LA LADY ROMANA

Lei non ha grosse pretese, ma ci sono alcuni punti su cui non transige una gran fame, sapori forti e decisi e il colesterolo? È il suo biglietto da visita. Si fa beffe di quelli che badano troppo alla linea è romanaccia e si va dritti al dunque. È puro gusto, un’intenso miscuglio di sapori che nonostante ne sia ghiotto, ancora oggi non sono in grado di spiegare e descrivere, dovete solo provarla. Andate a Roma in un ristorante qualsiasi e ordinate un buon piatto di “pasta alla Carbonara”. Composta da pasta di semola di grano duro, guanciale o pancetta, uova, pecorino, sale e pepe, non si può restarle indifferenti. Ci sono un sacco di diatribe e discussioni sulle numerose varianti in cui viene proposta ma sapete una cosa, l’unico vincitore è quello al tavolo che se la sta mangiando, perché in un modo o nell’altro lei è buona…  Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

SIGNORA IN ITALIA

In mezzo alla movida romagnola, dopo una bella giornata al mare ecco il classico languorino. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi ed è lei che comanda qui. Il suo profumino lo si sente già per le strade, il suo fascino e  carisma sono dettati dalla semplicità, a lei non piace farsi trovare nei ristoranti gourmet, lei predilige i classici chioschetti colorati a bande verticali con colori che variano a seconda della località. Il suo vestito è fatto di una focaccia di farina di grano, strutto o olio di oliva, bicarbonato o lievito, sale e acqua, e viene tradizionalmente cotta su un disco di terracotta o una piastra metallica. Il suo interno dipende dal “carattere” che le si vuole dare, e le sue combinazioni sono pressoché infinite… adoro quella con crudo, squaqquerone, rucola e salsa boscaiola.  Ecco sua maestà la piadina romagnola, simbolo della regione e orgoglio del made in italy . Bambini che vogliono dare un morso a quella dei genitori, ragazzi che l’addentano mentre parlano della notte brava che li attende, coppie di anziani che sedute su panchine l’assaporano parlando… la signora ha conquistato ancora una volta tutti. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

SFERE DEL GRAGO

Trentino… piccolo hotel immerso nel verde in riva al lago. La calda atmosfera che si respira nel ristorantino tutto in legno, viene smentita solamente una finestrella che mostra un paesaggio  innevato estraneo all’ambiente tale da farlo sembrare  un dipinto appeso alla parete. La serata è fredda, continua a nevicare, lo scoppiettio della legna che arde nel camino fa compagnia e le fiamme che sembrano danzare intrattengono con le loro movenze suadenti ed ipnotiche fino al loro arrivo… quattro sfere perfette di colore differente, cullate in un guazzetto di burro fuso con un profumino che spoilera il successo inevitabile avendoli scelti nel menù. Assaggio il primo di colore rossiccio allo speck facendomi scappare un accenno di sorriso, mentre guardo la mia compagna che pare stia leggendo i miei pensieri annuendo su tutto. Il secondo di colore verde agli spinaci  è ancora meglio,  una buona consistenza che tuttavia nel palato non stufa assolutamente anzi. Il terzo è alla pancetta sublime direi. Ed ecco l’ultimo di colore bianchiccio al formaggio, sembra impossibile, ma è ancora meglio degli altri tre. Per provare una simile esperienza in Trentino ci sono moltissimi hotel e ristoranti immersi nella natura  nei quali non potrete fare a meno di imbattervi nei Canederli, uno dei piatti che rappresenta al meglio la cucina dell alto Adige. Composti essenzialmente da pane raffermo uova e latte e a seconda delle variabili insaporiti con spinaci, formaggio, speck o pancetta, vengono serviti o nel brodo di cottura o con il burro fuso. Con i suoi luoghi suggestivi e l’arte culinaria l’Italia segna un altro punto. Le sfere del drago hanno davvero fatto il miracolo e farebbero davvero resuscitare i morti. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani 

GUSTO EVERGREEN

Ristorantino in riva al mare a Bonassola, in prossimità delle 5 terre, la serata è calda ma si sta bene. Dal mare proviene una brezza che attraversando la veranda del locale e sembra augurare buon appetito a tutti gli occupanti. Stasera “trofie al pesto” uno dei piatti di bandiera del posto, che non si fanno attendere molto! Di piccola dimensione la loro forma è molto simile alla spirale di un cavatappi, e ora fumanti, riposano in un letto di pesto alla Genovese.  Il composto si ottiene mescolando a pressione basilico Genovese DOP, sale, aglio, parmigiano reggiano, fiore sardo, pinoli nazionali e olio extravergine Ligure e il profumo è inconfondibile. Al primo assaggio le papille gustative sono letteralmente assaltate da una miriade di sapori forti ma al tempo stesso delicati che legano tra loro con incantevole precisione tale da farla sembrare   una pozione magica, non un piatto.  Per realizzare un mix di sapori del genere bisogna essere più un alchimista che un cuoco. Inutile dire che questo capolavoro del made in italy è stato incluso nel PAT prodotti agroalimentari tradizionali italiani dall’istituito dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Non si può andare in Liguria e non provarle. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani 

SAPORE DI MARE

Davanti a noi si ergono fieri come tre guardiani che vegliano su di noi “i faraglioni” dandoci un caldo senso di sicurezza, dominano tutto,  è il rumore del mare che batte su di loro a farci compagnia. Una buona bottiglia di vino e la lieve ebrezza che rende tutto più leggero, ci aiuta a fonderci perfettamente in quella stupenda atmosfera come se fossimo anche noi un elemento fondamentale. Finalmente arrivano loro, fumanti, un sontuoso piatto di spaghetti alle vongole… il profumino impiega poco tempo a diffondersi, la pasta sembra avvolgere gelosamente queste perle provenienti dal mare. Il mio primo pensiero è di estrarne subito il contenuto per poter assaporarne senza interruzioni tutta la loro fragranza. I pochi e semplici ingredienti nel mio palato legano perfettamente il leggero retrogusto di aglio che contribuisce a dare una sferzata di carattere a questa eccellenza della cucina italiana. In questa serata tutta partenopea, si è celebrato un vero e proprio inno al made in italy. Dalla location al vero protagonista della serata, composto semplicemente da vongole, qualche spicchio d’aglio, del buon olio extravergine di oliva, un pizzico di prezzemolo e ovviamente gli spaghetti. Questo piatto è la prova che la semplicità vince su tutto. Nel frattempo, di sottofondo, la canzone di Paoli… e vabbè direi estasi pura. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

VESTIRE ITALIANO

L’ Italia è famosa nel mondo oltre che per l’ottimo cibo e le location da sogno anche per il modo di vestire. Sono sempre meno ormai le botteghe che cercano di enfatizzare il valore dell’artigianato italiano tralasciando le più sicure tendenze del momento a favore di qualcosa che incarni la tradizione, pur strizzando l’occhio alle moderne mode. Tra loro c’è Gigi Sofisti che ha preso a cuore questa missione, ogni creazione non è solo un abito ma una vera e propria storia che racconta con amore e passione le tradizioni di una particolare regione. Senza parlare poi dei più blasonati stilisti italiani di fama mondiale (Valentino, Versace e Armani) ne cito alcuni ma sono moltissimi che hanno contribuito a diffondere nel mondo il modo di vestire che fa tendenza e crea quelle che saranno in futuro tradizioni da ricordare. Onore e gloria a questo paese e a coloro che si impegnano a conservare e a innovare nei vari ambiti la cultura del made in italy. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

PEPITE SICILIANE

A tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere stati in Sicilia non saranno passati inosservati nei vari localini o negozi di alimentari queste strane pepite dorate. Possono essere perfettamente sferiche oppure coniche in tributo al vulcano Etna che veglia sovrano col suo fare burbero sulla città di Catania. Sono composte da riso impanato e fritto, farciti con piselli,ragù e caciocavallo, oppure in base alle versioni con prosciutto cotto e mozzarella. Delle pure bombe di bontà racchiuse in soli 8 o 10 cm. Dall’aspetto così innocuo una volta presi in mano è inevitabile che vi venga voglia di aprirli rivelando la loro anima filamentosa. A quel punto la bomba è oramai innescata, una volta provato il primo morso verrete sommersi da un’esplosione di gusto ed ogni singolo componente travolgerà in modo devastante le vostre papille gustative facendovi cadere in uno stato di frenesia che vi spingerà a divorarli nel giro di pochissimi minuti nonostante il loro carattere “bollente” che a tratti troverete fastidioso in quanto si contrapporrà tra loro e voi. Queste gemme preziose del made in italy sono state ufficialmente inserite nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani dal ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Artificieri del gusto… l’operazione disinnesco abbia inizio. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

ATMOSFERE SUGGESTIVE

Personalmente ritengo che un fattore importante per la riuscita di una cena, oltre ovviamente alla qualità delle pietanze servite, sia anche la location. Stasera ci troviamo nella Valle di Astino inserita nel sistema dei colli di Bergamo. Qui sorge un antico monastero fondato attorno al 1070 da un gruppo di monaci vallombrosani. Dal passato travagliato fu coinvolto nella contrapposizione quattrocentesca tra i Visconti e Venezia che ne segnò il declino. Dopo una lunga opera di ristrutturazione nelle notti d’estate viene anche gestito dai ristoratori della zona e tra loro spicca anche l’estivo del ristorante Da Vittorio, rinomato in tutta Bergamo. Coccolati dal fresco venticello che scorre tra i colli, un bel calice di vino, la luce soffusa e l’atmosfera catartica del monastero il successo della serata è assicurato. Consiglio di provare i paccheri, originari della campania, ma rivisitati nel caratteristico modo che ha contribuito a rendere famoso questo ristorante in tutta Bergamo. Sedetevi, rilassatevi e liberate la mente. Buon week-end… questo e altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

SINFONIA PERFETTA

Siamo in Emilia Romagna in una fresca serata di fine estate. Un ristorantino che si affaccia sul fantastico panorama dei colli bolognesi con il sole ormai debole all’orizzonte sembra stia baciando la terra. Arriva il cameriere che con fare serafico accennando un timido sorriso appoggia il piatto mettendoci faccia a faccia con loro… non c’è bisogno di presentazioni!
Sembrano sorriderci  il leggero fumo che ci accarezza l’olfatto sembra trasportare la loro anima con una fragranza che riconosciamo immediatamente. Nella nostra mente compare quindi  l’immagine di un orchestra i cui musicisti mentre si stavano scaldando con i loro strumenti vengono zittiti dai classici tre tocchi di bacchetta del direttore. La forchetta spezza senza pietà la loro leggera corazza che con il classico “crack” ci fa sospirare, partono timidamente gli “archi” con i loro violini accompagnati dal pizzichio dell’Arpa…  La forchetta è ormai giunta alla fine del suo viaggio rompendo ogni loro strato con amorevole veemenza entrando completamente nel cuore caldo che racchiude la loro essenza.
Parte l’assaggio, i gesti delicati e armoniosi del maestro lasciano improvvisamente il posto a movimenti decisi e convulsi. Sembra quasi danzare… partono quindi i “legni”… le forchettate si susseguono…  flauti e clarinetti vengono immediatamente accompagnati dagli “ottoni” con un’esplosione di trombe e tromboni… mentre gustiamo sentiamo distintamente tutti i singoli componenti che  tra loro legano perfettamente contribuendo con questa melodia a farci entrare in uno stato di estasi. Partono le percussioni per il gran finale,  assaporiamo e alziamo lo sguardo godendoci l’incantevole paesaggio ormai stellato con il luccichio delle lucciole e il frinire dei grilli che inconsapevolmente si sono  uniti alla melodiosa sinfonia che abbiamo in testa. Ci siamo appena gustati le lasagne alla bolognese un altro motivo d’orgoglio del made in italy composte da pasta fresca all’uovo, ragù alla bolognese e besciamella, tra gli scroscianti applausi è una standing ovation.
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CATARSI GLICEMICA

Una fresca mattina d’estate la tiepida brezza che mi accarezza il viso, io, un cucchiaino e lui… non serve altro! Affondo il piccolo cucchiaio al suo interno, la sua consistenza fa si che non opponga la minima resistenza, anzi le sue parti sembrano voler abbracciare quel cucchiaino facendolo rapidamente sparire al loro interno come due vecchi amanti che non si vedono da tempo colti dall’improvvisa passione ed ecco il primo assaggio. Partono impulsi elettrici che fanno letteralmente impazzire i neurotrasmettitori che in un attimo intasano le sinapsi del mio cervello riattivandolo in ogni sua parte come luci di un albero di natale. Chiudo gli occhi. Come un dipinto fatto all’aria aperta sotto la pioggia le preoccupazioni della vita quotidiana divengono da lì a poco sbiadite, sempre più inconsistenti fino a sparire completamente. Senza nemmeno avere il tempo di rendermene conto mi trovo già stretto e cullato dal caldo abbraccio delle endorfine, provando un benessere, un euforia che non riesco a giustificare, ma va bene così. Dopo il primo dolcissimo impatto comincia a farsi viva quella piccola nota amarognola, sapevo che di lì a poco l’avrei trovata, è lei che mi dà la carica di cui ho bisogno. Così riapro gli occhi guardo fisso nel vuoto e sorrido. Avete appena fatto un viaggio sensoriale dentro la mia mente mentre provo il Tiramisù, un eccellenza del made in italy originaria del Veneto che non ha assolutamente bisogno di presentazioni. È composto da strati di biscotti savoiardi inzuppati nel caffè e farciti con una crema a base di mascarpone.  Non serve conoscerlo, bisogna solo goderselo. Allacciate le cinture, parte la seconda cucchiaiata. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani