ART GALLERY

Ghiringhelli Art Gallery presenta a Milano la sua prima mostra Refracted Worlds. Contemporary Japan Through Multiple Lenses dal 8 maggio al 27 giugno 2026, con l’obiettivo di far scoprire lo stato attuale dell’arte contemporanea giapponese, lontana dagli stereotipi più comuni e da una lettura esclusivamente storica o museale.

Ghiringhelli Art Gallery rappresenta un innovativo format di galleria, una pop up gallery, ossia uno spazio espositivo temporaneo che apparirà e scomparirà nel tessuto urbano di Milano, occupando diversi spazi, assumendo differenti forme, dando vita a molteplici esperienze e approfondendo differenti tematiche, ma portando avanti un progetto definito e strutturato che è quello di esplorare e far apprezzare al pubblico italiano l’arte contemporanea giapponese, oggi ancora poco conosciuta in Italia.

L’idea è di Nicola Ghiringhelli Forlani, un giovane entrepreneur che ha unito la sua passione per l’arte e per i viaggi e ha deciso di lanciarsi nel mercato dell’arte, proponendosi con una formula insolita di galleria che gli permette di essere flessibile, ma riconoscibile, che lo porta a muoversi verso il Giappone non appena può e allo stesso tempo a mantenere una presenza a Milano e in Italia.

Nicola Ghiringhelli Forlani, cresciuto fin da piccolo circondato dall’arte, dopo un percorso che ha unito formazione internazionale ed esperienze tra gallerie e case d’asta, ha avuto un’intuizione: puntare sull’arte contemporanea giapponese, scoperta frequentando fiere d’arte internazionali e approfondendo questo ambito attraverso una ricerca personale, lo studio del mercato e il monitoraggio delle aste. Dopo vari viaggi nella terra del Sol Levante, ha deciso quindi di trasformarla in una concreta forma di business, la Ghiringhelli Art Gallery.

La prima mostra che propone Refracted Worlds. Contemporary Japan Through Multiple Lenses,porta in Italia sette artisti giapponesi – Kohei Nawa, Yukie Ishikawa, Kenjiro Okazaki, Mr., Ayako Rokkaku, Yuji Ueda, Noritaka Tatehana – e un collettivo Chim↑Pom from Smappa!Group, inediti o quasi per il pubblico italiano e scelti personalmente da lui. Lavorano principalmente con la pittura, il disegno e la superficie, utilizzando metodi e linguaggi molto differenti fra loro: dalla stratificazione pittorica all’immagine pop, dal gesto corporeo alla mediazione ottica, fino alla materia e alla luce. L’obiettivo finale è quello di offrire al pubblico italiano un’esperienza nuova e accessibile dell’arte giapponese contemporanea, capace di generare interesse critico, dialogo internazionale e anche nuove opportunità di scoperta e collezione.

Il titolo del progetto, Refracted Worlds, introduce il tema della rifrazione: un raggio di luce che attraversa un prisma viene deviato e scomposto in più colori. Allo stesso modo il Giappone e la sua arte contemporanea sono in questa mostra intesi come il raggio di luce e i vari artisti rappresentano una rifrazione attraverso cui quella luce viene filtrata e trasformata: il risultato finale non è quindi un’unica immagine coerente, ma una pluralità di visioni che convivono e si completano a vicenda. L’esposizione non vuole quindi mostrare una singola tendenza o proporre una collettiva chiusa, ma costruire un dialogo tra pratiche diverse in cui ogni artista rappresenta un modo unico e specifico di intendere l’immagine nell’arte giapponese di oggi: superficie, tempo, gesto e trasformazione sono i temi comuni attorno a cui ruotano le varie sperimentazioni artistiche, in un percorso espositivo che unisce ricerca e leggibilità.

“Più che una collettiva, Refracted Worlds si configura come una struttura aperta, in cui ogni opera non aggiunge semplicemente un punto di vista, ma modifica le condizioni di visione delle altre. – afferma Nicola Ghiringhelli Forlani – La mostra non restituisce un’immagine del reale ma ne espone le modalità di costruzione.”

Il tema della superficie è protagonista delle opere di Kohei Nawa (1975), in cui ciò che vediamo è sempre mediato attraverso un filtro e che introduce il pubblico alla condizione fondamentale per cui l’atto del vedere è sempre un vedere attraverso qualcosa; le tele di Yukie Ishikawa (1962) raccontano invece un processo temporale stratificato, sono dipinti a cui lavora in momenti diversi della propria pratica in cui inchiostro e colore si stratificano e la superficie diventa campo di accumulazione dove passato e presente coesistono; Kenjiro Okazaki (1955) realizza opere ad altissima densità concettuale, collegando storia dell’arte, architettura, mitologia e geografica, mai operando d’impulso ma calibrando ogni segno.

L’immaginario pop legato alla cultura visiva di manga e anime che spesso si associa al Giappone è presente in mostra nelle opere di Mr. (1969) che è considerato un traduttore di queste tendenze e rivela come questa estetica sia un filtro attraverso cui desideri, traumi e aspettative sociali vengono mediati e normalizzati. Anche le opere di Ayako Rokkaku (1982) riflettono il suo contesto d’origine a cui si aggiunge una dimensione performativa e corporea che lo porta a dipingere direttamente con le mani e a trasformare la pittura in un atto fisico e immediato in cui il colore non è decorativo ma impulso emotivo.

Ancora Yuji Ueda (1975) utilizza la ceramica per mettersi in dialogo con la tradizione, lavorando con una tecnica classica che viene rivoluzionata introducendo materiali nuovi e diversi che creano risultati imprevedibili.

Chim↑Pom from Smappa!Group, fondato nel 2005, è uno dei collettivi più affermati in Giappone negli ultimi anni, noto per una pratica artistica apertamente politica che agisce nello spazio pubblico e nella sfera sociale. La serie A Hole Within a Hole, a cui appartengono le opere in mostra, è una metafora dell’assenza e suggerisce una realtà composta da livelli di invisibilità, in cui anche ciò che si svela resta parzialmente occultato. Infine,il lavoro di Noritaka Tatehana (1985) si fonda su una attenta riflessione della trasmissione della cultura giapponese nel presente e nelle sue opere elementi della tradizione vengono riattivati attraverso materiali e tecnologie contemporanee.

Refracted Worlds è una mostra costruita come un sistema di relazioni, in cui ogni artista restituisce a una prospettiva diversa della contemporaneità per confluire in un’esperienza strutturata, leggibile e al tempo stesso complessa. Una mostra che non vuole rappresentare la realtà tout court, ma evidenziare i processi di mediazione, trasformazione e connessione che costituiscono l’arte contemporanea giapponese.

BREAD

Dal 7 maggio al 28 giugno 2026 lo Spazio Messina di Fabbrica del Vapore a Milano ospita SACRED BREAD Le vie del pane, la mostra fotografica di Stefano Torrione, prodotta da Fabbrica del Vapore – Comune di Milano e da Massimo Pozzi Chiesa con Sinergia Venture. Un grande viaggio per immagini che attraversa geografie, culture e millenni di storia alla ricerca dei pani più antichi dell’umanità, quelli che ancora oggi vengono preparati secondo codici millenari.

Fotografo ed etnografo, Stefano Torrione ha intrapreso questo viaggio ispirato dalla lettura del libro Pane Nostro di Predrag Matvejević. Per oltre sei anni ha seguito quello che lui stesso definisce il “grande vagabondaggio del pane”, immergendosi nel cuore profondo delle civiltà mediterranee dove il pane continua a vivere nelle tradizioni più antiche, nei gesti tramandati di generazione in generazione, nei rituali quotidiani e nelle feste popolari.

Gabriel Bauret nel testo critico che accompagna la mostra scrive: “Per un fotografo che ha costruito gran parte del proprio lavoro sul viaggio e si muove con familiarità in culture molto diverse tra loro, esplorare la tradizione del pane e i territori che la riguardano è una scelta naturale”.

Con 77 fotografie in bianco e nero, Torrione accompagna il pubblico in un itinerario circolare di sedici tappe attorno al bacino del Mediterraneo, ripercorrendo le rotte ancestrali del pane: dalla Mesopotamia alle sponde del Mar Mediterraneo, dal Corno d’Africa all’Algeria e ai monti del Marocco, dalla Spagna alla Francia, fino all’Italia. Il viaggio prosegue poi attraverso Sarajevo, la Grecia del Monte Athos e giunge fino a Konya, antica città della Turchia dove è stato ritrovato il pane più antico del mondo.

Tre delle sedici tappe del progetto si trovano in Italia, in Sardegna, Sicilia e della Puglia dove il Pane Sacro assume un ruolo centrale, non solo per la sua posizione geografica nel cuore del Mediterraneo, ma anche per il ruolo storico di crocevia di civiltà, tradizioni e culture che nei secoli hanno attraversato e plasmato questo mare. I pani rituali in tutte queste culture raccontano un patrimonio straordinario fatto di celebrazioni religiose, simboli e antichi saperi artigianali, in cui il pane è sempre stato molto più di un alimento.

Il pane è simbolo universale di vita, fede e condivisione: nato da un semplice impasto di acqua e farina e trasformato dal fuoco, è da millenni il nutrimento primario dell’uomo, ma è anche metafora dell’esistenza, rappresentando il lavoro, la fatica, la generosità e la ricompensa. Inoltre, nelle tre grandi religioni monoteistiche il pane assume una dimensione profondamente sacra. È consacrato nel Talmud per l’ebraismo, nella Bibbia per le religioni cristiana e ortodosso ed è menzionato nel Corano per l’Islam, diventando ponte spirituale tra l’uomo e il divino. È nel bacino del Mare Nostrum – dove millenni fa fu seminato il primo grano – che questa cultura continua a vivere ogni giorno: qui il Pane Sacro conserva sulla propria crosta i segni della storia e fotografarlo è come ritrarre e restituire l’Umanità.

Il progetto SACRED BREAD Le vie del pane si inserisce nella grande tradizione della Fotografia Umanistica, ispirata allo sguardo di autori come Larry Towell e Abbas. È una narrazione epica che attraversa popoli e territori, restituendo valore a quel patrimonio immateriale che spesso rimane nascosto all’ombra della modernità e che merita di tornare alla luce.

Per Stefano Torrione percorrere “la strada del pane” è una vera missione, guidata da una passione profonda e da uno spirito quasi rituale e il fotografo condivide quanto scrive Erri De Luca nella postfazione di Pane Nostro: «Il pane è un trattato di pace». In questa prospettiva SACRED BREAD diventa anche un invito a riflettere sui conflitti del nostro tempo, ricordando ciò che accomuna le culture più di quanto le divida.

La mostra è accompagnata da un libro edito da MI-HUB SRL che fungerà anche da partner per la parte di comunicazione. Altro partner fondamentale logistico è Italmondo Spa che fornirà il supporto per lo spostamento delle opere e degli allestimenti ed Artinstinct ecosistema in ambito artistico culturale, che si occupa di sviluppo informatico, media partnership, divulgazione, vendita, e gestione per gli artisti a 360° e che fornirà supporto tecnico e tecnologico per la mostra. 

BOTANICAL

Uno sguardo originale, affacciato sul mondo delle piante e dei fiori, espresso artisticamente attraverso il contrasto tra il bianco e nero, a rappresentazione dell’essenziale, e con il colore, per restituire il senso di luce e di vita. È la cifra stilistica di Diana Stanga, giovane artista bresciana scomparsa nel 2023, alla quale è dedicata la mostra allestita a Palazzo Lombardia, Nucleo N3, inaugurata oggi dall’assessore al Turismo, Moda e Marketing territoriale Debora Massari. 

La mostra ‘Diana Stanga botanical artist’ propone 10 opere della pittrice e sintetizzano il suo speciale rapporto con il mondo della natura: animali, fiori edelementi vegetaliche vogliono identificarsi come simboli di vita, trasformazione e resistenza.

“Diana – ricorda l’assessore Massari – non si è fermata nonostante la malattia e ha contribuito a costruire senso ad un momento di particolare criticità, donandoci le sue opere. Il suo insegnamento ci indica che anche nei momenti più difficili è possibile cercare di migliorare il modo con cui stiamo al mondo”. “Noi come Regione – ha proseguito – abbiamo voluto celebrarla affinché la sua memoria rimanga viva nei suoi quadri e per farla conoscere a chi non ha avuto l’opportunità di ammirare i suoi lavori”.

Alla cerimonia di inaugurazione è intervenuto anche il padre dell’artista, Luigi Stanga che ha ripercorso i passaggi fondamentali della vita lavorativa di Diana. Dopo un periodo di studi allo Ied di Milano, si è aggiudicata una borsa di studio sostenuta dal Corriere della Sera. Poi il trasferimento a Londra, dove si è distinta come disegnatrice di trame di tessuti, molto apprezzata dai principali stilisti britannici. I suoi disegni sono stati valorizzati e utilizzati dal regista cinematografico Ron Howard per la realizzazione di una sua pellicola. Il suo cammino verso il successo è stato tragicamente interrotto da un tumore al polmone. “Questa mostra ospitata a Palazzo Lombardia ci riempie d’orgoglio – ha commentato Luigi Stanga – e ripropone la grande passione che Diana aveva fin da bambina: disegnare fiori sia usando il colore che il bianco e nero con tecniche a china”.

 A NEW YORK

Al via, oggi, la missione istituzionale a New York dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, e del sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo. Obiettivo del viaggio è promuovere l’eccellenza del modello sanitario lombardo, rafforzare le collaborazioni in comparti strategici come aerospazio e agritech e attrarre investimenti. Tra i protagonisti dei diversi appuntamenti in programma, che puntano a rappresentare un’importante vetrina per il sistema lombardo, diversi rappresentanti del mondo istituzionale e imprenditoriale, tra cui il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, il direttore Public Affairs & International Relations del gruppo Bracco Fabrizio Grillo, il vicepresidente e responsabile risorse umane di Pirelli per il Nord America Paolo De Lazzari e il direttore generale di Promos Italia Giovanni Rossi.

Ricca l’agenda degli appuntamenti in programma. Tra quelli di maggior rilievo la partecipazione al Business Round Table della NIAF (National Italian American Foundation), durante il quale l’assessore Bertolaso illustrerà i punti di forza della visione di Regione Lombardia in ambito sanità e ricerca. L’evento rappresenterà un’importante occasione di confronto per gli stakeholder lombardi e americani di origine italiana (tra cui Fondazione Fiera Milano, Pirelli Tires North America, Bracco e Apollo Global Management) per rafforzare percorsi di sviluppo condiviso e illustrare le opportunità di investimento offerte dal territorio lombardo.

Nell’ambito del convegno l’assessore Bertolaso parteciperà a incontri bilaterali con Karen Persichilli Keogh, capo di gabinetto del Governatore dello Stato di New York e James V. McDonald, commissario alla sanità dello Stato di New York.

La missione prevede inoltre la visita istituzionale del sottosegretario Cattaneo e di una delegazione dell’American Chamber of Commerce al Rappresentante Permanente d’Italia alle Nazioni Unite a New York, l’ambasciatore Giorgio Marrapodi; un convegno organizzato da Regione Lombardia insieme al consolato generale d’Italia a New York e alla Transatlantic Harmonic Foundation che coinvolgerà agenzie di sviluppo statunitensi, rappresentanti degli Stati di New York, New Jersey, North Carolina e Pennsylvania, Virginia e Vermont, oltre a imprese italiane presenti sul territorio (tra cui il Gruppo Bracco e Pirelli Tires); e un momento di confronto con la comunità degli innovatori italiani presenti a New York organizzato dall’Italian Innovation Initiative e dal Transatlantic Innovation Hub.

“L’obiettivo di questo viaggio istituzionale – sottolinea l’assessore Bertolaso – è raccontare e promuovere l’eccellenza del modello lombardo in America in ambito socio-sanitario, evidenziando come la Lombardia sia il principale motore economico italiano e il territorio più attrattivo in Italia per investimenti e opportunità di business. Incontrerò il mio omologo dello Stato di News York, James V. McDonald, commissario alla sanità, e avrò l’opportunità di illustrare i punti di forza della visione di Regione Lombardia sia in termini di sostegno alla ricerca scientifica sia in termini di organizzazione del sistema sanitario, rafforzando rapporti già avviati da tempo e ponendo le basi per la firma di ulteriori accordi di collaborazione. L’obiettivo è condividere buone pratiche e alzare ulteriormente l’asticella per offrire ai cittadini lombardi servizi sempre più all’avanguardia”.

“La missione – aggiunge Cattaneo – sarà dedicata a sviluppare la collaborazione con la National Italian American Foundation (NIAF) a New York, che per l’occasione ha organizzato un business forum con alcune tra le principali personalità economiche newyorkesi legate alla comunità italo-americana, a conferma del ruolo fondamentale delle nostre comunità all’estero”.

STILE

La Lombardia è la terra del ‘saper fare’, del lavoro e delle opportunità per chi vuole creare imprese, anche innovative, ma è anche la ‘culla’ della creatività e dello stile, come testimoniano le installazioni allestite in piazza Città di Lombardia e nella struttura denominata Oasi Life Experience.

Un luogo che si è qualificato tra i più significativi nell’ambito del Fuorisalone, la serie di eventi ormai diventati parte integrante della settimana della Design Week, associata al Salone del Mobile, e che ospita una serie di incontri di approfondimenti dedicati al tema.

All’appuntamento ‘Artigianato e design: connessioni inaspettate’ dedicato alle riflessioni su come il dialogo tra manifattura, design e visione imprenditoriale possa generare nuove traiettorie di sviluppo, è intervenuta l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda Debora Massari.

“L’artigianato di eccellenza – ha spiegato l’assessore – non è il passato dell’Italia, è la sua infrastruttura economica: tiene insieme qualità, identità e capacità produttiva, rendendo i nostri territori riconoscibili e competitivi”.

“Il design – ha chiarito – rappresenta la visione e la capacità di interpretare il presente e anticipare il futuro: il dialogo tra artigianato di eccellenza e design conferisce al settore un valore originale, esclusivo e riconoscibile in grado di competere al meglio nei mercati contemporanei”.

“In questo contesto – ha proseguito – nasce l’innovazione più autentica. Una innovazione che non deriva solo da ciò che inventiamo ma da ciò che sappiamo mettere in relazione: competenze, saperi, filiere e territori. Oggi la competitività si costruisce così, creando connessioni intelligenti tra tradizione e tecnologia, tra manifattura locale e visione globale”.

“Come istituzioni – ha concluso – il nostro compito è facilitare questi incontri e trasformare le relazioni in progetti concreti e opportunità di crescita economica e culturale per la Lombardia”.

Al workshop hanno partecipato, tra gli altri, anche Eugenio Massetti, presidente Confartigianato Lombardia e Stefano Micelli, professore di Economia e gestione delle imprese all’università Cà Foscari di Venezia.

Durante i lavori è stato ricordato che l’iniziativa si inserisce in un momento particolarmente significativo per il settore: la Lombardia ha infatti approvato la Legge Regionale 6 marzo 2026, n. 7, ‘Politiche regionali in materia di artigianato’, pubblicata il 10 marzo 2026, che aggiorna il quadro normativo regionale sull’artigianato.

64° EDIZIONE

Inaugurata a Rho Fiera Milano la 64° edizione del Salone del Mobile, il più importante appuntamento internazionale per la design industry, in programma fino al 26 aprile. Alla cerimonia del taglio del nastro sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, affiancato dagli assessori Francesca Caruso (Cultura) e Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale e Moda), il presidente del Senato,  Ignazio La Russa e il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani.

Hanno partecipato alla cerimonia anche Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano; Giuseppe Sala, sindaco di Milano; Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano; Claudio Feltrin, presidente FederlegnoArredo e Matteo Zoppas, direttore agenzia ICE.

“Il Salone del Mobile, anche in questa edizione – ha sottolineato il presidente Fontana – conferma come Milano rappresenti il luogo in cui il contemporaneo prende forma in Italia. Non si tratta solo di un evento fieristico, ma di una vera e propria infrastruttura economica e progettuale capace di mettere in relazione visione e produzione, creatività e mercato. Questo è possibile grazie alla forza dell’intero sistema lombardo: una realtà territoriale diffusa, policentrica e fortemente connessa. La Lombardia si conferma motore principale del settore legno-arredo a livello nazionale e internazionale. Nonostante le complesse dinamiche globali, la filiera lombarda del design dimostra solidità e capacità di adattamento: il sostegno economico di Regione Lombardia alle imprese va in questa direzione, riorientando strategie verso nuove geografie e scenari emergenti come l’India”.

“Il Salone del Mobile non è soltanto una vetrina d’eccellenza per il design – ha aggiunto l’assessore Caruso – ma rappresenta anche un potente generatore di valore culturale. Questo intreccio virtuoso rafforza il ruolo della cultura come leva strategica per la promozione del made in Italy, valorizzando il nostro patrimonio creativo e favorendo nuove contaminazioni tra arte, design e innovazione. Investire in cultura significa anche sostenere la capacità dei nostri territori di raccontarsi al mondo, attrarre talenti e consolidare un’identità riconoscibile a livello internazionale”.

“Il design non è solo una cifra distintiva dell’identità lombarda – ha detto l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda Debora Massari – ma una vera infrastruttura economica e culturale capace di generare valore, occupazione e attrattività internazionale. In occasione del Salone del Mobile, la Lombardia e Milano si confermano una piattaforma globale in cui creatività, impresa e innovazione si incontrano, alimentando un ecosistema unico che dialoga con il turismo, la formazione e le filiere produttive del made in Italy. Investire nel design significa rafforzare la competitività dei nostri territori e promuovere un modello di sviluppo sostenibile, aperto e orientato al futuro”.

Nell’edizione del 2026, accanto alle Biennali Eurocucina e Salone Internazionale del Bagno, prendono forma due nuovi progetti: Salone Raritas, dedicata al design da collezione, antiquariato e alle edizioni limitate e all’alta manifattura creativa e Salone Contract, dedicata ai settori in espansione come l’hospitality, retail, marine, real estate. Nel corso della cerimonia di inaugurazione è anche stata consegnate una targa di ambasciatori del design italiano nel mondo al Salone del Mobile.Milano e a FederlegnoArredo. Inoltre, è stata firmata la convenzione quadro MAECI – ministero Affari esteri e cooperazione internazionale e FLA – FederlegnoArredo per formare diplomatici per promuovere all’estero le attività commerciali del settore.

FUORISALONE 2026

Il Fuorisalone torna a Palazzo Lombardia. In occasione della ‘Design Week’ e in concomitanza con il Salone del Mobile, piazza Città di Lombardia ospita installazioni e incontri dedicati al design e all’artigianato Made in Italy.

In particolare, lo spazio espositivo ‘Oasi Life Experience’, allestito al centro della piazza, prende forma come il loft di una grande casa contemporanea dove elementi opposti dialogano in equilibrio. Da un lato, l’elemento acqua: una vasca idromassaggio tra arredi in plexiglass dalle tonalità azzurre, leggere e trasparenti. Dall’altro, l’elemento fuoco: qui i mobili di Riva 1920 dialogano con tonalità rosse ispirate ai coralli e con lanterne sospese. Al centro, un’area conviviale accoglie il pubblico come in una casa, diventando il cuore dei talk e degli incontri che animano l’intera settimana.

Lo speciale allestimento è stato inaugurato dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Presenti anche gli assessori regionali Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale e Moda), Alessandro Fermi (Università, Ricerca, Innovazione) e Massimo Sertori (Enti locali e Montagna), il sottosegretario alla Presidenza con delega allo Sport e giovani Federica Picchi, oltre agli artisti e alle aziende del settore uniti per celebrare l’intreccio costante tra arte e vivere quotidiano.

Lo spazio espositivo può essere visitato gratuitamente fino a domenica 26 aprile.

“Con ‘Oasi Life Experience’ – ha dichiarato il presidente Fontana – confermiamo la volontà di rendere Palazzo Lombardia uno spazio sempre più aperto e partecipato, capace di raccontare il meglio della nostra Regione. Già in occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, abbiamo avuto modo di apprezzare e far conoscere questo luogo in cui si intrecciano design, innovazione, cultura e ‘saper fare’ lombardo. Oggi, nel segno del Fuorisalone, proseguiamo su questa strada con l’obiettivo di valorizzare la nostra identità anche in una dimensione internazionale”.

“La Design Week – ha evidenziato l’assessore Massari – rappresenta uno dei momenti più potenti in cui la Lombardia si racconta al mondo. Non è solo un evento, ma un’esperienza diffusa che unisce creatività, impresa e territorio, trasformando Milano e l’intera regione in una destinazione globale capace di attrarre visitatori di qualità. Il design, qui, non è solo espressione estetica: è economia reale, è filiera produttiva, è identità. È ciò che rende il nostro territorio competitivo e riconoscibile, e allo stesso tempo profondamente autentico”.

“Con il Fuorisalone a Palazzo Lombardia – ha proseguito Massari – vogliamo offrire uno spazio aperto, inclusivo, in cui il pubblico possa partecipare a un dialogo tra innovazione e tradizione, tra industria e artigianato, tra sostenibilità e visione. Il turismo del design è una leva strategica per il nostro futuro: un turismo esperienziale, consapevole, che genera valore e rafforza il legame tra cultura produttiva e attrattività internazionale. La Lombardia è pronta a guidare questa evoluzione”.

“La Lombardia – ha aggiunto l’assessore Fermi – ha tutte le competenze necessarie per essere protagonista nel mondo del design. Il Fuorisalone è anche un laboratorio di idee in cui università, centri di ricerca e imprese possono incontrarsi e generare innovazione, e molte delle opere esposte in piazza sono il risultato tangibile di questa sinergia.

“Il Fuorisalone – ha sottolineato l’assessore Sertori – rappresenta un’occasione importante per valorizzare non solo Milano, ma tutto il territorio lombardo. È proprio da qui che vogliamo partire per rafforzare il legame tra eventi di respiro internazionale e realtà locali, trasformando un patrimonio diffuso di competenze e tradizioni in opportunità di sviluppo”.

“In occasione di eventi come la Design Week – ha commentato il sottosegretario Picchi – siamo orgogliosi di poter sostenere le idee creative dei giovani che, grazie agli strumenti e ai bandi messi a disposizione da Regione Lombardia hanno l’opportunità di esprimere i loro valori, il proprio talento e di farsi apprezzare da un pubblico internazionale”.

All’esterno, la piazza della Regione si inserisce in continuità con il percorso di ‘Oasi Life Experience’, ampliandone il racconto tra installazioni e arte contemporanea. Due ‘bolle’ trasparenti ospitano una mostra promossa da Cantù Città del Mobile e dal Festival del Legno, con una selezione di pezzi iconici degli anni ’50, ’60 e ’70 firmati dal maestro Bruno Munari.

Al centro della piazza, con accesso da via Restelli, si colloca l’opera monumentale di Elend Zyma: un totem triangolare composto da tre grandi tele realizzate su lenzuola carcerarie, simbolo di trasformazione e rinascita attraverso l’arte, in dialogo con i temi dell’esperienza espositiva.

A completare il percorso, Sherwin-Williams firma un giardino cromatico in legno, dove ogni petalo interpreta le tonalità Pantone.

Prosegue fino a sabato 25 aprile la mostra ‘La bellezza oltre lo specchio’  in cui sono esposte le opere dell’artista Antonio Schiavano, ispirate alle sue esperienze nella fotografia commerciale e beauty, caratterizzate dalla sua personale trasformazione delle immagini.

Fino all’8 maggio, nello Spazio IsolaSet, prosegue la mostra ‘Home fairy home’ che reinterpreta l’universo domestico in chiave pop e contemporanea. Ideata da Rainbow in collaborazione con Regione Lombardia, Politecnico di Milano e Poliarte di Ancona, l’esposizione nasce con l’obiettivo di creare uno spazio progettuale in cui il design incontra la magia delle fate più amate. In mostra oltre cento opere, tra installazioni, prototipi e percorsi multimediali immersivi. 

DESIGN WEEK

Prende ufficialmente il via una delle settimane più dinamiche e creative dell’anno milanese. Oggi, alle ore 18, il governatore Attilio Fontana, insieme ad alcuni componenti della Giunta, inaugura l’edizione 2026 del Fuorisalone a Palazzo Lombardia.

Per l’occasione, la sede della Regione apre eccezionalmente le sue porte al pubblico, offrendo un’opportunità unica per vivere Milano da una prospettiva completamente nuova. Cuore dell’inaugurazione sarà infatti la Oasi Life Experience in piazza Città di Lombardia.

Lo spazio, già apprezzato in occasione delle recenti Olimpiadi invernali, ha preso la forma di un loft di una grande casa contemporanea in cui elementi opposti dialogano in equilibrio.

Da un lato, l’elemento acqua si manifesta in una scenografia eterea: una vasca idromassaggio attraversata da colonne d’acqua, che scorrono tra arredi in plexiglass dalle tonalità azzurre, leggere e trasparenti.
Dall’altro, l’elemento fuoco introduce calore e profondità, al centro, un’area conviviale accoglie il pubblico come in una casa, diventando il cuore dei talk e degli incontri che animano l’intera settimana.

In piazza sono state allestite anche due ‘Bolle’ trasparenti che ospitano una mostra promossa da Cantù Città del Mobile e Festival del Legno, con pezzi iconici degli anni ’50, ’60, ’70 del maestro Bruno Munari.
A rendere ancora più speciale questo momento inaugurale sarà l’apertura straordinaria del Belvedere al 39° piano di Palazzo Lombardia: dalle ore 18.30 alle ore 21.30 i visitatori avranno la possibilità di ammirare lo skyline della città in tutta la sua bellezza.

DESIGN

In occasione della Milano Design Week 2026, Filippo Sorcinelli presenta il rinnovamento della propria Scented Home Collection, un insieme di diciannove fragranze per l’ambiente che, nel corso degli anni, hanno trasformato l’abitare in esperienza interiore, racconto emotivo, partitura invisibile affidata all’aria.

Per il lancio della nuova collezione, Filippo Sorcinelli concepisce anche un progetto speciale destinato alla città di Milano e alla sua energia creativa più viva: un’installazione al chiosco dei fiori di via Moscova, di fronte alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli, pensata quale luogo di attraversamento sensoriale, immersione olfattiva e riflessione visiva. In questo giardino temporaneo, tra materia vegetale e accordi aromatici, verrà presentata e omaggiata la prima edizione di respect my magazine, pubblicazione nata dal claim che accompagna da tempo l’universo di Filippo Sorcinelli: respect my madness.

Il progetto muove da una convinzione precisa: vivere, percepire, osservare, ricordare appartengono a un’unica regione dell’esperienza. La casa si rivela allora quale spazio poetico; il design assume il carattere di un linguaggio; gli oggetti si caricano di densità plastica; il profumo interviene sul tempo e lo segna, lasciando nell’aria una traccia emotiva che continua ad agire.

La Scented Home Collection rinnova la propria veste attraverso un packaging essenziale e radicale, nato dal desiderio di dare al profumo un corpo all’altezza della profondità del ricordo. Diciannove odori compongono una raccolta che si radica nell’infanzia marchigiana di Filippo Sorcinelli e si estende poi lungo un percorso che abbraccia esperienze vissute, momenti di scoperta, incontri significativi e visioni che nel tempo hanno arricchito il suo universo creativo, traducendo ogni emozione in una dimensione olfattiva trasformando l’abitare in un’esperienza intima e poetica.

L’essenza è contenuta in un’ampolla di vetro limpida e trasparente, che permette allo sguardo di seguire il lento abbassarsi del liquido, secondo una temporalità intima, quasi rituale. Attorno a questo nucleo si dispone un rivestimento plastico modellato attraverso il calore: una materia spinta fino al limite della propria trasformazione, da cui emergono cavità, tensioni, pieghe, irregolarità, addensamenti.

Il richiamo al brutalismo si rivela inequivocabile: una poetica della materia che esalta la sua autenticità, la forza originaria, nonché la dignità di tutto ciò che si mostra senza filtri decorativi. In questo oggetto, la ruvidità sapientemente calibrata delle superfici dialoga con la delicatezza del vetro e la leggerezza dell’aroma, generando una tensione vitale tra la solidità della massa e la fugacità della dissolvenza.

Durante la Design Week, tale principio materico e concettuale si espande nello spazio urbano attraverso l’installazione concepita per il chiosco di fiori di via Moscova, di fronte alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli, la cui matrice formale e simbolica coincide con quella del packaging della Scented Home Collection.

L’intervento riconfigura il chiosco e lo trasforma in una costruzione temporanea. Tavoli, colonne e sedute vengono realizzati con la medesima guaina plastica modellata dal calore che distingue i diffusori della collezione. La materia, trattata quale corpo vivo, si contrae e si increspa generando superfici vibranti, mai pienamente regolari, sulle quali la luce si spezza e si moltiplica.

Ne deriva un ambiente che richiama esplicitamente l’estetica brutalista, pur tradotta in una dimensione più raccolta e sensoriale: un brutalismo domestico e olfattivo, in cui la durezza della materia si apre all’esperienza del corpo e dei sensi, entro una costruzione che pare scaturire da un processo di fusione e di tensione.

I fiori, inseriti in questo contesto, instaurano un dialogo serrato con le strutture. La fragilità organica si accosta alla deformazione plastica delle superfici, producendo un contrasto che tocca alcuni dei temi più profondi della storia dell’arte: natura e costruzione, effimero e permanenza, vita e forma.

L’installazione diventa così uno spazio da attraversare, respirando e abitando: un luogo in cui il visitatore entra fisicamente nella poetica della collezione e sperimenta sulla propria percezione la tensione tra materia e memoria.

Nel cuore di questa costruzione floreale verrà presentata e omaggiata la prima edizione di respect my magazine, pubblicazione che estende il linguaggio olfattivo nel territorio dell’immagine.

Il progetto si concentra su una serie di fotografie distorte, volutamente alterate, attraversate da interferenze visive, imperfezioni, slittamenti percettivi che sottraggono l’immagine alla funzione illustrativa per restituirle una profondità più inquieta e più vera.

In questa direzione l’alterazione assume un valore estetico e conoscitivo. L’immagine disturbante interrompe la lettura immediata e apre uno spazio di interrogazione. La visione perde stabilità apparente e acquista spessore. Deviazione, interferenza, scarto, perdita di controllo diventano luoghi di rivelazione.

La rivista è un atlante visivo nel quale il profumo trova una traduzione indiretta, mai descrittiva, e sempre evocativa. Le fragranze si rifrangono nelle immagini e vi diventano impulso, movimento e memoria perturbata. La parola entra in relazione alle immagini ma lasciando alla fotografia il compito di condurre il racconto attraverso una grammatica irregolare e stratificata.

Con la nuova Scented Home Collection e con l’installazione di via Moscova, a pochi passi dal proprio store monomarca container_zerouno, Filippo Sorcinelli porta alla Milano Design Week un progetto che fonde design, profumeria, arte visiva e riflessione filosofica sulla materia.

Il packaging vuole espandersi nello spazio diventando costruzione. L’oggetto si dilata fino a farsi ambiente. Il fiore entra in dialogo con la struttura mentre l’aroma si diffonde e modifica la qualità percettiva del luogo.

Milano accoglie così un intervento immersivo e dialogante che tiene insieme rigore formale e tensione sensoriale, costruzione e instabilità, eleganza e perturbazione, restituendo al profumo una centralità pienamente contemporanea all’interno del design.

FOOD & SCIENCE

Si terrà a Mantova, dal 15 al 17 maggio 2026, la decima edizione del Food&Science Festival, la manifestazione dedicata alla divulgazione scientifica in ambito agroalimentare che trasformerà per tre giorni i luoghi simbolo della città in un laboratorio diffuso di confronto tra scienza, imprese e istituzioni. Il tema scelto per il 2026 è ‘Traiettorie’, a indicare le direzioni lungo cui si stanno evolvendo agricoltura e sistemi alimentari, tra innovazione tecnologica, transizione ambientale e nuovi equilibri economici e geopolitici. Il programma completo è stato presentato oggi nel capoluogo virgiliano.

“Il Food&Science Festival arriva alla decima edizione in un momento decisivo – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – perché oggi più che mai l’agricoltura non subisce il cambiamento, ma è chiamata a orientarlo. Parlare di traiettorie significa proprio questo: capire in quale direzione vogliamo portare un settore strategico per la nostra economia e per la nostra identità”.

“Dalla digitalizzazione alle nuove tecniche di miglioramento genetico, fino all’evoluzione della zootecnia – ha proseguito Beduschi – siamo di fronte a trasformazioni già in atto, che richiedono scelte chiare anche a livello europeo. Come Regione Lombardia siamo impegnati a sostenere l’innovazione e a difendere la possibilità per i nostri agricoltori di competere con strumenti adeguati, senza preclusioni ideologiche”.

Nel corso della manifestazione, organizzata sotto la regia di Confagricoltura Mantova, Regione Lombardia sarà presente con una serie di iniziative dedicate ai temi più attuali dell’agricoltura contemporanea, con particolare attenzione al rapporto tra ricerca e applicazione concreta. In particolare, Regione sarà arte attiva per focus dedicati all’agricoltura di precisione, per un approfondimento sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) e per momenti dedicati alla zootecnia, con attenzione a benessere animale, al miglioramento genetico e alle soluzioni innovative per la riduzione dell’impatto ambientale.

“Portiamo al Festival contenuti concreti – ha aggiunto Beduschi – che raccontano un’agricoltura lombarda capace di innovare senza perdere il legame con i territori. Penso al lavoro sulla digitalizzazione, ma anche alla riapertura della sperimentazione in campo sulle TEA, che rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro del settore”. “C’è poi il tema della zootecnia – ha concluso – spesso oggetto di narrazioni semplificate. In realtà siamo di fronte a un comparto che sta evolvendo grazie alla ricerca, con risultati importanti sul fronte del benessere animale e della sostenibilità. Anche da qui passa la traiettoria di un’agricoltura moderna, che vogliamo continuare a sostenere con convinzione”.