AL FEMMINILE

Il Museo Bagatti Valsecchi si cimenta per la prima volta in una avvincente produzione teatrale: Le lacrime amare di Petra von Kant, nata come pièce nel 1971 e poi trasposta nella versione cinematografica nel 1972 dallo stesso regista Rainer Werner Fassbinder.

Per la prima volta a Milano un museo produce uno spettacolo teatrale che vedrà il suo debutto nel Salone d’Onore della Casa Museo il 28 settembre 2023.

La storia della stilista Petra von Kant è un dramma sull’amore tutto al femminile. Una storia scritta più di cinquant’anni fa, ma dalle dinamiche estremamente attuali, che affronta il tema della dipendenza affettiva e del potere. Petra, donna emancipata e volitiva, si innamora perdutamente di Karin, aspirante modella: nel corso della pièce, i ruoli si ribaltano fino a che, da figura dominante, Petra si ritrova schiava dei suoi stessi desideri.

Gli ambienti del Museo, tra casa privata e spazio espositivo, sono il luogo ideale per ospitare questo racconto che ha luogo proprio all’interno di un appartamento, dove il pubblico abita lo stesso spazio scenografico delle attrici e ne segue tutti i movimenti da vicino, riducendo così la separazione classica tra palcoscenico e platea.

“Io credo che ogni essere umano” – afferma Petra – “per come è fatto, ha bisogno di un altro essere, eppure… non ha imparato a stare assieme a un altro”. Riflessioni queste che ci immergono nei sentimenti e nelle problematiche del quotidiano e che vengono sublimate dal fatto di essere messe in scena proprio all’interno di un Museo, come racconta Eliana Miglio. Milanese di nascita, torna dopo tanti anni al suo primo amore, il teatro, e lo fa proprio nella città dove è nata: “Il Museo Bagatti Valsecchi ci aiuta a riscoprire una pietra preziosa qual è il testo di Fassbinder; ambientare la pièce nel suo salone d’onore ci fa subito capire che siamo di fronte a qualcosa di artistico e creativo; come in un tableaux vivant, il Museo potenzia e amplifica la personalità dei personaggi”.

A proposito del testo, la regista Camilla Brison afferma: “Le lacrime amare di Petra von Kant è una storia d’amore. Definirlo dramma, melodramma o commedia è ininfluente se ci si pensa bene. Come ogni storia d’amore nasce, cresce e finisce. Per alcuni questo arco riassume la bellezza dell’amore, per altri è una verità insostenibile. Per noi che abbiamo dovuto mettere le mani in pasta, è soltanto come le cose si svolgono tra Karin e Petra. Non siamo andate a caccia del carnefice e della vittima. Ci siamo soprattutto chieste: come ama questo personaggio? E come ama quest’altro? Partendo sempre dal presupposto che se un qualche tipo di relazione intercorre tra due persone, se esiste quindi una relazione, esiste l’amore, un qualche tipo d’amore. Il risultato non lo conosciamo; il risultato è probabilmente agli occhi del pubblico una dinamica di potere e un gioco di ruolo, ma se si lascia scorrere lo sguardo oltre all’utilitarismo apparente dei due personaggi ci si accorge che siamo di fronte a due esseri che cercano disperatamente di capirsi e non ci riescono. Soprattutto, quando non riescono a capirsi, vanno oltre. Questo è il vero dramma, ed è anche la cosa per me più affascinante del testo. Fassbinder mostra tutta la fragilità dei personaggi per poi mostrarcene la capacità di recupero, di cambiare pagina. Infatti questi personaggi cambiano, cambiano tantissimo da una scena all’altra. Petra è cinica e un momento dopo si innamora, è innamorata pazza e un momento dopo è disperata; è disperata e un momento dopo risoluta e poi ancora innamorata e così via. Guardando queste due donne che si conoscono, si amano e si tradiscono dovremmo chiederci: chi di noi pensa di essere egoista quando ama? Nessuno di noi lo affermerebbe apertamente. Così Petra vuole sì disperatamente Karin per sé, ma è convinta di amarla. Così Karin difende disperatamente la propria libertà, ma è convinta di amare Petra. E allora viene spontaneo domandarsi: chi siamo quando amiamo?”.

Per la produzione di questo spettacolo teatrale il Museo Bagatti Valsecchi si è avvalso di un intreccio virtuoso di collaborazioni, cercando di riscoprire ed esaltare le professionalità che ruotano intorno al teatro, che possono essere di grande interesse per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro.

La partnership con l’ACCADEMIA IUAD di Napoli e Milano nasce proprio con questo spirito: mettere al centro di una produzione teatrale le competenze degli studenti che si sono cimentati nell’ideazione e nella creazione dei costumi di scena delle due attrici seguiti e coordinati dalla regista Camilla Brison e dai loro docenti. Così facendo il Museo Bagatti Valsecchi persegue l’intento dei fondatori, i fratelli Fausto e Giuseppe, che hanno dato fondamentale rilievo alla creatività a loro contemporanea dando vita a una originalissima interpretazione del Rinascimento. Esaltando le competenze degli studenti, proprio come accadeva in casa Bagatti Valsecchi, la regista Camilla Brison ha lavorato con i giovani creativi dell’ACCADEMIA IUAD. Dopo lo studio e varie riflessioni sul testo, sono nati i bozzetti degli abiti, frutto di un lavoro collettivo tra gli studenti di Napoli e Milano. Gli abiti sono poi stati realizzati dagli stessi studenti che hanno così potuto seguire l’intero iter di una produzione teatrale classica, avvicinandosi ad una professione che dialoga con la moda e che può essere a poco a poco riscoperta.

Grazie a questo spettacolo il Museo Bagatti Valsecchi rafforza la collaborazione con SCAVIA, marchio prestigioso di gioielli in tutto il mondo, creati con la cura dei dettagli e l’esaltazione dei materiali preziosi. Proprio per esaltare l’identità della protagonista e il suo ruolo nel mondo della moda e del lusso, Eliana Miglio, che veste i panni di Petra, indosserà durante lo spettacolo alcune affascinanti creazioni di Scavia.

Prosegue la collaborazione con Rocca di Frassinello, i cui vini saranno tra i protagonisti dello spettacolo, e con cui tutti i visitatori potranno brindare a inizio serata.

L’impegno del Museo Bagatti Valsecchi non si ferma qui e, dopo il debutto a Milano, sta già lavorando per portare Le lacrime amare di Petra von Kant in giro per l’Italia

FESTIVAL MAHLER

L’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, ha partecipato alla presentazione del ‘Festival Mahler’ presso l’Auditorium di Milano. L’iniziativa musicale, in programma dal 22 ottobre al 13 novembre, celebra i primi trent’anni di attività dell’Orchestra Sinfonica di Milano e i primi venticinque anni del Coro Sinfonico di Milano.

“In una delle mie prime uscite pubbliche – ha affermato l’assessore Caruso – abbiamo presentato la stagione 2023-2024 dell’Orchestra Sinfonica, con un programma variegato ma in grado, al tempo stesso, di superare anche i confini geografici. Mi fa particolarmente piacere, quindi, poter celebrare oggi i 30 anni di questa splendida realtà”.

“L’Orchestra Sinfonica – ha aggiunto – è fondamentale anche perché arricchisce l’offerta culturale lombarda e aumenta l’attrattività della nostra regione agli occhi dei turisti italiani e internazionali. Tra l’altro, riesce a far conoscere la grande musica sinfonica al pubblico di ogni genere ed età, estendendola, quindi, anche agli ospiti business di aziende e fiere”.

“Il Festival – ha proseguito – racconta la nostra italianità in questo ‘abbraccio’ musicale che avvolge tante grandi realtà. Coinvolgere ben 10 grandi orchestre sinfoniche del nostro Paese e portarle qin Lombardia è sicuramente un motivo di grande orgoglio per l’istituzione regionale, che segue e sostiene l’orchestra sinfonica di Milano”.

“Educare alla musica – ha spiegato l’assessore regionale – significa dotare ciascun ragazzo di un forte antidoto al disagio. Ciò in una visione rivolta al futuro, che non perde qualità nella sua offerta articolata ma che mette al centro anche proposte innovative”.

“Il mio auspicio – ha concluso Caruso – è che questi primi trent’anni rappresentino solo una prima sinfonia di uno spartito che, insieme, andremo ancora a scrivere e ad arricchire. Il festival continuerà a crescere: sono certo che il meglio debba ancora venire”.

INCLUSIONE SOCIALE

L’Ospedale Niguarda, in occasione della Fashion Week di settembre, ha ospitato l’evento ‘L’amore, il rispetto, la cura’. Una manifestazione promossa da Medicinema Italia ETS, unica organizzazione nazionale riconosciuta per l’utilizzo del cinema e dell’arte a scopo di cura e dall’Associazione Naschira partner di Barrett International Group di Virginia Barrett (attrice, regista, musicista) che realizza Eventi a favore delle donne, in collaborazione con l’Associazione ‘Attivecomeprima’, impegnata da tempo nel sostegno di persone malate di cancro e dei loro familiari.

“Per Regione Lombardia – ha detto l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini che ha partecipato al Flashmob ‘100donnevestitedirosso’ a cura dell’Ambasciatrice UNICEF e cantautrice Alessia Cotta Ramusinola – qualità della vita e inclusione sociale delle persone malate e sottoposte a terapia oncologica sono prioritarie. Prendersi cura della propria bellezza interiore ed esteriore significa sentirsi meglio e trovare nuovi strumenti per far fronte al disagio e alla solitudine che spesso si accompagnano alla malattia”.

Erano presenti dottoresse, infermiere, operatrici socio-sanitarie, farmaciste e volontarie della Croce Rossa Italiana.

FESTIVAL TOCATÌ

Sei Giochi tradizionali lombardi hanno ottenuto il riconoscimento dell’Unesco come patrimonio culturale. Si tratta delle ‘comunità di gioco’ della Lombardia incluse nel ‘Tocatì’, il programma condiviso per la salvaguardia di Giochi e Sport Tradizionali ufficialmente iscritto nel ‘Registro delle Buone Pratiche Unesco per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale’.

“Il XVII Comitato Intergovernativo della Convenzione Unesco – ha evidenziato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso – ha apprezzato il dossier di cui l’Italia è capofila e al quale, come Regione Lombardia, abbiamo contribuito concretamente. I Giochi tradizionali fanno parte della nostra storia e hanno una grande valenza culturale che viene riconosciuta anche dal massimo organismo internazionale”.

Fino a domenica, a Verona, è in corso il Festival Tocatì, evento di cultura ludico tradizionale organizzato dall’Associazione Giochi Antichi (Aga), mentre nei giorni scorsi, al Ministero della Cultura, si è svolta la cerimonia delle pergamene per celebrare il traguardo raggiunto.

L’impegno di Regione Lombardia si allarga anche a progetti di partenariato europeo come il ‘Living Heritage Journeys. The integration of intangible heritage into cultural heritage tourism experiences’: “L’assessorato regionale alla Cultura, con l’Archivio di Etnografia e Storia Sociale – ha sottolineato Caruso – è partner associato con altre 20 importanti istituzioni europee in questa iniziativa che punta a creare sinergie tra i vari gruppi e favorire un turismo legato anche al patrimonio culturale immateriale. In questo senso il riconoscimento dell’Unesco è un passo significativo nel processo strategico di salvaguardia che vogliamo attuare”.

“I Giochi tradizionali – ha detto Caruso – sono elementi di vitalità nei territori in cui si praticano e non devono cadere nell’oblio. L’obiettivo è contribuire a far conoscere queste pratiche come patrimonio culturale, attribuendo ad esse tutto il valore che meritano”.

DONNE

Una, nessuna e centomila. Così si potrebbe riassumere la donna nella molteplicità dei suoi ruoli, di madre, moglie, lavoratrice, amica, sorella. Ed è questa essenza e questa molteplicità che ha voluto raccontare il leggendario Max Vadukul nella mostra fotografica ‘Through Her Eyes – Timeless Strength’, presentata oggi a Palazzo Lombardia, alla presenza dell’assessore a Turismo, Moda e Marketing territoriale Barbara Mazzali.
La mostra sarà ospitata a Milano dal 18 settembre al 19 novembre 2023 presso il chiostro delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo.

“Parto dal titolo, ‘La forza senza tempo’, ed è quello che le donne sono: una grande forza, spesso silenziosa, a volte nascosta da un viso segnato da momenti difficili, dai quali sanno sempre di risorgere – spiega Barbara Mazzali -. La forza delle donne è unica ed emerge nei molteplici ruoli di madri, mogli, sorelle, amiche, lavoratrici, donne tenaci capaci, che affrontano con coraggio le sfide della vita. Sostenere le donne è quindi sempre un investimento per il futuro delle nostre comunità”.
“Alle porte della settimana della moda, e alla luce dei recenti fatti di cronaca, spesso agghiaccianti – aggiunge l’assessore – è quantomai necessario ribadire la centralità della donna come pilastro insostituibile della nostra società, nelle sue diverse vesti. Urge però un grande lavoro di sensibilizzazione e cambio culturale per combattere la violenza contro le donne e le discriminazioni. Progetti come questo, che celebrano il ruolo e la forza della donna – conclude Mazzali – vanno esattamente in questa direzione”.

Dopo il grande successo di Dubai, l’esibizione, costituita di 40 fotografie in bianco e nero di grandi dimensioni, arriva a a Milano dal 18 settembre al 19 novembre 2023 presso il chiostro delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo.
Unica protagonista della mostra e musa ispiratrice di Vadukul, nella sua ultima ricerca artistica è l’eterea Top Model Ludmilla Voronkina Bozzetti ritratta in quaranta scatti in bianco e nero.
Lo shooting si è tenuto all’interno di villa Gattoni a Meleti (Lodi), uno spazio congelato nel tempo, luogo ideale per creare un racconto di ricordi senza tempo per Ludmilla. Gli spazi della villa sono stati ridisegnati in una chiave cinematografica dall’attento sguardo di Nicoletta Santoro, direttore artistico dello shooting, già Direttore Creativo di Town and Country, Direttore moda di Vogue China, collaboratrice di Vanity Fair US, Vogue Francia, Vogue Italia ed Egoiste.

In onore delle donne che l’esibizione prevede anche di destinare una foto-ritratto a favore della ricerca scientifica. Infatti, una delle opere sarà donata a Fondazione Veronesi che la metterà all’asta sulla piattaforma CharityStars e il ricavato andrà a sostenere un progetto di ricerca d’avanguardia sui tumori femminili.
La mostra è patrocinata da Camera Nazionale della Moda Italiana e sarà inserita nel calendario degli eventi culturali della Milano Fashion Week.

LE ‘LUCIE’

Promuovere il recupero, la valorizzazione e il rilancio della tradizione dell’artigianato delle storiche barche in legno lariane.

Questo il fulcro della presentazione, questa mattina a Palazzo Lombardia, delle ‘Lucie’, che con il patrocinio di Regione Lombardia, parteciperanno al Festival della Loira in Francia, il più grande raduno europeo della marina fluviale in programma la prossima settimana, andando a rappresentare la Città di Lecco e Regione Lombardia.

All’incontro, hanno partecipato gli assessori regionali a Moda, Turismo e Marketing territoriale Barbara Mazzali, alla Cultura Francesca Caruso, insieme al consigliere regionale lecchese Giacomo Zamperini, presidente Commissione Montagna e a Nadir Pellegrini, presidente dell’ABIL (Associazione Barche in Legno (A.B.I.L.) di Lecco.

“Sono orgogliosa della partecipazione al famoso Festival della Loira, delle ‘Lucie’, piccoli battelli in legno, il cui nome è un omaggio alla principale protagonista femminile del romanzo di Alessandro Manzoni, “I Promessi Sposi’, la cui storia tocca anche questi luoghi”, commenta Barbara Mazzali, assessore a Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia.

“La tradizionali barche in legno, costruite nella provincia di Lecco, rappresentano il tradizionale ‘saper fare lombardo’ ma anche mezzi indispensabili a quel turismo lento e sostenibile oggi sempre più ricercato anche in Lombardia”, continua Mazzali.

“In Francia, così come in altri Stati europei, il turismo fluviale è molto diffuso, ma anche in Lombardia si sta dimostrando un segmento dinamico”, evidenzia l’assessore.

“I ‘turismi specializzati’ sono in grande crescita, penso anche a quello cicloturistico, che è sempre più collegato al turismo fluviale, così come si sta definendo in Lombardia e in Veneto”.

“Anche la tutela e la valorizzazione delle imbarcazioni tipiche del lago di Lecco – commenta Caruso – costituiscono un importante veicolo di promozione della cultura dei territori. Le tradizionali barche che tutti ricordano magistralmente descritte nel romanzo ‘I promessi sposi’ di Alessandro Manzoni saranno ambasciatrici a Orleans della tradizione e dei simboli della comunità lariana ma anche dei valori e della storia della nostra regione”.

“Mi è stata illustrata l’idea di dare vita – prosegue – ad un museo diffuso specificamente dedicato a questo tipo di barche e che andrebbe a integrarsi con il già esistente Museo della Barca Lariana. Sarò onorata di occuparmene quando sarà presentato un progetto specifico, Regione Lombardia come sempre affianca e sostiene le attività che ne esaltano le straordinarie potenzialità culturali”.

“ll Lago di Lecco può vantare di un patrimonio immateriale storico e culturale incredibile, come le tipiche imbarcazioni, le ‘Lucie’, che grazie ad A.B.I.L. vengono conservate e soprattutto tramandate alle nuove generazioni e portate in giro per il mondo”, spiega Zamperini.

“Siamo al lavoro, con l’assessore al Turismo Barbara Mazzali l’assessore alla Cultura Francesca Caruso per sviluppare dei progetti che consentano, un po’ come avviene a Venezia con le gondole, di navigare sul Lago di Lecco con le ‘Lucie’. È fondamentale – precisa – valorizzare il patrimonio immateriale del lago, altrimenti il rischio è quello che le nostre storie e tradizioni vengano destinate all’oblio e vadano perse”.

“Durante il Festival della Loira il nostro obbiettivo è portare un pezzo della nostra cultura e della nostra tradizione lacustre per far conoscere le perle della Lombardia, stringere sodalizi con altre associazioni per strutturare futuri scambi culturali”, spiega Nadir Pellegrini, presidente A.B.I.L.

“In occasione dei 150 anni dalla scomparsa di Alessandro Manzoni, che ha reso celebre il tipico battello locale lariano in legno, ‘Batel’, oggi detto ‘Lucia’, porteremo ad Orléans un’imbarcazione che sarà condotta da figuranti di Renzo e Lucia. Inoltre – prosegue – regaleremo al Sindaco una copia dei ‘Promessi Sposi’ scritta in versi popolari, in dialetto Lecchese. Il nostro sogno? Avere il lago di Lecco nuovamente popolato da queste imbarcazioni, come avviene a Venezia con le gondole”.

GRANFONDO

L’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda, Barbara Mazzali, e il sottosegretario con delega allo Sport e Giovani, Lara Magoni, hanno partecipato oggi a Milano alla conferenza stampa di presentazione della ‘GranFondo-Enel Green Power’, gara ciclistica amatoriale in programma l’8 ottobre con partenza e arrivo a Cantù. Un appuntamento che si svolge nell’ambito del grande evento professionistico ‘Il Lombardia’.

“Le ‘due ruote’ in Lombardia – ha dichiarato l’assessorato – sono sempre più spesso un efficace strumento di marketing territoriale e attrattività turistica, con eventi di grande partecipazione proprio come la ‘GranFondo’, una delle corse più amate e iconiche del nostro territorio, capace di attrarre  moltissimi ‘amatori’, il 50% dei quali stranieri”.

“Il ciclismo e la passione per questa disciplina in Lombardia -ha evidenziato il sottosegretario Magoni – sono da sempre punto trainante e centrale del mondo dello sport e l’appuntamento presentato oggi è la rappresentazione concreta di una passione che nella nostra regione coinvolge migliaia di persone”.

Guardando al binomio turismo e sport l’assessore Mazzali ha quindi sottolineato come “il nostro territorio sia aperto a tutti i cicloturisti, di tutte le età e livello e la ‘Granfondo’ sia un’occasione per raccontarlo, fidelizzando gli appassionati ma anche tante famiglie e gruppi di amici che amano coniugare bicicletta, natura e socialità. La bicicletta è il mezzo ideale per vivere quel turismo lento e sostenibile oggi sempre più ricercato, che aiuta, tra l’altro, a favorire l’indotto di territori meno conosciuti, ma non certo meno belli, della nostra Lombardia”.

L’appello finale è di Lara Magoni: “Da sportiva, prima ancora che da rappresentante delle istituzioni, invito tutti coloro che amano la bicicletta a non mancare a un evento che garantirà momenti di puro divertimento in una cornice ambientale ideale per trascorrere davvero una bella giornata”.

FRECCE

“Nel rinnovare gli auguri per il centenario e il ringraziamento per questo eccezionale regalo, desidero evidenziare come l’Aeronautica Militare rappresenti la capacità di mettere insieme coraggio con innovazione e ricerca tecnologica”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della celebrazione a Palazzo Pirelli dei 100 anni dell’Aeronautica Militare, che ha previsto anche una serie di passaggi delle Frecce Tricolori su Palazzo Lombardia e su Palazzo Pirelli. Momenti che il presidente Fontana non ha esitato a definire “emozionanti ed esaltanti”.

“L’Aeronautica Militare – ha aggiunto il governatore – è uno dei simboli della capacità delle nostre Forze armate di essere sempre presente nei momenti del bisogno, a loro va il ringraziamento di tutti i lombardi”.

CONTAMINAZIONI

Arrivano fino in Messico le iniziative per Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, stavolta con al centro l’eccellenza del Design. Grazie alla collaborazione tra Regione Lombardia, Confartigianato Bergamo e il Consolato Generale del Messico è infatti al via il progetto ‘Sinergia Oltreoceano: Ideare e Fare il Design’, che vede coniugare il Design messicano e l’artigianato Made in Italy, in programma dall’8 al 17 settembre 2023 a Bergamo.

“Si tratta di un’iniziativa unica nel suo genere che unisce il talento di designer messicani con la qualità ed esperienza degli artigiani italiani per creare degli oggetti d’arredo domestico”, commenta Barbara Mazzali, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia, oggi in occasione dell’inaugurazione della mostra al Chiostro di Sant’Agata a Bergamo Alta, dove sono esposti una trentina di manufatti di altissimo design.

“Unire la creatività di due mondi così lontani, come Lombardia e Messico, ma uniti da creatività e amore per i colori – continua Mazzali – non può che portare a risultati sorprendenti. La manifattura di cui noi lombardi siamo capofila in Italia e nel mondo, non potrà che contaminare da una parte i designer messicani che a loro volta lasceranno ‘tracce’ nel futuro lavoro dei nostri artigiani”.

La mostra sarà itinerante e avrà come scopo rendere commerciale la loro produzione e metterle in vendita in diversi mercati aldilà dei confini del Messico e l’Italia.

VISIONI

Il Museo Bagatti Valsecchi e la Fondazione Pasquale Battista, con il sostegno del Gruppo Augusta Ratio S.p.A., SILGAS e K&L Gates, il patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Milano e dell’Institut français di Milano, e in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Carrara, presentano dal 16 giugno al 3 dicembre 2023 la prima mostra milanese dedicata al fotografo Vasco Ascolini dal titolo Visioni Metafisiche. Vasco Ascolini incontra Canova, Thorvaldsen e De Chirico, a cura di Antonio D’Amico e Luca Carnicelli.

Il percorso di visita si snoda all’interno delle sale museali dove si potrà ammirare una selezione di oltre settanta tra gli scatti più significativi di Ascolini, dedicati ad elementi statuari, proposti come frammenti scultorei che animano, con la loro immobilità, contesti desolati. Tema caro all’artista fin dai primi anni Ottanta, quando iniziò a immortalare architetture isolate sospese nel tempo, caratterizzate da metafisici spazi alienati.

I dialoghi metafisici sono il focus di questa mostra: il cosmo fotografico di Ascolini si pone in relazione con le tele di Giorgio de Chirico attraverso scatti che enfatizzano una dimensione atemporale scandita da bianchissime sculture marmoree e immensi spazi disabitati. Le opere del fotografo reggiano dialogano pertanto con L’Autoritratto di De Chirico e L’Autoritratto in gesso di Canova proveniente dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, con L’aragosta del 1922 e con una Piazza d’Italia dove si scorgono il silenzio imperante di una scultura sdraiata al centro della piazza e architetture desolate.

La dialettica è arricchita da suggestivi modelli e calchi in gesso dei maestri del Neoclassicismo, come quelli di Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen, le cui opere provengono dalle collezioni della Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara e da una collezione privata.

Il dialogo che si instaura tra le opere esposte all’interno della Casa Museo di via Gesù immersa nel cuore del quadrilatero della moda, si spinge fino ad abbracciare elementi di relazione con i canoni estetici propri della Haute couture. Questi vengono indagati per mezzo di opere i cui soggetti, avvolti in veli di plastica, assumono sembianze di modelli misteriosi ed eterei, che suggeriscono analogie tra il singolare immaginario figurativo ascoliniano e il concept visionario di Demna Gvasalia e attraverso citazioni e richiami espliciti al rosa shocking e all’Abito da sera con aragosta disegnato da Elsa Schiaparelli – in collaborazione con Salvador Dalì -, che al pari di Ascolini visse un legame profondo e autentico con la Francia e la cultura francese.

Il visitatore è così invitato a introdursi nell’eloquente dialogo instaurato tra gli ambienti museali e le opere fotografiche di Vasco Ascolini in un percorso pensato per valorizzare non solo gli scatti del fotografo reggiano ma anche le numerose opere bagattesche. Invitando a fruire gli ambienti come in una vera casa, si potrà scoprire il valore di tutti gli elementi che connotano la Casa Museo Bagatti Valsecchi – dalle ceramiche ai vetri, dagli arredi agli avori – comprendendo l’importanza delle opere che comunemente vengono etichettate come secondarie. L’esposizione pone infatti l’attenzione anche sul parallelismo che corre tra la valorizzazione di dettagli sfuggenti, operata da Vasco Ascolini mediante la selezione di precisi soggetti fotografici e la rivalutazione delle arti applicate attuata dai Bagatti Valsecchi per evocare l’immaginario rinascimentale nella dimensione più prettamente domestica.

Con questa esposizione il Museo Bagatti Valsecchi si dimostra sempre più attento ai dialoghi tra antico e contemporaneo — già insiti nell’approccio ottocentesco dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi — e prende parte alle proposte culturali della città di Milano, ormai divenuto polo attrattivo per la fotografia, con una mostra che offre una visione esaustiva dell’opera di Vasco Ascolini, il quale, concentrandosi sull’artificio della scultura e degli spazi architettonici, restituisce una visione onirica e quasi metafisica degli ambienti della dimora.

“Con questa mostra, realizzata grazie alla partnership con la Fondazione Pasquale Battista e il Gruppo Augusta Ratio, il Museo Bagatti Valsecchi persegue l’intento di ospitare mostre temporanee in armonia con la collezione permanente raccolta dai fratelli Bagatti Valsecchi a metà Ottocento, confermando l’interesse per il collezionismo e in questo caso per la fotografia contemporanea.” – afferma Camilla Bagatti Valsecchi, presidente della Fondazione Bagatti Valsecchi – “Il percorso si snoda in tutte le sale della Casa Museo ed evoca ricordi e suggestioni tra le arti sorelle. Infatti, il nucleo di oltre settanta fotografie di Vasco Ascolini, dedicate alla statuaria antica, viene messo in dialogo con alcuni marmi, con i gessi di Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen, alcuni dei quali provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, e con le tele di Giorgio De Chirico, confermando la suggestione metafisica di Ascolini. Ai visitatori auguro di trovare quei dettagli nascosti che connettono le fotografie di Vasco Ascolini con Canova, Thorvaldsen, De Chirico e la nostra collezione permanente”.

“Con questa mostra il Museo Bagatti Valsecchi celebra la lunga e proficua carriera del fotografo emiliano, ponendo l’accento sulla sua produzione dedicata alla scultura antica.” – conclude Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia – “Un lavoro, quello di Ascolini, che grazie al sapiente uso di luci e ombre, arricchisce i soggetti da lui ritratti di nuovi significati, in un’atmosfera senza tempo. Nel rendere omaggio all’opera del fotografo mi unisco, in quanto Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, al Museo Bagatti Valsecchi, una delle Case Museo di Milano riconosciute dalla Regione, il cui grande patrimonio culturale restituisce non solo una puntuale rappresentazione del collezionismo di fine XIX secolo, ma anche uno spaccato della società milanese dell’epoca.  Attraverso i suoi musei riconosciuti, la Lombardia cerca sempre di più di dare voce a nuove sinergie tra antico e contemporaneo, attraverso esposizioni temporanee ed installazioni di artisti, fotografi e designer. Sono lieta di constatare come il sostegno di Regione Lombardia consenta alla Fondazione Bagatti Valsecchi di porsi come un esempio virtuoso di promozione e valorizzazione culturale anche in questo campo”.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Sagep Editori con contributi di Antonio D’Amico, Luca Carnicelli, Eugenio Bitetti, Aurora Ghezzi, Moira Mascotto, direttrice del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno.