di sostenibilità, in linea con le nuove modalità di lavoro, per garantire una migliore efficienza economica, funzionale e ambientale. Un’ operazione coerente con i grandi obiettivi del nostro nuovo Piano Industriale che consentirà a Rai di confermare la propria centralità tra i grandi broadcaster internazionali”.

“Oggi, con la posa della prima pietra del Centro di produzione della Rai in Fiera, si dà avvio a un’opera di cui la stessa Rai, Milano e il paese hanno bisogno – ha detto il sindaco di Milano Beppe Sala –  per rispondere in maniera più efficace alle sfide della contemporaneità, anche sotto il profilo dell’offerta multimediale di informazione e intrattenimento. Si tratta di un progetto ambizioso che, grazie alla partnership tra Rai e Fondazione Fiera Milano, permetterà di compiere un’ulteriore e importante tappa nella rigenerazione urbana dell’area. Con un edificio moderno, funzionale e sostenibile, oggi la Rai torna alle sue origini, non per rimpiangere il tempo che fu, ma per proiettarsi in un futuro sempre più dinamico e sfidante, con spazi e strumenti adeguati”.

“L’aggiudicazione della gara per la realizzazione del nuovo Centro di Produzione Rai di Milano – dichiarano Emiliano Cacioppo di CMB e Ambrogio Gianni di Gianni Benvenuto Spa, la RTI aggiudicataria della gara – rappresenta un risultato di grande rilievo e motivo di profondo orgoglio. Si tratta di un progetto strategico, complesso e altamente qualificante, che unisce dimensione industriale, innovazione tecnologica e attenzione alla sostenibilità ambientale. Metteremo a disposizione di Fondazione Fiera Milano e Rai tutta la nostra esperienza nella gestione di opere ‘chiavi in mano’, assicurando elevati standard qualitativi, il rispetto dei tempi contrattuali e un approccio costruttivo improntato alla collaborazione e alla responsabilità”.

WATER AND PEAKS

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, la Sala delle Colonne in Fabbrica del Vapore a Milano ospita, dal 12 febbraio al 6 aprile 2026, Silvia De Bastiani – Water and Peaks. An Olympic Journey Through the Alps, una mostra ideata appositamente per i temi e i territori che ospiteranno le Olimpiadi Invernali, in cui la pittura diventa strumento immersivo, emozionale e scientifico.

La personale, curata da Vera Agosti, è prodotta da Fabbrica del Vapore – Comune di Milano e dalla Fondazione Federica Galli ETS ed è stata resa possibile grazie al contributo di Alps.

Esposti 30 acquerelli, anche di grandissime dimensioni, 2,3 x 4,5 metri, dedicati ai luoghi delle Olimpiadi invernali. La pittura come linguaggio vivo per raccontare le montagne di Milano Cortina. Compaiono inoltre alcuni album preziosi dedicati agli studi e alla didattica, nonché fotografie dell’artista al lavoro. Il progetto espositivo e l’allestimento, firmati dall’architetto Michele Piva, puliti ed essenziali, sono di grande fascino e impatto e sottolineano il virtuosismo dell’artista. Il percorso è amplificato dalla presenza di una video-installazione prodotto da Alps che accompagna il pubblico alla scoperta dello sguardo peculiare dell’artista.

Silvia De Bastiani (Feltre, 1981), vive e lavora nella valle del Primiero, tra le Dolomiti trentine. È tra le più raffinate interpreti del paesaggio alpino contemporaneo, realizza acquarelli monumentali dipinti en plein air, spesso in condizioni estreme, che offrono allo spettatore un’esperienza avvolgente e multisensoriale: la pittura diventa un luogo dove si depositano luce, temperatura, silenzio, odori e vibrazioni raccolti nelle lunghe ore trascorse in montagna. È anche un viaggio interiore dell’artista che, attraverso il lento lavoro delle velature, svela e dispiega mondi emotivi, invitando lo spettatore a lasciarsi attraversare da quelle sensazioni e riflessioni che accompagnano la sua vita creativa, le stesse che, in modi diversi, appartengono a ogni essere umano nel proprio attraversare l’esistenza. Il virtuosismo tecnico è l’elemento che sorprende e conquista ed è uno dei tratti distintivi dell’artista feltrina. La sua capacità di dominare l’acquerello su grandi formati e all’aperto le consente di raggiungere una profondità espressiva che richiama i grandi Maestri del passato, ma la sua pittura non è solo abilità: è interpretazione, ascolto, rielaborazione, una sintesi che permette anche al visitatore meno esperto di cogliere l’essenza del paesaggio alpino. Nelle sue opere, la montagna non è solo soggetto, ma linguaggio identitario. Le Dolomiti, le cime venete e trentine, ma anche le Alpi lombarde, piemontesi, valdostane e svizzere diventano materia viva, colta con un approccio quasi scientifico alla morfologia, alla geologia, alla vegetazione e ai mutamenti atmosferici. Una pittura che unisce rigore e poesia, precisione e contemplazione.

Vera Agosti, curatrice della mostra, critico e storico dell’arte, spiega come la relazione di Silvia De Bastiani con la montagna sia intima e assolutamente personale. L’artista ricerca una connessione totale con l’elemento montano, dove nelle sue escursioni trova il silenzio e la meraviglia della natura, uno stupore che riesce ad esprimere solo attraverso la pittura. I monti vengono trasfigurati, grazie alla partecipazione e al coinvolgimento diretto, riuscendo ad andare oltre la mera rappresentazione, in un susseguirsi di pennellate filtrate dai propri processi interiori. Affine allo spirito che mosse John Ruskin, o i viaggiatori dell’Ottocento, armati di taccuino e acquarelli, alla scoperta delle Alpi, su tutti l’alpinista e pittore tedesco Edward Theodore Compton, la De Bastiani si riconosce in molte scelte stilistiche anche nella rappresentazione del Mont Sainte Victoire di Paul Cézanne. La montagna come ossessione e scomposizione geometrica, quasi architettonica.

Il progetto espositivo nasce per riflettere sull’ambiente che accoglierà i prossimi Giochi Invernali, un territorio magnifico ma fragile, oggi più che mai al centro delle trasformazioni climatiche e ambientali. Il lavoro di Silvia De Bastiani ricorda che la pittura è ancora un linguaggio potente: capace di emozionare, fare riflettere e restituire, con una forza unica, la complessità di un territorio che merita cura, conoscenza e rispetto. La mostra intende valorizzare gli ambienti che ospiteranno le Olimpiadi Invernali, offrendo al pubblico una riflessione artistica che è anche culturale, naturalistica e ambientale.

L’esposizione sarà accompagnata da un’offerta didattica da 0 a 99 anni: un laboratorio creativo per i più piccoli in cui con materiali di recupero naturali sarà plasmato un ambiente montuoso ricoperto di neve e un altro più articolato e sperimentale: attraverso l’impiego di spezie e di altri ingredienti di origine naturale verranno ottenute cromie naturali, valorizzando le proprietà pigmentanti degli alimenti stessi. Ancora, grazie alle fragranze per ambienti di Alps, agli orizzonti mozzafiato e all’intimità dei sottoboschi, la mostra propone un’esperienza immersiva tra le opere di Silvia De Bastiani in orari di chiusura, per beneficiare di sessioni di meditazione di gruppo dedicate.

Infine, sono allo studio una o più masterclass di pittura e didattica, guidate dall’artista e rivolte a un pubblico esperto, con l’ausilio dei materiali Windsor & Newton.

 LA SFIDA

Al Palazzo del ghiaccio di Milano l’edizione 2026 del ‘Forum internazionale del turismo’ organizzato dal Ministero del Turismo in collaborazione con Enit. I lavori aperti dal presidente del Senato Ignazio La Russa e da un video messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stato caratterizzato dagli interventi, tra gli altri, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dell’assessore regionale a Turismo Marketing territoriale e Moda Debora Massari. Presente anche il ministro del Turismo Daniela Santanchè che ha ricordato anche i due ambasciatori della moda recentemente scomparsi, Giorgio Armani e Valentino Garavani.

“La Lombardia – ha spiegato il presidente Fontana – è diventata una regione sostanzialmente turistica quindi non più come una volta basata su un turismo di business ma una regione che sa attirare per i propri laghi, le montagne, le città d’arte: il turismo è una grandissima opportunità anche di carattere economico per la nostra regione”. “Le Olimpiadi – ha aggiunto – saranno un’ulteriore spinta per far conoscere meglio i nostri territori, per far conoscere le nostre capacità di organizzare, di accogliere, di offrire delle vacanze eccellenti”.

Sulle bellezze sconosciute, i borghi caratteristici e le qualità della Lombardia, il focus dell’assessore Massari.

“Questo – ha sottolineato Debora Massari – è un  forum molto importante per la nostra regione, una regione che è già ricca perché ha già tanto di suo: ha città,  borghi,  montagne, laghi, cultura, quindi un turismo integrato”. “Ci sono poi – ha sottolineato – borghi da scoprire, quindi, anche per questo, stiamo puntando verso la destagionalizzazione. La Lombardia è pronta”.