ORGOGLIO

“Mentre migliaia di studenti affrontano oggi la prova di maturità, dal QS World University Rankings 2027 arriva una bellissima notizia per la Lombardia che ci riempie di orgoglio e guarda al loro futuro: il Politecnico di Milano si conferma tra i migliori atenei del mondo e primo in Italia nelle più autorevoli classifiche internazionali”. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. “Un risultato straordinario  – continua – che premia qualità della didattica, eccellenza della ricerca, capacità di innovare e credibilità costruita nel tempo”.

“Complimenti alla rettrice, ai docenti, ai ricercatori, al personale e agli studenti – conclude Fontana – che ogni giorno contribuiscono a rendere il Politecnico un punto di riferimento internazionale. Questo traguardo dimostra che in Lombardia talento, impegno e competenza trovano terreno fertile per crescere e competere ai massimi livelli. Ai maturandi di oggi dico: studiate, credete nei vostri sogni e abbiate il coraggio di puntare in alto. La Lombardia ha bisogno della vostra energia e delle vostre idee”.

LA VIE DOUCE

Carrozzeria900, spazio milanese fondato da Mauro Bracciali in cui dal 2011 la passione del design prende forma, diventando il punto di riferimento per chi cerca pezzi unici di Modernariato, presenta dal 25 giugno al 31 luglio 2026 LA VIE DOUCE | Gli anni ’70 di Willy Rizzo, una mostra-installazione dedicata all’estetica sofisticata, teatrale e cosmopolita degli interni anni Settanta attraverso una selezione di arredi firmati Willy Rizzo in dialogo con lampade, oggetti e pezzi anonimi provenienti dallo stesso universo visivo.

Willy Rizzo è stato una figura unica nel panorama creativo del Novecento: fotografo, designer, uomo di stampa, d’arte e di mondanità. Ribelle italiano capace di eccellere nel glamour, ha coniugato la carriera di fotografo di celebrità con quella di designer di mobili, costruendo un immaginario sofisticato e profondamente legato alla cultura della Dolce Vita europea. Nato a Napoli nel 1928, scopre la fotografia da giovanissimo. Durante gli anni della scuola a Parigi immortala i compagni con una macchina fotografica regalatagli dalla madre. Nel 1944, ancora adolescente, realizza reportage di guerra in Tunisia fotografando carri armati distrutti in atmosfere crepuscolari. Nel 1945, a diciotto anni, inizia ufficialmente la sua carriera fotografica. Viene incaricato da France Dimanche di seguire il primo Festival di Cannes, prima di diventare uno dei pilastri di Paris Match fin dalla sua fondazione nel 1949. Collaborerà anche con Vogue per oltre vent’anni e nel corso della sua lunga carriera ha fotografato figure come Marilyn Monroe, Brigitte Bardot, Pablo Picasso, Audrey Hepburn e Jack Nicholson, tra gli altri.

La mostra LA VIE DOUCE | Gli anni ’70 di Willy Rizzo è la prima mostra in Italia dedicata al suo lavoro di designer che prese il via – casualmente – a Roma proprio negli anni dorati della dolce vita felliniana, quando Rizzo, sposato all’epoca con l’attrice Elsa Martinelli, acquistò un locale ad uso commerciale affacciato su Piazza di Spagna e lo arredò con divani, tavoli bassi, console, mobili hi-fi e molti altri progetti di design creati da lui e realizzati artigianalmente sotto la sua supervisione…e fu un successo!

“I’m a photographer who makes furniture”, amava ripetere Rizzo. Non era interessato né al design scandinavo né alla deriva psichedelica e ultra-pop dominante in quegli anni, ma sviluppa una propria idea di modernità: sofisticata, teatrale, costruita attraverso materiali nobili e riflettenti come acciaio inox, vetro, marmo, ottone e granito. I suoi interni diventano immediatamente iconici. Ambienti sensuali e cinematografici dove ogni elemento sembra pensato per accogliere conversazioni, feste, incontri e rituali mondani. Si creò un vero e proprio fenomeno e tutti i protagonisti del jet set internazionale volevano avere i suoi mobil, come Salvador Dali o Brigitte Bardot per la sua celebre Madrague a Saint-Tropez.

LA VIE DOUCE, attraverso la lente di Willy Rizzo, vuole raccontare un decennio – gli anni ’70 – in cui prende forma una nuova idea di design e in cui emergono nuove tendenze che mettono in discussione il modernismo più rigido e borghese, provocando entusiasmi, resistenze e ripensamenti destinati a ridefinire l’intera cultura progettuale contemporanea.

Lo spazio espositivo di Carrozzeria900 viene trasformato in tre ambienti distinti: living, camera e bar, concepiti come frammenti di una grande casa anni Settanta.

La prima stanza è dedicata alla convivialità anni Settanta e dell’universo jet set di Willy Rizzo: sono ambientati qui il bar in acciaio con sgabelli in dialogo con lo specchio Ultrafragola di Ettore Sottsass, anch’esso presenza iconica, che si pone come un’apparizione colorata e luminosa.

Nel living trovano posto il divano di Willy Rizzo, in velluto giallo, il famosissimo tavolino basso portabottiglie insieme ad una sedia e una scrivania. Il carattere scenografico dell’ambiente è caratterizzato dalla presenza della lampada Love Lamp in acciaio riflettente, presenza indiscussa nello spazio.

La camera da letto per ultima si sviluppa attorno al letto del designer: un ambiente intimo delineato da una cassapanca e da una cassettiera di Rizzo, da un grande pannello in acciaio e delle lampade scultoree con base in acciaio e uno specchio luminoso di Gino Sarfatti, elementi che rappresentano perfettamente lo spirito di quegli anni.

Come gli appartamenti progettati da Willy Rizzo negli anni Settanta, la mostra LA VIE DOUCE vuole essere un attraversamento visivo di un momento storico in cui il lusso coincideva con la ricerca di un appagamento sensoriale immediato, della sperimentazione e della libertà più assoluta e in cui il design plasmava atmosfera, immagine e memoria.

MATURANDI

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha rivolto un augurio agli studenti per la prima prova di domani.

“Cari maturandi – ha detto il governatore in un video postato sui suoi profili social – domani è il 18 giugno ed è per voi un giorno speciale. il giorno della prima prova. Date il meglio: dimostrate la vostra preparazione, la vostra capacità critica e la vostra maturità personale. Ricordatevi che in questo percorso non siete stati soli, libri, appunti, nuove tecnologie, ma soprattutto genitori, insegnanti, amici e compagni di scuola. Si cresce insieme, si cresce come comunità. La Lombardia è orgogliosa di voi ed è al vostro fianco”.

“Siate decisi e coraggiosi – ha concluso Fontana – queste prove sono l’occasione più bella per mostrare la vostra crescita dopo cinque anni di scuola superiore. Ragazze e ragazzi, buona maturità”.

LOCOMOTIVA

“Il rapporto di Bankitalia conferma il ruolo trainante della Lombardia per l’economia italiana, un riconoscimento all’impegno quotidiano di donne e uomini, delle istituzioni e della politica che hanno l’obiettivo di far crescere il benessere dei cittadini e alimentare con azioni di governo mirate lo sviluppo delle imprese”.

Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana commenta il rapporto annuale della Banca d’Italia ‘’L’Economia della Lombardia’  secondo cui nel 2025  la Regione è cresciuta dello 0,7 per cento, con l’occupazione aumentata dello 0,6 per cento e il tasso di disoccupazione sceso al 3,0 per cento.

Tra i dati più significativi emersi dall’analisi, il ritorno alla crescita della produzione manifatturiera, l’aumento delle esportazioni, soprattutto verso gli Stati Uniti.

“Ci confermiamo la locomotiva d’Italia e – prosegue il presidente con una punta d’orgoglio – anche d’Europa, visto che produciamo oltre un quinto del Pil del Paese e abbiamo consolidati rapporti commerciali anche in altri Continenti, frutto delle nostre missioni istituzionali”.

Il governatore della Lombardia si sofferma inoltre su un altro dato significativo: nel 2025 la metà delle imprese ha investito in tecnologie digitali avanzate e, nell’industria in senso stretto, un’impresa su tre utilizza già tecnologie di automazione robotica.

“Da sempre sosteniamo il sistema delle imprese e gli investimenti in innovazione tecnologica – conclude il presidente Fontana – avendo reso ormai prassi consolidata il trasferimento tecnologico dai Centri di ricerca alle aziende per renderle ancora più competitive nello scenario mondiale”.

INSTALLAZIONE

Inaugurata oggi a Palazzo Lombardia dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso l’installazione ‘Enlightening Books’ che illumina gli spazi della biblioteca ‘Marzio Tremaglia’. L’opera, firmata dall’artista mantovana Chiara Dynys, riproduce uno scaffale con un gruppo di libri in vetro, sabbiati e dipinti a mano, illuminati da led che rappresentano la luce della conoscenza, con l’obiettivo di richiamare il ruolo della lettura come fondamento della memoria individuale e collettiva.

“Questa iniziativa – ha spiegato l’assessore Caruso – conferma il percorso avviato per consolidare la biblioteca Tremaglia come un centro culturale aperto al dialogo tra libri, arte contemporanea e nuove forme di partecipazione, specializzato in archivistica, bibliografia, biblioteconomia, storia delle biblioteche, del libro, della stampa e dell’editoria. È la stessa visione che ha ispirato il protocollo d’intesa sottoscritto nel novembre 2024 con Icom (International council of museums) e Aib  (Associazione italiana biblioteche) per fare di questo luogo un punto di riferimento per la formazione e la crescita professionale degli operatori culturali”.

“Ho voluto fortemente che quest’opera trovasse spazio all’interno della strutture che sta acquisendo un suo carattere sempre più distintivo – ha aggiunto l’assessore – con l’inserimento di un ulteriore tassello al percorso che la Regione sta portando avanti per rendere Palazzo Lombardia uno spazio culturale sempre più accessibile, dinamico e vicino ai cittadini”.

Nel progetto, sostenuto da Regione Lombardia, l’artista ha dato vita ad una serie di elementi conosciuti come ‘Flaming books’: libri luminosi che si sviluppano lungo la struttura metallica creando un percorso cromatico che sfuma progressivamente verso colori più tenui fino alla base e rappresentano simbolicamente la luce della conoscenza, in modo tale che ognuno dei lettori potesse attribuire idealmente l’opera a quel ‘libro illuminante’ che ha lasciato un segno dentro il lettore stesso, trasformandolo in metafora di conoscenza e memoria.

La creazione artistica visiva tridimensionale, alta 2,8 metri e larga 1,85, entra a far parte del percorso culturale della biblioteca Tremaglia, centro di documentazione regionale.

L’autrice è Chiara Dynys, di origini mantovane ma che vive e lavora a Milano. L’artista ha iniziato la sua attività negli anni Novanta utilizzando materiali come il vetro, la ceramica e il tessuto. Ha partecipato a diverse mostre tra cui quella a Milano alla Rotonda di via Besana nel 2007, al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese a Roma nel 2008, al Palazzo Arkhangelskoye di Mosca nel 2017, alla Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2019.

“Alcuni libri illuminano la nostra vita – ha evidenziato Chiara Dynys – ci accompagnano e ci cambiano, restando impressi e scolpiti nella memoria. Qui, illuminati dall’interno, rappresentano simbolicamente la luce della conoscenza”.

L’installazione si inserisce nel più ampio percorso artistico sviluppato da Dynys attorno all’idea di una ‘biblioteca ideale’ disseminata nello spazio e nel tempo. Parti di questo progetto sono state ospitate o sono conservate alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, al Museo Fortuny di Venezia, il Museo MA*GA di Gallarate e al Colle per il progetto Quirinale Contemporaneo.

LA LUCE

La luce di Milano Cortina 2026 brilla ancora e accende la speranza con un messaggio di inclusione e rinascita per i ragazzi del ‘Cesare Beccaria’. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana questo pomeriggio ha consegnato la Fiaccola Olimpica ai detenuti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Milano, dove sarà custodita in esposizione permanente.

È il coronamento di un percorso che aveva visto la partecipazione diretta al viaggio della Fiamma Olimpica: lo scorso 6 febbraio, su iniziativa della Regione, ragazzi e operatori del ‘Beccaria’ avevano preso parte da tedofori alla tappa svoltasi intorno a Palazzo Lombardia, nel giorno dell’inaugurazione dei Giochi.

L’impegno e il senso di responsabilità dimostrati avevano colpito positivamente istituzioni e organizzatori, a conferma del valore educativo dello sport e della capacità dei simboli olimpici di creare ponti tra mondi apparentemente distanti. Da qui la richiesta avanzata dalla Direzione dell’Istituto e dal Centro per la Giustizia Minorile di collocare una Torcia Olimpica al ‘Beccaria’, affinché il ricordo di quell’esperienza potesse diventare patrimonio condiviso.

“Questa Fiaccola – ha sottolineato il presidente Fontana – è la testimonianza di un’esperienza costruita nel tempo, fatta di incontri, dialogo e partecipazione. Quando abbiamo deciso di coinvolgere i ragazzi del Beccaria nel percorso olimpico volevamo affermare un principio semplice, ma fondamentale: nessuno deve sentirsi escluso dai valori che una comunità condivide. Oggi consegniamo questa Torcia perché possa ricordare che il futuro resta sempre aperto e che impegno, rispetto e responsabilità possono diventare strumenti concreti di crescita e rinascita”.

Alla cerimonia di consegna hanno partecipato anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari; il capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità Antonio Sangermano; l’assessore regionale agli Enti Locali e Montagna, Massimo Sertori e il sottosegretario regionale con delega allo Sport e Giovani Federica Picchi.

Nel corso dell’evento, che si è svolto al Teatro Punto Zero dell’Istituto, sono stati proiettati i video che hanno ripercorso l’esperienza olimpica condivisa, seguiti dalle testimonianze dei ragazzi e degli operatori che avevano partecipato come tedofori, dagli interventi degli atleti delle Fiamme Azzurre Charlene Guignard, Marco Fabbri e Matteo Rizzo e dalla performance teatrale curata dall’Associazione PuntoZero, oltre all’intervento del cappellano don Claudio Burgio.

La Torcia Olimpica, collocata accanto al busto dedicato a Cesare Beccaria, resterà come segno tangibile di un percorso che ha saputo unire istituzioni, sport e comunità educante. Un modo per valorizzare il ruolo dello sport quale strumento di educazione, crescita personale e inclusione sociale, in coerenza con i principi del movimento olimpico e con le attività promosse quotidianamente all’interno dell’Istituto.

Tra le realtà sportive coinvolte figurano il progetto ‘Palla al Centro’ dell’Associazione Rava, Sport Senza Frontiere, il Centro Sportivo Italiano (CSI), Fondazione Milan e Milanosport, da anni impegnati nella promozione dello sport come occasione di partecipazione, responsabilizzazione e sviluppo delle competenze personali.

“Milano Cortina 2026 ha lasciato in eredità infrastrutture, emozioni e risultati sportivi straordinari – ha precisato l’assessore Sertori – ma soprattutto una grande lezione umana. La montagna e lo sport insegnano che ogni traguardo si raggiunge passo dopo passo, senza arrendersi alle difficoltà. Oggi questa Fiaccola ci ricorda che esiste sempre una strada da percorrere e che ogni comunità cresce quando sa includere e valorizzare tutte le persone”.

“Lo sport – ha affermato il sottosegretario Picchi – è uno straordinario strumento educativo perché insegna il lavoro di squadra e la fiducia nelle proprie capacità. Vedere i ragazzi del ‘Beccaria’ protagonisti di questo percorso è stato uno dei messaggi più belli che Milano Cortina 2026 abbia saputo trasmettere. La Fiaccola che oggi rimane qui rappresenta una luce che continua ad accompagnare il loro cammino, ricordando che ogni giovane merita opportunità, ascolto e possibilità di costruire il proprio futuro”.

MOUNTAIN

Il mondo della montagna torna protagonista nel cuore della città con la seconda edizione di ‘Milano Mountain Show’, in programma dal 24 al 29 ottobre in piazza Città di Lombardia. La manifestazione, presentata oggi a Palazzo Lombardia, si svilupperà in sei giornate di incontri, attività ed eventi con l’obiettivo di favorire il dialogo tra impresa, cultura della montagna, sport e turismo.

Alla conferenza stampa sono intervenuti il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi; Michele Budelli, presidente di Fandango Club Creators, ideatore dell’evento; Cristian Celoria, partner di PwC Italia, e Valeria Ghezzi, presidente di Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari).

“’Il Milano Mountain Show’ – ha dichiarato Picchi – vuole diventare un forum internazionale dedicato anche agli sport della montagna e per questo arriva oggi a Milano, nel cuore della Lombardia, a pochi mesi dalle Olimpiadi Milano Cortina. Questo evento è una delle eredità dei Giochi e una vetrina strategica per valorizzare la montagna in tutte le sue dimensioni: sportiva, ambientale e culturale. Lo sport praticato sulle nostre montagne, che coprono il 40% del territorio regionale – ha ricordato – non è solo sci ma anche bici, trekking, arrampicata, trail e molto altro. Lo sport è un motore di sviluppo per le comunità montane, contribuendo a destagionalizzare l’attrattività della montagna, generando lavoro, turismo e nuove opportunità e contrastando lo spopolamento, mantenendo vivi i territori. Regione Lombardia – ha quindi concluso – lavora in questa direzione attraverso i bandi: nel triennio 2023-2025 abbiamo finanziato oltre 700 manifestazioni sportive con un contributo medio di 9.000 euro e 42 grandi eventi con un contributo medio di 40.000 euro per un totale di quattro milioni di euro l’anno”.

“Con l’edizione 2026 – ha spiegato Michele Budelli, presidente di Fandango Club Creators – vogliamo costruire un luogo di confronto tra tutti i soggetti che vivono, promuovono e raccontano la montagna ogni giorno. Mai come in questi momenti di riassetto geopolitico mondiale – ha aggiunto – occorre un ragionamento condiviso in ambito turistico, strategico e di visione, per valorizzare un asset fondamentale per il nostro Paese. Con Milano Mountain Show vogliamo dare il nostro contributo verso una regia stabile per la montagna, una piattaforma di continuità per filiere, territori e politiche di settore”.

Dopo il debutto dello scorso anno, ‘Milano Mountain Show’ si presenta con un’edizione più ampia e strutturata, pensata per consolidare un appuntamento capace di mettere in relazione il mondo della montagna con le sfide che ne stanno ridefinendo il futuro.

Il concept scelto per il 2026 è ‘Growing Ideas’ un tema che racconta il passaggio dalle idee ai progetti e dalle relazioni alle collaborazioni concrete. Un approccio che guarda alla montagna non solo come destinazione turistica, ma come protagonista dello sviluppo economico e territoriale del Paese.

Il programma si articolerà in sei giornate, suddivise tra iniziative aperte al pubblico e momenti dedicati agli operatori del settore. Nel weekend di sabato 24 e domenica 25 ottobre, piazza Città di Lombardia ospiterà il Villaggio della Montagna, uno spazio esperienziale nel cuore di Milano con attività dedicate alla pratica sportiva e alla cultura outdoor. Saranno presenti aree tematiche dedicate alla discesa, allo sci di fondo e al biathlon, oltre a spazi per la bike experience e il mondo Pool Sci Italia.

All’interno del villaggio sarà inoltre presentato Ski’n Lombardia, lo skipass unico regionale che riunisce le località sciistiche aderenti, con uno spazio informativo dedicato alla stagione invernale 2026-2027. Il villaggio resterà attivo anche nei giorni successivi con iniziative rivolte alle scuole e alle famiglie, pensate per avvicinare le nuove generazioni alla cultura della montagna. Il calendario completo delle attività sarà reso noto nelle prossime settimane.

Da lunedì 26 a giovedì 29 ottobre la manifestazione entrerà invece nella sua fase business e istituzionale, con incontri, tavole rotonde e momenti di confronto dedicati alle filiere produttive, al turismo, all’industria e alle politiche per la montagna.

È online il nuovo sito ufficiale della manifestazione, che raccoglierà tutte le informazioni sull’edizione 2026, gli aggiornamenti sul programma e le opportunità di partecipazione per imprese e operatori del settore.

‘Milano Mountain Show’ 2026 si propone così di raccogliere l’eredità della stagione olimpica e di mantenere la montagna al centro dell’agenda nazionale, accompagnando il settore verso una nuova fase di crescita, innovazione e continuità.

ICE

Palazzo Lombardia ha ospitato il Collegio di Vigilanza per l’atto integrativo all’Adp (Accordo di programma) del “Polo esterno di Fiera Milano” con l’aggiornamento sul progetto dell'”Ice Hockey Arena”.
Il Collegio, presieduto dall’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, ha preso atto e condiviso, mercoledì 10 giugno, l’iniziativa promossa da Fondazione Fiera, d’intesa con la Fisg (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) di prevedere la realizzazione nel sito del quartiere fieristico in comune di Rho di una “Ice Hockey Arena”.

“Si tratta – spiega Sertori – di una struttura a carattere provvisorio con l’obiettivo di garantire al territorio la realizzazione in tempi brevi di un impianto sportivo in attesa di dotare l’area metropolitana di una struttura di carattere permanente”.
In particolare, l’assessore Sertori ha espresso “grande apprezzamento per la proposta presentata che consentirà, in continuità con le Olimpiadi Invernali 2026 e con le politiche regionali, di praticare gli sport su ghiaccio (hockey, pattinaggio di figura e curling) a livello agonistico ed anche di promuovere tali sport tra i più giovani”.

La gestione, in fase di perfezionamento, sarà prevista da Fondazione Fiera in stretta collaborazione con la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio. L’impianto sarà disponibile già a partire del prossimo inverno, così da consentirne l’utilizzo nella prossima stagione sportiva.

BAMBINI

Per un giorno, in Piazza Città di Lombardia, si torna tutti un po’ bambini. In collaborazione con Assogiocattoli, il cuore istituzionale della Regione si è trasformato in una grande area giochi, ricca di stand, attrazioni e attività pensate per ogni età.

Accantonando per qualche ora le sfide quotidiane che vedono spesso protagonisti genitori e figli alle prese con un utilizzo sempre più diffuso della tecnologia, durante la prima edizione della Giornata internazionale del Gioco hanno trionfato sorrisi, colori e fantasia.

In piazza bambini e bambine hanno passeggiato insieme a nonni e genitori tra gli stand delle più note aziende di giocattoli per i più piccoli. Impossibile, per loro, contenere l’emozione di fronte alle tante attività proposte, pensate per stimolare ogni inclinazione e curiosità.

C’è chi si diletta tra costruzioni, piste di macchinine e case delle bambole. Non sono mancati momenti di entusiasmo contagioso, come la gara di trattori che, proprio come piccoli go-kart, sfrecciavano lungo un circuito predisposto ad hoc per l’iniziativa. Immancabili, poi, i giochi di società, dai grandi classici alle novità più amate. Spazio anche alla creatività, con laboratori dedicati a pittura e disegno per i bambini più fantasiosi.

Soddisfatto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha voluto incontrare genitori, espositori e partecipanti. “Una prima edizione della Festa – ha sottolineato – che ha avuto il merito di far ritrovare alle famiglie il piacere di condividere il tempo con i loro figli, giocando con loro e ritrovando il piacere di donare gioia con piccoli gesti che sembravano dimenticati: oggi tutti presi tra smartphone e tablet, abbiamo perso il gusto di far vivere ai nostri bambini l’emozione di salire su un minitrattore alimentato con batterie o di far girare un trenino di legno su binari costruiti con pazienza”. “Il segnale che abbiamo voluto dare – ha concluso – è proprio questo: invitare mamme e papà, ma anche nonne e nonni a investire parte delle loro giornate giocando con i bimbi e costruendo complicità, emozioni e gioia”.

Piazza Città di Lombardia, infatti, si è trasformata in un luogo capace di accogliere e sprigionare emozioni, regalando ai più piccoli qualcosa di tanto semplice quanto prezioso: tempo, libertà e attenzione.

4MOTORI

Si è svolta questa mattina, a Barcellona, la cerimonia per il passaggio di consegne dalla Catalogna alla Regione francese dell’Alvernia-Rodano-Alpi per la guida dei ‘Quattro Motori per l’Europa’, iniziativa nata nel 1988 con l’obiettivo di promuove la cooperazione interregionale in settori strategici come innovazione, ricerca, competitività, sostenibilità e sviluppo economico. All’evento, che si è svolto nella sede del Governo catalano, ha partecipato, per Regione Lombardia, il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.

“L’esperienza dei Quattro Motori per l’Europa – ha sottolineato il sottosegretario Cattaneo – dimostra che la competitività europea nasce nelle regioni e dalla collaborazione tra le comunità, non da decisioni calate dall’alto da Bruxelles. Se questa rete continua a esistere dopo quasi quarant’anni è perché si fonda su un’intuizione ancora attuale: le regioni più dinamiche e innovative, che rappresentano un motore per l’economia europea, devono cooperare per costruire vere e proprie macroregioni funzionali. Realtà che lavorano insieme non per mera vicinanza geografica, ma perché condividono obiettivi strategici, sfide comuni e una visione di sviluppo”.

“Solo attraverso questa collaborazione – ha continuato – è possibile affrontare con successo le grandi sfide del futuro, a partire da quella della competitività. Questo è particolarmente vero in una fase storica in cui, anche a causa delle tensioni geopolitiche, le catene del valore tendono ad accorciarsi, rendendo ancora più rilevante la dimensione territoriale”.

Due i momenti chiave dell’evento: una sessione tecnica, durante la quale la presidenza catalana ha illustrato i obiettivi raggiunti e presentato la roadmap pluriennale 2026-2030; e una sessione istituzionale con gli interventi dei rappresentanti politici delle quattro regioni.

Tra i risultati rivendicati dalla presidenza catalana il rafforzamento di una posizione comune delle quattro regioni nel dibattito sul futuro ‘Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’Unione europea’, attraverso una dichiarazione congiunta e un position paper sulla Cooperazione territoriale europea. Documenti che evidenziano l’importanza di un sostegno dei programmi Interreg e il contrasto al rischio di una ricentralizzazione delle risorse europee.

“Oggi più che mai – ha concluso Cattaneo – serve un’Europa delle regioni, capace di valorizzare le proprie eccellenze e di costruire lo sviluppo partendo dal basso. Per questo guardiamo con preoccupazione alla proposta sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che prevede una riduzione delle risorse destinate alle politiche di coesione a favore di un grande fondo per la competitività, con il rischio di una gestione sempre più centralizzata da parte di Bruxelles o, al più, dei governi nazionali, a scapito della dimensione territoriale. La nostra esperienza dimostra invece che le politiche di coesione sono lo strumento più efficace per tenere insieme competitività e coesione sociale, che rappresentano il nostro obiettivo politico. Indebolire il ruolo delle regioni significherebbe rinunciare a un modello che in questi anni ha saputo coniugare crescita economica, sviluppo equilibrato e inclusione sociale”.

La rete dei Quattro motori per l’Europa’ riunisce Lombardia, Catalogna, Baden-Württemberg e Alvernia-Rodano-Alpi, quattro tra le regioni più dinamiche e innovative del continente, che rappresentano complessivamente circa 37 milioni di cittadini e oltre il 10% del PIL dell’Unione europea. Nata nel 1988, l’iniziativa promuove la cooperazione interregionale in settori strategici quali innovazione, ricerca, competitività, sostenibilità e sviluppo economico.

Presenti, tra gli altri, il presidente della Generalitat della Catalogna Salvador Illa; il consigliere per l’Unione europea e l’Azione estera Jaume Duch Guillot; il segretario di Stato del ministero di Stato del Baden-Württemberg Florian Haßler; e il presidente della Regione Alvernia-Rodano-Alpi, Fabrice Pannekoucke.