CALDO CALDO

Idratarsi, senza strafare, ossia bere tanto ma “bere il giusto”: le persone anziane e i più fragili a volte non hanno il senso della sete. Stare al fresco, in casa, e non avere paura dell’aria condizionata se ci aiuta a mantenere una temperatura corporea accettabile. Molto meglio dei ventilatori che non riducono la calura. Controllare il peso corporeo per stabilire se effettivamente i liquidi assunti vengono regolarmente espulsi.

Questi i consigli del Professor Giorgio Costantino, direttore del Pronto Soccorso del Policlinico di Milano e contenute nella ‘Pillola di salute’, il consueto approfondimento di Lombardia Notizie sui temi che riguardano il benessere dei cittadini e i consigli per una corretta prevenzione.

“Regione Lombardia – spiega Costantino – ha emesso un ‘codice calore’ che permette di riconoscere alcune patologie strettamente legate al caldo. Il problema è che il caldo peggiora quasi tutte le patologie, anche le croniche. Quindi a soffrirne sono prevalentemente le persone anziane e i fragili”.

Solitudine e gran caldo aumentano, in questa torrida estate 2026 e diventa difficile per anziani e fragili trovare chi possa fornire servizi a domicilio. In realtà il sistema offre una serie di opportunità e il servizio sociale ospedaliero, in stretto raccordo con il territorio, indica al paziente cosa può chiedere alle Case di Comunità che dispongono di equipe multidisciplinari.