ARTE POVERA

La Galleria Gracis presenta Obiettivo, Arte Povera. Un viaggio nell’arte dal 1968, una mostra personale del fotografo Paolo Mussat Sartor (Torino, 1947) che attraverso i suoi scatti ha raccontato l’Arte Povera e la scena internazionale dell’arte moderna e contemporanea a cavallo degli anni ’70, restituendoci una lettura critica del lavoro degli artisti che va oltre il semplice racconto e si fa testimonianza autentica e vibrante di quell’epoca eroica.

Il titolo dell’esposizione racchiude in sé le parole chiave che sono il fil rouge del progetto. L’obiettivo è quello della macchina fotografica di Mussat Sartor che si fonde con il suo sguardo e la sua visione della realtà. I Viaggi evocano la serie di fotografie scattate dall’abitacolo della sua auto tra gli anni ’70 e ’90, quando attraversava l’Europa per documentare mostre e artisti.

Alla Galleria Gracis saranno esposte circa 30 immagini di Mussat Sartor che ritraggono i principali protagonisti dell’Arte Povera e le loro opere, tra cui Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Eliseo Mattiacci, Mario Merz, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Emilio Prini, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio e altrettante fotografie della serie dei Viaggi. Ma non solo, le fotografie dialogheranno con le opere degli stessi artisti che lui aveva ritratto, chiudendo il cerchio su quello che è il terzo cardine della mostra, ossia l’Arte Povera.

Paolo Mussat Sartor compie i primi passi come fotografo nella galleria di Gian Enzo Sperone a Torino, sua città natale, nel periodo della sua massima attività tra il 1968 e il 1975, grazie all’amico Tucci Russo che lo introduce nell’ambiente.

Andrea Bellini, nel volume “Paolo Mussat Sartor Luoghi d’Arte e di artisti 1968 – 2008”, evidenzia «quanto poco il fotografo sia stato attratto dalla scena dell’arte, intesa nella sua dimensione mondana e salottiera, e quanto invece la sua curiosità, il suo occhio e il suo istinto siano rimasti sempre concentrati sull’opera e il linguaggio degli artisti».

Mussat Sartor non usava il grandangolo, non trasformava, né giudicava ciò che fotografava e forse anche per questo riuscì a stabilire con gli artisti un rapporto fatto di rispetto e intesa, come spiega lui stesso: «Era una fotografia “ragionata”, che cercava di rispecchiare l’idea del lavoro. Ma questo avviene in tutte le mie fotografie, dai ritratti ai paesaggi: cerco di rispettare il soggetto, cerco sempre un dialogo, anche solo mentale, con ciò che fotografo. Cerco di capire senza spettacolarizzare, senza sconvolgere, senza spingermi oltre».

È proprio per questo che Galleria Gracis ha deciso di accostare alle sue fotografie dedicate ai protagonisti dell’Arte Povera, quelle dei Viaggi, esposte qui per la prima volta, scattate per lo più con la Minox, una macchinetta tascabile che portava sempre con sé e che gli permetteva di tenersi impegnato nei lunghi viaggi da una parte all’altra dell’Europa, da Amsterdam a Francoforte, passando per Parigi e Basilea, fino a Roma e Bari. Oggetti, situazioni, cambiamenti metereologici, tutto ridotto all’essenziale, tutto ciò che dopo un attento sguardo e riflessione, aveva voluto conservare.

La Galleria Gracis è lieta di dedicare a Paolo Mussat Sartor una seconda mostra personale, dopo il successo di Inattese visioni (2023), esposizione che presentava le sue fotografie arricchite da interventi pittorici, proseguendo così un percorso di valorizzazione e approfondimento del suo linguaggio artistico.

ATLETICAMENTE

Riparte “AtleticaMENTE, la mostra-racconto sulla ‘Dual Career’, promossa dall’Università di Milano-Bicocca. Attraverso le immagini di 16 studenti-atleti, l’esposizione illustra il percorso dell’ateneo che garantisce una serie di benefit e servizi per conciliare impegni agonistici e studi universitari, la cosiddetta ‘Carriera duale’. L’iniziativa è stata prorogata fino al 31 marzo 2026.

“Ringrazio l’Università di Milano-Bicocca per aver ideato e promosso un’esposizione dal forte valore educativo e ispirazionale – dichiara Federica Picchi, sottosegretrio alla Presidenza della Regione con delega a Sport e Giovani –  capace di parlare ai giovani, attraverso il linguaggio dell’arte fotografica. Raccontando storie autentiche di loro coetanei che hanno scelto di dedicarsi allo sport agonistico senza rinunciare al percorso accademico”.

Le fotografie ritraggono gli studenti intenti a praticare simbolicamente il loro sport in aule e spazi accademici. Come Francesco Cavallotto, calciatore dell’Ac Crema 1908 e della nazionale italiana calcio non vedenti, laureato con il massimo dei voti in biotecnologie all’università Bicocca di Milano, fotografato in un laboratorio di chimica. Oppure Simone Carnevale, lanciatore nella Nazionale Italiana di Baseball U23, il cui scatto lo ritrae in un’aula di scienze, sua materia di studio. Immagini dal forte impatto, dal quale emerge il doppio ma possibile impegno, nel raggiungere una laurea e nello sport agonistico.

“Regione Lombardia è impegnata a favorire la conciliazione tra studio e attività sportiva, sia attraverso le borse di studio del progetto Talento – sottolinea Picchi –  per le quali ringrazio FIDAL Lombardia – sia con l’avvio del primo Tavolo regionale dei CUS (Centri Universitari Sportivi). Non mi stancherò mai di ricordare quanto lo sport contribuisca a migliorare la concentrazione e, di conseguenza, i risultati scolastici e accademici. Lo dimostrano le tante storie di campioni che hanno conseguito la laurea con il massimo dei voti”.

Attraverso una serie di immagini realizzate nel campus universitario, la mostra racconta l’armonia tra studio e sport, tra mente e corpo. Mettendo in luce passioni, ambizioni e determinazione dei giovani atleti ritratti. Tra i tanti studenti, anche il pallavolista della nazionale italiana Riccardo Sbertoli (studente di Economia e amministrazione delle imprese), lo sciatore Pietro Zazzi (neolaureato in Scienze del turismo e comunità locale), la campionessa di rafting Silvia Venturini (studentessa di Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio) e la pattinatrice di figura Irma Caldara (studentessa di Sociologia). Ogni atleta è fotografato con un elemento simbolico della propria disciplina, a sottolineare identità e legame con il percorso sportivo.

Un pannello descrittivo accompagna ogni ritratto, indicando corso di studi, disciplina praticata e una breve frase scelta dallo studente. Il programma Dual Career, avviato nell’anno accademico 2021-2022, ha già coinvolto oltre 80 studenti-atleti. Tra le tante citazioni, quella di Nelson Mandela ‘Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Esso ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione’.

Si chiama ‘Talento – Formiamo i campioni di domani’  l’accordo tra Regione Lombardia e Fidal (Federazione italiana atletica leggera) Lombardia che offre borse di studio per i giovani tra i 15 e i 23 anni tesserati Fidal purché non appartenenti ai Corpi militari. L’intesa ha rafforzato lo stanziamento dello scorso anno portando così il contributo da 40.000 a 60.000 euro. L’iniziativa ha l’obiettivo di valorizzare e accompagnare gli studenti atleti lombardi nel loro percorso di crescita sportiva e personale. Le borse serviranno a sostenere l’attività sportiva, a coprire le cure in caso di infortunio e a finanziare la partecipazione alle competizioni internazionali per i più meritevoli. 

FILIERE

Dare nuovo slancio al settore calzaturiero lombardo puntando su innovazione, formazione, attrazione degli investimenti e internazionalizzazione. Questo il tema dell’incontro svoltosi a Palazzo Lombardia tra gli assessori regionali Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale, Moda), Guido Guidesi (Sviluppo economico) e le associazioni di categoria.

Un’occasione per ribadire la vicinanza al comparto e ufficializzare, nel contempo, il riconoscimento da parte di Regione della nuova filiera della calzatura lombarda, attivata in seguito alla manifestazione di interesse, promossa dall’assessorato allo Sviluppo economico, a cui hanno aderito i protagonisti del settore con Assolombarda come capofila.

Tra i temi affrontati durante il tavolo, la sostenibilità e la circolarità, il trasferimento tecnologico, la digitalizzazione, la ricerca e il capitale umano, con la finalità di rinsaldare i rapporti tra istituzioni, mondo produttivo, mondo accademico e scientifico e istituti formativi, così da attuare una pianificazione condivisa in grado di dare nuova linfa a un ambito imprenditoriale storicamente radicato in Lombardia.

Il tavolo di lavoro rimane aperto da qui ai prossimi mesi, con l’obiettivo di definire e presentare entro giugno la programmazione strategica del settore.

Gli assessori Massari e Guidesi, in particolare, hanno illustrato gli strumenti già a disposizione per i soggetti che aderiscono alla strategia regionale delle filiere: una sinergia finalizzata a rendere più attrattivo il comparto calzaturiero per le nuove generazioni, contribuendo a costruire nuove prospettive di sviluppo e competitività.

CITY ANGELS

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana parteciperà domani, martedì 6 gennaio, alla tradizionale ‘Befana dei clochard’ in programma anche quest’anno all’Hotel Principe di Savoia.

Alle 12, oltre al governatore Fontana, alcune tra le più alte cariche pubbliche e rappresentanti delle istituzioni civili, accoglieranno e serviranno a tavola oltre duecento senzatetto in occasione dell’iniziativa che trasforma un luogo simbolo dell’ospitalità di lusso in uno spazio di accoglienza e condivisione.

L’evento è promosso dai City Angels, l’associazione di volontariato fondata a Milano nel 1994 da Mario Furlan, oggi attiva in venti città italiane e in due svizzere con oltre seicento volontari.

Per l’occasione, l’hotel ha fatto arrivare appositamente da Montecarlo Christian Garcia, chef personale del Principe Alberto di Monaco, chiamato a firmare il menù del pranzo. Accanto a lui lavoreranno Fabrizio Cadei, executive chef dell’Hotel Principe di Savoia, e Stefano Benedetti, responsabile dei banchetti, in una brigata che unisce esperienza internazionale e competenze interne alla prestigiosa struttura.

LAPSUS NATALE

Un Lapsus Natale è un auspicio che fa contenti tutti: chi è credente e chi non lo è, chi odia le feste e chi non vede l’ora che arrivino, chi non sa nemmeno cosa sia il Natale ma ci si trova comunque in mezzo, chi si sente solo e chi vorrebbe un po’ di quiete, chi vuole andare lontano e chi desidera tornare.

L’Associazione “Lapsus diversa creatività” è una realtà che dal 2013 cura e organizza nella propria sede – un grande spazio espositivo e laboratoriale nel centro storico della città – “Giocare insieme con l’arte”, un percorso per persone con disabilità e con problematiche in generale che si basa sull’arte terapia, ma che vuole soprattutto trovare e sviluppare il segno distintivo di ognuno di loro, passaggio fondamentale per far sì che ogni creativo outsider abbia una sua riconoscibilità all’esterno e venga considerato un artista.

Le porte di Lapsus inoltre sono sempre aperte alla città, perché l’obiettivo più importante è quello di abbandonare l’idea di un’integrazione monodirezionale degli utenti disabili all’interno della società, e di promuovere reciproca conoscenza, valorizzazione e apprezzamento attraverso una relazione paritaria e senza pregiudizi.

SAPORI

La tradizione del Natale si celebra anche a tavola.

E in Lombardia il protagonista assoluto è il classico risotto giallo (allo zafferano) interpretato con una ricetta per i giorni delle feste che prevede l’utilizzo di un salame cotto proveniente dall’Oltrepò Pavese (a crudo) e alcuni accorgimenti nella preparazione in grado di renderlo unico e memorabile.

I suggerimenti ci vengono da Alessandro Negrini, chef stellato originario di Caspoggio e uno dei tre titolari del celebre ristorante che fu di Aimo e Nadia, nomi iconici della cucina milanese, lombarda e internazionale. Adesso si chiama ‘Il luogo’ e occupa gli stessi spazi che hanno reso celebri i coniugi fondatori. La figlia Stefania Moroni, insieme a Fabio Pisani, l’altro chef patron del locale, ne gestisce le attività.

Lo abbiamo scelto in quanto partner, insieme a Regione Lombardia, del Premio Aimo e Nadia per i giovani 2026, il progetto educativo che coinvolge 11 istituti e centri di formazione lombardi. I vincitori accederanno a un percorso formativo retribuito di 6 mesi, comprensivo di vitto e alloggio, seguito da altri 6 mesi di contratto nelle realtà del Gruppo Aimo e Nadia.

In onore all’antispreco e alla sostenibilità, poi, la gallina utilizzata per il brodo con cui è stato preparato il risotto, può diventare un ottimo secondo piatto grazie a una personalissima rivisitazione dello chef: su una base di polenta realizzata con grano saraceno e formaggio casera, alcune parti della gallina vengono passate in padella con burro e aromi e poi impiattate con guarnizione di mostarda del melone mantovano e marmellata di arance e cannella per dare un gusto natalizio.

Sapori lombardi che meritano un posto speciale sulle tavole di chi non vuole rinunciare alla tradizione ma è aperto anche a qualche piccola variazione che ne impreziosisce il gusto. 

SCI ALPINO

Livigno entra nella storia dello sport mondiale. Il 27 dicembre la località lombarda farà il suo esordio nella Coppa del Mondo di sci alpino maschile, ospitando per la prima volta una gara ufficiale del circuito iridato. La Federazione Internazionale di Sci e Snowboard (FIS) ha certificato l’eccellenza delle condizioni di innevamento, del fondo e dei requisiti di sicurezza della pista Tagliede–Li Zeta. Il tracciato è pronto ad accogliere un SuperG inedito, destinato a diventare uno dei simboli della stagione sportiva che conduce ai Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026.

L’adrenalinica competizione degli ‘uomini-jet’ si svolgerà dunque sulle piste della ‘Regina delle nevi’, appellativo che Livigno ha conquistato nel tempo grazie alla qualità delle sue infrastrutture e alla vocazione sportiva del territorio. Il debutto in Coppa del Mondo rappresenta un traguardo storico che proietta la località ai vertici mondiali, anticipando l’appuntamento olimpico che vedrà la Valtellina protagonista.

All’evento sarà presente Federica Picchi, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, che commenta: “Ringrazio Livigno per la sua capacità di rispondere nel breve termine a sfide complesse e per aver supportato Bormio, impossibilitata quest’anno ad offrire il suo territorio, che tornerà protagonista dal prossimo anno, ospitando nuovamente la Coppa del Mondo di sci alpino. Senza il grande sforzo di Livigno, gestito in maniera eccellente, imprenditoriale e pragmatica, la Lombardia avrebbe rischiato di perdere la presenza di questo grande evento sportivo”.

“La Regione da prova di un grandissimo gioco di squadra, tra le deleghe allo Sport e agli enti locali, la FIS, la FISI, i sindaci di Bormio e Livigno e la Fondazione Bormio – aggiunge Picchi, ringraziando sia il presidente Fontana che tutta la Giunta, in particolare il collega Massimo Sertori-. Una collaborazione pienamente coerente con i valori dello sport e che rispecchia il metodo di lavoro della Giunta regionale. La Lombardia, con la Valtellina, si conferma ancora una volta terra ideale per ospitare grandi eventi sportivi di calibro internazionale, con Livigno si appresta a entrare nella storia dello sci alpino. Con questo orgoglio e gratitudine per i territori di Valtellina, sarò presente il 27 alle gare”.

“Per quest’anno – conclude Picchi – il testimone della Coppa del Mondo di sci alpino passa, quindi, da Bormio, storica vetrina mondiale di questa disciplina sportiva con la sua tradizionale discesa libera e il SuperG, attualmente concentrata sugli ultimi preparativi per i Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, ma pronta a tornare a offrire il suo palcoscenico dal prossimo anno”.

APERTURE GRATUITE

Domani, sabato 20, e domenica 21 dicembre, in occasione delle festività Natalizie, nuove aperture speciali, con ingresso gratuito, del Belvedere ‘Silvio Berlusconi’ di Palazzo Lombardia.

Le torce olimpiche e paralimpiche di Milano Cortina 2026 in esposizione al 39° piano di Palazzo Lombardia con la possibilità di essere ammirate e fotografate da chi vorrà accedere.

“Un’altra bella occasione – commenta il presidente Attilio Fontana – per un’esperienza che continua a riscuotere un grande successo affermando il nostro 39° piano come luogo iconico di Milano”.

E, infatti, le prime aperture del mese di dicembre hanno fatto registrare un’affluenza record di oltre 11.000 visitatori.

In piazza Città di Lombardia, poi, con accesso gratuito, la giostra per i più piccoli e le mostre negli spazi N3 e IsolaSet (lato via Galvani) con opere, tra gli altri, di Lucio Fontana e Arnaldo Pomodoro.

Tutto ciò nella cornice della pista del ghiaccio coperta più grande della città.

OTTANTA ANNI

Celebrati a Palazzo Pirelli gli ottanta anni del Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi. La ricorrenza è stata celebrata dal sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani Federica Picchi che ha portato i saluti e le congratulazioni anche del presidente Attilio Fontana. Presenti, tra gli altri anche il presidente e il vice presidente del Gruppo della Lombardia Pier Augusto Stagi e Francesco Ordine,  il vice presidente nazionale Gabriele Tacchini, il consigliere Stefano Gramegna e in rappresentanza dell’Associazione lombarda giornalisti Massimiliano Saggese.

Il 18 dicembre 1945 a Milano nasce il Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi con l’intento di creare una struttura organizzata a supporto di una categoria, quella del giornalismo sportivo, che stava acquisendo una importanza sempre maggiore. Milano, ancora una volta, precursore delle iniziative. Solo qualche mese dopo, infatti, viene alla luce l’Unione Stampa Sportiva Italiana, di cui il GLGS è delegazione lombarda che quindi, nella primavera del 2026 compirà anch’essa 80 anni. L’anima di quel Gruppo milanese insieme a Leone Boccali e Martino Voghi  e naturale primo presidente, fu Bruno Roghi, che sarebbe poi diventato anche il primo presidente dell’Ussi.

“L’associazionismo sportivo  – ha commentato Federica Picchi – è partito da Milano, dalla Lombardia, 80 anni fa, subito dopo la guerra. Anche in questo la nostra Regione ha fatto da traino all’Italia. Oggi questo importante anniversario ci racconta anche l’evoluzione dello sport, che è cambiato di pari passo con la società. Ma da sempre il giornalismo sportivo valorizza i territori, trasmette i valori educativi dello sport e costruisce una memoria collettiva fatta di impegno e partecipazione. Regione Lombardia ringrazia il Glgs per il contributo dato in questi decenni alla crescita della cultura sportiva della nostra comunità”.

“La Lombardia  – ha sottolineato – è casa di grandi discipline, società e infrastrutture sportive. I giornalisti sportivi ne sono le voci narranti, capaci di unire e coinvolgere cittadini di ogni età, rafforzando l’identità dei territori. Con questo spirito ci avviciniamo alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, quando i giornalisti sportivi avranno un ruolo fondamentale: raccontare questo evento globale con la loro competenza tecnica e con quell’adrenalina che terrà il mondo con il fiato sospeso”. 

TRIASSIC PARK

Nel cuore delle Alpi nella Valle di Fraele, tra Livigno e Bormio – luoghi che ospiteranno le gare delle prossime Olimpiadi Milano-Cortina – la storia ha fatto un inatteso e straordinario dono. Nel settembre scorso, un fotografo naturalista ha individuato su estese pareti di dolomia quasi verticali, camminate di dinosauri lunghe centinaia di metri, testimonianza di un passato che risale a oltre 200 milioni di anni fa. Le orme, conservate in ottimo stato nonostante l’altitudine, mostrano tracce di dita e artigli impresse su piane di marea alla fine del Triassico. L’area non è raggiungibile tramite sentieri, quindi per studiarle si dovranno impiegare droni e tecnologie di telerilevamento.

Le foto, le prove geo-paleontologiche e i video realizzati dal Nucleo Carabinieri ‘Parco dello Stelvio’ di Valdidentro sono presentati oggi per la prima volta durante la conferenza stampa a Palazzo Lombardia. Secondo le analisi del Museo di Storia Naturale di Milano e dell’Università di Bergamo, per conto del Parco Nazionale dello Stelvio, questo rappresenta il più importante giacimento di tracce fossili del  Triassico in Europa.

La scoperta assume un significato ancora più profondo perché avviene alla vigilia di un evento mondiale come le Olimpiadi. È come se la Storia stessa avesse voluto omaggiare il più grande evento sportivo globale, unendo passato e presente in un simbolico passaggio di testimone tra natura e sport. Questo straordinario capitolo viene raccontato dai protagonisti del ritrovamento e da chi ne ha certificato il valore scientifico. Saranno coinvolti anche coloro che avranno il compito di rendere queste testimonianze accessibili al pubblico, insieme alle Istituzioni impegnate nell’organizzazione delle Olimpiadi.

Domenica 14 settembre 2025, nel corso di un’escursione nella Valle di Fraele (Parco dello Stelvio) per fotografare cervi e gipeti, Elio Della Ferrera nota, con il binocolo, un versante roccioso che espone strati quasi verticali: quello che cattura la sua attenzione sono le numerose depressioni che percorrono
quegli strati in lungo e in largo. Alcune sono veramente grandi, fino a 40 centimetri di diametro, altre sono allineate in file parallele. Avendo a disposizione il resto della giornata, Elio decide di dare risposta, più da vicino, al dubbio che lo attanaglia. Risale faticosamente un ripido pendio e, raggiunta la base di uno degli affioramenti, si rende conto di trovarsi davanti a centinaia di orme fossili. Alcune mostrano chiare tracce di dita e di artigli: sono certamente impronte lasciate da grandi animali del passato.

Il giorno dopo, senza quasi chiudere occhio, Elio Della Ferrera telefona a Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano, che già conosce per via di una collaborazione precedente, per confermare questa affascinante ipotesi. Viste comparire le prime foto sul cellulare, Dal
Sasso quasi non crede ai propri occhi: sono certamente orme di dinosauro, mai segnalate in precedenza. Nella stessa giornata la notizia di questa eccezionale scoperta viene comunicata alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese, responsabile
per la tutela dei beni paleontologici, che a sua volta informa la Direzione del Parco Nazionale dello Stelvio, nel cui territorio ricade l’area dei ritrovamenti.

Per delimitare l’area degli affioramenti e raccogliere le prime informazioni, la Soprintendenza costituisce un gruppo di lavoro chiedendo la collaborazione del Museo di Storia Naturale di Milano e del Parco Nazionale dello Stelvio, che prontamente si attivano. Il paleontologo del Museo di Milano fa un primo sopralluogo accompagnato dal Nucleo Carabinieri Parco-Valdidentro, dal personale scientifico del Parco e da Elio Della Ferrera, prima che la neve copra tutto. Poi coinvolge l’icnologo Fabio Massimo Petti (MUSE-Trento e Società Geologica Italiana), esperto in orme di dinosauro, e il geologo Fabrizio Berra (Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio”, Università degli Studi di Milano), esperto della geologia locale e già rilevatore della Carta Geologica d’Italia nell’area di Bormio.

L’analisi delle carte geologiche e delle pubblicazioni più recenti indica che le orme sono conservate in rocce dolomitiche del Triassico superiore, risalenti a circa 210 milioni di anni fa. Sulle Alpi Orientali, Dolomiti incluse, sono noti diversi siti con orme della stessa età geologica, ma queste si rivelano essere le prime orme dinosauriane scoperte in Lombardia e le uniche esposte a nord di una delle più importanti faglie delle Alpi, la Linea Insubrica.