DA OGGI

In occasione della Milano Design Week 2026, FRAGILE, storica galleria di design del Novecento, presenta la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage.

L’esposizione ripercorre la straordinaria vastità e varietà dell’attività progettuale di Sergio Asti, architetto e designer tra i protagonisti del panorama milanese del secondo Novecento. Per l’occasione sarà pubblicato un volume monografico dedicato all’autore, edito da Silvana Editoriale.

Dal 14 aprile al 29 maggio 2026, FRAGILE, galleria guidata da Alessandro Padoan e Alessandro Palmaghini, punto di riferimento per il design storico e il collezionismo, presenta nel suo spazio espositivo in via Simone D’Orsenigo, 27, la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage. 

Con questa rassegna, così come con le recenti “ANNI LUCE. ARREDOLUCE. 100 LAMPADE” (MDW 2024), dedicata al marchio storico di illuminazione Arredoluce, e “HANDLE WITH CARE. CARLO NASON GLASS DESIGNER” (MDW 2025), monografica sul più prolifico creatore di progetti legati alla luce a Murano nel dopoguerra, FRAGILE prosegue nella ricerca di importanti autori che, pur avendo plasmato il gusto e l’immaginario comune dell’arredare, non hanno ancora trovato la giusta consacrazione.

Property of Sergio Asti. A Design Heritage racconta della riscoperta di un nome già riconosciuto nel mondo del design storico, autore di vere pietre miliari. La lampada Profiterolle per Martinelli del 1968, il vaso Marco per Salviati (vincitore del Compasso d’Oro nel 1962), il tavolo Trifoglio per Poltronova del 1969, i vasi della serie Sixties per Vistosi e il vaso Demodé per Venini, sono solo alcuni esempi di uno straordinario mondo di oggetti figli di un progettista “totale”, esposti in mostra da FRAGILE. Asti infatti vanta un portfolio tra i più vasti riscontrabili nel suo “mestiere”, dai servizi per la tavola all’illuminazione, dall’automotive agli elettrodomestici, dagli allestimenti fieristici ai palazzi, dai rivestimenti ceramici agli arredi di ogni genere, dai sanitari ai gioielli. Sergio Asti si inserisce a pieno titolo nel fervido panorama culturale milanese del suo tempo, legato tra gli altri a Ettore Sottsass, che gli dedica spesso pubblici attestati di stima, e svincolato da precise connotazioni stilistiche, che anzi percorre e sperimenta con successo grazie a un metodo di lavoro quasi ossessivo che pone la ricerca della qualità, progettuale ed esecutiva, come focus.

Il titolo della mostra si rifà a una vecchia iscrizione -Property of Sergio Asti – reperita sotto un tavolino da lui disegnato, non si sa se di sua effettiva proprietà. Un dettaglio che ben sintetizza l’idea di un mondo di “cose” originate da una precisa e “personale” filosofia progettuale, che FRAGILE ha il piacere di condividere e valorizzare oggi restituendo a Sergio Asti – e in futuro anche ad altri grandi autori – la centralità che merita nel racconto del design del Novecento.

Nato a Milano nel 1926 e laureatosi al Politecnico, inizia la sua carriera alla fine degli anni ’50 dapprima in collaborazione con Sergio Favre. Continua poi incessantemente a progettare, alterna un prolifico ed instancabile lavoro di architetto e designer, in Italia e all’estero (in Giappone in particolare insegna e disegna per aziende locali), è membro e fondatore dell’ADI, professore al Politecnico di Milano, conferenziere e membro di giurie internazionali, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti. Tra le aziende per cui disegna ci sono Artemide, Arteluce, Acerbis, Alessi, Poltronova, Martinelli Luce, Olivari, Salviati, Venini, Cassina, Knoll, Flexform, Gabbianelli, Alfa Romeo, De Vecchi, Candle, Kartell, Vistosi, Bilumen, Raak, Nason e Moretti.

FRAGILE accompagnerà come di consueto la mostra con una pubblicazione, in questo caso una monografia sul designer, edita da Silvana Editoriale. Oltre agli autori del volume, Rosa Chiesa e Alessandro Zannoni, fondamentali per il lavoro di ricerca e catalogazione sono stati Alba Cappellieri, Ordinario di Design al Politecnico di Milano, nonché l’ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale Di Venezia) dove è custodito l’enorme fondo dell’architetto.

AMBASCIATORI

Gli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale e Moda) e Francesca Caruso (Cultura) hanno premiato oggi a Vinitaly tre rappresentanti di altissimo livello dell’imprenditorialità lombarda. Alla presenza dei ministri dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e al Turismo, Gianmarco Mazzi, i riconoscimenti di ‘ambasciatori della cultura enogastronomica lombarda’ sono andati a Bruna Gritti Cerea, Maurizio Zanella e Iginio Massari, nell’ambito dell’evento ‘Regione Lombardia protagonista della cultura italiana’.

Quelle premiate sono tre figure che rappresentano la capacità della Lombardia di trasformare tradizione, competenze e saper fare in modelli di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, contribuendo a rafforzare il posizionamento del territorio come riferimento per qualità e innovazione.

Questa edizione di Vinitaly rappresenta il coronamento di un percorso molto importante per la cucina italiana. “Il riconoscimento UNESCO rappresenta una cosa straordinaria e per questo possiamo paragonare il Vinitaly all’Olimpiade del vino e di tutto ciò che il vino rappresenta. “In questo l’Italia ha saputo ritagliarsi un ruolo fondamentale nel panorama mondiale” ha sottolineato Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia.”Il palcoscenico di Vinitaly – ha continuato – ha voluto premiare gli ambasciatori lombardi della cucina che hanno fortemente contribuito a questo riconoscimento, trasformando materie prime meravigliose in prodotti altrettanto iconici e suggestivi che fanno della nostra regione una delle mete più attrattive per l’enoturismo e l’enogastronomia. La Lombardia offre un pacchetto unico che non teme globalizzazione. Questo è l’esempio della filiera amministrativa che parte dal Presidente del Consiglio e arriva alle singole Regioni unite nella valorizzazione di un bene che nessuno altro Paese può competere ad avere”.

L’enogastronomia rappresenta “il traino per promuovere un turismo esperienziale – ha evidenziato Debora Massari, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia – All’interno del Padiglione Lombardia abbiamo realizzato una sezione interattiva dedicata ai Consorzi, alle Strade dei vini e alle cantine. In questo modo il visitatore può toccare con mano la zona di suo interesse, vedere il paesaggio e iniziare un percorso esperienziale, oltre a scoprire che tipo di wine lover è. Crediamo che il turismo enogastronomico possa essere una leva strategica per la nostra regione, ma occorre puntare tutto sull’identità del territorio”.

La Lombardia ha voluto portare a Vinitaly il racconto di un sistema. “È la prima volta che l’assessorato alla Cultura partecipa a questa magnifica manifestazione”, ha spiegato Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia. “Ringrazio l’assessore Beduschi perché ha voluto coinvolgerci riconoscendo che quando si parla di vino e cucina non si può non pensare all’aspetto culturale. Ed è proprio per questo che la cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell’Unesco, perché quando parliamo di cucina, parliamo di tradizioni, di storia, di identità del nostro territorio”.

Il ministro Francesco Lollobrigida ha sottolineato come la Lombardia sia “capace di valorizzare anche tutto quello che non è industria, ma che è collegato ai settori primari. Una filiera che mette in condizione di creare valore aggiunto e di poter pagare bene il valore intrinseco, garantito dal prodotto agricolo e di trasformazione”.

Il ministro Gianmarco Mazzi ha evidenziato come “cultura e turismo devono viaggiare insieme perché il turismo può essere un volano per la cultura. Mi sono reso conto che quella del vino è una comunità che ha grande passione ed entusiasmo, ci sono storie di famiglie e delle loro cantine che rappresentano un mondo vivo e attivo che va valorizzato in tutti i fronti”.

VERDE PULITO

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con la Giornata del Verde Pulito, l’iniziativa con cui Regione Lombardia punta a sensibilizzare i cittadini, in particolare i più giovani, sull’importanza della tutela ambientale, invitandoli a realizzare azioni concrete di pulizia in diverse aree del loro territorio.

La data fissata per l’edizione 2026 è domenica 12 aprile, una giornata durante la quale 126 Comuni lombardi saranno protagonisti di una serie di buone pratiche green, poi raccontate attraverso una serie di fotografie. Questi scatti si contenderanno i diversi riconoscimenti del tradizionale contest legato all’iniziativa, attraverso il quale verrà premiata la capacità di trasmettere con creatività un messaggio importante come la tutela del pianeta. Nello specifico, a essere coinvolte saranno le province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Monza e Brianza, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio e Varese.

“La Giornata del Verde Pulito – sottolinea l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Giorgio Maione rappresenta un’occasione concreta per prenderci cura del nostro territorio, rafforzare il senso civico e valorizzare il patrimonio naturale della Lombardia. Ogni gesto, anche il più piccolo, contribuisce infatti a promuovere la tutela del pianeta”.

“Un ringraziamento particolare – conclude Maione – va a tutti i volontari, agli studenti delle scuole e in generale a tutti i cittadini che questa domenica dedicheranno il loro tempo alla comunità, dando un contributo concreto alla salvaguardia del territorio e alla costruzione di un futuro più sostenibile per tutti”.

I Comuni vincitori dell’edizione 2026 della Giornata del Verde Pulito avranno l’opportunità di presentare e promuovere le diverse realtà del territorio, raccontare idee progettuali, scambiare tra loro iniziative ed esperienze, nel corso di un evento a Palazzo Lombardia.

DESIGN WEEK

In occasione di Milano Design Week 2026, Gilda&Co, spazio milanese dedicato al design italiano, ospita SPLENDIDO SPLENDENTE Gli oggetti metallici si riflettono, una mostra dove i protagonisti sono il metallo cromato e argentato, l’acciaio inox e la ceramica smaltata utilizzati in oggetti di design che hanno segnato la seconda metà del XX secolo, progettati da autori quali Albini, Alessi, Azucena, Casé, Londi, Mangiarotti, Mari, Munari, Sabattini, Vigo e tanti altri.

Gilda&Co è uno spazio che nasce nel 2024 dalla esperienza di Daniele Lorenzon e di Compasso, showroom milanese di 800 mq che da oltre 20 anni esplora il meglio del design del ‘900. Attingendo dunque da questo ricco archivio, la galleria vuole proporre storie, visioni e prospettive nuove del design italiano attraverso mostre temporanee, esponendo non solo di oggetti di design, ma anche opere d’arte, documenti e fotografie e coinvolgendo guests curators, critici, designer, artisti e creativi di tutto il mondo.

In occasione della Milano Design Week 2026, Gilda&Co ospita la mostra SPLENDIDO SPLENDENTE Gli oggetti metallici si riflettono, un richiamo alla luce o meglio a quella luminosità riflessa che certi materiali come il cromo, l’acciaio, l’argento o il vetro specchiato, producono e che trasmettono agli oggetti a cui danno vita. Lampade, arredi, complementi e oggettistica raccontano un gioco di rimandi sul filo del mono materico che vuole essere un omaggio a quell’idea originaria che ha portato la luce negli interni moderni.

Dai tempi della scoperta dei metalli ad oggi, gli oggetti più inestimabili hanno sempre avuto un forte legame con la luce: un’oggetto di pregio, come un gioiello, ha come sua caratteristica principale quella di splendere, grazie alla sapienza della mente e delle mani dell’uomo che l’ha creato e ai metalli preziosi di cui è composto che, come si suol dire, brillano di luce propria.

Così i materiali dei pezzi esposti in mostra, come sottolinea Manolo De Giorgi, nelle loro varie declinazioni e grazie alle loro diverse composizioni e dosaggi chimici, producono una sorta di fosforescenza anche in assenza di luce o con poca luce, che ha effetti di emissione luminosa non indifferenti.

Alessandro Pedretti racconta l’allestimento dove la vicinanza tra l’alpacca satinata di un vassoio di Bruno Munari e l’acciaio inossidabile lucidato di un porta foglietti di Enzo Mari, tra un metallo argentato di un candeliere di Lino Sabattini ed un portacenere in acciaio cromato di Ico Parisi crea tra loro delle rifrazioni, pronte a cambiare e a scambiarsi nel corso della giornata, come si trattasse di un dimmer naturale che illumina la galleria.

Gilda&Co con la mostra SPLENDIDO SPLENDENTE Gli oggetti metallici si riflettono apre le sue porte ad un fantastico mondo di lucentezze e splendori metallici, che attingono dal passato con uno slancio verso la modernità.

MASTERCLASS

Un palinsesto articolato e di alto profilo, costruito per valorizzare qualità produttiva, eccellenze, identità territoriali ed enoturismo. È con questa impostazione che la Lombardia si presenta alla 58ª edizione di Vinitaly, attraverso un calendario di appuntamenti che mette in relazione istituzioni, consorzi e operatori. Attorno a questo impianto prende forma un racconto organico del sistema vitivinicolo regionale, ai vertici nazionali per qualità e varietà. La Lombardia può infatti contare su 5 Docg, 21 Doc e 15 Igt, un patrimonio articolato che riflette la ricchezza dei territori e la capacità di esprimere identità produttive molto diverse tra loro.

Il programma che presentiamo a Vinitaly – dichiara l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi – restituisce in modo molto concreto l’identità del vino lombardo, fatta di qualità e una forte connessione con i territori di appartenenza. Non è solo una vetrina di prodotti, ma il racconto di un sistema che si presenterà con denominazioni affermate, realtà emergenti e una capacità sempre più strutturata di fare rete”.

L’evento centrale è in programma lunedì 13 aprile alle 13, nella sala polivalente del Padiglione Lombardia (Stand D11–D12, Palaexpo – Veronafiere). Si tratta di “Regione Lombardia protagonista della cucina italiana”, un momento celebrativo dedicato alle eccellenze lombarde. Protagonisti dell’incontro saranno il maestro pasticcere Iginio Massari, Bruna Gritti – che insieme al marito Vittorio Cerea ha costruito il successo di ‘Da Vittorio’ – e Maurizio Zanella, fondatore di Ca’ del Bosco. Tre figure che rappresentano la capacità della Lombardia di trasformare tradizione e saper fare in modelli di successo riconosciuti a livello internazionale.

“Eventi come quello dedicato alla cucina italiana – prosegue Beduschi – con protagonisti che hanno saputo trasformare il saper fare in modelli riconosciuti a livello internazionale, dimostrano quanto il legame tra vino, gastronomia e accoglienza sia oggi decisivo. È lì che si costruisce valore, ed è lì che la Lombardia vuole continuare a crescere, rafforzando la propria attrattività e la presenza sui mercati”.

Ad aprire il palinsesto, domenica 12 aprile, saranno due momenti dedicati a denominazioni simbolo: alle 14 la degustazione ‘Franciacorta, il territorio nel calice’, seguita alle 15 dalla presentazione del progetto ‘Lugana VITAE’. Alle 16 il talk ’50 Sfumature di Pinot Noir’ accenderà i riflettori su uno dei vitigni più identitari della regione, proiettando lo sguardo verso l’evento nazionale previsto per ottobre 2026 e valorizzando il ruolo strategico dell’Oltrepò Pavese.

La giornata di lunedì 13 aprile si aprirà alle 10 con la conferenza stampa e degustazione ‘Botticino DOC, il Barolo della Lombardia’, appuntamento che punta a rafforzare il posizionamento di una denominazione di nicchia ma ad alto potenziale. Alle 11 spazio al panel ‘Lombardia del Vino: strategie e sinergie per lo sviluppo dell’enoturismo’, promosso dalla Federazione delle Strade del Vino e dei Sapori di Lombardia con Ascovilo e Regione Lombardia, che metterà al centro il ruolo crescente dell’enoturismo come leva di sviluppo economico e territoriale. Nel pomeriggio, alle 15, la presentazione del progetto ‘Classese, vocazione Pinot Nero’ e, alle 16, la degustazione ‘Terre Banine in calice’, dedicata al territorio di San Colombano al Lambro.

Martedì 14 aprile è prevista la presentazione della decima edizione di ‘Lambrusco a Palazzo’ (12.30), mentre alle 14.30 si terrà la degustazione ‘Terre Lariane, IGT inaspettata. Riesling, Pinot Nero e Merlot, sei vini che raccontano un territorio’, che porterà in primo piano un’area emergente e sempre più apprezzata.

A chiudere il palinsesto, mercoledì 15 aprile, dalle 11 alle 13, la degustazione ‘Wine Voyage 3.0’ a cura di Unioncamere Lombardia, nel corso della quale i vini lombardi saranno messi in dialogo con prodotti ottenuti dagli stessi vitigni in contesti internazionali, a partire dalla Cina, in un confronto che evidenzia il posizionamento globale delle produzioni regionali. La partecipazione lombarda a Vinitaly nasce dalla collaborazione tra Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Consorzi di tutela, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità di un sistema tra i più diversificati e competitivi del Paese e di consolidare il posizionamento della Lombardia come destinazione enogastronomica di riferimento.

FRAGILE

In occasione della Milano Design Week 2026, FRAGILE, storica galleria di design del Novecento, presenta la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage.

L’esposizione ripercorre la straordinaria vastità e varietà dell’attività progettuale di Sergio Asti, architetto e designer tra i protagonisti del panorama milanese del secondo Novecento. Per l’occasione sarà pubblicato un volume monografico dedicato all’autore, edito da Silvana Editoriale.

Dal 14 aprile al 29 maggio 2026, FRAGILE, galleria guidata da Alessandro Padoan e Alessandro Palmaghini, punto di riferimento per il design storico e il collezionismo, presenta nel suo spazio espositivo in via Simone D’Orsenigo, 27, la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage. 

Con questa rassegna, così come con le recenti “ANNI LUCE. ARREDOLUCE. 100 LAMPADE” (MDW 2024), dedicata al marchio storico di illuminazione Arredoluce, e “HANDLE WITH CARE. CARLO NASON GLASS DESIGNER” (MDW 2025), monografica sul più prolifico creatore di progetti legati alla luce a Murano nel dopoguerra, FRAGILE prosegue nella ricerca di importanti autori che, pur avendo plasmato il gusto e l’immaginario comune dell’arredare, non hanno ancora trovato la giusta consacrazione.

Property of Sergio Asti. A Design Heritage racconta della riscoperta di un nome già riconosciuto nel mondo del design storico, autore di vere pietre miliari. La lampada Profiterolle per Martinelli del 1968, il vaso Marco per Salviati (vincitore del Compasso d’Oro nel 1962), il tavolo Trifoglio per Poltronova del 1969, i vasi della serie Sixties per Vistosi e il vaso Demodé per Venini, sono solo alcuni esempi di uno straordinario mondo di oggetti figli di un progettista “totale”, esposti in mostra da FRAGILE. Asti infatti vanta un portfolio tra i più vasti riscontrabili nel suo “mestiere”, dai servizi per la tavola all’illuminazione, dall’automotive agli elettrodomestici, dagli allestimenti fieristici ai palazzi, dai rivestimenti ceramici agli arredi di ogni genere, dai sanitari ai gioielli. Sergio Asti si inserisce a pieno titolo nel fervido panorama culturale milanese del suo tempo, legato tra gli altri a Ettore Sottsass, che gli dedica spesso pubblici attestati di stima, e svincolato da precise connotazioni stilistiche, che anzi percorre e sperimenta con successo grazie a un metodo di lavoro quasi ossessivo che pone la ricerca della qualità, progettuale ed esecutiva, come focus.

Il titolo della mostra si rifà a una vecchia iscrizione -Property of Sergio Asti – reperita sotto un tavolino da lui disegnato, non si sa se di sua effettiva proprietà. Un dettaglio che ben sintetizza l’idea di un mondo di “cose” originate da una precisa e “personale” filosofia progettuale, che FRAGILE ha il piacere di condividere e valorizzare oggi restituendo a Sergio Asti – e in futuro anche ad altri grandi autori – la centralità che merita nel racconto del design del Novecento.

Nato a Milano nel 1926 e laureatosi al Politecnico, inizia la sua carriera alla fine degli anni ’50 dapprima in collaborazione con Sergio Favre. Continua poi incessantemente a progettare, alterna un prolifico ed instancabile lavoro di architetto e designer, in Italia e all’estero (in Giappone in particolare insegna e disegna per aziende locali), è membro e fondatore dell’ADI, professore al Politecnico di Milano, conferenziere e membro di giurie internazionali, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti. Tra le aziende per cui disegna ci sono Artemide, Arteluce, Acerbis, Alessi, Poltronova, Martinelli Luce, Olivari, Salviati, Venini, Cassina, Knoll, Flexform, Gabbianelli, Alfa Romeo, De Vecchi, Candle, Kartell, Vistosi, Bilumen, Raak, Nason e Moretti.

FRAGILE accompagnerà come di consueto la mostra con una pubblicazione, in questo caso una monografia sul designer, edita da Silvana Editoriale. Oltre agli autori del volume, Rosa Chiesa e Alessandro Zannoni, fondamentali per il lavoro di ricerca e catalogazione sono stati Alba Cappellieri, Ordinario di Design al Politecnico di Milano, nonché l’ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale Di Venezia) dove è custodito l’enorme fondo dell’architetto.

PASQUETTA

Pasquetta speciale in cima al Pirellone, dove, attorno alle 19,  sono nati i primi due pulli del 2026 di Giò e Giulia, la coppia di falchi pellegrini che da anni nidifica sulla torre simbolo della Regione Lombardia.
“Un evento – commenta il presidente Attilio Fontana – atteso e seguito da migliaia di cittadini, affezionati alla storia dei due rapaci urbani che, dal 2014, tornano puntualmente a oltre 125 metri di altezza per dare vita a una nuova covata”.

Il nome della coppia è un omaggio all’architetto Gio Ponti, progettista del Pirellone, e a sua moglie Giulia Vimercati. Dopo il primo avvistamento nell’aprile 2014, dispongono di un nido artificiale sulla sommità dell’edificio, accompagnato dall’installazione di webcam che consentono di seguire in diretta Facebook tutte le fasi della nidificazione. Dal 2016, anno della prima covata osservata live, Giò e Giulia sono diventati una presenza familiare. Come ogni anno, la coppia ha iniziato a frequentare il nido già a gennaio, per poi avviare il periodo di corteggiamento e la successiva cova tra fine febbraio e inizio marzo. Anche quest’anno, dopo la deposizione, si attende ora la schiusa delle altre due uova. La nascita del primo pullo rappresenta un segnale importante della continuità di una presenza che coniuga natura e ambiente urbano nel cuore di Milano.

VINITALY 2026

Il vino si intreccia con il marketing territoriale, l’offerta turistica, temi fondamentali per la promozione del made in Italy e della Lombardia. Il concetto di ‘terroir’ mutuato dalla cultura transalpina esprime bene, del resto,  l’aspirazione a una conoscenza diffusa del territorio attraverso i suoi prodotti. Lo ha evidenziato l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda, Debora Massari, intervenendo nel corso della presentazione di Vinitaly, oggi a palazzo Lombardia.  “Vino è esperienza, territorio, relazione ed appartenenza – ha detto Massari -.  Sempre più i viaggiatori scelgono le destinazioni partendo dall’enogastronomia. Portare le persone nei luoghi della produzione significa creare valore e costruire futuro.  E la Lombardia possiede oggi tutte le condizioni per consolidarsi come una delle principali destinazioni enogastronomiche a livello internazionale. Ha una capacità unica, integrare il vino con ospitalità, cultura, paesaggio e artigianato. Il vino, insieme alla ricchezza della tradizione culinaria e alla qualità dell’accoglienza, rappresenta un potente strumento narrativo capace di trasformare la visibilità globale in un’attrattività concreta, duratura e diffusa.  È attraverso questa integrazione tra identità, esperienza e territorio che possiamo generare valore stabile, rafforzando il posizionamento della regione nei circuiti turistici di eccellenza”.

“A Vinitaly il visitatore potrà immergersi in una esperirenza interattiva attraverso la quale scegliere un vino lombardo – ha anunciato Massari – e vedere il territorio da cui nasce, attraverso immagini, suoni ed atmosfere. L’obiettivo è trasformare il vino in linguaggio. Sono previsti altri momenti di coinvolgimento e partecipazione, dove il visitatore potrà scoprire il suo profilo di ‘wine lover’.  Lavoriamo, dunque,  per rafforzare un turismo esperienziale basato sulla relazione, che sia in grado di parlare in modo nuovo.  La vera sfida è lasciare un ricordo, un’emozione, un legame con il territorio. Solo così il turismo si conferma strumento di crescita tra i più potenti a nostra disposizione”.

A chiudere il quadro è il valore culturale della filiera enogastronomica, sottolineato dall’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso. “Una cultura concreta, fatta di saperi, di gesti e relazioni. Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO rafforza un messaggio fondamentale e ci invita a guardare anche al vino come vero e proprio linguaggio culturale. La nostra tradizione non è soltanto eccellenza produttiva, ma un patrimonio identitario fatto di gesti, conoscenze e relazioni che si tramandano nel tempo. Per questo padiglione Lombardia vuol essere luogo che racconta un modello di sviluppo, che mette al centro qualità e trasmissione di conoscenza. Guardiamo a questa nostra esperienza come a un viaggio tra i territori e tra i sapori che diventano memoria condivisa per tutti noi. In Lombardia questo patrimonio si esprime in modo particolarmente ricco”.

FRAGILE

In occasione della Milano Design Week 2026, FRAGILE, storica galleria di design del Novecento, presenta la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage.

L’esposizione ripercorre la straordinaria vastità e varietà dell’attività progettuale di Sergio Asti, architetto e designer tra i protagonisti del panorama milanese del secondo Novecento. Per l’occasione sarà pubblicato un volume monografico dedicato all’autore, edito da Silvana Editoriale.

Dal 14 aprile al 29 maggio 2026, FRAGILE, galleria guidata da Alessandro Padoan e Alessandro Palmaghini, punto di riferimento per il design storico e il collezionismo, presenta nel suo spazio espositivo in via Simone D’Orsenigo, 27, la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage. 

Con questa rassegna, così come con le recenti “ANNI LUCE. ARREDOLUCE. 100 LAMPADE” (MDW 2024), dedicata al marchio storico di illuminazione Arredoluce, e “HANDLE WITH CARE. CARLO NASON GLASS DESIGNER” (MDW 2025), monografica sul più prolifico creatore di progetti legati alla luce a Murano nel dopoguerra, FRAGILE prosegue nella ricerca di importanti autori che, pur avendo plasmato il gusto e l’immaginario comune dell’arredare, non hanno ancora trovato la giusta consacrazione.

Property of Sergio Asti. A Design Heritage racconta della riscoperta di un nome già riconosciuto nel mondo del design storico, autore di vere pietre miliari. La lampada Profiterolle per Martinelli del 1968, il vaso Marco per Salviati (vincitore del Compasso d’Oro nel 1962), il tavolo Trifoglio per Poltronova del 1969, i vasi della serie Sixties per Vistosi e il vaso Demodé per Venini, sono solo alcuni esempi di uno straordinario mondo di oggetti figli di un progettista “totale”, esposti in mostra da FRAGILE. Asti infatti vanta un portfolio tra i più vasti riscontrabili nel suo “mestiere”, dai servizi per la tavola all’illuminazione, dall’automotive agli elettrodomestici, dagli allestimenti fieristici ai palazzi, dai rivestimenti ceramici agli arredi di ogni genere, dai sanitari ai gioielli. Sergio Asti si inserisce a pieno titolo nel fervido panorama culturale milanese del suo tempo, legato tra gli altri a Ettore Sottsass, che gli dedica spesso pubblici attestati di stima, e svincolato da precise connotazioni stilistiche, che anzi percorre e sperimenta con successo grazie a un metodo di lavoro quasi ossessivo che pone la ricerca della qualità, progettuale ed esecutiva, come focus.

Il titolo della mostra si rifà a una vecchia iscrizione -Property of Sergio Asti – reperita sotto un tavolino da lui disegnato, non si sa se di sua effettiva proprietà. Un dettaglio che ben sintetizza l’idea di un mondo di “cose” originate da una precisa e “personale” filosofia progettuale, che FRAGILE ha il piacere di condividere e valorizzare oggi restituendo a Sergio Asti – e in futuro anche ad altri grandi autori – la centralità che merita nel racconto del design del Novecento.

Nato a Milano nel 1926 e laureatosi al Politecnico, inizia la sua carriera alla fine degli anni ’50 dapprima in collaborazione con Sergio Favre. Continua poi incessantemente a progettare, alterna un prolifico ed instancabile lavoro di architetto e designer, in Italia e all’estero (in Giappone in particolare insegna e disegna per aziende locali), è membro e fondatore dell’ADI, professore al Politecnico di Milano, conferenziere e membro di giurie internazionali, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti. Tra le aziende per cui disegna ci sono Artemide, Arteluce, Acerbis, Alessi, Poltronova, Martinelli Luce, Olivari, Salviati, Venini, Cassina, Knoll, Flexform, Gabbianelli, Alfa Romeo, De Vecchi, Candle, Kartell, Vistosi, Bilumen, Raak, Nason e Moretti.

FRAGILE accompagnerà come di consueto la mostra con una pubblicazione, in questo caso una monografia sul designer, edita da Silvana Editoriale. Oltre agli autori del volume, Rosa Chiesa e Alessandro Zannoni, fondamentali per il lavoro di ricerca e catalogazione sono stati Alba Cappellieri, Ordinario di Design al Politecnico di Milano, nonché l’ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale Di Venezia) dove è custodito l’enorme fondo dell’architetto.

AL MUSEO

Dopo il successo dello scorso anno tornerà con una nuova data il 10 aprile, lo spettacolo Come Fuoco, daNarciso e Boccadoro di Herman Hesse, diretto da Mario Scandale. Il 13 maggio debutta una nuova produzione teatrale del Museo Persempremai il 13 maggio,con Nika Perrone e la regia diMichele di Mauro. Una mezz’ora di coscienza viva: una donna attraversa epoche, miti e memorie. È Orfeo e Euridice, Maria e la Maddalena, Teresa d’Avila e Frida Kahlo, Amy Winehouse e la Signora delle Camelie: un coro di “She” che chiede di vedere e farsi vedere. I costumi ispirati a Fortunato Depero evocano un corpo futurista, meccanico e sensuale, in dialogo con le forme rinascimentali del Museo Bagatti Valsecchi. Un rito laico che trasforma il Museo – per cui lo spettacolo è appositamente studiato e realizzato – in organismo vivo, dove l’arte diventa esperienza incarnata.