AFTER PITTI

Pitti Uomo è l’evento in cui si delineano di anno in anno i contorni della moda maschile. Gli albori dello streetstyle come ossessione si sono visti proprio nelle strade di Firenze, così come oggi si riscopre il gusto di uno stile classico ed elegante nell’edizione numero 97 di Pitti Uomo, la prima del 2020. Cercando di indovinare delle tendenze a partire dalle proposte dei brand per l’autunno inverno 2020 2021 ci sembra di intravedere una novità: un’inversione di rotta, un ritorno all’origine, un’implosione del design verso il suo nucleo pulsante fatto di completi doppiopetto e di maglieria color kaki. L’impressione che si ha è quella di un rinnovamento: la tradizione trasuda dalle feritoie dei palazzi rinascimentali per convogliare in un peltro alchemico di tessuti hi-tech e nuove tecniche di lavorazione. Comune denominatore di quest’equazione stilistica è l’attenzione assoluta al materiale: la qualità non si predilige, è l’unica alternativa possibile. E a Pitti Uomo lo sanno da sempre. Ecco le principali tendenze e le cose più interessanti viste a Pitti Uomo 2020 appena concluso. Novità assoluta per il menswear è l’abbandono quasi assoluto di tonalità scure e cardinali come il nero e il blu, che lasciano il posto alla mollezza più portabile e casual delle tinte autunnali. Grigio, kaki, sabbia, verde militare e ocra si intrecciano nella maglieria Cruciani e Brooksfield, diventando color tortora screziato di rosso e tangerine nel ready-to-wear Mezulic.