FOTOGRAFIE

Da oggi la mostra “Mario Giacomelli. Il fotografo e il poeta” a Palazzo Reale di Milano, promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Archivio Mario Giacomelli, in collaborazione con Rjma progetti culturali e Silvana Editoriale, si inserisce all’interno delle iniziative promosse dall’Archivio Mario Giacomelli in occasione del centenario dalla nascita di Mario Giacomelli, volte a celebrare l’eredità artistica e culturale di uno dei più grandi maestri della fotografia italiana.

L’esposizione, a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Katiuscia Biondi Giacomelli, si svolge congiuntamente alla mostra “Mario Giacomelli. Il fotografo e l’artista” a Palazzo delle Esposizioni a Roma, costruendo due percorsi complementari che approfondiscono le molteplici sfaccettature del lavoro dell’artista, entrambi insigniti della Medaglia del Presidente della Repubblica. Un’opportunità unica per riscoprire Giacomelli non solo come fotografo, ma come figura centrale nel panorama artistico e culturale del Novecento, capace di costruire un ponte tra fotografia, pittura, poesia e scultura, dimostrando una visione che continua a ispirare nuove generazioni di artisti e osservatori.

La mostra di Palazzo Reale rientra nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

Il progetto milanese “Mario Giacomelli. Il fotografo e il poeta” è un omaggio al profondo legame tra Mario Giacomelli e la poesia, un dialogo intenso e viscerale che permea tutta la sua opera. Non solo nei riferimenti espliciti ai grandi testi poetici, ma anche nella sua visione della fotografia come pura espressione lirica, capace di trasformare la realtà in racconto, emozione e suggestione.

A Palazzo Reale il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso un viaggio nella poetica visiva di Giacomelli, presentando alcune delle sue serie più iconiche ispirate alla poesia.

TAVOLE

Il 21 Maggio tornano le Conversazioni d’arte a Casa Bagatti Valsecchi con “La vertigine dell’ornamento” da Owen Jones a William Morris. Pubblicato nel 1856, The Grammar of Ornament è ancora oggi considerato un volume fondamentale per lo studio del design. Il suo autore, Owen Jones, ideò un trattato completo sul design per l’era industriale arricchito da splendide illustrazioni a colori realizzate con la cromolitografia. L’analisi di alcune tavole illustrative sarà il pretesto per individuare dapprima i modelli che ispirarono i dettagli decorativi di Casa Bagatti Valsecchi per poi indagare il legame con i pattern nati in seno al movimento delle Arts & Crafts di William Morris e Edward Bourne-Jones.

7 MAGGIO

In occasione di Orticola 2025, il cui tema principale è “Bio, bio, bio, in giardino c’è vita!”, il Museo Bagatti Valsecchi partecipa alla settima edizione di Fuori Orticola presentando, dal 7 maggio all’8 giugno, la mostra di Hugh Findletar From then till now | Da allora ad oggi.

Hugh Findletar, giamaicano di origine, newyorkese di formazione, adottato da Milano e conquistato dal vetro di Murano, è un fotografo di professione, in particolare ritrattista. Proprio da questa sua vocazione ha iniziato a creare icone in vetro.

Le sue teste in vetro soffiato si ispirano alle maschere dei faraoni egizi e alle oinochoe greche, a volte bifronti, così come alle fiasche da vino dell’Impero Romano. Allo stesso tempo, sono anche vasi che richiamano le nature morte barocche del XVII secolo, simboli di vanitas e caducità, pur rappresentandone l’opposto: sono nature vive, da mantenere vitali secondo il proprio desiderio.

Nascono così le FLOWERheadZ di Hugh Findletar, che dialogano con la collezione permanente del Museo Bagatti Valsecchi, offrendo al pubblico un’esperienza inedita dove il gusto rinascimentale incontra la natura e il vetro. Una mostra che si inserisce nel solco delle celebrazioni per i trent’anni di apertura della casa museo, proseguendone lo spirito di apertura al contemporaneo.

L’arte di Findletar è il risultato di un intreccio di suggestioni e influenze: la sua cultura giamaicana, ricca di leggende e tradizioni, dona ai suoi lavori un’impronta unica; la passione per l’orticoltura, trasmessagli dalla bisnonna, ha completato il percorso.

Gli mancava solo il medium ideale, che ha scoperto durante un viaggio in Kenya, dove si è avvicinato per la prima volta alla soffiatura del vetro, la materia che gli mancava per dare forma al suo immaginario. Da quel momento ha intrapreso un lungo cammino di sperimentazione che lo ha condotto a Murano, nella storica vetreria Zanetti, dove ha affinato la tecnica e dato vita ai suoi celebri volti modellati a caldo. Ogni soffio è un gesto creativo, intimo e irripetibile, che trasforma la materia incandescente in icona, in presenza viva e pulsante.

Il vetro gli ha così permesso di trasformare il suo interesse per la fisiognomica in una lettura ironica, a tratti impietosa, ma sempre affettuosa, di una grande varietà di volti umani.

La mostra si inserisce nell’ambito di FuoriOrticola, una rassegna diffusa in cui arte e natura dialogano sul tema “Bio, bio, bio: in giardino c’è vita!”, invitando ogni istituzione partecipante a esplorare, con creatività e originalità, la vitalità come forma d’espressione.

Le opere di Hugh Findletar entrano così in dialogo diretto con le stanze del Museo Bagatti Valsecchi, intrecciandosi con gli arredi neorinascimentali in un gioco di rimandi visivi e simbolici. I vasi della Generation Collection, insieme a quelli antropomorfi, zoomorfi e a opere inedite e site-specific, si disseminano tra gli ambienti della dimora storica, posandosi su tavoli, camini e mobili d’epoca, in un raffinato equilibrio tra antico e contemporaneo.

ICONOGRAFIE

Proseguono domani le conversazioni d’arte a Casa Bagatti Valsecchi appuntamento con “Sacri accessori” attributi e iconografie dei santi. Quando visitiamo un museo e osserviamo i dipinti storici, ci impegniamo in un esercizio di interpretazione. Questo è particolarmente vero per i santi, le cui rappresentazioni possono risultare difficili da comprendere. In passato invece l’iconografia dei santi rappresentava un patrimonio codificato e condiviso, utilizzato come strumento educativo per la dottrina religiosa. Riconoscere questi protagonisti non significava solo identificare il tema dell’opera ma anche comprendere il sottotesto simbolico che essa racchiude. Attraverso l’approfondimento di alcune delle opere più significative della collezione Bagatti Valsecchi e delle più note collezioni museali sarà possibile indagare le storie più singolari dei protagonisti delle opere rinascimentali

FRAGILE

“Fragile”, realtà tra le più fervide del panorama italiano e internazionale del Novecento e del design storico, che quest’anno festeggia i suoi 25 anni di attività, con questa mostra si propone di raccontare, attraverso un centinaio di lampade e oggetti, l’opera straordinaria di uno dei più importanti designer italiani, Carlo Nason, specializzato nel settore dell’illuminazione in vetro. L’esposizione offrirà dunque un’ampia panoramica delle lampade più celebri progettate da Nason, accogliendo i pezzi più rari e iconici e rendendo merito al suo incredibile estro creativo, capace di dare vita a oggetti dalle linee pulite e innovative, realizzati attraverso un uso magistrale del vetro soffiato: tutte testimonianze di un perfetto equilibrio tra tradizione artigianale e modernità.

INAUGURAZIONE

Gilda&Co è un nuovo spazio dedicato al design italiano che per la design week ospita la sua prima che rende omaggio alla figura di Aldo Ballo, fotografo noto per il suo fondamentale contributo alla fotografia di design e pubblicitaria, attraverso un’ottantina di fotografie in bianco e nero messe in dialogo con gli stessi oggetti reali, raffigurati dalle immagini. Un racconto che relaziona la raffigurazione con la fisicità degli oggetti. Questa sera alle 18:00 in via Plinio.

POLTRONA

Il Museo Bagatti Valsecchi presenta la poltrona di design Pier Fausto: un modello savonarola rivisitato, disegnato da Lazzarini Pickering e prodotto da Marta Sala Éditions, che l’azienda ha deciso di dedicare al maggiore dei fratelli Bagatti Valsecchi, fondatore del Museo e mancato nel 2023.

La poltrona si inserisce all’interno della mostra ospitata dal Museo dal 7 al 13 aprile, The Secret Soul of Useful Things, un progetto, a cura di Federica Sala, che raccoglie i prodotti più significativi dell’azienda Marta Sala Éditions, che quest’anno festeggia i suoi primi dieci anni di attività.

FABBRICA

Fabbrica del Vapore rinnova il suo impegno nella promozione del design, dell’arte e della musica contemporanea con la seconda edizione di “FABBRICA DESIGN WEEK”. L’evento si articola in una serie di esposizioni e installazioni, dedicate alla sperimentazione progettuale e alla ricerca, e in un festival musicale, che vedrà esibirsi alcuni tra i più interessanti artisti della scena elettronica internazionale.

Saranno 5000 i metri quadri di superficie espositiva coperta di Fabbrica del Vapore per “Brave New World”, il titolo scelto che raccoglie tutti i progetti espositivi di Fabbrica del Vapore, proponendosi come collettore per università, scuole, associazioni, collettivi e designers indipendenti e 5000 mq di superficie all’aperto dove risuoneranno le atmosfere create dal festival musicale.

Fabbrica del Vapore in occasione di FDW 2025, presenterà la mostra “Nanda Vigo. Sineddoche d’archivio. Arte, architettura, design, performance dagli archivi del CASVA” che, a seguito della recente donazione del fondo archivistico da parte degli eredi, offrirà una prima esposizione del vasto lavoro multidisciplinare dell’artista, in un percorso espositivo che si sviluppa attraverso documenti d’archivio e oggetti concessi in prestito, illustrando il suo contributo nel panorama artistico e progettuale.

GIUBILEO

Poste San Marino è lieta di annunciare l’emissione di una moneta commemorativa da 2 euro in occasione del Giubileo Anno Santo 2025, evento di straordinaria rilevanza che invita alla riflessione sulla speranza, la fede e la fraternità universale.

Il design, ideato dall’artista Gabriele Di Maulo, cattura con delicatezza e forza l’essenza della speranza e della rinascita. La rappresentazione mostra una donna, simbolo di forza e coraggio, con un’ancora, emblema di stabilità nell’incertezza, mentre accompagna per mano un bambino, rappresentazione di una nuova umanità che si rigenera e rinasce attraverso la fede.

Il Giubileo 2025, cuore spirituale dell’iniziativa, invita a riscoprire questi valori, in un momento storico complesso, chiede a tutti di superare le difficoltà guardando insieme verso un futuro migliore. La figura della donna, con il suo gesto accogliente e il bambino, che rappresenta tutte le generazioni a venire, rendono la moneta un potente simbolo di rinnovamento e fiducia condivisa.

COME FUOCO

Museo Bagatti Valsecchi presenta la quarta edizione del cartellone culturale “Stasera al Museo. Le vie dell’amicizia”: 11 appuntamenti tra teatro, musica e danza vanno in scena nel Salone d’Onore e nei cortili storici di Palazzo Bagatti Valsecchi per indagare i percorsi che popolano le molteplici sfaccettature dell’amicizia.

Ad aprire la rassegna il 26 marzo il primo dei tre spettacoli teatrali prodotti dal Museo Come fuoco. Da Narciso e Boccadoro di Herman Hesse – uno dei testi più significativi della letteratura della prima metà del Novecento – con la regia di Mario Scandale e la drammaturgia di Giulia Bartolini, interpretato da Michele Di Giacomo e Michelangelo Canzi.

Narciso e Boccadoro si ritrovano dopo anni, legati dall’ incontro che ha segnato le loro vite. Narciso uomo dello spirito, Boccadoro, artista, divoratore di vita, incarnano il conflitto tra mente e materia. Tra i ricordi d’una vita e il presente ormai consumato, il loro dialogo si accende come fuoco, bruciando fino all’inevitabile epilogo.

“Raccontare questo incontro significa interrogarsi sul senso stesso della vita: consumarsi nell’intensità o elevarsi nell’astrazione? Un viaggio tra corpi, parole e desideri sospesi.” afferma il regista Mario Scandale.

“Adattare un romanzo come questo è un’impresa che non ha una fine, abbiamo quindi scelto una via chiara.” – continua la drammaturga Giulia Bartolini – “Due attori, una storia di amicizia, d’affetto, il viaggio di formazione di due ragazzi, ognuno con il suo destino, in un mondo che crolla, cambia, si ammala, in un tempo che passa, inesorabile, mentre la vita si consuma e ciascuno fa le sue scelte”.

Come fuoco è un’opera ambiziosa, tratta dal romanzo di Hermann Hesse, che racconta di due uomini di età diverse, Narciso e Boccadoro. Da giovani hanno avuto un incontro fondamentale, hanno vissuto una parte della vita molto vicini, poi le strade dei due si sono separate: l’opera portata in scena riparte nel momento in cui i due si incontrano nuovamente dopo molti anni. La bellezza di Boccadoro è ancora quella d’un giovane fanciullo, come se agli occhi di Narciso egli non potesse apparire altro che così. È un incontro che ha ancora delle domande in sospeso e che li costringe a ripercorrere parte della loro vita e parte della loro amicizia.

E’ così che il dialogo si sposta da uno scheletro principale (il presente) ad un insieme di flashback, di ricordi, talvolta reali talvolta immaginati, che raccontano in parte ciò che è stato e in parte ciò che poteva essere e che entrano nella narrazione in modalità differenti: i ricordi sono dialoghi, ma anche momenti performativi, musica, danza, suoni, onirici e concreti, possibili e impossibili. Il tutto in un loop temporale che, come si apre, arriverà a chiudersi in un cerchio che ha il suo inizio e la sua fine nel consumarsi e nello spegnersi di Boccadoro.

Le altre due produzioni originali del Museo Bagatti Valsecchi andranno in scena in autunno: l’8 e il 10 ottobre sarà la volta di Misurare l’ombra. Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, scritto e diretto da Chicco Dossi, con Simone Tudda, un viaggio immersivo che intreccia storia e immaginazione per riscoprire le vite dei due fratelli. Il 26 novembre è in programma Giulietta e Desdemona; alla regia Alessandro Merletti De Palo, con Alice De André e musiche di Caterina Coco: una dramedy teatrale in cui i celebri personaggi shakespiriani rinascono per confrontarsi sui loro uomini, sulla loro capacità di amare, di essere sincere e di scegliere di fronte a un sentimento così grande come l’amore