DESIGN ITALIANO

“Dopo la presentazione della nuova sede dell”ADI design Museum-Compasso d’Oro di Milano’, avvenuta all’inizio del 2020, Regione Lombardia – dice l’assessore regionale Lara Magoni – dà seguito a un percorso virtuoso di collaborazione con ADI, Associazione per il Design Industriale. L’obiettivo è valorizzare le eccellenze lombarde: il sostegno all’ingegno e alla creatività dei nostri designer è fondamentale, in un momento di particolare difficoltà. Il design è driver strategico di crescita economica, ma anche di forte riconoscibilità: la collaborazione tra Regione Lombardia e Fondazione ADI, dimostra la volontà di sostenere concretamente i nostri territori, aumentandone l’attrattività nazionale e internazionale. Un contributo prezioso per rilanciare la nostra immagine nel mondo”.

“L’Associazione per il Disegno Industriale (ADI) e il Premio Compasso d’Oro – spiega l’assessore Stefano Bruno Galli – appartengono con pieno diritto alla prestigiosa storia del design italiano sin dalla metà degli anni Cinquanta. Una vicenda che ha sempre avuto, e possiede tutt’oggi, il baricentro in Lombardia e a Milano, vera e propria capitale mondiale del design. Il capoluogo lombardo si può senz’altro definire l’ago di un settore di frontiera per eccellenza, intrinsecamente capace, per vocazione, di coniugare un inestinguibile confronto tra cultura e industria, estetica e funzionalità, interminabile ricerca dell’unicum e grande capacità di riproduzione seriale”.

“Per queste ragioni – prosegue l’assessore – saluto con soddisfazione l’ingresso di Regione Lombardia nella ‘Fondazione ADI Collezione Compasso D’Oro’, soggetto giuridico, istituito nel 2001 dall’ADI, perché ritenuto lo strumento più idoneo a tutelare e valorizzare la sterminata collezione delle opere vincitrici del Compasso d’Oro”.

“L’ingresso di Regione Lombardia in Fondazione ADI – conclude Galli – è incardinato nel Protocollo di intenti per la valorizzazione del sistema museale del Design milanese nel Sistema museale nazionale, sottoscritto il 19 aprile 2019 tra Mibact, Regione Lombardia e Comune di Milano, allo scopo di riconoscere e promuovere la cultura del design, anche al fine di supportarne e promuoverne la filiera, sostenendo le migliori esperienze del settore. Che sono esperienze anzitutto culturali”.

AEREOSPAZIO

La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi, ha deciso di sostenere l’iniziativa di dare vita in Lombardia, all’interno del Distretto di Innovazione di Bovisa del Politecnico di Milano, a un Centro di incubazione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA BIC) con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di nuove imprese nel settore Aerospazio. In caso di aggiudicazione della gara europea il sostegno regionale si sostanzierà in un cofinanziamento per concedere i contributi alle start up del settore aerospaziale incubate nell’ESA BIC.OPERAZIONE

“Come Regione Lombardia – ha detto l’assessore Guidesi – alla luce della rilevanza che il settore Aerospazio può rappresentare per lo sviluppo economico regionale e considerando questa operazione coerente e strategica per lo sviluppo della politica industriale lombarda, abbiamo deciso di scommettere su un progetto importante e innovativo che riguarda che coinvolge il Politecnico, una delle realtà universitarie con la maggiore esperienza nel supporto all’avvio di imprese ad alto contenuto tecnologico e dotata di uno specifico Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali (DAER)”.

“Grazie al nostro sostegno – ha aggiunto l’assessore – il Politecnico potrà partecipare al bando dell’Agenzia Spaziale Europea volto ad individuare un prime contractor che possa avviare e gestire un nuovo ESA BIC in Italia, una sfida innovativa e avvincente che, in caso di aggiudicazione della gara, assicurerebbe il coinvolgimento attivo degli stakeholder lombardi della filiera dell’Aerospazio così da fare sistema e massimizzare i risultati del programma del Centro di incubazione delle imprese. La nostra volontà è riportare la Lombardia dove merita, dopo un anno difficilissimo a causa dell’emergenza sanitaria che ci ha colpiti duramente; è una sfida impegnativa ma progetti come questi possono certamente aiutarci a raggiungere il risultato”.

“Giovani, innovazione, ricerca e tecnologia, settori strategici per una sfida ambiziosa che vogliamo giocare perchè la Lombardia ha bisogno di questo e ai giovani determinati dico ‘in Lombardia siete a casa’”.

SCRIGNO PUGLIESE

Puglia… alla scoperta di uno dei tanti tesori troviamo una sorta di scrigno che racchiude al suo interno un’anima di Pan di Spagna contenente amarene sciroppate e un impasto di mandorle cotte, il tutto ricoperto da una bianca glassa di zucchero o cioccolato bianco: La Faldacchea di Turi. Questi lingottini a differenza delle altre paste di mandorle che restano secche e dure, perché cotte in forno, hanno la caratteristica di rimanere umidi e morbidissimi in quanto l’impasto viene cotto direttamente sul fuoco. Inutile parlare di quanto siano buoni, un mix di sapori che si riveleranno in rapida successione a partire dalla delicata dolcezza del cioccolato bianco o glassa di zucchero alla più corposa e consistente pasta di mandorle mista al Pan di Spagna per arrivare alla dolcezza intensa dell’amarena sciroppata. Un brevissimo viaggio sensoriale che lascerà un segno indelebile. Spesso decorato con le iniziali di due nomi, per questo chiamato anche il dolce della sposa, perché offerto come bomboniera agli invitati… se la felicità può concretizzarsi in qualcosa di materiale questi dolci sono sicuramente una sua forma. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

BOOT PASSION

Invented as comfortable shoes by Dr. Klaus Maertens in 1947, they were adopted by German housewives who found them very comfortable. From the fractured foot of a German soldier to those of the rock stars of the seventies, this is the path of Dr. Martens, boots that symbolize the youth counterculture. For years become the passion of punk, goths and grunge up to contemporary influencers.

SFOGLIABILI ONLINE

Uno strumento di grande utilità per indagare legami e incontri rivolto ai professionisti del settore, ma anche ai semplici curiosi interessati a scoprire, ad esempio, se i propri avi avessero visitato la Casa Artistica di via Gesù. Sul sito web del Museo Bagatti Valsecchi è ora possibile scoprire gli ospiti che dal 1886 al 1975 visitarono la Casa Artistica di via Gesù a Milano. Fino dalla sua creazione, infatti, la casa accolse storici dell’arte, collezionisti o semplici curiosi attratti dall’ambizioso progetto dei due fratelli di dare vita a una dimora neo-rinascimentale nel cuore della Milano a cavallo del XX secolo. Le oltre 10.000 firme, trascritte in un lavoro lungo tre anni, disegnano la ricchissima trama di relazioni al centro della quale si colloca casa Bagatti Valsecchi e delineano attorno ad essa un panorama vasto e articolato, offrendo un punto di vista tanto particolare quanto avvincente su quasi novant’anni di vita cittadina.

“Materiali come i libri degli ospiti non sono così comuni; proprio la loro importanza ha fatto sì che il museo sentisse in maniera forte il desiderio di condividerli non solo con gli studiosi e i ricercatori, ma anche con gli appassionati e i semplici curiosi. L’intento è stato innanzitutto quello di rendere accessibili strumenti di studio e di ricerca in maniera libera e senza alcuna restrizione, cioè nello spirito di condivisione che deve appunto animare la ricerca e lo studio. La digitalizzazione, da questo punto di vista, è chiaramente una risorsa insostituibile. Un progetto come questo si presta, quindi, alla costituzione di reti, di dialoghi e di nessi. E proprio la capacità di creare intersezioni e intrecci sarà in futuro indice della vitalità di questo lavoro” commenta Lucia Pini, conservatore del Museo e curatrice del progetto.

Grazie al progetto, infatti, si passa in rassegna una variegata successione di personaggi che nell’arco dei decenni ha continuato a varcare la soglia di casa Bagatti Valsecchi tenendola sempre viva e rendendola scenario della Storia: da Camillo Boito ad Antonio Cederna, da Fogazzaro a Maria Callas, passando dalle infermiere volontarie della Prima Guerra mondiale. Non mancano le famiglie amiche – tra gli altri i Borromeo, i Grandi, gli Amman – cui si affiancano nomi importanti dell’aristocrazia italiana ed europea: la regina Margherita di Savoia, Vittoria regina di Prussia e imperatrice di Germania… Anche il jet set internazionale fa la sua comparsa: nel 1887 è la volta dell’irresistibile Annina Morosini, celebrata da Gabriele d’Annunzio come la donna più bella d’Italia, nel 1912 Maurice de Rothschild rampollo ribelle della ricchissima famiglia di finanzieri. Non stupisce trovare molto rappresentato – e ad alto livello – il mondo del collezionismo: tra gli altri Frederick Stibbert, creatore dell’omonima casa museo fiorentina o il conte Grigorij Stroganoff, la cui ricchissima raccolta si trovava allestita sino al 1910 nel palazzo romano di via Sistina. Molto nutrita è anche la rappresentanza degli studiosi d’arte, dove compaiono, tra gli altri, i nomi di Giovanni Morelli, Bernard Berenson, Wilhelm von Bode, Adolfo Venturi.

Il progetto è un lavoro in progress: a tutti è rivolto l’invito a collaborare aiutando a decifrare le firme di incerta lettura o non decriptate, a segnalare eventuali errori o a fornire notizie sui personaggi che hanno lasciato la propria firma sui libri degli ospiti Bagatti Valsecchi per arricchire ulteriormente il database.

Convinto del valore di tale patrimonio, già nel 2018 il Museo aveva realizzato una piccola installazione digitale dando vita, attraverso brevi video (ora disponibili gratuitamente online), a 11 personaggi ospiti della Casa, raccontando le loro vite e i motivi che li legavano ai Bagatti Valsecchi; oggi a chiunque è data la possibilità di interrogare il database e sfogliare (digitalmente) i tre grandi volumi.

CUPIDO TIME

E perchè non festeggiare San Valentino a Venezia? Sulla Riva degli Schiavoni, a pochi passi da Piazza San Marco, si trova l’Hotel Savoia & Jolanda, un classico appartamento veneziano nel cuore della romantica città galleggiante. Composto da due edifici con una parte dell’hotel che si affaccia sulla laguna, mentre l’altra, sull’incantevole Campo San Zaccaria. Colazione a buffet per iniziare, e per concludere le romantiche giornate di cupido, cena stile “lume di candela” nell’elegante Ristorante Principessa con vista diretta sulla laguna, e poi diretti in suite per ammirare lo stesso panorama anche dalla camera.  L’hotel offre anche un servizio navetta per l’aeroporto, e di vaporetto dalla struttura, con collegamenti ai parcheggio di Piazzale Roma e alla stazione ferroviaria di Santa Lucia.

 

SOLO ON-LINE!

On line dall’11 marzo per H&M, Simone Rocha propone una collezione pienamente nel suo stile, con una nuova collaborazione con il marchio svedese. Acquistabile sull’e-store, Simone Rocha per H&M ci propone una selezione bohemien per donna, uomo e bambino. Una collezione fatta di tulle, gonne ampie, tonalità pink che mi fanno venire voglia di uno scatto sotto un chiostro al tramonto. Ann Sofie Johansson, creative advisor di H&M racconta come Simone Rocha fosse da tempo ambita dal marchio low-cost. Questa capsule da la possibilità al consumatore di possedere un capo speciale della storia del design. La collezione è ricchissima, spazia dagli abiti romantici di sartoria a una selezione più casual. L’ispirazione Tudor abbraccia il look da bambola, in un susseguirsi di stampe a fiori, rouches e colletti. Quindi prendete nota della data e buono shopping! Per questo e altro seguitemi su Instagram @anna_spampinato_blogueur

WHY NOT

In the midst of a lockdown that is still hitting the restaurant world hard, a new initiative is making its way into the “Place aux Restos” in France. A project as simple as it is effective because it uses existing structures and places made available to restaurateurs, stands and stalls in the local markets to allow them to offer take-away food, in full compliance with the health protocol. Paris responded by offering more than 160 stands spread across various markets in the city. Many French municipalities have welcomed the initiative by promoting and organizing days of “open” markets for local restaurateurs. What can I say, it could also be a good idea for the restaurateurs of our country.

IMMORTAL ART

Un progetto unico nel suo genere sta per cambiare il modo di concepire l’Arte all’interno di un contesto urbano, e lo farà dalla Sicilia alla Cina, esaltando la bellezza. Il progetto prevede innanzitutto, l’installazione di mattonelle in terracotta, dipinte da artisti provenienti da tutto il mondo, nel piccolo borgo di Merì (Me). Non ci saranno più targhe sui muri ad indicare le vie e le piazze della città, ma sessanta opere che la trasformeranno in un museo eterno a cielo aperto. Ogni artista diventerà testimonial di una via della città, e avrà il dono dell’immortalità, perché il suo nome ricorderà una via o una piazza. Un forte campo energetico positivo fatto di arte allo stato puro, dalla Sicilia alla Cina e presto in altri paesi del mondo. Attraverso un approccio multi culturale si darà alle città non solo un aspetto nuovo, rilanciandone l’immagine territoriale a livello estetico, ma un diverso respiro dal punto di vista culturale, con risvolti economici e sociali e con attenzione agli aspetti ambientali. La posa della prima opera sarà accompagnata dal canto di un Ave Maria del soprano Ekaterina Adamova“ Sessanta artisti internazionali per un rivoluzionario progetto artistico destinato a rilanciare il piccolo comune di Merì a “capitale” dell’arte. Un progetto che sarà realizzato anche in Cina con lo stesso team di artisti: una pattuglia diventata esercito, che armato di pennelli trasformerà in realtà il “sogno” degli amministratori di queste città. Il Sindaco Filippo Bonansinga, l’assessore alla cultura Carmelo Arcoraci, supportati dal Patrocinio della Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, insieme al pittore Lorenzo Chinnici ed il figlio Francesco Chinnici a fare da trait union con gli artisti di tutto il mondo, Emma XingYi Wang partner per il progetto Cinese. “Un museo a cielo aperto ma anche una vera e propria rigenerazione urbana attraverso l’arte – un modello di rinascita culturale grazie ad un progetto di riqualificazione che può contare su centinaia di artisti internazionali”. Con la donazione delle opere degli artisti realizzate su mattonelle in terracotta, la città decorerà vie e piazze creando un percorso culturale, una mostra senza tempo, che farà sì che il nome e l’opera dell’artista siano conservati, preservati ed esposti per sempre nelle vie e piazze della città, epicentro di micro monumenti dedicati agli artisti. Progetti simili a quello di Merì avverranno in Cina, con lo stesso gruppo di artisti. Sino-Italy Ningbo Ecological Park, insieme a Sino-Italy Tus-Investment (Zhejiang) Co.Ltd., Huangshan City, TsungDao Lee Center of Sciences and Arts of the University of Chinese Academy of Sciences sono tra il primo gruppo di organizzazioni che hanno forti interessi per ospitare questo progetto. Grazie all’intermediazione di Emma XingYi Wang, presidente della G&Y Cultural Exchange Association di Shanghai e Firenze. A Kiev si preparano per ospitare questo progetto integrato a dei progetti Culturali per la Città.

NON SONO SOLO CHIACCHERE

Diffuse in tutta Italia, non a caso, sono state inserire nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali. Sono costituite da un impasto di farina, zucchero, burro e uova, vengono poi tagliate a strisce e infine fritte divenendo così croccanti e  friabili come a noi piacciono tanto. Sono le chiacchiere o bugie o frappe o crostoli, ma hanno tanti altri nomi, è uno dei pochi dolci italiani con la caratteristica di avere un nome diverso a seconda della regione in cui viene prodotto. Preparate in occasione del Carnevale sono buonissime… un dolce che lascia pienamente soddisfatti ma che presenta una pericolosa insidia, provoca dipendenza. Ogni volta che verrà aperta una confezione andrà incontro ad un solo ed inequivocabile destino, la fine.  Si parte sempre con l’idea di assaggiarle, per poi venire colti da una frenesia tale, da farci ritrovare la lucidità solo quando finiscono. Anche se chiamate in modi diversi da regione a regione, avere forme diverse, e qualche ingrediente diverso da zona a zona, una cosa le accomuna… il sorriso compiaciuto e l’espressione soddisfatta che compaiono in coloro che le hanno appena assaggiate in qualsiasi zona della nostra penisola. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani