GUSTO

Ricerca gastronomica, nuove visioni imprenditoriali e linguaggi capaci di intercettare i gusti di un pubblico in evoluzione: la ristorazione contemporanea si misura sulla capacità di innovare, preservando una propria identità.

Ai TheFork Awards 2026, due riconoscimenti portano la Lombardia in primo piano: 142 Restaurant di Milano, che ha conquistato il titolo nazionale e il People’s Choice Award per il Nord Italia, e Thelema di Gaggiano, vincitore del Creators’ Choice Award di RealBites.

“Dietro ogni nuova attività nella ristorazione – commenta l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia Debora Massari, intervenuta all’evento – ci sono impegno, sacrifici, investimenti e la volontà di costruire qualcosa che duri nel tempo”.

Organizzati in collaborazione con Identità Golose e patrocinati da Regione Lombardia, i premi sono giunti all’ottava edizione. La cerimonia si è svolta al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, con 47 nuovi indirizzi gastronomici in gara, selezionati da una giuria composta da 74 chef di fama internazionale. Quasi 30.000 utenti hanno partecipato alla votazione online per scegliere i vincitori  dei People’s Choice Award.

A conquistare il titolo nazionale per questa categoria, il più votato dai clienti per il Nord Italia è risultato 142 Restaurant di Milano, guidato dallo chef Federico Zappalà con Sandra Ciciriello in sala. Il ristorante, nominato dallo chef Paolo Griffa, ha costruito la propria identità sul dialogo tra cucina e sala, sulla qualità delle materie prime, sul rapporto con i produttori e su una proposta che unisce tecnica, sperimentazione e stagionalità.

“Il riconoscimento a 142 Restaurant – chiosa l’assessore – è un tributo al valore di un progetto nel quale cucina e sala lavorano con pari responsabilità alla qualità dell’esperienza. Zappalà e  Ciciriello hanno costruito una proposta capace di tenere insieme ricerca gastronomica, attenzione alla materia prima e rapporto con i produttori. È un esempio di come competenze diverse, quando condividono una visione precisa, possano dare vita a un’identità riconoscibile. A loro e a tutta la squadra rivolgo le congratulazioni di Regione Lombardia”.

Un altro riconoscimento per la Lombardia è arrivato con il Creators’ Choice Award di RealBites, assegnato a Thelema di Gaggiano (MI), guidato dallo chef Simone Tricarico. Il progetto è stato premiato per la capacità di tradurre la propria identità gastronomica in un racconto visivo riconoscibile e contemporaneo, capace di suscitare curiosità e avvicinare il pubblico all’esperienza del ristorante.

“Per un’attività che si affaccia sul mercato – continua Massari – farsi conoscere è una parte importante del percorso imprenditoriale. Il riconoscimento a Thelema mostra quanto conti saper raccontare la propria identità anche attraverso i canali digitali. La comunicazione funziona quando restituisce il lavoro che si svolge in cucina, la ricerca sulle materie prime e la personalità del locale. È così che l’interesse può trasformarsi in una visita e contribuire alla crescita dell’attività”

Thelema figura inoltre tra le realtà alle quali l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha conferito la menzione New Generation, insieme ad Albura Bistrot di Avezzano (AQ), Capuccina di Cureggio (NO), Fonderia di Palermo, Manubuns di Cosenza, Sextantio di Santo Stefano di Sessanio (AQ) e Somnium di Eboli (SA). I giovani chef selezionati potranno entrare nell’associazione per un biennio e confrontarsi direttamente con professionisti e imprese del settore.

“Le nuove generazioni – aggiunge l’assessore – stanno contribuendo all’evoluzione della cultura gastronomica italiana attraverso linguaggi, sensibilità e modelli imprenditoriali differenti. Portano idee nuove, interpretano le tradizioni e dedicano una crescente attenzione al servizio, alla comunicazione e al rapporto con gli ospiti. Favorire il confronto con professionisti affermati significa offrire strumenti utili a consolidare competenze e visione imprenditoriale”.

“Aprire un ristorante significa – prosegue Massari – dare concretezza a un’idea, riunire professionalità diverse, conquistare la fiducia dei clienti e misurarsi quotidianamente con un settore esigente. Servono competenza, determinazione e la capacità di rinnovarsi senza perdere riconoscibilità”.

Il peso di questo comparto nell’economia regionale emerge anche dai dati di FIPE-Confcommercio. Secondo il quadro riportato nel Rapporto Ristorazione 2026, in Lombardia operano 46.593 imprese della ristorazione e i consumi fuori casa valgono quasi 17 miliardi di euro. Numeri che restituiscono la dimensione economica di un settore nel quale capacità imprenditoriale, qualità dell’offerta e attrattività turistica sono strettamente connesse.

L’assessore ha quindi richiamato il legame tra ristorazione e attrattività turistica: “L’enogastronomia – spiega – incide sempre più sulle scelte di viaggio. Un ristorante può diventare la ragione per visitare una città, raggiungere un piccolo centro o scoprire una destinazione meno conosciuta. Da lì può partire un percorso che coinvolge i produttori, le strutture ricettive e le altre attività del territorio. La qualità della ristorazione contribuisce così a definire l’identità di una destinazione e a renderla interessante anche per chi arriva da lontano”.

“I TheFork Awards – conclude – hanno il merito di accompagnare questo fermento dando visibilità a nuove imprese e mettendo in relazione lo sguardo di grandi chef con le preferenze del pubblico. Le quasi 30.000 persone che hanno partecipato al voto dimostrano quanto la ristorazione sia capace di generare interesse e coinvolgimento. Ai vincitori e a tutti i professionisti selezionati rivolgo l’augurio di continuare a crescere, conservando la passione e la chiarezza del progetto con cui hanno iniziato”.

PUNTI

Prada e Gucci sotto i riflettori, le collezioni primavera-estate 2027 attirano l’attenzione per le nuove direzioni creative e gli accessori destinati a diventare protagonisti.

Nuovi trend per la primavera-estate 2027. Vita segnata, pizzi, dettagli romantici e scarpe dalle forme originali sono tra le tendenze da osservare.

Fendi rilancia la Croissant Bag, la maison riscopre un modello iconico dei propri archivi, reinterpretandolo con materiali, decorazioni e finiture contemporanee.

Acne Studios collabora con Hussein Chalayan. Una capsule di 12 pezzi rielabora elementi d’archivio attraverso denim, pelle e linee destrutturate, unendo sperimentazione e moda contemporanea.

Il lusso attraversa una fase difficile. Il rallentamento della domanda, in particolare in Cina, mette sotto pressione i grandi gruppi del settore e li spinge a ripensare strategie e prodotti.

In sintesi la moda sta cercando un equilibrio tra creatività, valorizzazione degli archivi e sostenibilità economica. Da un lato, le maison puntano su nuove idee e accessori riconoscibili; dall’altro, devono convincere consumatori sempre più selettivi.

RIMUOVERE

Inaugurata a Milano la mostra Rimuovere, un progetto espositivo del gruppo artistico Tra.me che indaga le trasformazioni ambientali e simboliche che interessano il paesaggio alpino e il rapporto tra l’uomo e la montagna.

L’esposizione sarà visitabile fino al 2 novembre allo Spazio IsolaSET di Regione Lombardia in piazza Città di Lombardia.

L’iniziativa propone una riflessione sul ruolo della società nei confronti dell’ecosistema alpino e sul delicato equilibrio che lega ambiente, economia, cultura e comunità. Al centro del progetto vi è la volontà di superare una visione di sfruttamento della natura per favorire una relazione fondata sulla coesistenza e sulla trasformazione reciproca.

Per 144 giorni, 45 opere tra fotografie, incisioni, pitture e tinture botaniche sono state esposte, senza protezioni, all’interno delle miniere di Cortabbio, sul versante nord-orientale della Grigna Settentrionale. Le particolari condizioni dell’ambiente minerario – temperatura costante di 7°C, umidità superiore al 95% e continui processi di ossidazione e formazione minerale – hanno trasformato la miniera in un vero e proprio laboratorio naturale, rendendo visibili e misurabili gli effetti del tempo sulle opere.

Le miniere di Cortabbio, ambiente completamente artificioso ma allo stesso tempo naturale, hanno cessato l’attività estrattiva. Ed è in questo contesto, che ha inizio un processo espositivo fortemente connotato dall’interazione con l’ecosistema naturale che lo ospita. All’interno della miniera, il rapporto con il mondo esterno diventa più rarefatto e le convenzioni che lo governano cessano di esistere; tutto muta e diventa relativo. La permanenza delle opere nel cuore della miniera, simbolo degli anni di attività estrattiva, costituisce un momento di dialogo materico tra gli artisti e la Grigna. Attraverso esplorazioni di tecniche artistiche eterogenee, il collettivo ha indagato la possibilità di utilizzare le condizioni ambientali della miniera per interagire con la montagna e realizzare opere dall’esito inatteso essendo fortemente connotate dall’interazione con essa. La miniera quindi non si limita ad essere un contenitore delle opere ma diviene parte attiva del processo creativo, dialogando con gli artisti nella realizzazione delle opere, e ribaltando quindi il rapporto ad oggi costituito tra società e natura. Da una visione monodirezionale ed estrattiva, il collettivo ha provato ad instaurare un rapporto bidirezionale ed equilibrato con la montagna, cercando di accogliere attraverso le opere la sua azione.

Oltre all’aspetto artistico, Rimuovere intende quindi agire come mezzo di valorizzazione territoriale. La miniera di Cortabbio è un sito di interesse geologico, storico e naturalistico, già accessibile tramite visite guidate, ma ancora poco integrato nei percorsi culturali della regione. Il progetto restituisce al luogo una funzione interpretativa e contemporanea, attivando un dialogo tra comunità, linguaggi artistici e paesaggio. L’intervento contribuisce alla promozione di un turismo culturale alternativo, attento ai luoghi marginali e capaci di generare significati nuovi.

“Questa mostra – ha dichiarato il sottosegretario all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale, Maro Piazza – rappresenta un esempio eccellente di come la cultura possa diventare un motore di valorizzazione e riscoperta per i nostri territori montani. Portare l’arte all’interno delle miniere di Cortabbio, significa riattivare uno spazio identitario per la Lombardia, trasformando un luogo di impresa e lavoro in un teatro inedito di dialogo sostenibile tra uomo e natura. Il percorso espositivo a Spazio IsolaSET – ha osservato l’esponente della Giunta Lombarda – dimostra quanto il nostro paesaggio alpino e le sue comunità custodiscano un patrimonio immateriale immenso, capace di generare una nuova attrattività culturale e turistica. Particolarmente significativo – ha aggiunto Piazza – esporre queste opere a Milano, una città che pur stando in pianura sorge in mezzo alle Alpi che ne fanno da corona. Montagne vicine, vicinissime come le nostre vette lecchesi, quasi naturale prosecuzione del territorio metropolitano.  Come Regione Lombardia – ha concluso il sottosegretario Piazza – sosteniamo con convinzione progetti come questo, che mettono al centro l’autonomia narrativa dei nostri territori e la loro capacità di innovare attraverso la bellezza. L’arte si fa così strumento concreto per rileggere i luoghi e restituire valore alle radici della nostra identità”.

Gli esponenti del gruppo artistico Tra.me che hanno realizzato la mostra Rimuovere sono: Jacopo Ghislanzoni, pittore, incisore e stampatore; Elisa Frigerio, artista specializzata in stampa botanica su carta e stoffa; Marta Dell’Oro, pittrice e illustratrice, sperimentatrice polimaterica. Il progetto espositivo è stato curato dagli architetti: Amedeo Noris (che ha sviluppato l’allestimento della mostra), Pietro Nobili Vitelleschi e Andrea Sanguedolce.

MANUFACTURING

“La Lombardia è la prima regione manifatturiera d’Europa, la terza economia regionale più forte del continente ricomprendendo Londra e l’Inghilterra, e la principale destinazione italiana per gli investimenti esteri. Siamo un punto di riferimento nel panorama internazionale, grazie alle competenze e al coraggio di generazioni di imprenditori e lavoratori. A questa solidità affianchiamo un modello amministrativo fondato sull’ascolto dei territori, sulla programmazione condivisa e sul sostegno agli investimenti delle imprese”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo al World Manufacturing Forum 2026 in corso a Milano, a Palazzo Mezzanotte.

RICERCA

Il Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ 2026 sul tema ‘Medicina predittiva basata su intelligenza artificiale e big data’ è stato assegnato al bioinformatico inglese Ewan Birney (1972), direttore dell’European Bioinformatics Institute (EMBL-EBI) del Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL).

L’attività del professor Birney si focalizza nel campo delle tecnologie di sequenziamento e degli algoritmi utilizzati in questo campo.

Birney ha vinto il ‘Nobel lombardo’ da 1 milione di euro per il suo contributo innovativo alla biologia computazionale, alla genomica e alla medicina predittiva basata sull’intelligenza artificiale: ovvero per aver trasformato enormi flussi di dati biologici e clinici in modelli predittivi applicabili alle malattie umane.

In particolare, è stato premiato il contributo di Birney all’applicazione dell’intelligenza artificiale all’epidemiologia: è stato uno degli autori senior dell’articolo scientifico che ha presentato DELPHI, il primo modello di IA su larga scala progettato per elaborare in modo coerente dati relativi a eventi riguardanti la salute umana, tenendo conto degli effetti variabili nel tempo, a partire da più di 1.000 categorie diagnostiche.

L’annuncio arriva dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e dall’assessore a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, che hanno ricevuto a Palazzo Lombardia alcuni componenti della Giuria internazionale: Luigina Romani, responsabile del Laboratorio di Scienze Omiche e Medicina di Precisione dell’IRCCS San Raffaele di Roma, già direttore Sezione Patologia, Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia; Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina Interna dell’Università Statale di Milano, già direttore scientifico dell’IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico; Maria Grazia Valsecchi, senior professor di Statistica Medica all’Università di Milano-Bicocca, dove ha diretto il Dipartimento di Medicina e Chirurgia e la Facoltà.

STILE

Tra colori intensi, texture avvolgenti e dettagli dal fascino rétro, la moda autunnale invita a sperimentare. Il segreto della stagione? Reinventare i classici con personalità. L’autunno entra nel vivo e il guardaroba si trasforma in un gioco di contrasti. Le temperature più fresche riportano al centro maglieria, giacche strutturate e accessori ricercati, mentre lo street style continua a ispirare abbinamenti capaci di unire eleganza e spontaneità. La parola d’ordine è personalità: non servono necessariamente nuovi acquisti per rinnovare il proprio stile, ma uno sguardo diverso sui capi che già possediamo.

Le tonalità calde, come cioccolato, caramello e cuoio, confermano il loro fascino autunnale. Raffinate e versatili, si prestano a look monocromatici oppure ad abbinamenti con il panna e il grigio. A sorprendere è il blu Klein, intenso e vibrante, perfetto per spezzare la sobrietà dei colori stagionali. Una borsa, un maglione o un paio di scarpe in questa tonalità possono diventare il punto focale dell’intero outfit.

Morbido, materico e dall’allure vintage, il camoscio continua a essere uno dei materiali più interessanti da interpretare nella stagione fredda. Lo ritroviamo nelle giacche, nelle borse e negli accessori, soprattutto nelle sfumature del marrone e del tabacco. Il consiglio di stile? Indossarlo con denim dal taglio pulito, pantaloni sartoriali o maglieria essenziale. Il risultato è un’eleganza rilassata, mai troppo costruita.

Il pullover non è più soltanto il protagonista dei look da weekend. Abbinato a una gonna midi, a un pantalone elegante o a un accessorio luminoso, acquista una nuova dimensione, adatta anche alle occasioni serali. Il contrasto tra morbido e strutturato, casual e sofisticato, è una delle formule più interessanti da sperimentare: un modo semplice per rendere contemporaneo anche il guardaroba più classico. Borse dalle forme particolari, cinture importanti, gioielli metallici e dettagli ispirati all’estetica rétro possono trasformare anche il look più minimalista.

Torna inoltre il fascino decorativo delle perline e delle frange, elementi che richiamano atmosfere Art Déco e aggiungono una nota scenografica agli outfit. La regola è una sola: scegliere un dettaglio distintivo e lasciargli il giusto spazio.

L’ultima settimana di ottobre è il momento ideale per tenere d’occhio eventi dedicati al Made in Italy, iniziative negli atelier e appuntamenti legati alla creatività artigianale. Tra le occasioni da verificare in calendario c’è ApritiModa, manifestazione dedicata alla scoperta dei luoghi e dei mestieri che rendono speciale la moda italiana. Un invito a guardare oltre le passerelle e a riscoprire il valore del lavoro creativo, della qualità dei materiali e della tradizione manifatturiera.

Sapevi che un accessorio può cambiare completamente la percezione di un abito? Lo stesso completo può apparire rigoroso con una décolleté classica, contemporaneo con una scarpa minimal e più audace con una borsa colorata. È proprio questo il bello della moda: non soltanto seguire le tendenze, ma reinterpretarle secondo il proprio gusto. Il look autunnale in tre mosse: pantalone sartoriale, maglia morbida e accessorio in un colore acceso. Una combinazione facile da realizzare, versatile e capace di dare nuova energia ai capi di tutti i giorni.

Lasciati ispirare dalle novità, ma scegli sempre ciò che racconta davvero il tuo stile.


ORIENTE

Ghiringhelli Art Gallery prosegue il percorso di ricerca dedicato all’arte contemporanea giapponese, avviato lo scorso maggio e curato da Nicola Ghiringhelli Forlani, con la mostra Perfect Surface, Restless World: Superflat and Its Contemporary Echoes, in programma dal 29 ottobre al 29 novembre 2026 nella pop-up gallery di Corso di Porta Vittoria 33.

L’obiettivo dichiarato della galleria è quello di far scoprire al pubblico italiano lo stato attuale dell’arte contemporanea giapponese e presentarne la straordinaria varietà di linguaggi e prospettive, lontani dagli stereotipi più comuni, utilizzando il format della pop-up gallery, ossia uno spazio espositivo temporaneo che appare e scompare nel tessuto urbano di Milano, occupando diverse location, assumendo differenti forme, dando vita a molteplici esperienze e approfondendo differenti tematiche, sempre con una direzione ben precisa rivolta a Oriente.

La mostra Perfect Surface, Restless World: Superflat and Its Contemporary Echoes, approfondisce l’eredità del Superflat e la sua trasformazione nel linguaggio visivo delle nuove generazioni di artisti giapponesi.

Supeflat è un movimento artistico postmoderno fondato dall’artista giapponese Takashi Murakami, che fonde l’estetica tradizionale giapponese con la cultura pop di manga, anime e consumismo.

Il progetto espositivo prende avvio proprio da Takashi Murakami e Mr., figure centrali per comprendere come manga, anime, cultura otaku, consumo e immaginario pop siano entrati nello spazio dell’arte contemporanea, affiancandoli alle ricerche di Da Man e Azusa Nozawa, artisti più giovani, nati quando il movimento Superflat era già affermato, che ne raccolgono e trasformano alcune intuizioni, proponendo un’arte che usano per esprimere emozioni e stili personali.

«Il mondo del futuro potrebbe essere come il Giappone di oggi: superflat. Società, costumi, arte, cultura: tutto è estremamente bidimensionale», scriveva Murakami nel Superflat Manifesto del 2000. Il Superflat non nasceva infatti soltanto come uno stile fatto di colori intensi, linee nette e figure derivate dalla cultura pop giapponese, ma come un modo di leggere la contemporaneità: la dissoluzione delle gerarchie tra arte alta e cultura commerciale, tra tradizione e intrattenimento di massa, tra immagine unica e oggetto riproducibile.

Nell’opera di Murakami, la superficie diventa un sistema e l’immagine si espande fino a costruire un mondo autonomo. Fiori, creature e personaggi ricorrenti si muovono tra pittura, scultura, moda e merchandising, dando forma a un universo in cui fantasia, desiderio e consumo finiscono sullo stesso piano. Da Man riprende questa idea della costruzione di un mondo immaginario. I suoi personaggi nascono dall’influenza dei manga, degli anime e della cultura consumistica, ma danno vita a un universo personale, con una propria identità e una propria narrazione.

Il legame con il Superflat non si trova quindi nella semplice imitazione della sua estetica, ma nell’idea che un personaggio possa diventare il centro di un intero sistema visivo, capace di muoversi tra arte, cultura pop e immaginario collettivo. Mr. e Azusa Nozawa portano invece questo stesso linguaggio verso una dimensione più intima.

Nelle opere di Mr., le figure legate alla cultura manga, anime e otaku abitano spazi attraversati da adolescenza, solitudine, desiderio ed evasione. La dolcezza dell’immagine non rassicura, ma diventa un punto di tensione tra innocenza e inquietudine.

Anche Azusa Nozawa utilizza personaggi immediatamente riconoscibili, trasformandoli però in proiezioni personali ed emotive. Le sue figure femminili sembrano sospese tra identità e vulnerabilità, come se la superficie della pittura diventasse il luogo in cui dare forma a pensieri, ossessioni e frammenti interiori. In questa prospettiva, il Superflat non è trattato come una formula da ripetere, ma come un’eredità visiva e culturale ormai assorbita nel nostro modo quotidiano di vedere. Alcuni artisti ne sviluppano la capacità di creare universi immaginari, altri ne utilizzano i codici per raccontare esperienze più personali e fragili.

Perfect Surface, Restless World si chiede così cosa resti del Superflat dopo che le sue strategie sono diventate parte del linguaggio globale dell’immagine. La sua eredità non è soltanto estetica: Murakami ha anticipato una cultura in cui immagini, emozioni, identità e merci convivono sullo stesso piano, scambiandosi continuamente di ruolo. Le superfici possono apparire perfette; i mondi che contengono, invece, restano inquieti.

Nicola Ghiringhelli Forlani dopo aver conseguito una laurea in Art Gallery and Museum Studies presso la University of Leeds e un Master in Art Business alla Kingston University di Londra, ha avuto l’opportunità di lavorare tra il Regno Unito e l’Italia, facendo esperienza con gallerie e case d’asta. Tra le esperienze più significative si segnalano il lavoro presso Christie’s a Londra nel dipartimento di arte contemporanea e post-war e l’esperienza nel dipartimento di arte moderna alla Cambi Casa D’aste. Durante questi anni matura anche competenze in contesti fieristici e gallerie tra Londra, Milano e altre realtà europee.

Negli ultimi tre anni sviluppa un forte interesse per l’arte giapponese contemporanea. Questa passione nasce dalla frequentazione di fiere d’arte internazionali, dove il contatto diretto con le opere e gli artisti lo spinge ad approfondire questo ambito attraverso una ricerca personale, lo studio del mercato e il monitoraggio delle aste. Nell’autunno 2025 intraprende un viaggio di circa due mesi e mezzo a Tokyo, in cui ha l’opportunità di immergersi direttamente nella scena artistica contemporanea, visitando gallerie, studi di artisti e spazi indipendenti, e sviluppando una conoscenza più approfondita dell’arte contemporanea locale, sia dal punto di vista curatoriale che di mercato. Dopo vari viaggi nella terra del Sol Levante, nasce l’intuizione: puntare sull’arte contemporanea giapponese, trasformandola in una concreta forma di business, la Ghiringhelli Art Gallery, una formula insolita di galleria che gli permette di essere flessibile, ma riconoscibile, che lo porta a muoversi verso il Giappone non appena può e allo stesso tempo a mantenere una presenza a Milano e in Italia.

OPERA DAY

Tutto esaurito a Palazzo Lombardia per il concerto con gli artisti di OperaLombardia dedicato al ‘World Opera Day’, mentre sono ancora disponibili gli ultimi posti per il laboratorio di canto per bambini. I due appuntamenti gratuiti, sono in programma domani, giovedì 22 ottobre, al Belvedere del 39° piano, porteranno la lirica nella sede della Regione con due iniziative rivolte alle famiglie e agli appassionati.

“Vogliamo avvicinare all’opera – ha sottolineato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso – anche chi non frequenta abitualmente i teatri. Anche quest’anno, infatti, abbiamo deciso di aprire Palazzo Lombardia a un concerto e a un laboratorio nel quale i bambini potranno scoprire la lirica attraverso il canto. La passione per la musica può nascere da esperienze come queste, soprattutto quando si ha la possibilità di partecipare in prima persona”.

“Regione – ha aggiunto – sostiene OperaLombardia e la collaborazione tra i cinque teatri di tradizione che portano a Bergamo, Brescia, Como, Cremona e Pavia produzioni di qualità. Il ‘World Opera Day’ è un’occasione per far conoscere questo lavoro a nuovi spettatori, con l’auspicio che l’incontro con gli artisti e l’ascolto dei brani d’opera diventino un invito a seguire le stagioni nei teatri”.

PANETTONE

Presentata ieri a Palazzo Pirelli la finale della Coppa del Mondo del Panettone, il concorso internazionale ideato dal Maestro pasticcere Giuseppe Piffaretti, giunto alla sua quinta edizione. Si svolgerà Il 7 e 8 novembre 2026 negli spazi dell’hotel Meliá Milano.

Venti Paesi, due categorie in gara (panettone tradizionale e al cioccolato), venti giurati internazionali e un’intera comunità di professionisti riunita attorno a uno dei prodotti più rappresentativi della tradizione dolciaria italiana.

La finale rappresenta il punto d’arrivo di un percorso di selezioni internazionali che si svolgono direttamente nei Paesi partecipanti, con l’obiettivo di garantire trasparenza e valorizzare le migliori espressioni della produzione artigianale. Un progetto che negli anni è cresciuto anche grazie al Patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla collaborazione con le rappresentanze diplomatiche italiane e con ITA – Italian Trade Agency, contribuendo alla promozione della cultura del panettone e del Made in Italy.

Alla conferenza stampa è intervenuto l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi.

“La Coppa del Mondo del Panettone – ha commentato – dimostra come una grande tradizione della pasticceria italiana possa diventare un patrimonio riconosciuto e apprezzato a livello internazionale. Il panettone è il risultato di competenze artigianali e materie prime di qualità che si tramandano nel tempo, ma anche della capacità delle nostre imprese di innovare conquistando nuovi mercati”.

“Manifestazioni come questa – ha continuato – contribuiscono a promuovere il Made in Italy, valorizzando il lavoro dei professionisti e rafforzando il legame tra eccellenze gastronomiche e territori. È importante continuare a investire in iniziative che raccontano al mondo il valore delle nostre produzioni e la creatività che rende unica la tradizione della pasticceria meneghina”.

All’incontro hanno partecipato anche Marcello Gentile di ITA Italia Trade Agency, il pastry chef e ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo Iginio Massari, Diego Crosara, pastry art director della Pasticceria Marchesi 1824.

Tra i finalisti, anche il lombardo Roberto Moreschi di ‘Roberto Pastry & Bakery’ di Chiavenna (SO). Con lui anche maestri pasticceri dal Giappone, Singapore, Usa, Perù e altri Paesi europei. La curiosità emersa durante la conferenza stampa è che, fino ad ora, nessun pasticciere milanese ha mai partecipato al concorso: una sorta di contraddizione in termini visto che il dolce più apprezzato nel mondo è nato proprio a Milano e che nel capoluogo lombardo si svolge la Coppa del Mondo dedicata al panettone.

In occasione della gara, le valutazioni saranno eseguite da due giurie composte da alcuni tra i più autorevoli protagonisti della pasticceria e dell’arte della lievitazione internazionale. I prodotti saranno sottoposti a degustazioni rigorosamente anonime, secondo il principio di imparzialità che caratterizza la competizione.

L’edizione 2026 segna anche un’evoluzione importante: la Coppa del Mondo del Panettone amplia il proprio ruolo culturale, affiancando alla competizione un programma di incontri dedicati alle trasformazioni del settore, alle nuove esigenze dei consumatori e alle opportunità che si aprono per il grande lievitato italiano.

Tra i temi centrali, il panettone per tutti, con una riflessione sulle nuove frontiere dell’inclusività alimentare e sulla crescente attenzione verso le produzioni senza glutine, senza lattosio e vegane. Una sfida che coinvolge ricerca, tecnica e creatività e che apre nuove prospettive per rendere il grande lievitato accessibile a un pubblico sempre più ampio, senza comprometterne la qualità.

Spazio anche al packaging e alla psicologia dei consumi, per approfondire il ruolo della confezione nella costruzione dell’identità di un prodotto e nella comunicazione del suo valore. Un tema che troverà espressione anche nell’Artecarta Capsule Collection, l’esposizione delle confezioni dei finalisti che darà al pubblico la possibilità di scoprire e votare le interpretazioni più creative, accanto al riconoscimento assegnato da una giuria di esperti.

Un’attenzione particolare sarà riservata al rapporto tra grandi lievitati e hôtellerie, un settore nel quale il panettone sta trovando nuove occasioni di valorizzazione, dalla prima colazione alle proposte gastronomiche degli hotel di alta gamma. Un’opportunità per riflettere anche sulla destagionalizzazione del prodotto e sul suo potenziale come espressione dell’eccellenza gastronomica italiana durante tutto l’anno.

L’obiettivo è allargare lo sguardo oltre la competizione, facendo della Coppa del Mondo del Panettone un punto d’incontro internazionale in cui condividere esperienze, idee e visioni sul futuro del settore per rafforzare il valore della produzione artigianale e il ruolo del grande lievitato come ambasciatore del Made in Italy nel mondo.

DESIDERI

Nel mondo dell’alta moda, il lusso non conosce limiti e alcuni accessori raggiungono prezzi da capogiro, trasformandosi in veri e propri oggetti da collezione.

A stabilire un record è stata la Birkin originale di Jane Birkin, venduta nel luglio 2025 per 10,05 milioni di dollari. Non una semplice borsa, ma un pezzo di storia della moda, impreziosito anche dai segni del tempo e da dettagli personali della sua proprietaria.

Tra gli oggetti più straordinari troviamo anche la 1001 Nights Diamond Purse di Mouawad, una pochette a forma di cuore realizzata in oro e decorata con 4.517 diamanti, frutto di migliaia di ore di lavorazione artigianale.

E che dire della Kelly Rose Gold di Hermès? Una reinterpretazione in oro rosa e diamanti della celebre borsa, talmente preziosa da sembrare più un gioiello che un accessorio.

Il lusso estremo non riguarda soltanto le borse: anche i celebri Fantasy Bra di Victoria’s Secret hanno raggiunto valutazioni milionarie grazie a diamanti, metalli preziosi e lavorazioni eccezionali.

Il segreto di questi prezzi? Rarità, storia, artigianalità e prestigio. Perché, nel mondo della moda, a volte non si acquista semplicemente un oggetto, ma il privilegio di possedere qualcosa che pochissimi al mondo possono permettersi.

Nel lusso estremo, infatti, il prezzo non misura soltanto il valore dei materiali, ma anche il potere del desiderio.