EMOZIONI

“Con l’arrivo della Fiamma olimpica in Lombardia sentiamo davvero di essere vicinissimi al traguardo: tra 23 giorni prenderà il via il più importante evento sportivo del mondo, quello che mancava alla storia della nostra regione e che presto avremo l’onore di ospitare. Dimostreremo, ancora una volta, cosa significhi essere lombardi e di cosa sia capace la nostra gente”. Parte da questa considerazione il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Varese per la tappa del passaggio della Fiamma olimpica.

“Non nascondo un’emozione particolare, una grande emozione, nel vivere questo momento nella mia Varese: questa Fiamma – aggiunge il governatore – rappresenta la concretizzazione di un sogno che, come Lombardia, abbiamo scelto di inseguire con determinazione fin dal 2019. Le Olimpiadi sono un’occasione unica e irripetibile per la nostra terra: non solo 18 giorni di gare, ma una grande eredità per i territori che le ospitano”.

“Tappa dopo tappa – prosegue il presidente – la Fiamma percorrerà tutta la Lombardia, da Varese alla Brianza, dai nostri bellissimi laghi fino alle nostre valli e alle montagne che ospiteranno le gare. Ogni territorio che la accoglie racconta una storia di eccellenza, di lavoro, di passione e di saper fare, ossia la nostra identità lombarda. È un percorso che unisce le comunità, le famiglie e i giovani, all’insegna dello sport, della sana competizione e della pace”.

“La Lombardia è pronta. Siamo pronti – conclude Attilio Fontana – ad accogliere gli atleti e le competizioni più prestigiose. Assicurando tutto ciò che serve per gestire un evento che porterà qui milioni di persone tra atleti, staff e turisti oltre ai 3 miliardi di telespettatori che ci seguiranno in tutto il mondo”.
La Fiamma che oggi fa il suo ingresso in Lombardia concluderà il suo viaggio a Milano il 6 febbraio, dopo aver attraversato tutto il Paese.

CUORE DI MARMO

Una sintesi di bellezza, identità e valore umano. È ‘Cuore di marmo’, una scultura del peso di 250 kg realizzata e donata dall’azienda ‘Merli Marmi’ di Voghera (Pavia) alla Regione Lombardia per celebrare l’iniziativa ‘Cuori Olimpici’ ovvero un viaggio alla scoperta delle peculiarità e delle eccellenze lombarde che nel corso del 2025 ha  toccato tutti i capoluoghi delle province lombarde. L’evento di piazza Città di Lombardia è stata quindi la tappa finale di questo tour.

Alla presentazione sono intervenuti  il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana,  l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda Debora Massari e l’autore della scultura Paolo Merli. Presenti tra gli altri anche l’assessore regionale alla Solidarietà sociale e Disabilità Elena Lucchini e il presidente di Assolombarda Alvise Biffi.

“Cuore di Marmo – ha sottolineato il presidente Fontana –  è più di una scultura, è il cuore della Lombardia che non si ferma, che si rinnova e fa della tradizione uno slancio per il futuro”.

“Ho sempre ritenuto che le Olimpiadi – ha aggiunto – non fossero solo di Milano e della Valtellina ma coinvolgano tutta la regione. Ecco perché abbiamo dato vita all’iniziativa Cuori Olimpici che ha toccato tutte le province lombarde, convinti come siamo che i Giochi olimpici invernali costituiscano una straordinaria opportunità per promuovere tutti i nostri territori, e noi stiamo lavorando per invitare le persone che assisteranno alle gare ad innamorarsi dei paesaggi, delle bellezze, dello straordinario patrimonio artistico e architettonico che la Lombardia offre, oltre ai 10 siti riconosciuti come patrimonio Unesco”. A questi si aggiungono 7  patrimoni immateriali (tra cui l’arte della liuteria di Cremona, ovvero il tradizionale saper fare nella costruzione e restauro di violini, viole, violoncelli e contrabbassi), 3 riserve della biosfera e 3 città creative (Milano, Bergamo e Como).

“Cuore di Marmo – ha chiosato l’assessore Massari – è un simbolo essenziale e potente. Un cuore, che richiama l’umanità, la
passione, la responsabilità. Il marmo, che rappresenta il tempo, la solidità, la memoria. Insieme raccontano molto bene l’identità lombarda: una terra concreta, operosa, capace di resistere, ma anche di sentire, di creare, di innovare senza perdere le proprie radici. È un’opera profondamente olimpica: incarna valori come l’impegno quotidiano, la fatica silenziosa, la ricerca dell’eccellenza, il rispetto per il tempo e per la materia, e la responsabilità verso ciò che si lascia in eredità”.

“Questo cuore di pietra  – ha ribadito – batte davanti a Palazzo Lombardia. Batte mentre ci avviciniamo a un appuntamento storico. Un cuore che parla di lavoro, di identità e di futuro. Ed è con questo cuore che la Lombardia si prepara ad accogliere il mondo”.

La scultura vuole essere la sintesi perfetta tra innovazione e tradizione, il suo design ottimizza infatti l’uso del materiale riducendo al minimo lo scarto. La tecnologia di taglio ad acqua ad alta pressione consente inoltre di scolpire ogni pezzo con la massima precisione  evitando sprechi e ottimizzando l’efficienza produttiva. Il vero valore aggiunto è però  la sostenibilità. La lavorazione è infatti avvenuta solo quando le condizioni climatiche hanno permesso di sfruttare l’energia rinnovabile prodotta dagli impianti fotovoltaici dell’azienda. Anche per questo motivo, l’opera è stata scelta come simbolo del tour ‘Cuori Olimpici’.

“È un segno di gratitudine e di riconoscenza – ha spiegato Paolo Merli dal 1997 alla guida dell’azienda fondata nel 1899 – rivolto a tutti coloro che all’interno dell’amministrazione regionale ogni giorno lavorano per promuovere e valorizzare l’immagine della Lombardia in Italia e nel mondo”.

L’evento è stato caratterizzato anche dall’esibizione sulla pista del ghiaccio di Palazzo Lombardia delle Hot Shivers Milano, squadra italiana di pattinaggio sincronizzato su ghiaccio e dalla distribuzione di gadget personalizzati con il logo dell’iniziativa ‘Cuori olimpici’, percorso di accompagnamento alle imminenti Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

SPORT

 Premiati oggi in Regione Lombardia gli studenti che hanno primeggiato nei Campionati Nazionali Universitari 2025 aderenti ai CUS, i Centri Universitari Sportivi. Tra le discipline interessate sci, karate, lotta, taekwondo, canottaggio, judo e canoa. Giovani in grado di eccellere nelle ‘Dual Career’, ovvero quei percorsi accademici capaci di conciliare gli studi universitari con la pratica dello sport agonistico. Alla cerimonia è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi.

“La Lombardia è la terra natia della ‘Dual Career’ in Italia – ha sottolineato Picchi -. Sulla totalità degli studenti iscritti ai 16 istituti Universitari lombardi, sono circa 500 i beneficiari delle Carriere Duali. Oggi, siamo la prima regione d’Italia nell’offrire questi percorsi che formano campioni sportivi e, contemporaneamente, giovani dotati di titoli e competenze utili per affermarsi in una carriera professionale non sportiva. Oggi per la prima volta a Palazzo Lombardia sono stati premiati i giovani ‘medagliati’. Sono il nostro orgoglio, continueremo a farlo ogni anno”.

ARTE POVERA

La Galleria Gracis presenta Obiettivo, Arte Povera. Un viaggio nell’arte dal 1968, una mostra personale del fotografo Paolo Mussat Sartor (Torino, 1947) che attraverso i suoi scatti ha raccontato l’Arte Povera e la scena internazionale dell’arte moderna e contemporanea a cavallo degli anni ’70, restituendoci una lettura critica del lavoro degli artisti che va oltre il semplice racconto e si fa testimonianza autentica e vibrante di quell’epoca eroica.

Il titolo dell’esposizione racchiude in sé le parole chiave che sono il fil rouge del progetto. L’obiettivo è quello della macchina fotografica di Mussat Sartor che si fonde con il suo sguardo e la sua visione della realtà. I Viaggi evocano la serie di fotografie scattate dall’abitacolo della sua auto tra gli anni ’70 e ’90, quando attraversava l’Europa per documentare mostre e artisti.

Alla Galleria Gracis saranno esposte circa 30 immagini di Mussat Sartor che ritraggono i principali protagonisti dell’Arte Povera e le loro opere, tra cui Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Eliseo Mattiacci, Mario Merz, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Emilio Prini, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio e altrettante fotografie della serie dei Viaggi. Ma non solo, le fotografie dialogheranno con le opere degli stessi artisti che lui aveva ritratto, chiudendo il cerchio su quello che è il terzo cardine della mostra, ossia l’Arte Povera.

Paolo Mussat Sartor compie i primi passi come fotografo nella galleria di Gian Enzo Sperone a Torino, sua città natale, nel periodo della sua massima attività tra il 1968 e il 1975, grazie all’amico Tucci Russo che lo introduce nell’ambiente.

Andrea Bellini, nel volume “Paolo Mussat Sartor Luoghi d’Arte e di artisti 1968 – 2008”, evidenzia «quanto poco il fotografo sia stato attratto dalla scena dell’arte, intesa nella sua dimensione mondana e salottiera, e quanto invece la sua curiosità, il suo occhio e il suo istinto siano rimasti sempre concentrati sull’opera e il linguaggio degli artisti».

Mussat Sartor non usava il grandangolo, non trasformava, né giudicava ciò che fotografava e forse anche per questo riuscì a stabilire con gli artisti un rapporto fatto di rispetto e intesa, come spiega lui stesso: «Era una fotografia “ragionata”, che cercava di rispecchiare l’idea del lavoro. Ma questo avviene in tutte le mie fotografie, dai ritratti ai paesaggi: cerco di rispettare il soggetto, cerco sempre un dialogo, anche solo mentale, con ciò che fotografo. Cerco di capire senza spettacolarizzare, senza sconvolgere, senza spingermi oltre».

È proprio per questo che Galleria Gracis ha deciso di accostare alle sue fotografie dedicate ai protagonisti dell’Arte Povera, quelle dei Viaggi, esposte qui per la prima volta, scattate per lo più con la Minox, una macchinetta tascabile che portava sempre con sé e che gli permetteva di tenersi impegnato nei lunghi viaggi da una parte all’altra dell’Europa, da Amsterdam a Francoforte, passando per Parigi e Basilea, fino a Roma e Bari. Oggetti, situazioni, cambiamenti metereologici, tutto ridotto all’essenziale, tutto ciò che dopo un attento sguardo e riflessione, aveva voluto conservare.

La Galleria Gracis è lieta di dedicare a Paolo Mussat Sartor una seconda mostra personale, dopo il successo di Inattese visioni (2023), esposizione che presentava le sue fotografie arricchite da interventi pittorici, proseguendo così un percorso di valorizzazione e approfondimento del suo linguaggio artistico.

ATLETICAMENTE

Riparte “AtleticaMENTE, la mostra-racconto sulla ‘Dual Career’, promossa dall’Università di Milano-Bicocca. Attraverso le immagini di 16 studenti-atleti, l’esposizione illustra il percorso dell’ateneo che garantisce una serie di benefit e servizi per conciliare impegni agonistici e studi universitari, la cosiddetta ‘Carriera duale’. L’iniziativa è stata prorogata fino al 31 marzo 2026.

“Ringrazio l’Università di Milano-Bicocca per aver ideato e promosso un’esposizione dal forte valore educativo e ispirazionale – dichiara Federica Picchi, sottosegretrio alla Presidenza della Regione con delega a Sport e Giovani –  capace di parlare ai giovani, attraverso il linguaggio dell’arte fotografica. Raccontando storie autentiche di loro coetanei che hanno scelto di dedicarsi allo sport agonistico senza rinunciare al percorso accademico”.

Le fotografie ritraggono gli studenti intenti a praticare simbolicamente il loro sport in aule e spazi accademici. Come Francesco Cavallotto, calciatore dell’Ac Crema 1908 e della nazionale italiana calcio non vedenti, laureato con il massimo dei voti in biotecnologie all’università Bicocca di Milano, fotografato in un laboratorio di chimica. Oppure Simone Carnevale, lanciatore nella Nazionale Italiana di Baseball U23, il cui scatto lo ritrae in un’aula di scienze, sua materia di studio. Immagini dal forte impatto, dal quale emerge il doppio ma possibile impegno, nel raggiungere una laurea e nello sport agonistico.

“Regione Lombardia è impegnata a favorire la conciliazione tra studio e attività sportiva, sia attraverso le borse di studio del progetto Talento – sottolinea Picchi –  per le quali ringrazio FIDAL Lombardia – sia con l’avvio del primo Tavolo regionale dei CUS (Centri Universitari Sportivi). Non mi stancherò mai di ricordare quanto lo sport contribuisca a migliorare la concentrazione e, di conseguenza, i risultati scolastici e accademici. Lo dimostrano le tante storie di campioni che hanno conseguito la laurea con il massimo dei voti”.

Attraverso una serie di immagini realizzate nel campus universitario, la mostra racconta l’armonia tra studio e sport, tra mente e corpo. Mettendo in luce passioni, ambizioni e determinazione dei giovani atleti ritratti. Tra i tanti studenti, anche il pallavolista della nazionale italiana Riccardo Sbertoli (studente di Economia e amministrazione delle imprese), lo sciatore Pietro Zazzi (neolaureato in Scienze del turismo e comunità locale), la campionessa di rafting Silvia Venturini (studentessa di Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio) e la pattinatrice di figura Irma Caldara (studentessa di Sociologia). Ogni atleta è fotografato con un elemento simbolico della propria disciplina, a sottolineare identità e legame con il percorso sportivo.

Un pannello descrittivo accompagna ogni ritratto, indicando corso di studi, disciplina praticata e una breve frase scelta dallo studente. Il programma Dual Career, avviato nell’anno accademico 2021-2022, ha già coinvolto oltre 80 studenti-atleti. Tra le tante citazioni, quella di Nelson Mandela ‘Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Esso ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione’.

Si chiama ‘Talento – Formiamo i campioni di domani’  l’accordo tra Regione Lombardia e Fidal (Federazione italiana atletica leggera) Lombardia che offre borse di studio per i giovani tra i 15 e i 23 anni tesserati Fidal purché non appartenenti ai Corpi militari. L’intesa ha rafforzato lo stanziamento dello scorso anno portando così il contributo da 40.000 a 60.000 euro. L’iniziativa ha l’obiettivo di valorizzare e accompagnare gli studenti atleti lombardi nel loro percorso di crescita sportiva e personale. Le borse serviranno a sostenere l’attività sportiva, a coprire le cure in caso di infortunio e a finanziare la partecipazione alle competizioni internazionali per i più meritevoli. 

FILIERE

Dare nuovo slancio al settore calzaturiero lombardo puntando su innovazione, formazione, attrazione degli investimenti e internazionalizzazione. Questo il tema dell’incontro svoltosi a Palazzo Lombardia tra gli assessori regionali Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale, Moda), Guido Guidesi (Sviluppo economico) e le associazioni di categoria.

Un’occasione per ribadire la vicinanza al comparto e ufficializzare, nel contempo, il riconoscimento da parte di Regione della nuova filiera della calzatura lombarda, attivata in seguito alla manifestazione di interesse, promossa dall’assessorato allo Sviluppo economico, a cui hanno aderito i protagonisti del settore con Assolombarda come capofila.

Tra i temi affrontati durante il tavolo, la sostenibilità e la circolarità, il trasferimento tecnologico, la digitalizzazione, la ricerca e il capitale umano, con la finalità di rinsaldare i rapporti tra istituzioni, mondo produttivo, mondo accademico e scientifico e istituti formativi, così da attuare una pianificazione condivisa in grado di dare nuova linfa a un ambito imprenditoriale storicamente radicato in Lombardia.

Il tavolo di lavoro rimane aperto da qui ai prossimi mesi, con l’obiettivo di definire e presentare entro giugno la programmazione strategica del settore.

Gli assessori Massari e Guidesi, in particolare, hanno illustrato gli strumenti già a disposizione per i soggetti che aderiscono alla strategia regionale delle filiere: una sinergia finalizzata a rendere più attrattivo il comparto calzaturiero per le nuove generazioni, contribuendo a costruire nuove prospettive di sviluppo e competitività.

CITY ANGELS

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana parteciperà domani, martedì 6 gennaio, alla tradizionale ‘Befana dei clochard’ in programma anche quest’anno all’Hotel Principe di Savoia.

Alle 12, oltre al governatore Fontana, alcune tra le più alte cariche pubbliche e rappresentanti delle istituzioni civili, accoglieranno e serviranno a tavola oltre duecento senzatetto in occasione dell’iniziativa che trasforma un luogo simbolo dell’ospitalità di lusso in uno spazio di accoglienza e condivisione.

L’evento è promosso dai City Angels, l’associazione di volontariato fondata a Milano nel 1994 da Mario Furlan, oggi attiva in venti città italiane e in due svizzere con oltre seicento volontari.

Per l’occasione, l’hotel ha fatto arrivare appositamente da Montecarlo Christian Garcia, chef personale del Principe Alberto di Monaco, chiamato a firmare il menù del pranzo. Accanto a lui lavoreranno Fabrizio Cadei, executive chef dell’Hotel Principe di Savoia, e Stefano Benedetti, responsabile dei banchetti, in una brigata che unisce esperienza internazionale e competenze interne alla prestigiosa struttura.

LAPSUS NATALE

Un Lapsus Natale è un auspicio che fa contenti tutti: chi è credente e chi non lo è, chi odia le feste e chi non vede l’ora che arrivino, chi non sa nemmeno cosa sia il Natale ma ci si trova comunque in mezzo, chi si sente solo e chi vorrebbe un po’ di quiete, chi vuole andare lontano e chi desidera tornare.

L’Associazione “Lapsus diversa creatività” è una realtà che dal 2013 cura e organizza nella propria sede – un grande spazio espositivo e laboratoriale nel centro storico della città – “Giocare insieme con l’arte”, un percorso per persone con disabilità e con problematiche in generale che si basa sull’arte terapia, ma che vuole soprattutto trovare e sviluppare il segno distintivo di ognuno di loro, passaggio fondamentale per far sì che ogni creativo outsider abbia una sua riconoscibilità all’esterno e venga considerato un artista.

Le porte di Lapsus inoltre sono sempre aperte alla città, perché l’obiettivo più importante è quello di abbandonare l’idea di un’integrazione monodirezionale degli utenti disabili all’interno della società, e di promuovere reciproca conoscenza, valorizzazione e apprezzamento attraverso una relazione paritaria e senza pregiudizi.

SAPORI

La tradizione del Natale si celebra anche a tavola.

E in Lombardia il protagonista assoluto è il classico risotto giallo (allo zafferano) interpretato con una ricetta per i giorni delle feste che prevede l’utilizzo di un salame cotto proveniente dall’Oltrepò Pavese (a crudo) e alcuni accorgimenti nella preparazione in grado di renderlo unico e memorabile.

I suggerimenti ci vengono da Alessandro Negrini, chef stellato originario di Caspoggio e uno dei tre titolari del celebre ristorante che fu di Aimo e Nadia, nomi iconici della cucina milanese, lombarda e internazionale. Adesso si chiama ‘Il luogo’ e occupa gli stessi spazi che hanno reso celebri i coniugi fondatori. La figlia Stefania Moroni, insieme a Fabio Pisani, l’altro chef patron del locale, ne gestisce le attività.

Lo abbiamo scelto in quanto partner, insieme a Regione Lombardia, del Premio Aimo e Nadia per i giovani 2026, il progetto educativo che coinvolge 11 istituti e centri di formazione lombardi. I vincitori accederanno a un percorso formativo retribuito di 6 mesi, comprensivo di vitto e alloggio, seguito da altri 6 mesi di contratto nelle realtà del Gruppo Aimo e Nadia.

In onore all’antispreco e alla sostenibilità, poi, la gallina utilizzata per il brodo con cui è stato preparato il risotto, può diventare un ottimo secondo piatto grazie a una personalissima rivisitazione dello chef: su una base di polenta realizzata con grano saraceno e formaggio casera, alcune parti della gallina vengono passate in padella con burro e aromi e poi impiattate con guarnizione di mostarda del melone mantovano e marmellata di arance e cannella per dare un gusto natalizio.

Sapori lombardi che meritano un posto speciale sulle tavole di chi non vuole rinunciare alla tradizione ma è aperto anche a qualche piccola variazione che ne impreziosisce il gusto. 

SCI ALPINO

Livigno entra nella storia dello sport mondiale. Il 27 dicembre la località lombarda farà il suo esordio nella Coppa del Mondo di sci alpino maschile, ospitando per la prima volta una gara ufficiale del circuito iridato. La Federazione Internazionale di Sci e Snowboard (FIS) ha certificato l’eccellenza delle condizioni di innevamento, del fondo e dei requisiti di sicurezza della pista Tagliede–Li Zeta. Il tracciato è pronto ad accogliere un SuperG inedito, destinato a diventare uno dei simboli della stagione sportiva che conduce ai Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026.

L’adrenalinica competizione degli ‘uomini-jet’ si svolgerà dunque sulle piste della ‘Regina delle nevi’, appellativo che Livigno ha conquistato nel tempo grazie alla qualità delle sue infrastrutture e alla vocazione sportiva del territorio. Il debutto in Coppa del Mondo rappresenta un traguardo storico che proietta la località ai vertici mondiali, anticipando l’appuntamento olimpico che vedrà la Valtellina protagonista.

All’evento sarà presente Federica Picchi, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, che commenta: “Ringrazio Livigno per la sua capacità di rispondere nel breve termine a sfide complesse e per aver supportato Bormio, impossibilitata quest’anno ad offrire il suo territorio, che tornerà protagonista dal prossimo anno, ospitando nuovamente la Coppa del Mondo di sci alpino. Senza il grande sforzo di Livigno, gestito in maniera eccellente, imprenditoriale e pragmatica, la Lombardia avrebbe rischiato di perdere la presenza di questo grande evento sportivo”.

“La Regione da prova di un grandissimo gioco di squadra, tra le deleghe allo Sport e agli enti locali, la FIS, la FISI, i sindaci di Bormio e Livigno e la Fondazione Bormio – aggiunge Picchi, ringraziando sia il presidente Fontana che tutta la Giunta, in particolare il collega Massimo Sertori-. Una collaborazione pienamente coerente con i valori dello sport e che rispecchia il metodo di lavoro della Giunta regionale. La Lombardia, con la Valtellina, si conferma ancora una volta terra ideale per ospitare grandi eventi sportivi di calibro internazionale, con Livigno si appresta a entrare nella storia dello sci alpino. Con questo orgoglio e gratitudine per i territori di Valtellina, sarò presente il 27 alle gare”.

“Per quest’anno – conclude Picchi – il testimone della Coppa del Mondo di sci alpino passa, quindi, da Bormio, storica vetrina mondiale di questa disciplina sportiva con la sua tradizionale discesa libera e il SuperG, attualmente concentrata sugli ultimi preparativi per i Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, ma pronta a tornare a offrire il suo palcoscenico dal prossimo anno”.