WATER AND PEAKS

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, la Sala delle Colonne in Fabbrica del Vapore a Milano ospita, dal 12 febbraio al 6 aprile 2026, Silvia De Bastiani – Water and Peaks. An Olympic Journey Through the Alps, una mostra ideata appositamente per i temi e i territori che ospiteranno le Olimpiadi Invernali, in cui la pittura diventa strumento immersivo, emozionale e scientifico.

La personale, curata da Vera Agosti, è prodotta da Fabbrica del Vapore – Comune di Milano e dalla Fondazione Federica Galli ETS ed è stata resa possibile grazie al contributo di Alps.

Esposti 30 acquerelli, anche di grandissime dimensioni, 2,3 x 4,5 metri, dedicati ai luoghi delle Olimpiadi invernali. La pittura come linguaggio vivo per raccontare le montagne di Milano Cortina. Compaiono inoltre alcuni album preziosi dedicati agli studi e alla didattica, nonché fotografie dell’artista al lavoro. Il progetto espositivo e l’allestimento, firmati dall’architetto Michele Piva, puliti ed essenziali, sono di grande fascino e impatto e sottolineano il virtuosismo dell’artista. Il percorso è amplificato dalla presenza di una video-installazione prodotto da Alps che accompagna il pubblico alla scoperta dello sguardo peculiare dell’artista.

Silvia De Bastiani (Feltre, 1981), vive e lavora nella valle del Primiero, tra le Dolomiti trentine. È tra le più raffinate interpreti del paesaggio alpino contemporaneo, realizza acquarelli monumentali dipinti en plein air, spesso in condizioni estreme, che offrono allo spettatore un’esperienza avvolgente e multisensoriale: la pittura diventa un luogo dove si depositano luce, temperatura, silenzio, odori e vibrazioni raccolti nelle lunghe ore trascorse in montagna. È anche un viaggio interiore dell’artista che, attraverso il lento lavoro delle velature, svela e dispiega mondi emotivi, invitando lo spettatore a lasciarsi attraversare da quelle sensazioni e riflessioni che accompagnano la sua vita creativa, le stesse che, in modi diversi, appartengono a ogni essere umano nel proprio attraversare l’esistenza. Il virtuosismo tecnico è l’elemento che sorprende e conquista ed è uno dei tratti distintivi dell’artista feltrina. La sua capacità di dominare l’acquerello su grandi formati e all’aperto le consente di raggiungere una profondità espressiva che richiama i grandi Maestri del passato, ma la sua pittura non è solo abilità: è interpretazione, ascolto, rielaborazione, una sintesi che permette anche al visitatore meno esperto di cogliere l’essenza del paesaggio alpino. Nelle sue opere, la montagna non è solo soggetto, ma linguaggio identitario. Le Dolomiti, le cime venete e trentine, ma anche le Alpi lombarde, piemontesi, valdostane e svizzere diventano materia viva, colta con un approccio quasi scientifico alla morfologia, alla geologia, alla vegetazione e ai mutamenti atmosferici. Una pittura che unisce rigore e poesia, precisione e contemplazione.

Vera Agosti, curatrice della mostra, critico e storico dell’arte, spiega come la relazione di Silvia De Bastiani con la montagna sia intima e assolutamente personale. L’artista ricerca una connessione totale con l’elemento montano, dove nelle sue escursioni trova il silenzio e la meraviglia della natura, uno stupore che riesce ad esprimere solo attraverso la pittura. I monti vengono trasfigurati, grazie alla partecipazione e al coinvolgimento diretto, riuscendo ad andare oltre la mera rappresentazione, in un susseguirsi di pennellate filtrate dai propri processi interiori. Affine allo spirito che mosse John Ruskin, o i viaggiatori dell’Ottocento, armati di taccuino e acquarelli, alla scoperta delle Alpi, su tutti l’alpinista e pittore tedesco Edward Theodore Compton, la De Bastiani si riconosce in molte scelte stilistiche anche nella rappresentazione del Mont Sainte Victoire di Paul Cézanne. La montagna come ossessione e scomposizione geometrica, quasi architettonica.

Il progetto espositivo nasce per riflettere sull’ambiente che accoglierà i prossimi Giochi Invernali, un territorio magnifico ma fragile, oggi più che mai al centro delle trasformazioni climatiche e ambientali. Il lavoro di Silvia De Bastiani ricorda che la pittura è ancora un linguaggio potente: capace di emozionare, fare riflettere e restituire, con una forza unica, la complessità di un territorio che merita cura, conoscenza e rispetto. La mostra intende valorizzare gli ambienti che ospiteranno le Olimpiadi Invernali, offrendo al pubblico una riflessione artistica che è anche culturale, naturalistica e ambientale.

L’esposizione sarà accompagnata da un’offerta didattica da 0 a 99 anni: un laboratorio creativo per i più piccoli in cui con materiali di recupero naturali sarà plasmato un ambiente montuoso ricoperto di neve e un altro più articolato e sperimentale: attraverso l’impiego di spezie e di altri ingredienti di origine naturale verranno ottenute cromie naturali, valorizzando le proprietà pigmentanti degli alimenti stessi. Ancora, grazie alle fragranze per ambienti di Alps, agli orizzonti mozzafiato e all’intimità dei sottoboschi, la mostra propone un’esperienza immersiva tra le opere di Silvia De Bastiani in orari di chiusura, per beneficiare di sessioni di meditazione di gruppo dedicate.

Infine, sono allo studio una o più masterclass di pittura e didattica, guidate dall’artista e rivolte a un pubblico esperto, con l’ausilio dei materiali Windsor & Newton.

 LA SFIDA

Al Palazzo del ghiaccio di Milano l’edizione 2026 del ‘Forum internazionale del turismo’ organizzato dal Ministero del Turismo in collaborazione con Enit. I lavori aperti dal presidente del Senato Ignazio La Russa e da un video messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stato caratterizzato dagli interventi, tra gli altri, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dell’assessore regionale a Turismo Marketing territoriale e Moda Debora Massari. Presente anche il ministro del Turismo Daniela Santanchè che ha ricordato anche i due ambasciatori della moda recentemente scomparsi, Giorgio Armani e Valentino Garavani.

“La Lombardia – ha spiegato il presidente Fontana – è diventata una regione sostanzialmente turistica quindi non più come una volta basata su un turismo di business ma una regione che sa attirare per i propri laghi, le montagne, le città d’arte: il turismo è una grandissima opportunità anche di carattere economico per la nostra regione”. “Le Olimpiadi – ha aggiunto – saranno un’ulteriore spinta per far conoscere meglio i nostri territori, per far conoscere le nostre capacità di organizzare, di accogliere, di offrire delle vacanze eccellenti”.

Sulle bellezze sconosciute, i borghi caratteristici e le qualità della Lombardia, il focus dell’assessore Massari.

“Questo – ha sottolineato Debora Massari – è un  forum molto importante per la nostra regione, una regione che è già ricca perché ha già tanto di suo: ha città,  borghi,  montagne, laghi, cultura, quindi un turismo integrato”. “Ci sono poi – ha sottolineato – borghi da scoprire, quindi, anche per questo, stiamo puntando verso la destagionalizzazione. La Lombardia è pronta”.

CIOCCOLATO

Palazzo Lombardia si prepara a diventare il palcoscenico di un’impresa da record. Domenica 25 e lunedì 26 gennaio, la Regione ospiterà ‘The Winter Games Express’, il progetto internazionale che punta a entrare nel Guinness World Record come la scultura di cioccolato più lunga del mondo: un imponente treno di 55 metri per 23 quintali di peso.

L’opera, che celebra simbolicamente la corsa verso le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, è stata realizzata da maestri pasticceri italiani e maltesi affiancati dai giovani studenti delle scuole e dei centri di formazione professionale (CFP).  Sarà esposta in Piazza Città di Lombardia dal 25 al 27 gennaio.

In occasione della messa in opera del treno, domenica 25 gennaio il Belvedere al 39° piano di Palazzo Lombardia sarà aperto al pubblico con ingresso libero dalle ore 10 alle ore 18 (accesso dal Nucleo 1). Chi verrà avrà l’opportunità unica di ammirare il panorama della città e, contemporaneamente, assistere dal vivo in Piazza Città di Lombardia alle fasi cruciali di assemblaggio delle sezioni del treno, incontrando i pastry chef protagonisti del progetto.

Il momento più importante è previsto per lunedì 26 gennaio alle ore 12 con la misurazione ufficiale per il Guinness World Record alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Prevista la partecipazione del ministro del Turismo, Daniela Santanchè.
Interverranno a presentare l’opera Andrea Bonati, presidente CAPaB (Consorzio Pasticceri di Bergamo), Luigi Groli, presidente CPA (Consorzio Pasticceri Brescia), Pierre Fenech, AD ITS Malta (Institute for Tourism Studies – Istituzione governativa), e Andrew Farrugia, pastry chef ITS Malta.

L’iniziativa, inserita nelle ‘Olimpiadi per la Cultura’, ha una forte impronta solidale: durante gli eventi saranno vendute speciali tavolette di cioccolato dedicate al ‘Winter Games Express’ e parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione Cure Palliative ODV-ETS di Bergamo e allo St. Michael Hospice di Santa Venera (Malta), due realtà impegnate nell’assistenza alle persone gravemente malate nella fase finale della vita.

SISTEMI EDUCATIVI

Missione istituzionale a Londra per l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi, per partecipare al BETT di Londra, il principale appuntamento internazionale dedicato alla tecnologia educativa.
Non una semplice fiera, ma un osservatorio globale sul presente – e soprattutto sul futuro – dell’apprendimento: è proprio in contesti come questo che si misurano le scelte che incidono sul futuro dei sistemi educativi.
In questo scenario, l’assessore Tironi e la delegazione regionale hanno svolto un ruolo attivo di confronto e indirizzo, portando l’esperienza del territorio lombardo nei dialoghi con i principali attori internazionali dell’EdTech e raccogliendo elementi concreti per orientare le politiche educative dei prossimi anni.

Al centro degli incontri, Google for Education, interlocutore primario nel dialogo internazionale sull’evoluzione dei modelli didattici. Accanto a Google, anche momenti di confronto con LEGO® Education e Arduino, realtà che da tempo lavorano sull’apprendimento pratico, sulla creatività applicata e sul pensiero computazionale.

“Il segnale che emerge da Londra – ha commentato l’assessore – è netto: Regione Lombardia intende consolidare una posizione di avanguardia nell’aggiornamento del sistema educativo, con uno sguardo rivolto al futuro ma radicato nella qualità della formazione. Un approccio che non si limita ad adottare soluzioni, ma che punta a comprenderle, testarle e adattarle al contesto reale delle scuole e dei territori, ridisegnando il rapporto tra scuola, tecnologia e lavoro”.

Il BETT riunisce istituzioni, educatori e innovatori ed è un luogo in cui si intrecciano visioni, modelli e responsabilità. Si parla di intelligenza artificiale, robotica, realtà virtuale, ma il punto non è mai la tecnologia in sé. “La questione è più profonda – ha sottolineato – e riguarda la nostra capacità di preparare scuole e docenti ai cambiamenti in un contesto in cui gli strumenti evolvono più velocemente delle regole, delle competenze e delle consuetudini”.

“Un’attenzione particolare – ha continuato – è stata riservata al sistema ITS, oggi uno degli snodi strategici per la competitività del territorio e per la formazione tecnica e professionale. Un percorso all’avanguardia che va oltre la semplice disponibilità di strumenti e la fornitura a condizioni agevolate: l’obiettivo è definire criteri, metodologie e competenze per introdurre l’AI nella didattica in modo consapevole, misurabile e sostenibile”.
Elemento centrale del progetto è la formazione dei docenti. La prospettiva è quella di costruire una best practice validata, capace di diventare un riferimento non solo per la Lombardia, ma per l’intero sistema scolastico nazionale.

“Un altro passo – dice ancora Tironi – dopo il recente viaggio negli Stati Uniti, che ha coinvolto anche alcuni ITS Lombardi, con una visita alla sede centrale di Google for Education. Un’esperienza che rafforza il dialogo tra territorio, scuola e innovazione globale, mantenendo saldo il punto di vista italiano”.

La missione istituzionale a Londra testimonia la strategia di Regione Lombardia che guarda lontano senza perdere contatto con la realtà delle scuole. “Essere protagonisti – ha concluso – in un contesto in cui il futuro dell’educazione prende forma e riportare quella complessità dentro politiche pubbliche concrete è il nostro impegno”.

WEB APP

Una web app all’ADI Design Museum di Milano dedicata ai visitatori per consentire di costruire percorsi personalizzati in base ai propri interessi e preferenze, accedendo a contenuti informativi e approfondimenti, così da rendere la visita al museo più semplice, autonoma e accessibile anche per le persone con disabilità, migliorando allo stesso tempo la qualità dei servizi e l’attenzione verso il pubblico.

Questo l’obiettivo del progetto avviato dall’ADI Design Museum in collaborazione con ‘RnB4Culture’ e illustrato oggi nella sede del museo alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso.

L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito di ‘InnovaCultura’, il programma promosso da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Unioncamere Lombardia, che sostiene progetti capaci di rinnovare concretamente l’offerta dei luoghi della cultura lombardi attraverso la digitalizzazione.

“Abbiamo voluto – ha spiegato l’assessore Caruso – introdurre nuovi strumenti digitali pensati per accompagnare i visitatori durante il percorso museale, consentendo una visita più intuitiva e personalizzata. Attraverso il proprio smartphone, il pubblico può orientarsi negli spazi, scegliere i contenuti da approfondire e costruire itinerari in base ai propri interessi, con particolare attenzione alla collezione permanente”.

“Grande attenzione – ha aggiunto – è stata data inoltre all’accessibilità, favorendo una maggiore autonomia anche per le persone con disabilità intellettivo-sensoriali, contribuendo a ridurre le barriere rendendo l’esperienza più inclusiva. Con l’adozione di queste soluzioni ADI Design Museum risponde in modo efficace alle sfide della trasformazione digitale nel settore culturale”.

L’applicazione integra funzionalità avanzate che vanno oltre la tradizionale audioguida, permettendo di orientarsi facilmente negli spazi museali e ricevere informazioni sugli oggetti esposti. La possibilità di consultare le audioguide direttamente dal proprio smartphone, tramite QR code posizionati lungo il percorso, contribuisce ad abbattere le barriere di accesso.

“InnovaCultura – ha concluso l’assessore – si conferma così un modello unico in Italia.

ARTE POVERA

La Galleria Gracis presenta Obiettivo, Arte Povera. Un viaggio nell’arte dal 1968, una mostra personale del fotografo Paolo Mussat Sartor (Torino, 1947) che attraverso i suoi scatti ha raccontato l’Arte Povera e la scena internazionale dell’arte moderna e contemporanea a cavallo degli anni ’70, restituendoci una lettura critica del lavoro degli artisti che va oltre il semplice racconto e si fa testimonianza autentica e vibrante di quell’epoca eroica.

Il titolo dell’esposizione racchiude in sé le parole chiave che sono il fil rouge del progetto. L’obiettivo è quello della macchina fotografica di Mussat Sartor che si fonde con il suo sguardo e la sua visione della realtà. I Viaggi evocano la serie di fotografie scattate dall’abitacolo della sua auto tra gli anni ’70 e ’90, quando attraversava l’Europa per documentare mostre e artisti.

Alla Galleria Gracis saranno esposte circa 30 immagini di Mussat Sartor che ritraggono i principali protagonisti dell’Arte Povera e le loro opere, tra cui Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Eliseo Mattiacci, Mario Merz, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Emilio Prini, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio e altrettante fotografie della serie dei Viaggi. Ma non solo, le fotografie dialogheranno con le opere degli stessi artisti che lui aveva ritratto, chiudendo il cerchio su quello che è il terzo cardine della mostra, ossia l’Arte Povera.

Paolo Mussat Sartor compie i primi passi come fotografo nella galleria di Gian Enzo Sperone a Torino, sua città natale, nel periodo della sua massima attività tra il 1968 e il 1975, grazie all’amico Tucci Russo che lo introduce nell’ambiente.

Andrea Bellini, nel volume “Paolo Mussat Sartor Luoghi d’Arte e di artisti 1968 – 2008”, evidenzia «quanto poco il fotografo sia stato attratto dalla scena dell’arte, intesa nella sua dimensione mondana e salottiera, e quanto invece la sua curiosità, il suo occhio e il suo istinto siano rimasti sempre concentrati sull’opera e il linguaggio degli artisti».

Mussat Sartor non usava il grandangolo, non trasformava, né giudicava ciò che fotografava e forse anche per questo riuscì a stabilire con gli artisti un rapporto fatto di rispetto e intesa, come spiega lui stesso: «Era una fotografia “ragionata”, che cercava di rispecchiare l’idea del lavoro. Ma questo avviene in tutte le mie fotografie, dai ritratti ai paesaggi: cerco di rispettare il soggetto, cerco sempre un dialogo, anche solo mentale, con ciò che fotografo. Cerco di capire senza spettacolarizzare, senza sconvolgere, senza spingermi oltre».

È proprio per questo che Galleria Gracis ha deciso di accostare alle sue fotografie dedicate ai protagonisti dell’Arte Povera, quelle dei Viaggi, esposte qui per la prima volta, scattate per lo più con la Minox, una macchinetta tascabile che portava sempre con sé e che gli permetteva di tenersi impegnato nei lunghi viaggi da una parte all’altra dell’Europa, da Amsterdam a Francoforte, passando per Parigi e Basilea, fino a Roma e Bari. Oggetti, situazioni, cambiamenti metereologici, tutto ridotto all’essenziale, tutto ciò che dopo un attento sguardo e riflessione, aveva voluto conservare.

La Galleria Gracis è lieta di dedicare a Paolo Mussat Sartor una seconda mostra personale, dopo il successo di Inattese visioni (2023), esposizione che presentava le sue fotografie arricchite da interventi pittorici, proseguendo così un percorso di valorizzazione e approfondimento del suo linguaggio artistico.

INIMITABILE

“Ci lascia un altro ‘grandissimo’ della Moda. Originario di Voghera, ha contribuito in maniera importante all’affermazione del Made in Italy nel mondo”. Così il presidente Attilio Fontana, a nome della Giunta regionale della Lombardia, nel rivolgere le più sentite condoglianze ai familiari, ricorda Valentino Garavani. “Con uno stile inconfondibile – ha aggiunto Attilio Fontana – ha segnato la storia dell’eleganza, dimostrandosi sempre attuale e sensibile al cambiamento dei tempi, senza però mai perdere la propria identità”. “Inarrivabile e inimitabile il suo ‘Rosso Valentino'” ha concluso il governatore.

PARALIMPIADI

“Abbiamo investito tanto su Olimpiadi e Paralimpiadi per cercare di rendere piu accessibile ogni forma di sport sulla neve e sul ghiaccio. Lo abbiamo fatto migliorando l’accessibilità degli impianti, dei treni e  abbattendo le barriere architettoniche, nelle stazioni e nel trasporto ferroviario. Abbiamo cercato anche di migliorare gli impianti in genere, perchè siano fruibili da tutti”.  Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo oggi a palazzo Pirelli all’incontro ‘Milano Cortina 2026, lo Sport che educa, l’accessibilità oltre i Giochi Paralimpici’, organizzato da Giusy Versace, già atleta paralimpica e membro della 7° commissione permanente Cultura, Istruzione, Ricerca scientifica, Spettacolo e Sport.

Al confronto hanno partecipato Federica Picchi, sottosegretario alla Presidenza di Regione con delega a Sport e Giovani, Diana Bianchedi, vice presidente vicario del CONI, Pierangelo Santelli, presidente del CIP (Comitato Paralimpico Italiano) Lombardia, Marco Riva, presidente CONI Lombardia.

“Regione Lombardia agisce con progetti trasversali a sostegno del mondo della diversa abilità, applicando, ad esempio nell’accesso ai bandi, specifiche premialità dedicate al mondo para-atletico – ha spiegato il sottosegretario Picchi -. Si pensi al bando Impianti, alla Dote Sport o alle misure di supporto rivolte alle società sportive del territorio. Il nostro lavoro va nella direzione di  valorizzare le diverse abilità. Siamo orgogliosi di essere capofila per la Regione Lombardia del progetto europeo Ski-Ability, che pone al centro l’accessibilità alla pratica dello sci per tutti: dall’informazione su come raggiungere luoghi e strutture, alla pratica sportiva, fino ai momenti ricreativi e, quando necessario, all’accoglienza e all’alloggio. Questo modello ha contribuito a preparare il nostro territorio in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026 e rappresenterà un’eredità duratura, che Regione Lombardia intende estendere a tutti i comprensori sciistici regionali”.

“C’è un grande evento che viviamo con i brividi, lo dico da atleta paralimpica. Ci sono tanti territori che ospiteranno gli sportivi nei quali tanti lavori di ammodernamento sono stati realizzati  – ha detto Giusy Versace -. C’è un grande cambiamento culturale dopo un grande evento: il mondo paralimpico è complesso, il livello sportivo si è alzato tantissimo. Difficile poter raccontare a parole cosa c’è dietro la prestazione di un atleta diversamente abile.  Milano Cortina 2026 va sostenuta, vanno sostenuti gli atleti che arrivano fino a qui dopo un lungo percorso. Lo sport paralimpico bisogna vederlo e viverlo in diretta. Regione Lombardia ha messo importanti risorse e realizzato tante iniziative per ammodernare e per rendere accessibile ogni luogo. Questa è l’eredità che ci resterà, dopo”.

“Le Paralimpiadi – ha concluso il sottosegretario Picchi – saranno anche un’occasione per rafforzare culturalmente il valore di tutti i talenti, nella loro diversità, sia nello sport agonistico sia nello sport di base, attraverso progetti condivisi con federazioni e scuole”.

Le gare si svolgeranno a Milano, Cortina d’Ampezzo e Tesero (Val di Fiemme. Sei gli sport paralimpici: sci alpino, biathlon, sci di fondo, para ice hockey, snowboard e wheelchair curling. Oltre 660 gli atleti in gara, in rappresentanza di 50 paesi.

EMOZIONI

“Con l’arrivo della Fiamma olimpica in Lombardia sentiamo davvero di essere vicinissimi al traguardo: tra 23 giorni prenderà il via il più importante evento sportivo del mondo, quello che mancava alla storia della nostra regione e che presto avremo l’onore di ospitare. Dimostreremo, ancora una volta, cosa significhi essere lombardi e di cosa sia capace la nostra gente”. Parte da questa considerazione il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Varese per la tappa del passaggio della Fiamma olimpica.

“Non nascondo un’emozione particolare, una grande emozione, nel vivere questo momento nella mia Varese: questa Fiamma – aggiunge il governatore – rappresenta la concretizzazione di un sogno che, come Lombardia, abbiamo scelto di inseguire con determinazione fin dal 2019. Le Olimpiadi sono un’occasione unica e irripetibile per la nostra terra: non solo 18 giorni di gare, ma una grande eredità per i territori che le ospitano”.

“Tappa dopo tappa – prosegue il presidente – la Fiamma percorrerà tutta la Lombardia, da Varese alla Brianza, dai nostri bellissimi laghi fino alle nostre valli e alle montagne che ospiteranno le gare. Ogni territorio che la accoglie racconta una storia di eccellenza, di lavoro, di passione e di saper fare, ossia la nostra identità lombarda. È un percorso che unisce le comunità, le famiglie e i giovani, all’insegna dello sport, della sana competizione e della pace”.

“La Lombardia è pronta. Siamo pronti – conclude Attilio Fontana – ad accogliere gli atleti e le competizioni più prestigiose. Assicurando tutto ciò che serve per gestire un evento che porterà qui milioni di persone tra atleti, staff e turisti oltre ai 3 miliardi di telespettatori che ci seguiranno in tutto il mondo”.
La Fiamma che oggi fa il suo ingresso in Lombardia concluderà il suo viaggio a Milano il 6 febbraio, dopo aver attraversato tutto il Paese.

CUORE DI MARMO

Una sintesi di bellezza, identità e valore umano. È ‘Cuore di marmo’, una scultura del peso di 250 kg realizzata e donata dall’azienda ‘Merli Marmi’ di Voghera (Pavia) alla Regione Lombardia per celebrare l’iniziativa ‘Cuori Olimpici’ ovvero un viaggio alla scoperta delle peculiarità e delle eccellenze lombarde che nel corso del 2025 ha  toccato tutti i capoluoghi delle province lombarde. L’evento di piazza Città di Lombardia è stata quindi la tappa finale di questo tour.

Alla presentazione sono intervenuti  il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana,  l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda Debora Massari e l’autore della scultura Paolo Merli. Presenti tra gli altri anche l’assessore regionale alla Solidarietà sociale e Disabilità Elena Lucchini e il presidente di Assolombarda Alvise Biffi.

“Cuore di Marmo – ha sottolineato il presidente Fontana –  è più di una scultura, è il cuore della Lombardia che non si ferma, che si rinnova e fa della tradizione uno slancio per il futuro”.

“Ho sempre ritenuto che le Olimpiadi – ha aggiunto – non fossero solo di Milano e della Valtellina ma coinvolgano tutta la regione. Ecco perché abbiamo dato vita all’iniziativa Cuori Olimpici che ha toccato tutte le province lombarde, convinti come siamo che i Giochi olimpici invernali costituiscano una straordinaria opportunità per promuovere tutti i nostri territori, e noi stiamo lavorando per invitare le persone che assisteranno alle gare ad innamorarsi dei paesaggi, delle bellezze, dello straordinario patrimonio artistico e architettonico che la Lombardia offre, oltre ai 10 siti riconosciuti come patrimonio Unesco”. A questi si aggiungono 7  patrimoni immateriali (tra cui l’arte della liuteria di Cremona, ovvero il tradizionale saper fare nella costruzione e restauro di violini, viole, violoncelli e contrabbassi), 3 riserve della biosfera e 3 città creative (Milano, Bergamo e Como).

“Cuore di Marmo – ha chiosato l’assessore Massari – è un simbolo essenziale e potente. Un cuore, che richiama l’umanità, la
passione, la responsabilità. Il marmo, che rappresenta il tempo, la solidità, la memoria. Insieme raccontano molto bene l’identità lombarda: una terra concreta, operosa, capace di resistere, ma anche di sentire, di creare, di innovare senza perdere le proprie radici. È un’opera profondamente olimpica: incarna valori come l’impegno quotidiano, la fatica silenziosa, la ricerca dell’eccellenza, il rispetto per il tempo e per la materia, e la responsabilità verso ciò che si lascia in eredità”.

“Questo cuore di pietra  – ha ribadito – batte davanti a Palazzo Lombardia. Batte mentre ci avviciniamo a un appuntamento storico. Un cuore che parla di lavoro, di identità e di futuro. Ed è con questo cuore che la Lombardia si prepara ad accogliere il mondo”.

La scultura vuole essere la sintesi perfetta tra innovazione e tradizione, il suo design ottimizza infatti l’uso del materiale riducendo al minimo lo scarto. La tecnologia di taglio ad acqua ad alta pressione consente inoltre di scolpire ogni pezzo con la massima precisione  evitando sprechi e ottimizzando l’efficienza produttiva. Il vero valore aggiunto è però  la sostenibilità. La lavorazione è infatti avvenuta solo quando le condizioni climatiche hanno permesso di sfruttare l’energia rinnovabile prodotta dagli impianti fotovoltaici dell’azienda. Anche per questo motivo, l’opera è stata scelta come simbolo del tour ‘Cuori Olimpici’.

“È un segno di gratitudine e di riconoscenza – ha spiegato Paolo Merli dal 1997 alla guida dell’azienda fondata nel 1899 – rivolto a tutti coloro che all’interno dell’amministrazione regionale ogni giorno lavorano per promuovere e valorizzare l’immagine della Lombardia in Italia e nel mondo”.

L’evento è stato caratterizzato anche dall’esibizione sulla pista del ghiaccio di Palazzo Lombardia delle Hot Shivers Milano, squadra italiana di pattinaggio sincronizzato su ghiaccio e dalla distribuzione di gadget personalizzati con il logo dell’iniziativa ‘Cuori olimpici’, percorso di accompagnamento alle imminenti Olimpiadi Milano-Cortina 2026.