OLTREPO’ PAVESE: 2018 ANNO RILANCIO PER PRIMO TERROIR REGIONALE

“Il 2018 per l’Oltrepo’ Pavese, che sta raccogliendo crescenti consensi in termini di qualita’ assoluta delle sue produzioni, puo’ essere l’anno della svolta. Il territorio ha di fronte un’opportunita’ unica nel segno della qualita’, del riposizionamento e del rilancio”. L’assessore regionale all’Agricoltura commenta cosi’ la nuova fase pre-assembleare che il Consorzio Tutela Vini Oltrepo’ Pavese prepara, dopo l’approvazione del nuovo statuto consortile e del nuovo testo del disciplinare Docg.

PERCORSO DI RIFORMA – “Anni fa e’ stato corretto aprire il percorso di riforma con l’aiuto di piu’ universita’ e dati oggettivi per uscire dall’auto referenzialita’ di un mondo produttivo che, negli anni, non ha saputo abbastanza farsi del bene e valorizzarsi – ricorda l’assessore -. Al mio arrivo in Oltrepo’ notai come ancora una larga fetta di mercato fosse detenuta da imbottigliatori, gran parte dei quali provenienti da altri territori, esortando a imbottigliare e posizionare di piu’ e meglio i vini direttamente, senza cedere marginalita’ ad altri”.

ANDARE FINO IN FONDO – L’assessore invita ad andare fino in fondo senza tergiversare: “troppe volte le rivoluzioni si fermano alle parole, alle dichiarazioni o sulla carta. Fuori il mondo osserva da vicino l’Oltrepo’, sicuro del fatto che scegliera’ per il meglio. I produttori e le cantine sociali, forti dell’impulso che sta arrivando dalla nuova Terre d’Oltrepo’

e da una La Versa riavviata, devono procedere uniti verso uno scenario di cambiamento vero, evitando barricate e demonizzazioni. Gli stessi consumatori devono avere evidenza che le batoste subite hanno insegnato qualcosa al primo terroir vitivinicolo della Lombardia”.

STRATEGIA DI IMPRESA – L’esortazione e’ anche a cambiare passo a livello di strategia d’impresa. “Sulle colline del Pinot nero e del Metodo Classico dal 1865 – osserva l’assessore all’Agricoltura – mi piacerebbe vedere piu’ aziende specializzarsi, concentrandosi su poche tipologie distintive. Ci sono tanti marchi aziendali in Oltrepo’ che trarrebbero beneficio se il territorio, nel suo insieme, desse prova di uno scatto d’orgoglio, con coraggio, rifuggendo quelle divisioni che hanno fiaccato questa terra, rendendola preda di speculatori”.

PRODUZIONI DI ALTA GAMMA – “Le produzioni di alta gamma del territorio – conclude l’assessore – non hanno ancora i numeri per competere in Italia e nel mondo. Serve un patto di territorio, a partire proprio dalle riforme sul tavolo. Senza una tracciabilita’ forte, rese ragionate sull’Igt, sfoltimento delle Doc e un vero addio all’era della damigiana, in senso culturale, il territorio non arrivera’ dove merita. Non puoi comunicare quello che non c’e’ e nemmeno trasferire valore a una terra che non sceglie cosa essere, senza lasciare opzioni o spiragli aperti per lavorare eternamente al low cost. Se una cosa si vuole, si tira dritto con coraggio”.

LOMBARDIA REGINA DELL’EDITORIA

“Libri scolastici, per ragazzi, gialli, testi religiosi e di letteratura: la Lombardia si conferma la prima regione d’Italia per la produzione di opere con 24.296 titoli pubblicati nel 2016, pari a circa il 28 per cento del totale nazionale”. Lo scrive una Nota pubblicata sul sito www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it.

“Ancora piu’ importanti i numeri relativi alla tiratura: la Lombardia rappresenta oltre il 50 per cento del totale nazionale con 72.751.000 copie su 128.825.000 a livello nazionale. Al secondo posto, sia per titoli sia per tiratura, si posiziona il Piemonte (rispettivamente 6mila e 20 milioni) e il Lazio (7.800 titoli e 9milioni di tiratura).  E’ quanto emerge dai dati Istat per l’anno 2016. Per quanto riguarda i generi piu’ pubblicati in Lombardia al primo posto ci sono le opere per adulti (20.145), seguiti da quelle per ragazzi (2.309) e quelle dedicate alla scuola (1.843).

Le province piu’ attive sono Milano con 21.874 titoli prodotti e 67 milioni di tiratura, Roma (7.522 titoli e 8,8 milioni di copie) e Torino (4.856 titoli e 17 milioni di copie)”, spiega la Nota.

CASE EDITRICI: LOMBARDIA PRIMA REGIONE D’ITALIA – “La Lombardia – dice ancora la Nota –  ha il numero piu’ elevato degli editori: 373 su 1.775. La maggior parte sono piccole realta’ editoriali (143), seguite dagli editori medi (101) e dai grandi (66), mentre 63 non hanno prodotto alcun testo nel 2016. Al secondo posto della classifica nazionale c’e’ il Lazio (300 case editrici) seguita dal Piemonte (157). La provincia piu’ attiva d’Italia e’ Milano (246) seguita da Roma (278) da Torino (111)”.

I LOMBARDI LEGGONO PIU’ DELLA MEDIA DEGLI ITALIANI – “La Lombardia tiene anche dal punto di vista dei lettori, che nel 2016 sono calati a livello nazionale passando dal 42 per cento della popolazione di 6 anni e piu’ del 2015 al 40,5 per cento nel 2016. La prima regione per numero di abitanti e’ ben al di sopra della media nazionale con il 48,9 per cento della popolazione che ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, il 38,8 che ne ha letto da 1 a 3 e il 17,1 per cento che ne ha letto piu’ di 12 nell’ultimo anno. La fotografia scattata dall’Istat evidenzia, inoltre, che i maggiori lettori sono donne e ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e che nella propensione alla lettura incide molto il livello di istruzione: il 73,6 per cento dei laureati legge contro il 48,9 per cento dei diplomati. Anche l’esempio dei genitori e’ importante: il 69,7 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni con entrambi i genitori lettori ha dichiarato di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, contro il 30,8 per cento dei figli di genitori che non leggono”, spiega il testo.

“L’amore per la lettura si traduce anche in un piu’ ampio desiderio di cultura attraverso visite a mostre, musei, e siti archeologici, frequentazioni di teatri e cinema. Dal report dell’Istat emerge, per esempio, che soltanto il 10,2 per cento dei “non lettori” e’ andato a teatro almeno una volta nel corso dell’anno contro il 34,7 dei lettori. Differenze ancora piu’ importanti per chi ha visitato mostre e musei: soltanto il 15,8 dei “non lettori” contro il 54,1 dei lettori”, conclude la stessa Nota.

850 MLN PER COMPRENSORIO SCIISTICO APRICA-CORTENO

“Con questi provvedimenti Regione Lombardia dimostra grande attenzione allo sviluppo del comprensorio sciistico di ‘Aprica-Corteno’, a cavallo tra le provincia di Brescia e di Sondrio”. A dichiararlo e’ Ugo Parolo, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Politiche per la montagna, commentando l’approvazione, durante la seduta di Giunta odierna, di due importanti atti a favore dei due Comuni: un protocollo di studio per supportare la tematica dell’innevamento e l’adesione all’Accordo di programma finalizzato alla realizzazione del ‘Centro servizi Baradello’ nel Comune di Corteno Golgi (Brescia).

SVILUPPO ECONOMICO DEL COMPRENSORIO – “Oggi – spiega Parolo – sono state approvate due deliberazioni che interessano i territori di Aprica (Sondrio) e di Corteno Golgi (Brescia): la prima riguarda il supporto di Regione Lombardia alla realizzazione di uno studio di fattibilita’ con l’obiettivo di risolvere il problema dell’innevamento sulle piste da sci, avviando una fase di studio per verificare le modalita’ piu’

opportune per la risoluzione della criticita’ e prospettando uno scenario di sviluppo in attuazione della legge regionale 40/2017, recentemente approvata, sugli impianti di risalita, definendo azioni integrate di sostegno per il comprensorio sciistico”.

SUPPORTO AGLI INVESTIMENTI DEL TERRITORIO – “La seconda deliberazione – prosegue Parolo – e’ relativa all’adesione alla proposta di Accordo di programma promosso dal Comune di Corteno Golgi (Brescia) per la realizzazione di un Centro servizi presso il Baradello, a supporto allo sviluppo turistico ed economico del comprensorio Aprica-Corteno, attraverso una compartecipazione della Regione Lombardia di circa 850.000 euro”.

SOSTEGNO AGLI ENTI LOCALI – “Regione Lombardia – conclude il sottosegretario – anche grazie alla nuova legge sugli impianti di risalita, intende dimostrare grande attenzione ai territori montani, cercando di supportare gli enti locali sia nella fase di pianificazione e di studio che nella fase di realizzazione degli investimenti necessari al rilancio delle localita’ turistiche”.

PAROLINI: NON SOLO PROMOZIONE TURISTICA – “Questi provvedimenti – ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo economico Mauro Parolini – non costituiscono solo un’occasione concreta per valorizzare l’offerta turistica ed aumentare l’attrattivita’ di uno dei comprensori piu’ importanti dell’arco alpino lombardo, ma rappresentano anche la grande attenzione che Regione Lombardia ha dedicato durate questa legislatura al turismo. Un impegno – ha concluso – che abbiamo portato avanti in modo integrato e sempre insieme al territorio, coinvolgendo istituzioni e operatori, in modo da valorizzare realmente le potenzialita’ delle destinazioni turistiche senza disperdere energie”.

‘RIAPRIRE I NAVIGLI. UN INVESTIMENTO, NON UN COSTO’

L’assessore regionale all’Economia, Crescita e Semplificazione Massimo Garavaglia interverra’ lunedi’ prossimo, 22 gennaio, al workshop ‘Riaprire i Navigli. Un investimento, non un costo’ in cui sara’ presentato il Progetto Territoriale realizzato da Fondazione Cariplo con la collaborazione della Giunta della Regione Lombardia.

I NAVIGLI A MILANO – I Navigli hanno avuto un ruolo cruciale nella vita dei milanesi per oltre ottocento anni. Furono coperti tra il 1929 e gli anni Sessanta da via Melchiorre Gioia alla Darsena e, oggi, possono essere riaperti con un progetto che guarda al futuro e ad uno sviluppo qualitativo della citta’ per la realizzazione di un grande spazio pubblico.

L’intervento di recupero, secondo quanto sostengono gli esponenti dell’associazione ‘Riaprire i Navigli’ e’ fattibile dal punto tecnico, urbanistico e finanziario ed e’ compatibile con un piano di riorganizzazione del traffico urbano.

LA RIAPERTURA – I Navigli potranno essere riaperti seguendo il senso dell’acqua, da Cassina de’ Pom, la’ dove il Naviglio Martesana oggi si infossa sotto via Melchiorre Gioia, verso la Cerchia dei Navigli fino alla Darsena. Otto chilometri di Navigli in Milano per ripristinare il grande sistema idroviario milanese e lombardo, restituendo alla Lombardia la navigabilita’ dei suoi canali dal Lago Maggiore e dal Lago di Como fino all’Adriatico.

Il progetto e’ sostenuto da Fondazione Cariplo, Assimpredil ance (Associazione delle Imprese edili e complementari delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza), Rascor, Coima sgr (gestione patrimoniale di fondi di investimento immobiliare), Fondaco Arti Minime

I RELATORI – Interverranno ai lavori, tra gli altri, Roberto Biscardini, presidente dell’associazione Riaprire i Navigli, i membri del Direttivo dell’associazione Claudio Masi e Giorgio Goggi che illustreranno gli obiettivi del progetto e la strategia d’intervento, Roberto Tasca, assessore al Bilancio e Demanio del Comune di Milano.

Il convegno e’ in programma lunedi’ 22 gennaio a Palazzo Pirelli (via Fabio Filzi, 22 – Milano) con inizio lavori alle ore 9.30 in Sala Pirelli.

L’evento ha ottenuto il patrocinio di Consiglio della Regione Lombardia, Comune di Milano, Touring Club Italiano, Confcommercio, Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri, Aiapp (Associazione italiana architettura del paesaggio), Inbar (Istituto nazionale Bioarchitettura), Cap Holding, FenealUil, Progetto Europa, Arcades, Unioncasa, Radio Lombardia, Ied (Istituto europeo del Design).

#LOMBARDIAPERLACULTURA, CONVEGNO SULLA VIA FRANCIGENA

Riprendono gli appuntamenti con #Lombardiaperla Cultura, l’iniziativa promossa dall’assessore regionale alle Culture, Identita’ e Autonomie Cristina Cappellini che sara’ dopodomani, venerdi’ 19 gennaio, per la quarta tappa a Pavia dove si terra’ un momento di lavoro e di approfondimento intitolato ‘Cammini, Identita’, Spiritualita” dedicato alla Via Francigena.

#Lombardiaperlacultura e’ il ciclo di incontri promossi da Regione Lombardia che hanno come filo conduttore la riscoperta dell’identita’ culturale e la bellezza dei nostri territori attraverso la poesia, la musica, l’arte, la spiritualita’ e molto altro. Artisti e pubblico saranno coinvolti sul tema dell’identita’ e della cultura, elementi fondamentali per lo sviluppo sociale ed economico dei territori.

Pavia ospitera’ il primo evento di #Lombardiaperlacultura del 2018 e segue gli incontri che si sono svolti in dicembre a Soncino (Cremona), Luino (Varese) e Como. Seguiranno gli ultimi due appuntamenti a Gardone Riviera (Brescia) e a Bergamo.

Tra i partecipanti del convengo di Pavia anche Demetrio Albertini, centrocampista del Milan e della Nazionale di calcio italiana, testimonial per la promozione della Via Francigena che si candida a diventare patrimonio Unesco. Sul riconoscimento da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (in inglese United nations educational, scientific and cultural organization, da cui l’acronimo Unesco) e’ al lavoro una squadra composta da sette regioni: Lombardia, Val d’Aosta, Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio.

Tra i relatori, Franco Bosi, presidente della Camera di commercio di Pavia, don Siro Cobianchi, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali, Monica Nanetti, giornalista e scrittrice, e l’artista Fiorella Pierobon.

Il convegno sara’ anche l’occasione in cui verranno presentati gli esiti dell’indagine a cura di Associazione europea delle vie francigene e Promo Pa Fondazione che saranno illustrati da Sami Tawfik, responsabile progetti Associazione europea delle vie francigene (Aevf) e da Francesca Velani, vicepresidente Promo Pa Fondazione.

– ore 10, Camera di commercio di Pavia (Via Mentana 27 – Pavia), Sala Consiliare.

TERMALISMO: FORTE INTEGRAZIONE CON RICHIESTA TURISTICA

“Nonostante una situazione di crisi del termalismo classico, che ha molte cause, alcune realta’ del comparto hanno gia’ avviato un cambiamento che ha due caratteristiche: da un lato un’offerta piu’ specializzata e piu’ corrispondente alla domanda di salute, dall’altro una forte integrazione con la domanda turistica. La nuova legge, approvata oggi dal Consiglio regionale, integra questi due aspetti, e mette in risalto l’utilizzo dell’acqua termale, che lega la parte sanitaria con quella turistica”. Lo ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini, intervenendo questo pomeriggio in Consiglio regionale alla fine della discussione generale sul progetto di legge che promuove e valorizza il sistema termale lombardo.

STRUMENTI E OBIETTIVI – La legge promuove e valorizza il sistema termale lombardo come strumento di attrattivita’ turistica e come parte integrante dell’offerta sanitaria. Tra gli obiettivi primari della legge figura la qualificazione sanitaria degli stabilimenti termali, valorizzando le cure idro-fango-termali come mezzo curativo per il benessere psicofisico e favorendo l’integrazione del circuito termale all’interno dei percorsi di cura e riabilitazione anche in raccordo con il sistema sociosanitario regionale e nazionale. In quest’ottica viene promossa la collaborazione con Universita’, Istituti e Fondazioni. La legge vuol favorire momenti formativi anche nelle scuole primarie e soprattutto in ambito sanitario, coinvolgendo medici di base e pediatri. Per questo, in futuro, tutti gli stabilimenti accreditati dovranno dotarsi di un direttore sanitario. Per la valorizzazione del sistema e’ previsto anche il marchio “Terme #inlombardia”.

IL RUOLO DI EXPLORA – “Il progetto – ha proseguito l’assessore – definisce inoltre le modalita’ di riconoscimento dei centri di termalismo e inserisce le terme in una promozione complessiva dell’offerta turistica lombarda, caratteristica del lavoro fatto in questi anni, puntando sull’ampiezza di una proposta turistica a 360 gradi”.

“L’ordine del giorno approvato insieme con la legge – ha concluso Parolini –  riconosce infine la positiva azione di Explora in termine di promozione turistica e chiede che sia coinvolta nelle iniziative promozionali, mettendo a disposizione le proprie competenze”.

GRANA PADANO: MERCATO RIBASSISTA

“In Borsa merci a Mantova lo scorso 11 gennaio le quotazioni del Grana Padano, stagionatura a 10 mesi, sono scese a 6,33 euro al chilogrammo, lo 0,4% in meno rispetto alla settimana precedente e il 14% in meno rispetto a 12 mesi fa. Ieri, invece, le quotazioni di Milano per la tipologia del Grana Padano a 15 mesi e oltre si sono fermate a 7,35 euro al chilogrammo, con una flessione dello 0,7% rispetto alla settimana precedente e del 9,8% sullo stesso periodo del 2017. E’ uno scenario che impone rapidamente delle riflessioni sulle cause e sui rimedi”. Parole dell’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, in vista anche dell’assemblea del Consorzio di tutela del Grana Padano, prevista il prossimo 2 febbraio, alla quale Fava partecipera’.

SIMILARI IN CONTROPIEDE – “Mi sento umilmente di poter affermare che in questo momento la causa principale dell’andamento non brillante del Grana Padano sui mercati sia attribuibile ad un’aggressione vera e propria da parte dei similari nazionali nei confronti del marchio – afferma Fava -. Sicuramente possiamo escludere che a condizionare il mercato siano in questa fase prodotti a pasta dura di importazione estera. Anzi, dai dati che emergono, appare nitida la responsabilita’ di questo tipo di prodotti alternativi, che, pur non dando tutte le garanzie del marchio Grana Padano, riescono in ogni caso a trovare spazio nella distribuzione, sempre piu’ alla ricerca di prodotti a basso costo”.

DIFESA DEL MARCHIO E SCELTE STRATEGICHE – “In un siffatto contesto – prosegue l’assessore Fava – risulta quindi del tutto evidente che si debba una volta per tutte sanare il conflitto che si e’ creato tra produttori che, pur restando all’interno del Consorzio, avviano parte della loro produzione verso impianti di trasformazione che operano al di fuori della logica del marchio”.

Una soluzione potrebbe provenire da nuove regole. “Mi auguro che ci si ponga in fretta il problema di normare e regolamentare queste attivita’ e che cio’ possa avvenire gia’ nell’ambito di una discussione franca e aperta che ci potra’ essere durante la prossima assemblea prevista per il 2 febbraio – anticipa Fava -.

Ho intenzione di presenziare all’assemblea e di dichiarare tutto il sostegno di Regione Lombardia a un processo che faccia emergere con chiarezza questa dicotomia e che possa sposare soluzioni adeguate per la difesa del prodotto simbolo dell’industria casearia del made in Italy”.

Fava e’ convinto sia ora di affrontare il dibattito. “Sono certo che queste mie considerazioni siano condivise da buona parte della base associativa e non necessariamente urteranno la sensibilita’ dei vertici del Consorzio di tutela del Grana Padano, che in questa fase di aperta dialettica col mio assessorato stanno dimostrando di voler affrontare seriamente la questione una volta per tutte. Anche perche’ queste dinamiche stanno condizionando il mercato del latte, che desta preoccupazione nelle sue tendenze ribassiste”.

IL FALSO ‘MADE IN ITALY’ PRODUCE DISOCCUPAZIONE

“Per essere buoni cittadini si deve essere cittadini onesti. Noi dobbiamo avere la consapevolezza dei danni che la contraffazione produce e potra’ produrre per le nuove generazioni con conseguenze negative sull’occupazione di chi lavora nel made in Italy”.

Lo ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea intervenendo al convegno ‘Le mille facce della contraffazione – Il web e le mafie del falso, parliamone in classe’.

I PARTECIPANTI – Al convegno, ospitato in Auditorium Testori a Palazzo Lombardia, hanno partecipato Mario Peserico, presidente di Indicam (Associazione a tutela della proprieta’ intellettuale)  e vicepresidente di Confcommercio Milano per legalita’ e sicurezza; Roberto Proietto, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia; Marco Bussetti, dirigente Ufficio scolastico regionale per Lombardia-ambito territoriale di Milano e Angelo Parente, direttore tecnico capo del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Lombardia.

IL PRODOTTO TAROCCATO CREA DISOCCUPAZIONE – “Se un marchio fallisce perche’ il prodotto falso vende di piu’ del prodotto reale e quindi si crea disoccupazione – ha proseguito Aprea rivolgendosi alle centinaia di studenti presenti in auditorium – ecco perche’ voi che sarete classe dirigente dovete imparare a fare prevenzione rispetto a queste truffe”.

ECONOMIA REALE MINACCIATA DA ECONOMIA DEL FALSO – “Si stima che del totale delle merci circolanti nel mondo – ha chiosato l’assessore Aprea –  ben il 2,5% sia costituito da contraffatto.

In Europa, il fatturato del falso sfiora gli 85 miliardi di euro, con il 5 % delle merci in entrata false. L’economia reale e’ minacciata dall’economia del falso”.

IN ITALIA CONTRAFFAZIONE FATTURA QUASI 7 MILIARDI – La filiera della contraffazione e’ molto attiva: in Italia il fatturato del mercato del contraffatto e’ stimato in 6miliardi e 905 milioni di euro.

“Il mercato del falso non colpisce soltanto le aziende, ma e’ un problema della societa’ nel suo complesso” ha sottolineato Mario Peserico, presidente di Indicam e vicepresidente di Confcommercio Milano.

MERCATO ILLECITO TOGLIE 100.000 POSTI LAVORO – “La piaga della contraffazione – ha continuato Peserico –  porta con se’

conseguenze gravi anche sul versante dell’occupazione. Il mercato illecito toglie circa 100.000 unita’ di lavoro al Paese, minando cosi’ la possibilita’ di crescita professionale per i cittadini di domani”. “E’ di grande importanza accrescere nei giovani conoscenza e consapevolezza sulla dimensione del mercato del falso e i danni che provoca – ha commentato Paolo Malvestiti, vicepresidente di Confcommercio Lombardia – Pensiamo all’amplificazione sul web di questo mercato e alla stretta interconnessione fra contraffazione e altri fenomeni:

sfruttamento del lavoro nero, rafforzamento della criminalita’, alterazione delle regole della concorrenza, rischi per la sicurezza e la salute dei consumatori”.

L’iniziativa e’ stata promossa da Regione Lombardia e Confcommercio Lombardia in collaborazione con Confcommercio Milano, Federazione Moda Italia, Assorologi, Fenapro e Indicam.

Al termine dei lavori e’ stata rappresentata la pie’ce teatrale ‘Tutto quello che sto per dirvi e’ falso’ di Tiziana de Masi.

MONZA, PROGRAMMA VALORIZZAZIONE VILLA REALE E PARCO

Il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e il vice presidente e assessore alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala interverranno domani, martedi’ 16 gennaio, alla cerimonia di sottoscrizione dell’Accordo di programma per la valorizzazione del complesso monumentale Villa Reale e Parco di Monza.

Interverranno il sindaco di Monza e presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza Dario Allevi; il presidente del Parco Valle del Lambro Eleonora Frigerio e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

– ore 12, Villa Reale (viale Brianza, 1 – Monza), ‘Teatrino di Corte’.