COCCOLE E NEVE

Neve, sci, ma anche idromassaggi e bagni turchi. A Madonna di Campiglio sport e benessere sono sempre assicurati. Con 124 tra hotel e centri benessere, ospita tra le più belle piste sciistiche italiane, che si sviluppano lungo 150 km di piste, 57 impianti di risalita, 50 mila mq di snowpark, 40 km per lo sci nordico. Sono diverse le strutture che offrono pacchetti e trattamenti wellness nella perla delle Dolomiti di Brenta., dotate di piscine, idromassaggi, sauna finlandese e bagno turco. Incorniciata da un paesaggio di singolare bellezza, tra le Dolomiti di Brenta Patrimonio Unesco troviamo la Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta che è uno dei principali punti di riferimento per gli sport sulla neve, tra cui sci aplinismo, di fondo, snowboard, pattinaggio sul ghiaccio, sleddog, Insomma una coccola che bisognerebbe assolutamente regalarsi, per il fisico e per la mente.

MANI D’ORO

Homo Faber, i mestieri d’arte tornano a Venezia. Dopo il successo della prima edizione nel 2018, la Michelangelo Foundation porta di nuovo alla Fondazione Cini le eccellenze del saper fare italiano, europeo e anche giapponese, per riscoprire la bellezza del lavoro delle mani. Anche con itinerari in città 17 spazi espositivi  ognuno dedicato a un aspetto dell’artigianato d’eccellenza, dall’oreficeria alla mosaicistica, dai maestri cartai ai liutai, artigiani che sarà possibile ammirare al loro tavolo di lavoro. Ospite speciale della seconda edizione sarà il Giappone, con una serie di mostre dedicate ai suoi “Tesori Nazionali Viventi”, appellativo che il Paese del Sol Levante attribuisce ai suoi migliori maestri artigiani: saranno loro a portare a Homo Faber 2020 oggetti realizzati con tecniche antiche, dalla lacca alla tintura dei tessuti. Anche la moda avrà uno spazio spceiale: il lato più moderno dell’artigianalità sarà svelato in una “capsule collection” di abiti sostenibili per uomo e donna disegnati in Italia e realizzati a mano nel Regno Unito, creati da un gruppo di studenti italiani di design in collaborazione con i migliori talenti artigiani britannici.

AFTER PITTI

Pitti Uomo è l’evento in cui si delineano di anno in anno i contorni della moda maschile. Gli albori dello streetstyle come ossessione si sono visti proprio nelle strade di Firenze, così come oggi si riscopre il gusto di uno stile classico ed elegante nell’edizione numero 97 di Pitti Uomo, la prima del 2020. Cercando di indovinare delle tendenze a partire dalle proposte dei brand per l’autunno inverno 2020 2021 ci sembra di intravedere una novità: un’inversione di rotta, un ritorno all’origine, un’implosione del design verso il suo nucleo pulsante fatto di completi doppiopetto e di maglieria color kaki. L’impressione che si ha è quella di un rinnovamento: la tradizione trasuda dalle feritoie dei palazzi rinascimentali per convogliare in un peltro alchemico di tessuti hi-tech e nuove tecniche di lavorazione. Comune denominatore di quest’equazione stilistica è l’attenzione assoluta al materiale: la qualità non si predilige, è l’unica alternativa possibile. E a Pitti Uomo lo sanno da sempre. Ecco le principali tendenze e le cose più interessanti viste a Pitti Uomo 2020 appena concluso. Novità assoluta per il menswear è l’abbandono quasi assoluto di tonalità scure e cardinali come il nero e il blu, che lasciano il posto alla mollezza più portabile e casual delle tinte autunnali. Grigio, kaki, sabbia, verde militare e ocra si intrecciano nella maglieria Cruciani e Brooksfield, diventando color tortora screziato di rosso e tangerine nel ready-to-wear Mezulic.