FOLKLORE

Parre/BG, borgo montano della Valseriana, è stato insignito del titolo di ‘Città del Folklore 2026’, il prestigioso riconoscimento nazionale assegnato dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari (FITP) alle comunità che si distinguono nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.

All’assegnazione, oggi a Palazzo Pirelli, erano presenti l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, il consigliere regionale Michele Schiavi, e i rappresentanti del Comune e delle associazioni impegnate nella salvaguardia delle tradizioni locali.

“Il titolo di Città del Folklore 2026 – ha affermato l’assessore Caruso – rappresenta anche un riconoscimento alla Lombardia come terra capace di custodire e valorizzare le proprie tradizioni popolari. Parre è un modello concreto di come dialetti, costumi, saperi e riti collettivi possano continuare a vivere nel presente. Qui le tradizioni fanno parte della vita quotidiana della comunità. Lo dimostrano il Costöm de Par, ancora oggi indossato e tramandato, il linguaggio Gaì, nato tra i pastori della valle, e l’impegno delle associazioni che coinvolgono giovani e famiglie nella conservazione di un patrimonio unico. È una storia che continua a vivere e che ora riceve un importante riconoscimento a livello nazionale”.

“Parre – ha aggiunto – è riuscita a fare della propria identità una risorsa culturale e turistica. Archeologia, tradizioni popolari, cultura pastorale e gastronomia si intrecciano in un racconto autentico che rafforza il senso di appartenenza della comunità e rende il paese sempre più attrattivo. Questo risultato appartiene anzitutto ai volontari, alle associazioni e ai cittadini che, con passione e continuità, hanno custodito e trasmesso queste eredità che costituiscono una parte essenziale della nostra identità culturale”.

Quest’anno Parre sarà una delle principali vetrine nazionali del patrimonio folklorico lombardo. Un ruolo che affonda le proprie radici in una storia antica, testimoniata anche dal Parco Archeologico dell’Oppidum degli Orobi, tra i più significativi siti protostorici della Lombardia. Già nell’Età del Ferro, infatti, gli Orobi individuarono in questo territorio un luogo strategico per i collegamenti tra la pianura padana e i valichi alpini verso l’Europa centrale, favorito anche dalla presenza di importanti risorse minerarie che per secoli hanno contribuito allo sviluppo economico della valle.

Di quella presenza resta oggi preziosa testimonianza nel Parco Archeologico dell’Oppidum degli Orobi, uno dei più significativi siti protostorici della Lombardia.

Fondamentale è inoltre il contributo dell’Associazione ‘Costöm de Par’ e del Gruppo Folklorico Lampiusa, che da anni portano avanti attività di ricerca, tutela e divulgazione, favorendo il coinvolgimento delle nuove generazioni. Accanto al ‘Gaì’, l’antico linguaggio dei pastori parresi nato dalle migrazioni stagionali verso gli alpeggi e dai rapporti con i territori d’Oltralpe.

Nel corso del 2026 il titolo di Città del Folklore accompagnerà un ricco calendario di iniziative, manifestazioni ed eventi dedicati alla promozione delle tradizioni popolari e alla valorizzazione del patrimonio culturale di Parre.

SPORTIVAMENTE

Il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi, è intervenuta oggi alla conferenza stampa di presentazione di  ‘SportivaMente’, il festival dello sport di Crema che dal 12 al 14 giugno trasformerà la città in una palestra a cielo aperto coinvolgendo il centro storico, le piazze cittadine e numerose società sportive locali.

“Iniziative come queste – commenta Picchi – promuovono e diffondono la cultura dello sport come strumento fondamentale per il benessere psicofisico della persona”.

Numeri alla mano, in città saranno presenti circa 40 associazioni sportive del territorio per oltre 30 discipline tra sport di squadra, arti marziali, sport acquatici, attività fitness, danza e discipline Outdoor. 

“SportivaMente – continua il sottosegretario – rappresenta per il Cremasco un investimento sulla qualità della vita, sulla coesione sociale e sulla crescita delle nuove generazioni. Promuovere la cultura dello sport significa promuovere benessere psicofisico, prevenzione, educazione al rispetto e alla socialità: elementi fondamentali per una comunità che cresce unita e inclusiva”. 

Intervenuti alla conferenza stampa, a Palazzo Lombardia, anche Claudio Pedrazzini, vice presidente del Coni Lombardia; Giorgio Cardile, assessore alla Cultura, Politiche giovanili e Turismo del Comune di Crema; Walter Della Frera, consigliere delegato allo Sport; Manuel Pellini, vice presidente commissione Sport di Crema. Tra i presenti, il consigliere regionale Matteo Piloni.

AMBIENTE

L’importanza di un approccio scientifico alla sostenibilità e la capacità di abbinare in modo proficuo ambiente e crescita economica, rendendo la tutela del pianeta un fattore di competitività nel quadro di una visione pragmatica e non ideologica. È stato questo il messaggio lanciato dall’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Giorgio Maione in occasione della 54esima Giornata Mondiale dell’Ambiente, iniziativa istituita nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Tema portante dell’edizione 2026 è lo slogan ‘Ispirati dalla Natura. Per il Clima. Per il nostro Futuro’, che evidenzia l’importanza di sfruttare le cosiddette ‘soluzioni basate sulla natura’, ovvero meccanismi ispirati a processi naturali, per affrontare importanti sfide ambientali come il cambiamento climatico.

Assessore Maione: sostenibilità priorità per Regione Lombardia – “La Giornata Mondiale dell’Ambiente, soprattutto qui in Lombardia – ha spiegato l’assessore Maione – non è un appuntamento che possiamo permetterci di trattare come una ricorrenza qualsiasi. Viviamo in una regione che produce, innova ed esporta tantissimo, ma proprio per questo sentiamo forte il peso e la responsabilità delle scelte ambientali che facciamo ogni giorno. Parlare di ambiente nel territorio lombardo non significa affrontare un argomento astratto: parliamo infatti dell’aria che respiriamo, dell’acqua che dobbiamo proteggere, del suolo che non possiamo sprecare e di territori chiamati a resistere a eventi climatici estremi, sempre più frequenti”.

“La vera sfida – ha aggiunto – è mettere insieme due elementi che magari per qualcuno sono inconciliabili: la vocazione industriale, produttiva e agricola della Lombardia e l’urgenza di adattarsi ai cambiamenti climatici. La nostra regione è protagonista della transizione ecologica proprio grazie alle competenze, alle imprese, alla ricerca e alle amministrazioni che sanno trasformare i problemi in opportunità”.

“Questo – ha concluso Maione – è esattamente quello che stiamo facendo attraverso la Strategia di Adattamento, gli investimenti per migliorare la qualità dell’aria, la rigenerazione urbana, le bonifiche in atto e il sostegno a Comuni e imprese per promuovere l’economia circolare e l’efficientamento energetico. La Giornata dell’Ambiente ci ricorda una cosa fondamentale: non basta proclamare buone intenzioni, bisogna anche misurare e ottenere i risultati. E la Lombardia continuerà a farlo, con pragmatismo e senso di responsabilità”.

ENVISIONING

Il futuro del vino italiano tra competitività internazionale e valorizzazione dei territori è il tema al centro di Envisioning2035 – Wine [R]evolution, il summit ospitato oggi al Belvedere Silvio Berlusconi di Palazzo Lombardia. L’iniziativa ha riunito esperti del settore per riflettere sulle sfide che attendono la filiera vitivinicola nei prossimi anni e individuare le strategie necessarie per rafforzarne la capacità di generare valore.

“La Lombardia è una delle regioni protagoniste del vino italiano – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi – e il confronto di oggi conferma quanto sia necessario guardare al futuro con coraggio e visione. La qualità delle nostre produzioni resta un punto di forza imprescindibile. Oggi, tuttavia, servono anche capacità manageriali, innovazione, presenza sui mercati internazionali. Oltre a strumenti efficaci per intercettare i nuovi consumatori. È su questi fronti che dobbiamo continuare a investire per garantire competitività alle nostre imprese”.

Tra i temi affrontati, la necessità di rafforzare la struttura delle imprese, sviluppare nuove strategie commerciali, investire nelle competenze e cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale. Ampio spazio è stato inoltre dedicato al cambiamento delle abitudini di consumo e al ruolo crescente di strumenti come e-commerce, community digitali, podcast e intelligenza artificiale nella promozione e commercializzazione del vino.

“Il vino rappresenta certamente un’eccellenza produttiva lombarda – ha concluso Beduschi – ma è anche un patrimonio culturale e identitario che contribuisce in modo determinante all’attrattività dei nostri territori . La sfida dei prossimi anni sarà continuare a coniugare con attenzione tradizione e innovazione, mantenendo forte il legame con le nostre radici e rendendo sempre più competitivo il sistema vitivinicolo lombardo e italiano sui mercati di tutto il mondo”.

100 ANNI

Un Tazio Nuvolari inedito, osservato non dal volante di un’auto da corsa ma attraverso il suo obiettivo fotografico. È questo il filo conduttore della mostra ‘Lo sguardo di Nuvolari’, inaugurata oggi nelle Fruttiere di Palazzo Te, a Mantova, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’Automobile club Mantova.

All’apertura dell’esposizione è intervenuta l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso. Presenti anche il presidente dell’Automobile club d’Italia, Geronimo La Russa, il presidente della Fondazione Palazzo Te, Giovanni Pasetti, lo storico dell’automobilismo Gianni Cancellieri e il presidente di Aci Mantova, Alberto Marenghi.

La mostra, aperta al pubblico fino al 7 giugno, riprende e rinnova l’esperienza dell’esposizione ‘Quando scatta Nuvolari’, ospitata nel 2009 proprio a Palazzo Te.

“Non poteva esserci luogo più adatto di Mantova – ha affermato l’assessore Caruso – per celebrare un uomo che a questa terra è indissolubilmente legato. Nuvolari è stato un lombardo autentico che, con le sue imprese sportive, ha portato il nome della Lombardia e dell’Italia ai vertici dell’automobilismo mondiale. Questa mostra ce lo restituisce in una veste inedita, contribuendo ad ampliare la conoscenza di una figura straordinaria e a rivelarne una dimensione più intima e umana, oltre il mito dello sport italiano”.

“Per questo – ha aggiunto – teniamo molto a preservarne e valorizzarne la memoria. Il museo mantovano a lui dedicato fa parte della rete delle realtà riconosciute da Regione Lombardia e custodisce un patrimonio prezioso di fotografie, cimeli e testimonianze che raccontano la sua vita e le sue imprese. Un’eredità che continua a parlare alle nuove generazioni e che fa sì che il ‘Mantovano Volante’ corra ancora oggi nella memoria della sua città”.

“Il centenario non è solo memoria – ha sottolineato Geronimo La Russa – è responsabilità verso il futuro. Questa mostra è preziosa, perché ci restituisce Nuvolari attraverso le immagini. Immagini che non raccontano solo un pilota: raccontano un uomo, il suo sguardo, la sua concentrazione, la sua umanità. Nuvolari è il simbolo di ciò che Mantova e Aci hanno rappresentato insieme: coraggio, talento, orgoglio italiano”.

Attraverso proiezioni immersive e materiali fotografici realizzati dallo stesso Nuvolari, il percorso espositivo accompagna i visitatori in una dimensione inedita, consentendo di scoprire aspetti meno conosciuti della personalità del grande pilota mantovano.

Tra i pezzi di maggior valore storico esposti figura la Coppa Vanderbilt conquistata da Nuvolari nel 1936 a Roosevelt Raceway, negli Stati Uniti, considerata all’epoca uno dei trofei più prestigiosi dell’automobilismo mondiale. Il cimelio è stato concesso per l’occasione dal Museo Nicolis di Villafranca di Verona.

DIALETTO

“Aperti verso il mondo, orgogliosi delle proprie radici e delle proprie tradizioni: è così la Lombardia. Complimenti a tutto l’istituto e ai ragazzi”.

Con queste parole il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato il video realizzato dall’Istituto Marcelline Tommaseo di Milano, nel quale studenti, docenti e suor Monica, originaria della provincia di Bergamo, interpretano il celebre brano ‘O mia bela Madunina’, simbolo della tradizione milanese.

L’iniziativa assume un significato particolare anche alla luce dell’impegno che Regione Lombardia sta portando avanti per la valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale lombardo. Proprio in occasione della Festa della Lombardia, celebrata il 29 maggio, è stato infatti presentato il progetto ‘Lumbardialett’, promosso per favorire la conoscenza, la tutela e la diffusione dei dialetti lombardi attraverso strumenti innovativi e il coinvolgimento delle nuove generazioni.

L’Istituto Marcelline Tommaseo rappresenta un esempio concreto. Accanto all’insegnamento di lingue internazionali come inglese, spagnolo, francese, cinese e arabo, propone infatti anche lo studio del lombardo, coniugando apertura internazionale e valorizzazione dell’identità culturale del territorio. E dall’istituto arriva una proposta per il 29 maggio 2027: “portiamo i nostri alunni a cantare sul palco di Regione Lombardia. Dialetto più le lingue del mondo”.

“Guardare al futuro e al mondo senza dimenticare le proprie radici – ha concluso Fontana – è il modo migliore per trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza a una comunità ricca di storia, cultura e tradizioni”.

PAROLE E…

Tra le realtà più brillanti e riconosciute della scena musicale italiana contemporanea, gli Eugenio in Via Di Gioia propongono nel cortile di Palazzo Bagatti Valsecchi una performance intima che intreccia musica e narrazione, accompagnando il pubblico in un viaggio nel proprio percorso umano e artistico, tra aneddoti, ricordi e tappe significative, fino al recente annuncio del primo concerto al Forum previsto nel 2027 e al loro libro “Storie di una band che non si è ancora sciolta” in uscita il 21 aprile.

La band, consolidatasi nel tempo grazie a un percorso caratterizzato da album di successo, tour sold out e importanti riconoscimenti – tra cui il Premio della Critica al Festival di Sanremo 2020 nella sezione Nuove Proposte – si distingue per la capacità di coniugare pop, sperimentazione e impegno sociale.

Per il Museo Bagatti Valsecchi questo evento segna inoltre l’avvio della collaborazione con Carosello Records, storica etichetta discografica milanese, che entra a far parte del palinsesto 2026 con una serie di appuntamenti musicali ospitati nei cortili storici del Palazzo. Un dialogo tra sonorità contemporanee e patrimonio culturale che crea nuove connessioni tra passato e presente, nella cornice suggestiva di Casa Bagatti Valsecchi.

La serata di domenica 7 giugno si apre alle ore 18.30 con un momento conviviale di accoglienza: gli ospiti sono invitati a partecipare a un aperitivo offerto da Altemasi Trentodoc, Amaro Alpino e Valverde, prima della performance che prende il via alle ore 19.30.

La quinta edizione di Stasera al Museo – un ciclo di appuntamenti che intreccia teatro, musica e danza, accompagnando il pubblico fino a dicembre – prende le mosse dalla grande mostra Depero Space to Space. La Creazione della Memoria in corso in Museo fino al 2 agosto e in particolare si ispirata all’espressione di Fortunato Depero “Lasciami mezz’ora per vedere”, scelta come filo conduttore della programmazione di quest’anno.

Un invito a rallentare, osservare e lasciarsi sorprendere dall’arte e dalla realtà che ci circonda, come sottolinea il Direttore Antonio D’Amico: «L’intento è quello di esortare i visitatori a guardare oltre l’immediato, pianificando con cura l’orizzonte delle scelte per riflettere sulla storia, sull’interiorità e sulle emozioni che attraversano l’esperienza umana, come recita il motto presente nel Salone d’Onore del Museo “Respice finem” – rivolgiti al fine».