TROVATA GENIALE

Dorata, croccante fuori con un’anima soffice e filante dentro . Siamo in Campania e stiamo parlando della mozzarella in carrozza. Due fette di pane in cassetta intinte nell’uovo e nel latte, a volte anche passate nella farina e pan grattato e infine fritte, che abbracciano amorevolmente degli strati di morbida mozzarella. Un antipasto estremamente goloso che nel giro di poco tempo è diventato famoso in tutta Italia. Il contrasto tra la crosta esterna e la morbidezza del suo cuore interno sono euforia per il palato. Spezzando una fetta in due e rivelando l’anima filamentosa l’esperienza è ancora più appagante. Originario di Napoli questo piatto è nato dalla necessità di riutilizzare la Mozzarella avanzata. Questo la dice lunga sull’ingegno degli amici napoletani che hanno dimostrato per l’ennesima volta quali meraviglie siano in grado di fare con la mozzarella… Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

CHE FORMAGGIO…

É stato inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali.
Viene dal Piemonte e lo si può trovare in diverse forme, fresco con una pasta che si presenta morbida,bianca e umida,conservato sott’olio o stagionato. In questo caso con una sottile crosta e la pasta che tende al giallino.
Lo si può preparare in un sacco di modi. In Piemonte viene preparato con il peperoncino,il cosiddetto “Tomino elettrico”. Un altro modo é con l’aggiunta della “bagnet verde”, una tipica salsa piemontese a base di prezzemolo, aglio e acciughe sotto sale. Oppure con una fetta di speck che lo avvolge in un caldo abbraccio e via sulla piastra in pochi minuti. Non capirete mai il profumino che emana dopo soli pochi secondi.La fragranza del formaggio si unisce in matrimonio a quella dello speck dando luogo a qualcosa di indescrivibile,dovete per forza provarlo per avere un idea.
Al termine il formaggio avrà preso il caratteristico colore marroncino e lo speck avrà formato una piccola crosta attorno a lui quasi come volesse proteggerlo. In bocca é estasi pura, la croccattenza dello speck si contrappone alla morbidezza del formaggio con un risultato a dir poco esplosivo. Uno dei piatti la cui bontà puo lasciare un lieve senso di frustrazione dovuto semplicemente al fatto che finisce in pochi attimi e ne vorreste ancora ed ancora… vi consolerà solamente il pensiero e la certezza che una volta terminato non sarà un addio, ma un vicino arrivederci.
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SCRIGNO PUGLIESE

Puglia… alla scoperta di uno dei tanti tesori troviamo una sorta di scrigno che racchiude al suo interno un’anima di Pan di Spagna contenente amarene sciroppate e un impasto di mandorle cotte, il tutto ricoperto da una bianca glassa di zucchero o cioccolato bianco: La Faldacchea di Turi. Questi lingottini a differenza delle altre paste di mandorle che restano secche e dure, perché cotte in forno, hanno la caratteristica di rimanere umidi e morbidissimi in quanto l’impasto viene cotto direttamente sul fuoco. Inutile parlare di quanto siano buoni, un mix di sapori che si riveleranno in rapida successione a partire dalla delicata dolcezza del cioccolato bianco o glassa di zucchero alla più corposa e consistente pasta di mandorle mista al Pan di Spagna per arrivare alla dolcezza intensa dell’amarena sciroppata. Un brevissimo viaggio sensoriale che lascerà un segno indelebile. Spesso decorato con le iniziali di due nomi, per questo chiamato anche il dolce della sposa, perché offerto come bomboniera agli invitati… se la felicità può concretizzarsi in qualcosa di materiale questi dolci sono sicuramente una sua forma. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

NON SONO SOLO CHIACCHERE

Diffuse in tutta Italia, non a caso, sono state inserire nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali. Sono costituite da un impasto di farina, zucchero, burro e uova, vengono poi tagliate a strisce e infine fritte divenendo così croccanti e  friabili come a noi piacciono tanto. Sono le chiacchiere o bugie o frappe o crostoli, ma hanno tanti altri nomi, è uno dei pochi dolci italiani con la caratteristica di avere un nome diverso a seconda della regione in cui viene prodotto. Preparate in occasione del Carnevale sono buonissime… un dolce che lascia pienamente soddisfatti ma che presenta una pericolosa insidia, provoca dipendenza. Ogni volta che verrà aperta una confezione andrà incontro ad un solo ed inequivocabile destino, la fine.  Si parte sempre con l’idea di assaggiarle, per poi venire colti da una frenesia tale, da farci ritrovare la lucidità solo quando finiscono. Anche se chiamate in modi diversi da regione a regione, avere forme diverse, e qualche ingrediente diverso da zona a zona, una cosa le accomuna… il sorriso compiaciuto e l’espressione soddisfatta che compaiono in coloro che le hanno appena assaggiate in qualsiasi zona della nostra penisola. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

CARATTERE POLIEDRICO

Siamo in Sicilia alla scoperta di uno dei vanti della regione, la Cassata siciliana. Si tratta di una torta a base di ricotta di pecora zuccherata, pasta reale, pan di Spagna e frutta candita. La sua particolarità é che a seconda delle varianti si presenta sempre in modo molto diverso. Ha un carattere poliedrico, la si può trovare estremamente “timida” con una lieve decorazione di glassa e l’aggiunta di qualche candito oppure “sfacciata” con innumerevoli decorazioni tra glassa, perline e un sacco di frutti canditi diversi tra loro, e disposti fino a creare dei veri e propri disegni. E’ semplicemente fantastica. Estremamente sostanziosa non stufa mai, anzi mangiandola, verrete colti da tale frenesia glicemica che senza accorgervi avrete già finito la porzione… il bis ė quasi sempre d’obbligo. Oggi un altro capolavoro del madeinitaly che riuscirà sempre a sedurre chi adora le cose semplici, ma anche chi ama quelle raffinate. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

ECCO IL BUONGIORNO

In Italia ogni mattina, prima della chiusura dei bar “causa pandemia”, ne venivano consumati milioni. Sto parlando di un abitudine grazie alla quale, alzarsi la mattina, é un pò meno pesante… il cappuccino. La leggenda narra che un frate  cappuccino di nome Marco d’Aviano inviato da Papa  Innocenzo XI  nel 1683 a Vienna, arrivando in una caffetteria “apprezzo” un caffè particolarmente amaro con del latte. Ribattezò l’intruglio facendolo poi conoscere, in tutto il mondo. Accompagnato dall’immancabile brioches riesce sempre a dare la carica per affrontare ogni tipo di giornata sia in divenire. Preso di fretta prima di andare al lavoro o sorseggiato tranquillamente in un giorno di vacanza. Chi avrebbe mai detto che un po’di caffè con del latte montato a vapore avrebbe nel corso degli anni conquistato il globo? A volte la semplicità senza troppi fronzoli é una cosa che può arrivare dritta al cuore. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

CUORE TENERO

Andiamo nel Lazio per degustare uno dei piatti più iconici e famosi della zona ma non solo… la pasta all’amatriciana! Un particolare tipo di condimento costituito da pomodoro San Marzano, guanciale, pepe nero o peperoncino, pecorino e olio extravergine di oliva il tutto sfumato con del vino bianco secco, ci sono anche varianti che comprendono strutto, cipolla e aglio. Avete già l’acquolina in bocca? Fate bene perché ho appena iniziato. Nella ricetta tradizionale si usano gli spaghetti, ma la trovate anche coi bucatini o tonnarelli, in ogni caso, con con un profumo estremamente forte ,orinale e molto gradevole. Al palato viene sprigionata la prepotenza del suo carattere. Tutti ingredienti dal sapore intenso e forte, si fanno strada attravero le papille gustative, dove ognuno tenta di prevalere sull’altro in una competizione che vede come unico vincitore, il fortunato che in quel momento la sta mangiando. Un piatto cruento, duro e prepotente ma che al suo termine, lascia solo appagamento gustativo… il classico burbero dal cuore tenero. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

“L’AMBASCIATORE”

La tradizione narra che servirlo alla mezza notte di San Silvestro sia di buon auspicio portando abbondanza per il nuovo anno. Originario dell’Emilia Romagna ma oramai diffusosi in tutta Italia, lo zampone, è perfetto da gustarsi anche in questo periodo. Costituito principalmente da carne di maiale, più precisamente la spalla, il guanciale, la gola e la testa, il tutto tritato con l’aggiunta di sale e spezie  racchiuso all’interno di una membrana costituita dalla zampa di un maiale. Sicuramente un piatto dalla grande presenza scenica in grado di catalizzare l’intera attenzione su di sé per via della sua forma inusuale, tenero e allo stesso tempo compatto rilascia tutto il suo sapore indicato particolarmente per gli amanti del salato. Servito solitamente in contesti di allegra e convivialità, e caratterizzato dal suo gusto vivo e deciso, solo a nominarlo, rievoca sensazioni piacevoli e di benessere,  insomma “l’ambasciatore perfetto” per accogliere il nuovo anno con tante speranze e buoni propositi. Questo ed altro su instagram @juri_spankhmayer_bassani

ALTA QUOTA

Iniziamo il nuovo anno in Valtellina, in un piccolo ristorantino tutto in legno immerso nella natura e imbiancato di neve. Ecco un piatto fumante contenente pasta di grano saraceno color grigio a forma di tagliatelle , verza, burro di Malga, patate, grana padano DOP, e aggiungerei anche il formaggio Casera e uno o due spicchi di aglio… “Pizzoccheri della Valtellina”. Nessun ingrediente riesce a prevalere sugli altri e il risultato che ne deriva è un aroma unico. Lo riconoscerete immediatamente sempre e ovunque, difficile  descriverlo. Rivela subito la consistenza filante ed al palato sprigiona tutto il suo carattere, un equilibrio di sapori. La durezza della pasta compensata dalla morbidezza della patata, il formaggio e la verza che amalgamano l’insieme. Impossibile credere che ingredienti così diversi tra loro siano stati capaci di fondersi in un unico entità e creare questo capolavoro. L’ennesimo esempio di come la cucina del made in italy sia in grado di soddisfare non solo la pancia, ma anche l’anima… questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

ESPLOSIONE DI SAPORE

Candido, cremoso, saporitissimo. Siamo in Piemonte e lui è il vitello tonnato o vitel tonnè. Sono delle fettine di girello di fassone marinato nel vino bianco con carote alloro cipolla e sedano e ricoperte di una salsa  preparata frullando il tuorlo delle uova sode con capperi, talvolta acciughe sotto sale, olio extravergine d’oliva, vino bianco, qualche goccia di succo di limone, sale e pepe. Per far prima in molte occasioni la salsa viene sostituita da maionese con l’aggiunta di tonno e capperi. Un piatto estremamente gustoso e saporito al punto tale che rischia di oscurare le altre portate che servirete in seguito se lo mangiate come antipasto, ragion per cui preferibile servirlo come secondo piatto per il cosiddetto “gran finale”. Se vi piacciono i piatti particolarmente gustosi, con lui il sapore non viene esaltato, ma dopato in tutti i sensi. Entrerete in una sorta di estasi tale da non sapere più smettere rischiando di saziarvi in anticipo già dall’antipasto.  Ma sapete una cosa, non vi importerà, perché sarete felici e sicuramente soddisfatti…
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