ART WEEK

La decima edizione della Mi-Art – Milano Art Week passa da piazza Città di Lombardia. Per la prima volta, infatti, la settimana milanese dedicata all’arte moderna e contemporanea presenta tra i luoghi che la animano la piazza in cui ha sede la Regione: nell’Arena Experience è stata allestita la mostra ‘La bellezza oltre lo specchio – L’imperfezione racconta la verità’, in cui sono esposte opere del fotografo di origini pugliesi – ma da anni a Milano – Antonio Schiavano.

“La Regione Lombardia – ha affermato il presidente Attilio Fontana – crede molto nell’arte: riteniamo sia importante offrire ai nostri cittadini la possibilità di apprezzare opere frutto del talento e dell’ingegno. Diverse opere d’arte ci sono date in comodato d’uso e impreziosiscono le nostre sedi istituzionali. Siamo orgogliosi di esporle per favorire l’opportunità di entrare in contatto con questo bellissimo mondo”.

“In piazza Città di Lombardia – ha concluso Fontana – possiamo ammirare lo stile originale di Antonio Schiavano e la sua personale declinazione del concetto di bellezza. Un’esposizione che merita di essere visitata”. 

L’Arena Experience, ospita la mostra che racconta la lunga esperienza dell’artista maturata nella fotografia commerciale e beauty attraverso una fase di ricerca più personale, nella quale Schiavano si è incentrato sulla trasformazione dell’immagine. È stato proprio l’autore a riconoscere in questa struttura il luogo giusto per ospitare questa rassegna. La mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 19 aprile, tutti i giorni, con ingresso libero e gratuito dalle ore 10 alle 22.

Sabato 18 aprile, alle ore 17, è un talk con la curatrice Alisia Viola sul rapporto tra estetica, identità e costruzione dell’immagine contemporanea. L’ingresso è gratuito e ai partecipanti sarà donata una ‘mini-opera’ firmata dall’autore.

“La bellezza è la nostra unicità – ha detto l’artista, Antonio Schiavano – ci stanno spingendo ad uniformarci, ma il mio scopo è proprio quello di convincere tutti ad accettarsi per quello che sono”. “Mi piacerebbe – ha aggiunto il fotografo – che la bellezza sia vista come un’impronta digitale: mai a nessuno verrebbe in mente di poterla cambiare”.

MADE IN ITALY

Il 15 aprile si celebra la Giornata nazionale del Made in Italy. “Una data – ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana –  che coincide con la nascita di Leonardo da Vinci, simbolo del genio universale dell’italianità. Leonardo ha vissuto, lavorato e innovato in Lombardia per quasi vent’anni, lasciando capolavori come l’Ultima Cena e i progetti dei Navigli. Il filo che lo lega alla nostra terra è diretto, lo stesso spirito di ingegno, innovazione e bellezza che attraversa i secoli e che ancora oggi ci appartiene”.

La Lombardia  è la regione che più di ogni altra incarna questo spirito. “Lo dicono i numeri – ha aggiunto – siamo la prima regione esportatrice d’Italia, il Made in Lombardy vale da solo il 25% dell’intero export nazionale. Siamo la prima regione manifatturiera d’Italia e la prima nell’agroalimentare. Un primato costruito ogni giorno, nelle imprese, nei laboratori, nelle botteghe. In questa giornata il mio pensiero va a tutte le imprenditrici e gli imprenditori lombardi, agli artigiani, agli agricoltori, ai lavoratori che ogni giorno portano in alto il nome della nostra terra e fanno grande il Made in Italy. Buona Giornata Nazionale del Made in Italy”.

“Il Made in Italy  – ha sottolineato  – non è solo un’etichetta: è un modo di fare, di pensare, di costruire. È l’ingegno di chi progetta, la dedizione di chi lavora, l’orgoglio di chi trasforma un’idea in eccellenza. Il simbolo del meglio dell’Italia”.

La Lombardia  è la porta dell’Italia verso il mondo. Non solo per i numeri, ma per la cultura che li genera: il saper fare, la cura del dettaglio, il coraggio di innovare senza mai tradire le proprie radici”.

MUTANTI

In occasione della Milano Design Week 2026, DcomeDesign presenta MUTANTI – Corpi, menti, materia in trasformazione, una mostra a cura di Anty Pansera che indaga il tema della trasformazione nel progetto contemporaneo.

Inserita nel palinsesto ufficiale della Milano Design Week 2026 e in dialogo con il tema Essere Progetto del Fuorisalone, la mostra esplora il design come processo in continua evoluzione, capace di adattarsi, trasformarsi e ridefinirsi nel tempo. Allo stesso modo, si confronta con le riflessioni del Salone Internazionale del Bagno, che in questa edizione pone al centro lo spazio domestico come ambiente sostenibile, tecnologico e sempre più orientato al benessere.

MUTANTI non propone una visione univoca, ma un attraversamento: materia, linguaggio, tecnologia e comportamento dell’abitare vengono letti come ambiti in continua trasformazione. Sono quindi raccolte in questa occasione esperienze diverse, accomunate dalla capacità di mutare nel tempo, mettendo in evidenza come il cambiamento non sia un’eccezione, ma una condizione strutturale del design contemporaneo. Fulcro della mostra — e tratto identitario dell’associazione DcomeDesign — è il ruolo delle donne nel mondo del design e della produzione: non soltanto progettiste, ma protagoniste attive lungo l’intera filiera, dall’impresa alla ricerca, dal management alla comunicazione e questa mostra evidenzia una presenza femminile diffusa e strutturale, capace di incidere in modo significativo sia sui processi produttivi sia sulle evoluzioni del design contemporaneo.

Ad aprire idealmente il percorso, vi è la riflessione di Giorgina Castiglioni, che propone una lettura della materia come processo aperto, tra memoria e possibilità, offrendo una chiave di accesso al tema della trasformazione. E poi la mostra costruisce, attraverso l’intreccio di storie aziendali, innovazioni tecnologiche e sperimentazioni progettuali, un dialogo dinamico tra tradizione e futuro: dalle realtà familiari italiane – e al femminile – che attraversano le generazioni, come Alma e Bonacina, alle aziende orientate all’innovazione tecnologica e ai sistemi integrati, come Roca e Vimar, fino alle ricerche più sperimentali su linguaggi e forme, rappresentate da Rapsel e Fabbro Arredi.

Così la curatrice Anty Pansera ha immaginato questo nuovo progetto: “È dentro questo orizzonte che si collocano le presenze riunite alla Sala Colonne della Fabbrica del Vapore: storie diverse, tipologie differenti, accomunate da un’idea di trasformazione intesa non come gesto isolato, ma come pratica continua, come capacità di mutare restando fedeli a una propria identità”.

LA SFIDA

“Questa proposta nasce da un’esperienza concreta e recente: le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, le prime Olimpiadi diffuse della storia. Un modello che ha saputo conquistare il mondo perché fondato sulla capacità dei territori di lavorare insieme e di soddisfare esigenze diverse, mettendo a sistema competenze, infrastrutture e identità locali. È proprio da qui che partiamo: dall’idea che la collaborazione tra territori non sia solo un valore, ma una leva strategica per costruire grandi progetti internazionali sostenibili, innovativi e capaci di generare benefici duraturi.”

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta così l’avvio del percorso congiunto con Piemonte, Liguria e le città di Milano, Torino e Genova per valutare una candidatura olimpica estiva del Nord-Ovest. Le istituzioni promotrici si sono infatti riunite oggi per un primo incontro operativo, lasciando aperto il calendario dei prossimi appuntamenti.

“Il Nord-Ovest rappresenta uno dei motori più dinamici d’Europa – ha concluso – e può contare su una rete infrastrutturale, sanitaria, sportiva e organizzativa di altissimo livello. La volontà condivisa è quella di costruire una candidatura credibile, innovativa e capace di generare valore duraturo per i territori e per l’intero Paese

DA OGGI

In occasione della Milano Design Week 2026, FRAGILE, storica galleria di design del Novecento, presenta la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage.

L’esposizione ripercorre la straordinaria vastità e varietà dell’attività progettuale di Sergio Asti, architetto e designer tra i protagonisti del panorama milanese del secondo Novecento. Per l’occasione sarà pubblicato un volume monografico dedicato all’autore, edito da Silvana Editoriale.

Dal 14 aprile al 29 maggio 2026, FRAGILE, galleria guidata da Alessandro Padoan e Alessandro Palmaghini, punto di riferimento per il design storico e il collezionismo, presenta nel suo spazio espositivo in via Simone D’Orsenigo, 27, la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage. 

Con questa rassegna, così come con le recenti “ANNI LUCE. ARREDOLUCE. 100 LAMPADE” (MDW 2024), dedicata al marchio storico di illuminazione Arredoluce, e “HANDLE WITH CARE. CARLO NASON GLASS DESIGNER” (MDW 2025), monografica sul più prolifico creatore di progetti legati alla luce a Murano nel dopoguerra, FRAGILE prosegue nella ricerca di importanti autori che, pur avendo plasmato il gusto e l’immaginario comune dell’arredare, non hanno ancora trovato la giusta consacrazione.

Property of Sergio Asti. A Design Heritage racconta della riscoperta di un nome già riconosciuto nel mondo del design storico, autore di vere pietre miliari. La lampada Profiterolle per Martinelli del 1968, il vaso Marco per Salviati (vincitore del Compasso d’Oro nel 1962), il tavolo Trifoglio per Poltronova del 1969, i vasi della serie Sixties per Vistosi e il vaso Demodé per Venini, sono solo alcuni esempi di uno straordinario mondo di oggetti figli di un progettista “totale”, esposti in mostra da FRAGILE. Asti infatti vanta un portfolio tra i più vasti riscontrabili nel suo “mestiere”, dai servizi per la tavola all’illuminazione, dall’automotive agli elettrodomestici, dagli allestimenti fieristici ai palazzi, dai rivestimenti ceramici agli arredi di ogni genere, dai sanitari ai gioielli. Sergio Asti si inserisce a pieno titolo nel fervido panorama culturale milanese del suo tempo, legato tra gli altri a Ettore Sottsass, che gli dedica spesso pubblici attestati di stima, e svincolato da precise connotazioni stilistiche, che anzi percorre e sperimenta con successo grazie a un metodo di lavoro quasi ossessivo che pone la ricerca della qualità, progettuale ed esecutiva, come focus.

Il titolo della mostra si rifà a una vecchia iscrizione -Property of Sergio Asti – reperita sotto un tavolino da lui disegnato, non si sa se di sua effettiva proprietà. Un dettaglio che ben sintetizza l’idea di un mondo di “cose” originate da una precisa e “personale” filosofia progettuale, che FRAGILE ha il piacere di condividere e valorizzare oggi restituendo a Sergio Asti – e in futuro anche ad altri grandi autori – la centralità che merita nel racconto del design del Novecento.

Nato a Milano nel 1926 e laureatosi al Politecnico, inizia la sua carriera alla fine degli anni ’50 dapprima in collaborazione con Sergio Favre. Continua poi incessantemente a progettare, alterna un prolifico ed instancabile lavoro di architetto e designer, in Italia e all’estero (in Giappone in particolare insegna e disegna per aziende locali), è membro e fondatore dell’ADI, professore al Politecnico di Milano, conferenziere e membro di giurie internazionali, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti. Tra le aziende per cui disegna ci sono Artemide, Arteluce, Acerbis, Alessi, Poltronova, Martinelli Luce, Olivari, Salviati, Venini, Cassina, Knoll, Flexform, Gabbianelli, Alfa Romeo, De Vecchi, Candle, Kartell, Vistosi, Bilumen, Raak, Nason e Moretti.

FRAGILE accompagnerà come di consueto la mostra con una pubblicazione, in questo caso una monografia sul designer, edita da Silvana Editoriale. Oltre agli autori del volume, Rosa Chiesa e Alessandro Zannoni, fondamentali per il lavoro di ricerca e catalogazione sono stati Alba Cappellieri, Ordinario di Design al Politecnico di Milano, nonché l’ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale Di Venezia) dove è custodito l’enorme fondo dell’architetto.

AMBASCIATORI

Gli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale e Moda) e Francesca Caruso (Cultura) hanno premiato oggi a Vinitaly tre rappresentanti di altissimo livello dell’imprenditorialità lombarda. Alla presenza dei ministri dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e al Turismo, Gianmarco Mazzi, i riconoscimenti di ‘ambasciatori della cultura enogastronomica lombarda’ sono andati a Bruna Gritti Cerea, Maurizio Zanella e Iginio Massari, nell’ambito dell’evento ‘Regione Lombardia protagonista della cultura italiana’.

Quelle premiate sono tre figure che rappresentano la capacità della Lombardia di trasformare tradizione, competenze e saper fare in modelli di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, contribuendo a rafforzare il posizionamento del territorio come riferimento per qualità e innovazione.

Questa edizione di Vinitaly rappresenta il coronamento di un percorso molto importante per la cucina italiana. “Il riconoscimento UNESCO rappresenta una cosa straordinaria e per questo possiamo paragonare il Vinitaly all’Olimpiade del vino e di tutto ciò che il vino rappresenta. “In questo l’Italia ha saputo ritagliarsi un ruolo fondamentale nel panorama mondiale” ha sottolineato Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia.”Il palcoscenico di Vinitaly – ha continuato – ha voluto premiare gli ambasciatori lombardi della cucina che hanno fortemente contribuito a questo riconoscimento, trasformando materie prime meravigliose in prodotti altrettanto iconici e suggestivi che fanno della nostra regione una delle mete più attrattive per l’enoturismo e l’enogastronomia. La Lombardia offre un pacchetto unico che non teme globalizzazione. Questo è l’esempio della filiera amministrativa che parte dal Presidente del Consiglio e arriva alle singole Regioni unite nella valorizzazione di un bene che nessuno altro Paese può competere ad avere”.

L’enogastronomia rappresenta “il traino per promuovere un turismo esperienziale – ha evidenziato Debora Massari, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia – All’interno del Padiglione Lombardia abbiamo realizzato una sezione interattiva dedicata ai Consorzi, alle Strade dei vini e alle cantine. In questo modo il visitatore può toccare con mano la zona di suo interesse, vedere il paesaggio e iniziare un percorso esperienziale, oltre a scoprire che tipo di wine lover è. Crediamo che il turismo enogastronomico possa essere una leva strategica per la nostra regione, ma occorre puntare tutto sull’identità del territorio”.

La Lombardia ha voluto portare a Vinitaly il racconto di un sistema. “È la prima volta che l’assessorato alla Cultura partecipa a questa magnifica manifestazione”, ha spiegato Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia. “Ringrazio l’assessore Beduschi perché ha voluto coinvolgerci riconoscendo che quando si parla di vino e cucina non si può non pensare all’aspetto culturale. Ed è proprio per questo che la cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell’Unesco, perché quando parliamo di cucina, parliamo di tradizioni, di storia, di identità del nostro territorio”.

Il ministro Francesco Lollobrigida ha sottolineato come la Lombardia sia “capace di valorizzare anche tutto quello che non è industria, ma che è collegato ai settori primari. Una filiera che mette in condizione di creare valore aggiunto e di poter pagare bene il valore intrinseco, garantito dal prodotto agricolo e di trasformazione”.

Il ministro Gianmarco Mazzi ha evidenziato come “cultura e turismo devono viaggiare insieme perché il turismo può essere un volano per la cultura. Mi sono reso conto che quella del vino è una comunità che ha grande passione ed entusiasmo, ci sono storie di famiglie e delle loro cantine che rappresentano un mondo vivo e attivo che va valorizzato in tutti i fronti”.

VERDE PULITO

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con la Giornata del Verde Pulito, l’iniziativa con cui Regione Lombardia punta a sensibilizzare i cittadini, in particolare i più giovani, sull’importanza della tutela ambientale, invitandoli a realizzare azioni concrete di pulizia in diverse aree del loro territorio.

La data fissata per l’edizione 2026 è domenica 12 aprile, una giornata durante la quale 126 Comuni lombardi saranno protagonisti di una serie di buone pratiche green, poi raccontate attraverso una serie di fotografie. Questi scatti si contenderanno i diversi riconoscimenti del tradizionale contest legato all’iniziativa, attraverso il quale verrà premiata la capacità di trasmettere con creatività un messaggio importante come la tutela del pianeta. Nello specifico, a essere coinvolte saranno le province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Monza e Brianza, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio e Varese.

“La Giornata del Verde Pulito – sottolinea l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Giorgio Maione rappresenta un’occasione concreta per prenderci cura del nostro territorio, rafforzare il senso civico e valorizzare il patrimonio naturale della Lombardia. Ogni gesto, anche il più piccolo, contribuisce infatti a promuovere la tutela del pianeta”.

“Un ringraziamento particolare – conclude Maione – va a tutti i volontari, agli studenti delle scuole e in generale a tutti i cittadini che questa domenica dedicheranno il loro tempo alla comunità, dando un contributo concreto alla salvaguardia del territorio e alla costruzione di un futuro più sostenibile per tutti”.

I Comuni vincitori dell’edizione 2026 della Giornata del Verde Pulito avranno l’opportunità di presentare e promuovere le diverse realtà del territorio, raccontare idee progettuali, scambiare tra loro iniziative ed esperienze, nel corso di un evento a Palazzo Lombardia.

DESIGN WEEK

In occasione di Milano Design Week 2026, Gilda&Co, spazio milanese dedicato al design italiano, ospita SPLENDIDO SPLENDENTE Gli oggetti metallici si riflettono, una mostra dove i protagonisti sono il metallo cromato e argentato, l’acciaio inox e la ceramica smaltata utilizzati in oggetti di design che hanno segnato la seconda metà del XX secolo, progettati da autori quali Albini, Alessi, Azucena, Casé, Londi, Mangiarotti, Mari, Munari, Sabattini, Vigo e tanti altri.

Gilda&Co è uno spazio che nasce nel 2024 dalla esperienza di Daniele Lorenzon e di Compasso, showroom milanese di 800 mq che da oltre 20 anni esplora il meglio del design del ‘900. Attingendo dunque da questo ricco archivio, la galleria vuole proporre storie, visioni e prospettive nuove del design italiano attraverso mostre temporanee, esponendo non solo di oggetti di design, ma anche opere d’arte, documenti e fotografie e coinvolgendo guests curators, critici, designer, artisti e creativi di tutto il mondo.

In occasione della Milano Design Week 2026, Gilda&Co ospita la mostra SPLENDIDO SPLENDENTE Gli oggetti metallici si riflettono, un richiamo alla luce o meglio a quella luminosità riflessa che certi materiali come il cromo, l’acciaio, l’argento o il vetro specchiato, producono e che trasmettono agli oggetti a cui danno vita. Lampade, arredi, complementi e oggettistica raccontano un gioco di rimandi sul filo del mono materico che vuole essere un omaggio a quell’idea originaria che ha portato la luce negli interni moderni.

Dai tempi della scoperta dei metalli ad oggi, gli oggetti più inestimabili hanno sempre avuto un forte legame con la luce: un’oggetto di pregio, come un gioiello, ha come sua caratteristica principale quella di splendere, grazie alla sapienza della mente e delle mani dell’uomo che l’ha creato e ai metalli preziosi di cui è composto che, come si suol dire, brillano di luce propria.

Così i materiali dei pezzi esposti in mostra, come sottolinea Manolo De Giorgi, nelle loro varie declinazioni e grazie alle loro diverse composizioni e dosaggi chimici, producono una sorta di fosforescenza anche in assenza di luce o con poca luce, che ha effetti di emissione luminosa non indifferenti.

Alessandro Pedretti racconta l’allestimento dove la vicinanza tra l’alpacca satinata di un vassoio di Bruno Munari e l’acciaio inossidabile lucidato di un porta foglietti di Enzo Mari, tra un metallo argentato di un candeliere di Lino Sabattini ed un portacenere in acciaio cromato di Ico Parisi crea tra loro delle rifrazioni, pronte a cambiare e a scambiarsi nel corso della giornata, come si trattasse di un dimmer naturale che illumina la galleria.

Gilda&Co con la mostra SPLENDIDO SPLENDENTE Gli oggetti metallici si riflettono apre le sue porte ad un fantastico mondo di lucentezze e splendori metallici, che attingono dal passato con uno slancio verso la modernità.

MASTERCLASS

Un palinsesto articolato e di alto profilo, costruito per valorizzare qualità produttiva, eccellenze, identità territoriali ed enoturismo. È con questa impostazione che la Lombardia si presenta alla 58ª edizione di Vinitaly, attraverso un calendario di appuntamenti che mette in relazione istituzioni, consorzi e operatori. Attorno a questo impianto prende forma un racconto organico del sistema vitivinicolo regionale, ai vertici nazionali per qualità e varietà. La Lombardia può infatti contare su 5 Docg, 21 Doc e 15 Igt, un patrimonio articolato che riflette la ricchezza dei territori e la capacità di esprimere identità produttive molto diverse tra loro.

Il programma che presentiamo a Vinitaly – dichiara l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi – restituisce in modo molto concreto l’identità del vino lombardo, fatta di qualità e una forte connessione con i territori di appartenenza. Non è solo una vetrina di prodotti, ma il racconto di un sistema che si presenterà con denominazioni affermate, realtà emergenti e una capacità sempre più strutturata di fare rete”.

L’evento centrale è in programma lunedì 13 aprile alle 13, nella sala polivalente del Padiglione Lombardia (Stand D11–D12, Palaexpo – Veronafiere). Si tratta di “Regione Lombardia protagonista della cucina italiana”, un momento celebrativo dedicato alle eccellenze lombarde. Protagonisti dell’incontro saranno il maestro pasticcere Iginio Massari, Bruna Gritti – che insieme al marito Vittorio Cerea ha costruito il successo di ‘Da Vittorio’ – e Maurizio Zanella, fondatore di Ca’ del Bosco. Tre figure che rappresentano la capacità della Lombardia di trasformare tradizione e saper fare in modelli di successo riconosciuti a livello internazionale.

“Eventi come quello dedicato alla cucina italiana – prosegue Beduschi – con protagonisti che hanno saputo trasformare il saper fare in modelli riconosciuti a livello internazionale, dimostrano quanto il legame tra vino, gastronomia e accoglienza sia oggi decisivo. È lì che si costruisce valore, ed è lì che la Lombardia vuole continuare a crescere, rafforzando la propria attrattività e la presenza sui mercati”.

Ad aprire il palinsesto, domenica 12 aprile, saranno due momenti dedicati a denominazioni simbolo: alle 14 la degustazione ‘Franciacorta, il territorio nel calice’, seguita alle 15 dalla presentazione del progetto ‘Lugana VITAE’. Alle 16 il talk ’50 Sfumature di Pinot Noir’ accenderà i riflettori su uno dei vitigni più identitari della regione, proiettando lo sguardo verso l’evento nazionale previsto per ottobre 2026 e valorizzando il ruolo strategico dell’Oltrepò Pavese.

La giornata di lunedì 13 aprile si aprirà alle 10 con la conferenza stampa e degustazione ‘Botticino DOC, il Barolo della Lombardia’, appuntamento che punta a rafforzare il posizionamento di una denominazione di nicchia ma ad alto potenziale. Alle 11 spazio al panel ‘Lombardia del Vino: strategie e sinergie per lo sviluppo dell’enoturismo’, promosso dalla Federazione delle Strade del Vino e dei Sapori di Lombardia con Ascovilo e Regione Lombardia, che metterà al centro il ruolo crescente dell’enoturismo come leva di sviluppo economico e territoriale. Nel pomeriggio, alle 15, la presentazione del progetto ‘Classese, vocazione Pinot Nero’ e, alle 16, la degustazione ‘Terre Banine in calice’, dedicata al territorio di San Colombano al Lambro.

Martedì 14 aprile è prevista la presentazione della decima edizione di ‘Lambrusco a Palazzo’ (12.30), mentre alle 14.30 si terrà la degustazione ‘Terre Lariane, IGT inaspettata. Riesling, Pinot Nero e Merlot, sei vini che raccontano un territorio’, che porterà in primo piano un’area emergente e sempre più apprezzata.

A chiudere il palinsesto, mercoledì 15 aprile, dalle 11 alle 13, la degustazione ‘Wine Voyage 3.0’ a cura di Unioncamere Lombardia, nel corso della quale i vini lombardi saranno messi in dialogo con prodotti ottenuti dagli stessi vitigni in contesti internazionali, a partire dalla Cina, in un confronto che evidenzia il posizionamento globale delle produzioni regionali. La partecipazione lombarda a Vinitaly nasce dalla collaborazione tra Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Consorzi di tutela, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità di un sistema tra i più diversificati e competitivi del Paese e di consolidare il posizionamento della Lombardia come destinazione enogastronomica di riferimento.

FRAGILE

In occasione della Milano Design Week 2026, FRAGILE, storica galleria di design del Novecento, presenta la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage.

L’esposizione ripercorre la straordinaria vastità e varietà dell’attività progettuale di Sergio Asti, architetto e designer tra i protagonisti del panorama milanese del secondo Novecento. Per l’occasione sarà pubblicato un volume monografico dedicato all’autore, edito da Silvana Editoriale.

Dal 14 aprile al 29 maggio 2026, FRAGILE, galleria guidata da Alessandro Padoan e Alessandro Palmaghini, punto di riferimento per il design storico e il collezionismo, presenta nel suo spazio espositivo in via Simone D’Orsenigo, 27, la mostra Property of Sergio Asti. A Design Heritage. 

Con questa rassegna, così come con le recenti “ANNI LUCE. ARREDOLUCE. 100 LAMPADE” (MDW 2024), dedicata al marchio storico di illuminazione Arredoluce, e “HANDLE WITH CARE. CARLO NASON GLASS DESIGNER” (MDW 2025), monografica sul più prolifico creatore di progetti legati alla luce a Murano nel dopoguerra, FRAGILE prosegue nella ricerca di importanti autori che, pur avendo plasmato il gusto e l’immaginario comune dell’arredare, non hanno ancora trovato la giusta consacrazione.

Property of Sergio Asti. A Design Heritage racconta della riscoperta di un nome già riconosciuto nel mondo del design storico, autore di vere pietre miliari. La lampada Profiterolle per Martinelli del 1968, il vaso Marco per Salviati (vincitore del Compasso d’Oro nel 1962), il tavolo Trifoglio per Poltronova del 1969, i vasi della serie Sixties per Vistosi e il vaso Demodé per Venini, sono solo alcuni esempi di uno straordinario mondo di oggetti figli di un progettista “totale”, esposti in mostra da FRAGILE. Asti infatti vanta un portfolio tra i più vasti riscontrabili nel suo “mestiere”, dai servizi per la tavola all’illuminazione, dall’automotive agli elettrodomestici, dagli allestimenti fieristici ai palazzi, dai rivestimenti ceramici agli arredi di ogni genere, dai sanitari ai gioielli. Sergio Asti si inserisce a pieno titolo nel fervido panorama culturale milanese del suo tempo, legato tra gli altri a Ettore Sottsass, che gli dedica spesso pubblici attestati di stima, e svincolato da precise connotazioni stilistiche, che anzi percorre e sperimenta con successo grazie a un metodo di lavoro quasi ossessivo che pone la ricerca della qualità, progettuale ed esecutiva, come focus.

Il titolo della mostra si rifà a una vecchia iscrizione -Property of Sergio Asti – reperita sotto un tavolino da lui disegnato, non si sa se di sua effettiva proprietà. Un dettaglio che ben sintetizza l’idea di un mondo di “cose” originate da una precisa e “personale” filosofia progettuale, che FRAGILE ha il piacere di condividere e valorizzare oggi restituendo a Sergio Asti – e in futuro anche ad altri grandi autori – la centralità che merita nel racconto del design del Novecento.

Nato a Milano nel 1926 e laureatosi al Politecnico, inizia la sua carriera alla fine degli anni ’50 dapprima in collaborazione con Sergio Favre. Continua poi incessantemente a progettare, alterna un prolifico ed instancabile lavoro di architetto e designer, in Italia e all’estero (in Giappone in particolare insegna e disegna per aziende locali), è membro e fondatore dell’ADI, professore al Politecnico di Milano, conferenziere e membro di giurie internazionali, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti. Tra le aziende per cui disegna ci sono Artemide, Arteluce, Acerbis, Alessi, Poltronova, Martinelli Luce, Olivari, Salviati, Venini, Cassina, Knoll, Flexform, Gabbianelli, Alfa Romeo, De Vecchi, Candle, Kartell, Vistosi, Bilumen, Raak, Nason e Moretti.

FRAGILE accompagnerà come di consueto la mostra con una pubblicazione, in questo caso una monografia sul designer, edita da Silvana Editoriale. Oltre agli autori del volume, Rosa Chiesa e Alessandro Zannoni, fondamentali per il lavoro di ricerca e catalogazione sono stati Alba Cappellieri, Ordinario di Design al Politecnico di Milano, nonché l’ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale Di Venezia) dove è custodito l’enorme fondo dell’architetto.