DRINK AND MEET

Nuovi appuntamenti anche con Drink and Meet di Speechati, il format di networking per gli under 40, nato con l’obiettivo di offrire un’alternativa al “classico aperitivo” e diventare un punto di riferimento per i giovani in centro città, con tre nuove date, il 14 ottobre, il 19 novembre e il 4 dicembre 2024, moderati da Lorenzo Ferrari, professionista di marketing, comunicazione e content creator. Il 14 ottobre l’appuntamento sarà dedicato a L’Employer Branding come metodo per attrarre e trattenere i talenti, 19 novembre una riflessione su Fare impresa è veramente un’impresa: guidare un business con consapevolezza e infine il 4 dicembre L’evoluzione dell’arte. Da Caravaggio all’AI. Un’occasione informale per fare networking e per confrontarsi su attualità, futuro e cultura con professionisti di diversi settori in una cornice unica, come quella della terrazza del Museo Bagatti Valsecchi.

LA MOSTRA

Al Museo Bagatti Valsecchi fino al 10 novembre sarà possibile visitare in Museo la mostra Lo sguardo del sentire. Il Seicento emiliano dalle collezioni d’arte Credem, a cura di Antonio D’Amico e Odette D’Albo. Il percorso espositivo presenta l’epoca d’oro dell’arte emiliana – tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento – con artisti quali Denijs Calvaert, Luca Da Reggio, Alessandro Tiarini, Guido Reni, Giovanni Lanfranco e Camillo Procaccini. Grazie all’allestimento dello Studio Lys di Matteo Fiorini, le opere della collezione Credem dialogano con l’identità delle sale del Museo Bagatti Valsecchi, offrendo la possibilità ai visitatori di conoscere capolavori della collezione bancaria raramente esposti al pubblico.

TEA TALKS

Le nuove conversazioni all’ora del tè riprendono il 23 settembre dalle 17.30 con un’ospite d’eccezione,Raffaella Morselli, storica dell’arte e professoressa ordinaria all’Università La Sapienza di Roma che ci farà scoprire il mondo di Guido Reni, il santo laico di Bologna. Sarà l’occasione per conoscere uno dei maestri più intriganti del Seicento italiano e per scoprire più da vicino l’arte bolognese che è visibile nella mostra con i capolavori della collezione Credem.

Il 23 ottobre Aurora Ghezzi e Susanna Gualazzini si addentrano nel tema dei Giovinetti coraggiosi e belle assassine.  Tệtes coupées fra Seicento e Ottocento. I testi sacri propongono numerosi esempi legati all’iconografia della tête coupée, esemplari i casi di Davide che uccide il gigante Golia privando il corpo della testa e quello di Giovanni il Battista decollato per la pace di Salomè. La rappresentazione di questi due episodi verrà indagata partendo dall’analisi delle opere di Luca Ferrari esposte in mostra Lo sguardo del sentire. Il Seicento emiliano dalle collezioni d’arte Credem.

Il ciclo d’incontri si conclude il 6 novembre con il talk Mutamenti dell’estasi: da Maria Maddalena alle Fumatrici d’oppio. Partendo dall’analisi della Maddalena in gloria sorretta dagli angeli di Giovanni Lanfranco, esposta in mostra, si indagherà il carattere temporaneo e provvisorio dell’esperienza estatica che evolverà nel pieno Ottocento in soggetti più accattivanti come le fumatrici d’oppio.

VIVERE NEL TEMPO

Al Museo Bagatti Valsecchi Il palinsesto culturale “Stasera al Museo” riprende dopo la pausa estiva il 25 settembre, quando debutterà nel salone d’onore del Museo Matteo Ferrari con il concerto Maramao. Canzoni tra le Guerre, un tuffo nel passato tra le più belle melodie composte tra il 1915 e il 1945 che Matteo Ferrari interpreterà accompagnato al pianoforte da Simone Cappello.

Nel mese di ottobre si terranno tre imperdibili appuntamenti teatrali: il 9 ottobre andrà in scena lo spettacolo Il Tempo delle Storie, di e con Tindaro Granata, con Jonathan Lazzini, Francesco Maruccia ed Emilia Tiburzi, una serata all’insegna dei racconti popolari che si facevano un tempo nelle famiglie, quando i più anziani raccontavano le loro storie ai più giovani; uno spettacolo dedicato all’importanza della tradizione orale, del racconto tramandato di generazione in generazione.

Il 16 ottobre tornerà in Museo Ippolita Baldini accompagnando gli spettatori alla scoperta della figura di un’inedita Regina Margherita, la prima grande Regina d’Italia, con un monologo ironico e scanzonato dal titolo La Regina Margherita, per la regia di Luigi Guaineri.

Il 30 ottobre sarà la volta de La Donna Alata, uno spettacolo teatrale con Federica Restani, Andrea Avanzi ed Elena Camo, per la regia di Raffaele Latagliata. La pièce, liberamente ispirata al romanzo cult della scrittrice Angela Carter, ripercorre la vita, le avventure e le disavventure di Fevvers, la più grande trapezista del suo tempo.

Novembre sarà dedicato alla musica: il 13 novembre andrà in scena Tempo, Musica e Parole. Arioso Furioso Trio, una riflessione sull’essenza e i significati della musica attraverso brani di autori da Giacomo Leopardi a Fortunato Depero recitati da Fosca Leoni, in alternanza e sapientemente accostati a quelli suonati dall’Arioso Furioso Trio.

Il 20 novembre sarà la volta di Giuseppe Anastasi, storico autore di grandi interpreti della canzone italiana come Arisa, che emozionerà il pubblico con la sua esibizione di voce e pianoforte dal titolo Il tempo che verrà

NEW SEASON

Torna un autunno ricco di appuntamenti al Museo Bagatti Valsecchi.

In Arte Veritas, dall’11 settembre nuovi incontri-degustazioni condotti dal Direttore Antonio D’Amico e da ospiti d’eccezione, per scoprire in modo del tutto inedito i tesori del Museo e rivivere l’atmosfera intima e conviviale che la famiglia condivideva con i propri ospiti fino al secolo scorso.

Tea Talks. Conversazioni d’arte a Casa Bagatti Valsecchi, dal 23 settembre riprendono gli incontri all’ora del tè dedicati a intriganti temi di storia dell’arte per dar voce alle affinità̀ con la mostra in corso e con la collezione permanente del Museo.

Stasera al Museo. Vivere nel tempo, dal 25 settembre continua la terza edizione del cartellone culturale con il concerto Maramao Canzoni tra le Guerre di e con Matteo Ferrari.

Drink and Meet di Speechati, il format di networking per gli under 40, nato in collaborazione con l’Associazione Amici del Museo Bagatti Valsecchi con l’obiettivo di offrire un’alternativa al “classico aperitivo” in centro città che da ottobre si avvarrà della collaborazione di Lorenzo Ferrari. Diversi saranno i professionisti che porteranno la propria testimonianza sul proprio successo lavorativo.

ULTIMO SPAZIO

Ecco l’ultimo appuntamento per il nuovo ciclo di conferenze “Tea Talks. Conversazioni d’arte a Casa Bagatti Valsecchi”. Domani dalle 17.30 alle 19.00 proprio all’ora del tè, sarà dedicato a “Vivere da Collezionisti” per dar voce alle affinità con la collezione permanente del Museo Bagatti Valsecchi. Nel XIX secolo il fenomeno del collezionismo divenne l’emblema del prestigio politico e culturale acquisito dalle famiglie nobiliari. Analizzeremo prima le raccolte di alcuni dei più importanti collezionisti ottocenteschi per poi approfondire il modus operandi adottato dai fratelli Bagatti Valsecchi per improntare la propria personalissima collezione neorinascimentale. Partendo dalla lettura di inediti documenti, indagheremo il mercato di riferimento dei due nobiluomini: da chi acquistavano le loro opere? Che valore avevano? Sarà così possibile tratteggiare una vivace cornice attorno alle vicende del collezionismo Bagatti Valsecchi per indagare i protagonisti del mercato artistico della seconda metà dell’Ottocento.

PIANO CITY

In occasione di Piano City Milano 2024, domenica 19 maggio 2024, dalle 11.30 alle 15.30, nel cortile del Museo Bagatti Valsecchi che unisce Via Santo Spirito 10 e Via Gesù 5 si svolgerà un programma speciale dedicato a Parigi con i giovani pianisti del Conservatorio di Bergamo e grazie alla generosa collaborazione di Planetaria Hotels, una collezione di 12 hotel, quattro e cinque stelle.

Il Museo Bagatti Valsecchi è una casa museo neorinascimentale situata nel cuore del Quadrilatero della Moda di Milano, frutto di una straordinaria vicenda collezionistica di fine Ottocento ad opera dei due fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. Il Museo ospita numerose attività legate alla vita culturale della città di Milano attraverso le partnership con Montenapoleone District ed il Consorzio di via Gesù e partecipa attivamente al palinsesto dei più importanti eventi culturali cittadini, tra cui Piano City Milano, il primo festival diffuso di pianoforte, nato nel 2011. Un progetto che ogni anno riscuote grande successo di pubblico e che porta la musica in tanti e diversi spazi urbani. Il cortile del Museo si presta perfettamente ad accogliere questi concerti grazie alla sua forma: uno spazio centrale che funge da palcoscenico e due corti laterali che si trasformano in una doppia platea. La capienza del cortile è di 140 persone per concerto.

I concerti in programma per Piano City 2024 dal titolo “Parigi. Due secoli di pianoforte” raccontano appunto Parigi tra Ottocento e novecento, una città da sempre al centro dell’attenzione dei compositori. I giovanissimi pianisti del Conservatorio G. Donizetti di Bergamo si confronteranno con le melodie di Chopin, i colori e i timbri di Debussy fino al serialismo di Messiaen e durante le quattro ore si alterneranno al pianoforte. Un viaggio tra salotti e teatri di una delle città più fertili d’Europa voluto grazie a Hermès nell’ambito del progetto H.Y.T.A. (Hermès Young Talent Academy), frutto dell’attenzione che Hermès dedica da sempre ai talenti musicali emergenti.

CODICI

Continuano gli appuntamenti per il nuovo ciclo di conferenze “Tea Talks. Conversazioni d’arte a Casa Bagatti Valsecchi”. Domani 15 Maggio, dalle 17.30 alle 19.00 proprio all’ora del tè, sarà dedicato a “Segno e Gesto: Abitare lo Spazio” per dar voce alle affinità con la collezione permanente del Museo Bagatti Valsecchi. Il significato delle immagini rappresentate nelle opere d’arte è sempre stato esplicitato da un efficace linguaggio non verbale, un’espressione immediatamente comunicativa fondata su codici che si sono sviluppati e consolidati nel tempo. I personaggi che animano dipinti e sculture sono ovviamente muti ma si rivolgono ugualmente all’osservatore esprimendosi attraverso il linguaggio del corpo. Gesti, pose e segni hanno efficacemente sostituito le parole imprimendo un messaggio carico di significato comprensibile a tutti. Analizzeremo diverse opere alla ricerca dei gesti e dei segni più significativi per soffermarci infine sull’approfondimento di alcune delle opere più eloquenti della collezione Bagatti Valsecchi.

600 EMILIANO

Rafforzando il ruolo di casa delle collezioni, il Museo Bagatti Valsecchi presenta dal 10 maggio al 10 novembre la mostra Lo sguardo del sentire. Il Seicento emiliano dalle collezioni d’arte Credem, a cura di Antonio D’Amico e Odette D’Albo. Questo progetto è un’occasione unica, in quanto vuole far conoscere al grande pubblico una parte del patrimonio artistico di Credem che solitamente è custodita a Palazzo Spalletti Trivelli a Reggio Emilia, sede della Presidenza e della Direzione Generale del Gruppo bancario, aperto al pubblico soltanto in alcune occasioni.

Il percorso espositivo, incastonato all’interno delle sale del Museo, presenta un nucleo di dieci capolavori dei maestri del Seicento emiliano provenienti dalle collezioni Credem e otto sculture in ceramica di Carlo Zauli, sette delle quali custodite presso il Museo Zauli di Faenza che ha subito importanti danni a causa dell’alluvione che ha colpito la Romagna lo scorso anno.

L’epoca d’oro dell’arte emiliana – tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento – viene presentata attraverso alcuni dei suoi protagonisti, quali Denijs Calvaert, Luca Ferrari da Reggio, Alessandro Tiarini, Guido Reni, Giovanni Lanfranco e Camillo Procaccini.

Grazie all’allestimento dello Studio Lys di Matteo Fiorini, i dipinti delle collezioni Credem dialogheranno con l’identità delle sale del Museo Bagatti Valsecchi, offrendo la possibilità ai visitatori di conoscere capolavori della collezione bancaria raramente esposti al pubblico. Dall’Ecce Homo di Guido Reni, opera iconica dell’artista, alla Maddalena in gloria, sorretta dagli angeli di Giovanni Lanfranco e al San Paolo di Camillo Procaccini, il dialogo, che ruota attorno al tema dei sentimenti, collega tutti i dipinti in mostra e mette in evidenza sguardi che raccontano il rapporto dell’uomo con la propria interiorità e il Divino.

La mostra propone, infine, un focus dedicato alla scultura di Carlo Zauli (1926 – 2002), artista faentino tra i più importanti del Novecento, riconosciuto in tutto il mondo per le sue ceramiche e per le innovazioni introdotte nella produzione di maioliche e porcellane.

Lo sguardo del sentire vuole dunque offrire uno spaccato della cultura pittorica emiliana e dell’eccezionale tradizione faentina legata alla maiolica, di cui sono presenti alcuni singolari esempi cinquecenteschi anche nelle collezioni del Museo Bagatti Valsecchi.

La mostra, tra l’altro, si pone l’obiettivo di sostenere il restauro di alcune opere del Museo Carlo Zauli colpite dall’alluvione dello scorso anno, ecco perché nel percorso espositivo si potranno ammirare alcune sculture in gres dell’artista, che ha utilizzato tecniche rinascimentali innovandole con un linguaggio contemporaneo. Il pubblico potrà vedere alcune sculture che saranno oggetto del restauro, per far comprendere ai visitatori l’importanza dell’intervento che verrà eseguito grazie al loro contributo, restituendo nuova vita all’arte sommersa sotto la coltre di fango.

DANZA

Per la prima volta, questa sera, il Museo Bagatti Valsecchi ospiterà nel suo Salone d’Onore uno spettacolo di danza dedicato al racconto attraverso la musica, la danza e le parole di uomini e donne che stanno affrontando la guerra. Ad esibirsi, due ballerini del corpo di ballo del Teatro La Scala di Milano, Domenico Di Cristo e Matilde Gherardi, con le coreografie di Andrea Crescenzi, Hanna Buhakova al pianoforte e la voce recitante di Michele Piccolo.

Una riflessione su come in Ucraina la vita delle persone sia stata impattata dal conflitto, sulla loro esistenza rimasta come cristallizzate nel tempo, sul destino di chi è sopravvissuto e di coloro che non ce l’hanno fatta, sugli effetti della devastazione e sulla capacità dell’uomo di opporsi al male. La voglia di sostenersi, aiutarsi, influenzare i percorsi di vita altrui e mantenere la speranza, nonostante tutto.

Inoltre, fino al 5 maggio in Museo è in corso la mostra CARLO BOSSOLI. Omaggio a Odessa, a cura di Fernando Mazzocca, e il 2 maggio alle 15.30 Il curatore si intratterrà con il direttore del Museo Antonio D’Amico in una Conversazione su Carlo Bossoli, per conoscere più da vicino l’opera pittorica dell’artista.

Grazie alla raffinata esposizione di quattro inediti acquerelli di Carlo Bossoli (1815-1884), il Museo Bagatti Valsecchi rende omaggio alla cultura di un Paese ancora sfigurato dalla guerra, l’Ucraina.
Gli acquerelli, appartenenti alla Galleria Baratti di Milano, si mostrano nell’intima cornice della sala espositiva per gettare luce sui fasti e sull’eleganza della città di Odessa attraverso lo sguardo di Carlo Bossoli.

Il pittore ottocentesco, che visse e studiò l’arte del disegno sulle sponde del Mar Nero, racchiude nelle sue vedute di Odessa l’antica vitalità di un Paese oggi deturpato dal conflitto.

A corredo della mostra Carlo Bossoli. Omaggio a Odessa, tutti i visitatori possono dedicare un pensiero all’Ucraina tramite un’apposita parete concepita come progetto d’arte partecipativa. Queste parole confluiranno nello spettacolo Al confine tra due mondi.