PROTAGONISTA

Milano Malpensa è ufficialmente diventato ‘Aeroporto Silvio Berlusconi’. Oggi la cerimonia di intitolazione dello scalo lombardo alla memoria dell’ex premier e imprenditore milanese.

“Da adesso – ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – il nome di Silvio Berlusconi si lega ufficialmente a quello di Malpensa, una delle infrastrutture più importanti della Lombardia e una delle principali porte attraverso cui la nostra regione dialoga ogni giorno con l’Italia, con l’Europa e con il mondo”.

“L’intitolazione – ha osservato Fontana – richiama una figura che ha occupato per molti anni un ruolo di primo piano nella storia italiana, nelle istituzioni e nel mondo dell’impresa. Silvio Berlusconi è stato profondamente legato a questa terra dalla quale ha avuto molto e alla quale ha restituito molto. Qui sono state le sue radici, qui è iniziata la sua esperienza imprenditoriale e da qui è partita una vicenda personale e pubblica che lo avrebbe condotto ai vertici delle istituzioni nazionali ed europee”.

“Berlusconi – ha ricordato il presidente della Regione – aveva con Milano e con la Lombardia un rapporto fortissimo. Un rapporto fatto di appartenenza, ma anche di una particolare idea del nostro territorio: una terra nella quale iniziativa, lavoro, capacità di rischiare e volontà di costruire qualcosa di nuovo sono parte della stessa identità collettiva”.

E’ stato il Consiglio regionale della Lombardia la prima istituzione a tradurre questa proposta di intitolazione in un atto formale. Il 20 giugno 2023, a pochi giorni dalla scomparsa di Silvio Berlusconi, l’Aula di Palazzo Pirelli approvò un ordine del giorno che impegnava il Presidente e la Giunta ad attivarsi presso i soggetti competenti per valutare l’intitolazione dell’aeroporto di Milano-Malpensa alla sua memoria. Un’indicazione trasmessa a Enac che ha contribuito ad avviare il percorso istituzionale che trova oggi il suo compimento.

“Un aeroporto – ha osservato Fontana – è, per sua natura, un luogo di partenze e di arrivi. È una porta aperta sul mondo. È un’infrastruttura che mette in relazione persone, imprese, culture e opportunità. E Malpensa rappresenta molto bene la Lombardia: una regione che non ha mai avuto paura di confrontarsi con il mondo, che deve una parte della propria forza economica alla capacità di essere internazionale, competitiva, sempre pronta a nuove sfide. Come è stato il Presidente Berlusconi. Un uomo profondamente lombardo”.

“’Dovete sempre avere il sole in tasca e tirarlo fuori al momento giusto, per donarlo, con un sorriso, a tutte le persone con cui venite in contatto’. È questa la citazione che più di ogni altra racconta – ha dichiarato il sottosegretario regionale con delega ai Controlli, Patrimonio e Digitalizzazione, Ruggero Invernizzi, presente alla cerimonia –  il presidente Silvio Berlusconi. Intitolargli l’Aeroporto internazionale significa rendere omaggio a un uomo che ha avuto il coraggio di sognare in grande, realizzare l’impossibile e di portare con sé, in Italia e nel mondo, quella luce, quell’energia e quella visione che hanno segnato un’epoca”.

L’intitolazione dello scalo aeroportuale in memoria dell’ex premier arriva dopo quella del Belvedere di Palazzo Lombardia, voluta sempre dal presidente Fontana. Il 29 settembre 2023, infatti, il governatore volle ricordare Silvio Berlusconi intitolandogli il 39° piano della sede della Regione Lombardia, con una cerimonia alla quale parteciparono il fratello Paolo e la figlia Barbara, gli ‘amici di sempre’ Fedele Confalonieri e Adriano Galliani, numerosi esponenti politici, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. La targa lo ricorda come ‘imprenditore visionario e innovativo, uomo delle istituzioni e politico lungimirante, protagonista nello sport’.

Lo svelamento della targa che ufficializza l’intitolazione di Malpensa a Berlusconi, ha visto la partecipazione di numerose istituzioni nazionali e locali. Fra gli altri, sono intervenuti: Ignazio La Russa, presidente del Senato, Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri. Dal palco hanno parlato anche: Micaela Castelli, presidente Sea; Paolo Berlusconi, imprenditore; Carlo Mearelli, commissario straordinario Enac. Presenti anche gli assessori regionali Francesca Caruso (Cultura) e Gianluca Comazzi (Territorio) .

DEBUTTI

Piccolo diario della Milano Fashion Week, pensato più per chi vuole vivere la città e cogliere le cose curiose che per chi ha un invito alle sfilate.

Moschino — è il grande appuntamento: Simone Rizzo e Loris Messina presentano la loro prima collezione come direttori creativi della maison.

Gucci — Demna presenta la sua seconda collezione per la casa fiorentina: sarà interessante vedere come evolve la sua direzione dopo il debutto.

Cinemoda — torna il progetto dedicato all’incontro tra cinema e moda, il 25 e 26 settembre.

Vogue Café — seconda giornata: perfetta per respirare l’atmosfera della Fashion Week anche senza assistere alle sfilate.

Le strade del centro — qui farei semplicemente una passeggiata tra Brera, Montenapoleone e Galleria: durante la Fashion Week sono spesso gli outfit degli ospiti e dei professionisti a diventare una piccola passerella spontanea.

120ESIMA

“Il Giro di Lombardia è un simbolo della nostra terra, un evento profondamente radicato nella nostra storia e nella nostra identità. Una delle corse più iconiche e prestigiose in assoluto. Una Classica ‘Monumento’ dal fascino unico e inimitabile, attesa e amata dagli appassionati di ciclismo di tutto il mondo”. Lo ha detto il presidente della Regione, Attilio Fontana, intervenendo a Palazzo Lombardia alla presentazione della 120esima edizione della ‘Classica delle Foglie Morte’, in programma sabato 10 ottobre 2026 con partenza da Bergamo e arrivo a Como dopo 239 chilometri, 9 salite e 4600 metri di dislivello.

Il weekend dedicato al Giro di Lombardia si aprirà venerdì 9 ottobre alle 17 con la presentazione delle squadre al Sentierone di Bergamo, per concludersi domenica 11 con la prova riservata ai cicloamatori.

“La Lombardia – ha proseguito il presidente Fontana – è una culla del ciclismo mondiale: qui sono nate le grandi competizioni, qui hanno corso e si sono affermati campioni indimenticabili, qui si è sviluppata una tradizione ciclistica che ancora oggi vive con straordinaria intensità. Il Giro di Lombardia rappresenta al meglio l’essenza di questa tradizione: una corsa leggendaria e nel contempo una garanzia di spettacolo e di promozione internazionale dei nostri territori. Un patrimonio sportivo e culturale da valorizzare sempre più. Celebrare la 120esima edizione del Giro di Lombardia mi riempie di orgoglio. Un orgoglio, consentitemelo, tutto lombardo”.

Partenza da Bergamo in direzione Val Seriana per un breve tratto pianeggiante prima di affrontare una serie di salite nelle Prealpi attorno alla città. Si concatenano la salita del Colle dei Pasta (Bocche di Gavardo come scollinamento) e la salita di Selvino con la sua scala di tornanti, il Colle di Berbenno e Valpiana che conclude la prima serie di salite. Si attraversa un tratto dell’alta Brianza affrontando il versante ‘Giovenzana’ del Colle Brianza per scendere rapidamente su Lecco. Ci si immette zona del Lago di Como che viene risalito da Lecco per arrivare a Bellagio dove inizia la salita classica del Ghisallo, con pendenze fino al 14%. La discesa, molto veloce, si svolge per lunghi rettilinei terminando a Maglio, per poi proseguire fino a raggiungere Como, dove inizia un circuito finale di 22 chilometri. Si supera l’abitato di Como per affrontare una prima volta San Fermo della Battaglia (m 397), discendere su Como e transitare sul traguardo. Circa un chilometro dopo si affronta la dura salita verso Civiglio (614 m) con pendenze praticamente sempre attorno al 10% per ridiscendere e riattraversando Como superare per la seconda volta la salita di San Fermo della Battaglia.

Gli ultimi 10 chilometri iniziano nell’abitato di Como, si seguono larghi vialoni fino al sottopasso ferroviario dove inizia la salita finale di San Fermo della Battaglia. La pendenza è attorno al 7% (max 10%). Si superano diversi tornanti fino allo scollinamento che avviene attorno ai 5 km dall’arrivo. La discesa su strada larga termina all’ultimo chilometro. Ai 600 metri dall’arrivo ultima ampia curva verso sinistra.

Il Giro di Lombardia è tradizionalmente il grande evento che chiude la stagione del ciclismo. Nato nel 1905, il ‘Lombardia’ è una delle cinque Classiche ‘Monumento’, ovvero una delle cinque corse in linea più importanti del calendario internazionale insieme alla Milano-Sanremo, al Giro delle Fiandre, alla Parigi-Roubaix e alla Liegi-Bastogne-Liegi. Il record di vittorie al ‘Lombardia’ è condiviso tra Fausto Coppi e Tadej Pogacar, cinque ciascuno.

Oltre all’evento sportivo di grande prestigio, il ‘Lombardia’ è in grado di generare un valore economico per il territorio stimato in circa 50 milioni euro, con un indotto che impatta in maniera rilevante sul cicloturismo. Sono previsti 3.000 granfondisti, di cui la metà provenienti dall’estero. L’impatto mediatico della corsa, stimato in circa 20 milioni di utenti a livello internazionale, consente di far conoscere il territorio e i suoi percorsi naturalistici.

Oltre al presidente Fontana, alla conferenza stampa hanno partecipato Paolo Bellino, amministratore delegato e direttore generale di RCS Sports & Events; Luca Guercilena, chief operating officer & cycling director di RCS Sports & Events; Matteo Mursia, chief revenue officer di RCS Sports & Events; Alessandro Rapinese, sindaco di Como; Vittorio Ratto, vice direttore generale Retail e Digital di Crédit Agricole Italia; Emanuele Cosimelli, Ceo di MediaWorld; Luca Onofrio, head of mass events di RCS Sports & Events; Giovanni Bettineschi, in rappresentanza del Comune di Bergamo; Damiano Cunego, vincitore di tre edizioni del Lombardia (2004, 2007, 2008) e Norma Gimondi.

“Il Lombardia – ha evidenziato Paolo Bellino – rappresenta uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario di RCS Sport e celebrare la sua 120ª edizione è motivo di grande orgoglio. Abbiamo voluto trasformare questa ricorrenza in un vero e proprio ‘Grande Weekend’, con la presentazione delle squadre nel cuore di Bergamo e la Gran Fondo Felice Gimondi, che da quest’anno può contare su un partner riconosciuto in tutto il mondo come MediaWorld, a chiudere una tre giorni che porterà sulle strade del Lombardia non solo il meglio del ciclismo mondiale, ma anche il grande popolo dei cicloamatori. Una partecipazione così ampia avrà inevitabilmente una ricaduta positiva sul territorio, con un’importante affluenza non solo lungo il percorso, ma anche nelle strutture ricettive. Un weekend strutturato in questo modo coinvolge in primo luogo tifosi e appassionati, ma anche le loro famiglie, che possono cogliere l’occasione per visitare i luoghi nei quali, in 120 edizioni, si è scritto il mito de Il Lombardia. Un grande evento che celebra la propria storia, ma che è già pronto a scrivere nuove pagine e a celebrare nuovi miti”.

“Il Lombardia – ha detto Damiano Cunego – è una corsa che fa parte della mia storia e poter celebrare la sua 120ª edizione è un’emozione particolare. I tre successi sono tra i miei ricordi più belli. Quest’anno sarà ancora più speciale perché tornerò a pedalare sulle sue strade, questa volta insieme agli appassionati della Gran Fondo. Sarà bello vivere il Lombardia da un’altra prospettiva e condividere ancora una volta queste emozioni con chi ama il ciclismo”.

CLIMATE WEEK

Le misure sulla gestione sostenibile dei data center e quelle sulla prevenzione degli incidenti rilevanti: sono stati questi i principali provvedimenti presentati dall’assessore regionale all’Ambiente e Clima di Maione in occasione della Climate Week di New York, evento dell’Onu in programma fino al 27 settembre 2026. Tema chiave dell’edizione di quest’anno la necessità di passare ‘dalle parole ai fatti’ e dare una sterzata all’attuazione concreta delle iniziative globali sulla lotta al cambiamento climatico, riassunto dallo slogan ‘Energy, Impact and Action’.

Nello specifico, due gli appuntamenti di rilievo in agenda, eventi promossi nell’ambito della Under2 Coalition, l’alleanza globale di governi subnazionali impegnati nel raggiungimento del target emissioni zero entro il 2050. In occasione del convegno ‘Subnational Approaches to Managing Data Center Growth’, è stata presentata l’eccellenza del modello lombardo di fronte a una platea di rappresentanti di oltre 50 governi subnazionali e delle principali metropoli statunitensi della U.S. Climate Alliance Purpose illustrando le nuove linee guida attuative nell’ambito della legge sui data center.  Durante il ‘Governors’ Climate Leadership Dialogue’, l’assemblea generale che riunisce i vertici delle regioni aderenti alla rete, è stata invece invece approfondita la nuova proposta di legge sui rischi di incidenti rilevanti, approvata la settimana scorsa dalla Giunta e pronta all’esame del Consiglio regionale.

Grande apprezzamento è stato registrato per le misure sui data center. Il dibattito con i diversi rappresentanti dei Governi subnazionali ha rappresentato l’occasione per condividere best practice e modelli di gestione vincenti, messi in atto per far fronte alla rapida crescita di queste tecnologie e limitarne allo stesso tempo l’impatto ambientale. In questo contesto sono stati illustrati i punti chiave del provvedimento, tra cui i nuovi criteri relativi alla localizzazione di queste infrastrutture sul territorio, come l’accesso a premialità in caso di insediamento su almeno il 75% di aree dismesse; il recupero del calore fino al 35% entro il 2030 e il divieto di utilizzo di acqua potabile per il raffreddamento.

Per quanto riguarda invece la conformità dei progetti, le linee guida regionali prevedono una valutazione realizzata attraverso una Relazione Energetica asseverata basata su quattro indicatori prestazionali europei (Pue per l’efficienza energetica, Wue per il consumo idrico, Erf per il recupero termico e Ref per le rinnovabili).

Assessore Maione: Lombardia motore di innovazione – “La partecipazione alla Climate Week – ha sottolineato l’assessore Maione – è un’importante occasione di confronto internazionale che ci permette di far conoscere su scala globale l’eccellenza del modello lombardo sui temi della transizione ecologica e digitale, due ambiti estremamente interconnessi. Una visione che abbina innovazione, sostenibilità competitività e attrattività. La Lombardia si conferma motore d’innovazione e dimostra con i fatti che la crescita tecnologica deve camminare di pari passo con la tutela ambientale”.

Il ruolo dei governi subnazionali nel rendere la transizione ecologica un fattore di crescita economica è stato al centro del convegno durante il quale l’assessore Maione ha illustrato la nuova legge regionale sugli incidenti rilevanti. Tra i punti chiave del provvedimento un sistema di premialità che valorizza le imprese più virtuose in tema di prevenzione e un ruolo più rilevante dei Comuni nella pianificazione urbanistica, con l’aggiornamento dell’Elaborato tecnico per il Rischio Rilevante nei Piano di Governo del Territorio.

“Illustrare questo provvedimento alla Climate Week di New York – ha detto Maione – significa ribadire in un’importante vetrina internazionale la visione di questa Giunta: la sostenibilità come fattore chiave per lo sviluppo industriale”.

ARTE

Piccolo diario della Milano Fashion Week, pensato più per chi vuole vivere la città e cogliere le cose curiose che per chi ha un invito alle sfilate.

Mostra “Dalí e la Moda” a Palazzo Reale: è probabilmente la deviazione culturale più interessante della settimana. La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio 2027.

Max Mara — sfilata alle 9:30: una delle maison storiche da tenere d’occhio.

Genny — alle 10:30, altra tappa interessante della giornata.

La DoubleJ — presentazione alle 12:00, in via Clerici.

Vogue Café — dal 24 al 26 settembre Palazzo Giureconsulti diventa uno dei punti di incontro della Fashion Week.

MOSTRE

Per l’autunno inverno del 2026, la Crescentina, laboratorio per l’Arte che sorge nelle campagne del Monferrato in provincia di Alessandria, presenta la mostra Hermann Nitsch: Azione e Pensiero dedicata a uno dei padri fondatori dell’Azionismo Viennese, che ha trasformato l’arte in un’esperienza viscerale e totalizzante, superando il concetto tradizionale di rappresentazione per approdare a un rito di liberazione collettiva. L’esposizione che apre al pubblico il 27 settembre 2026 fino al 10 gennaio 2027, è curata da Marzia Capannolo, con il contributo critico di Lóránd Hegyi e realizzata in collaborazione con la Galleria Umberto Benappi di Torino.

Hermann Nitsch ha posto al centro della sua ricerca il Teatro delle Orge e dei Misteri, un’opera d’arte totale in cui il pubblico cessa di essere spettatore e diventa partecipante attivo di una liturgia laica. Attraverso l’uso simbolico e materico del sangue, della carne e del colore, l’artista fonde la memoria dei miti dionisiaci, il sacrificio cristiano e la catarsi psicanalitica in una celebrazione primordiale della vita e della morte. I suoi celebri Schüttbilder – i dipinti realizzati versando e spalmando il pigmento rosso sulla tela, da superfici cromatiche divengono relitti tangibili di un’azione sacrale. Questa estetica dell’eccesso e del sacro si traduce in un assalto sensoriale e sinestetico, dove l’atto della pittura dialoga con la musica, il cibo e il corpo, risvegliando l’uomo moderno dal torpore borghese. Più che una provocazione, l’opera di Nitsch si configura come una profonda, viscerale riconnessione con la linfa vitale e spirituale della terra.

Il percorso espositivo riunisce circa venti opere tra grandi tele, opere su carta e una tunica rituale del 1973 (Chorhemd aus der 41. Aktion, Prinzendorf), arricchite da un nucleo di fotografie storiche scattate da Fabrizio Garghetti durante le celebri azioni performative dell’artista come testimonianza visiva della genesi del rito. L’esposizione si focalizza sulla dimensione prettamente pittorica e cromatica del maestro austriaco. La tunica, testimonianza diretta e reliquia dell’azione sacrale, funge da cerniera concettuale: su di essa la traccia ematica si fa sostanza visiva primordiale, segnando la genesi del linguaggio visivo di Nitsch. A questa si affiancano due imponenti teleri in mostra, la Pittura dell’Orgien Mysterien Theater del 1984 e lo Schüttbild del 1997 (entrambi di tre metri di larghezza), nei quali l’urgenza performativa cede il passo all’architettura del colore e alla monumentalità della stesura gestuale. Emblematica della maturità pittorica dell’artista è poi la tela Senza titolo del 2002, in cui l’impasto denso di verde scuro e rosso ematico, lavorato a piene mani direttamente sulla superficie, testimonia la trasmutazione del gesto ritmico in una profonda, quasi scultorea, meditazione pittorica.

Un ruolo centrale è affidato anche ai lavori su carta, nei quali il gesto di versare e spalmare il pigmento acquista una straordinaria immediatezza espressiva. Tra le carte più rappresentative spicca Senza titolo del 2007 (acrilico su carta intelata, cm 100 x 212), monumentale orizzonte cromatico in cui blu, verdi, gialli e rossi si fondono in una turbolenza cosmica e primordiale; a questo fa da contrappunto lo Schüttbild auf Papier del 2002 (olio su carta, cm 100 x 122), dove l’impatto frontale della colata di rosso squillante dialoga con la trasparenza del fondo, rivelando una sensibilità raffinata nell’articolazione tra densità materica, luce e stesura pittorica.

La mostra Hermann Nitsch: Azione e Pensiero suggerisce inoltreun dialogo tra l’eredità dell’artista e la potenza tellurica delle pieghe argillose del Monferrato. L’esposizione evidenzia infatti una sovrapposizione cromatica e spirituale tra il rosso liturgico dell’Azionismo Viennese con le tonalità brune, le marne calcaree e i sedimenti ferrosi delle colline che circondano La Crescentina, un territorio che è un punto di passaggio figlio di una metamorfosi millenaria dovuta a una complessa stratificazione di argille, limo e calcari che conferisce al terreno e alle rocce sedimentarie del luogo il caratteristico e suggestivo colore grigio-azzurro. Nitsch, che in queste terre ha frequentato e riconosciuto gli echi della sua ricerca primordiale, viene celebrato attraverso il concetto di materia vitale, trovando ne La Crescentina l’altare laico per la sua arte.

In questo contesto, il celebre Teatro delle Orge e dei Misteri abbandona la sua dimensione puramente performativa per farsi paesaggio. Se per l’artista il corpo umano è il luogo d’elezione del rito, per il Monferrato il “corpo” è la terra stessa, ciclicamente ferita e rigenerata dal lavoro dell’uomo. Le tele e le carte esposte diventano così mappe di un’esperienza sensoriale totale, capaci di unire il sacro del gesto estetico al profano della cultura contadina. In questa sinergia tra luogo e opera, la “terrosità” di Nitsch si rivela non come assenza di spirito, ma come sua massima espressione: una celebrazione dionisiaca della vita che sorge dal fango e dal sangue per farsi bellezza eterna.

Con questa ultima mostra, La Crescentina invita lo spettatore a riscoprire una comune, profonda e feconda appartenenza alla materia, laddove l’arte, in riferimento alla natura, ne diventa la sua voce più profonda e radicale.

La Crescentina è l’Associazione culturale nata nel 2021 grazie all’iniziativa dei collezionisti Fiorella Miraglio e Alessandro Monteforte, con l’obiettivo di sostenere l’Arte e la cultura attraverso la produzione di mostre, in collaborazione con enti privati, fondazioni, archivi e istituzioni, di pubblicazioni, e di eventi culturali tutti gratuiti e aperti al pubblico. La storia de La Crescentina inizia però da più lontano: dai rapporti che Alessandro Monteforte ha intrattenuto tra gli anni Sessanta e l’inizio degli anni Duemila con i protagonisti dell’arte contemporanea e che, dagli anni ’80, ha accolto in questo grande fabbricato agricolo acquistato e da lui stesso recuperato. Un vero e proprio cenacolo diventato oggi La Crescentina, dove si può ammirare anche la Collezione Monteforte-Miraglio, curata da Marzia Capannolo e composta da circa duecento opere tra dipinti, sculture, fotografie, oggetti e arredi di design.

LINGUAGGI

Piccolo diario della Milano Fashion Week, pensato più per chi vuole vivere la città e cogliere le cose curiose che per chi ha un invito alle sfilate.

Jil Sander — alle 10:30 è in programma la sfilata. È uno degli appuntamenti da osservare per capire come sta evolvendo la visione di Simone Bellotti.

Luisa Beccaria — alle 9:30, un appuntamento interessante per chi ama una moda più romantica e sofisticata.

Onitsuka Tiger — alle 20:00: una contaminazione particolare tra moda e cultura street.

Fashion Hub di CNMI — vale la pena cercare i giovani designer e i progetti emergenti: è uno dei luoghi dove si può intuire qualcosa della moda di domani.

La serata — dopo le sfilate è previsto il gala di Camera della Moda, legato anche all’apertura della mostra dedicata a Dalí e alla moda.

MIFW INAUGURA

Milano torna a essere, ancora una volta, il cuore pulsante della moda internazionale. La città ha aperto le porte alla nuova edizione della Milano Fashion Week, dando ufficialmente il via al racconto delle collezioni Primavera/Estate 2027.

A inaugurare questa settimana dedicata allo stile è stato Vogue World: Milano, spettacolare appuntamento ospitato nella Galleria Vittorio Emanuele II. Una location simbolica, scelta per celebrare il legame profondo tra la moda italiana, la cultura e la storia della città.

Il filo conduttore della serata è stato il dialogo tra passato e futuro. L’artigianalità italiana, la tradizione rinascimentale e il patrimonio creativo del Made in Italy sono stati riletti attraverso uno sguardo contemporaneo, nel quale tecnologia e innovazione hanno trovato spazio accanto alla manualità e alla sapienza sartoriale.

È proprio questa fusione di mondi diversi a raccontare la Milano della moda di oggi: una città capace di custodire la propria tradizione, ma allo stesso tempo pronta a sperimentare nuove forme, materiali e linguaggi.

Tra passerelle, ospiti internazionali e atmosfere sofisticate, la prima giornata ha regalato un assaggio delle tendenze che accompagneranno la prossima stagione. Ma più ancora delle singole collezioni, è emersa una visione della moda come espressione culturale, capace di intrecciare bellezza, tecnologia e identità.

Milano, ancora una volta, non si limita dunque a ospitare la moda: la vive, la interpreta e la trasforma. E mentre la Fashion Week entra nel vivo, l’attenzione del mondo resta puntata sulle passerelle meneghine, alla ricerca delle prossime idee destinate a lasciare il segno.

AGROALIMENTARE

Tutto pronto per l’edizione 2026 della Festa del Salame di Cremona. La manifestazione, giunta alla sua ottava edizione, è stata presentata questa mattina a Milano, a Palazzo Pirelli, con l’assessore di Regione Lombardia all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, dall’assessore di Cremona a Commercio, Mobilità e Sport Luca Zanacchi e dal presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani. Insieme a loro, i rappresentanti delle realtà promotrici e organizzatrici: il presidente di Confartigianato Alimentazione Lombardia e presidente onorario di Confartigianato Cremona Massimo Rivoltini, il vicepresidente di Sec spa e consigliere della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi Ernesto Zaghen, Alessandra Bergamini dell’Ufficio stampa Consorzio Vini Mantovani e l’Amministratore di SGP Grandi Eventi Stefano Pelliciardi.

La kermesse si svolgerà dal 9 all’11 ottobre e animerà il centro storico della città con degustazioni, showcooking ed eventi alla scoperta dell’eccellenza salumiera italiana. Si tratterà di un ricco viaggio tra i sapori del territorio ed eccezionali attrazioni, come le installazioni artistiche, il maxi Violino di Salame, i debutti del CiokoBurger e del Salame Veg, affiancati dal Villaggio della Mostarda nei Giardini di piazza Roma.

“La Festa del Salame di Cremona – ha dichiarato Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia – è un appuntamento di primaria importanza per la valorizzazione dell’eccellenza agroalimentare e della tradizione salumiera della nostra regione. L’edizione di quest’anno rappresenta anche una dimostrazione di resilienza della città di Cremona dopo il maltempo che l’ha flagellata venerdì 28 agosto”. “E si tratta di una manifestazione – ha proseguito – che mette in evidenza la biosostenibilità delle produzioni lombarde ribandendo che anche il salame è una produzione sostenibile e che a Cremona si produce bene e con grande attenzione alla qualità”.

“La norcineria lombarda – ha ricordato l’assessore regionale – rappresenta un pilastro fondamentale del nostro patrimonio economico e culturale: saper unire la storicità della lavorazione artigianale all’innovazione e all’attrattività turistica è la vera forza di questa kermesse. Regione Lombardia continua a sostenere con determinazione le iniziative capaci di fare rete sul territorio, promuovere la qualità delle nostre filiere e dare il giusto valore all’impegno dei nostri produttori”.

L’assessore con delega a Commercio, Mobilità e Sport del Comune di Cremona, Luca Zanacchi in conferenza stampa, dopo aver ribadito che la rassegna è una grande vetrina internazionale, ha sottolineato la presenza durante la kermesse “di produttori provenienti da diverse regioni italiane” e che questo “contribuisce a rafforzare la dimensione nazionale della manifestazione e a fare della città una vetrina dedicata alla qualità e alla cultura gastronomica italiana”.

Un legame, quello con l’identità locale, ribadito dal presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, che definisce il salame “una parte fondamentale della storia e della tradizione agroalimentare della nostra terra”.

Per Massimo Rivoltini, presidente regionale di Confartigianato Alimentazione, giungere all’ottava edizione dimostra la capacità di costruire “un appuntamento in grado di crescere costantemente, che è sia una grande celebrazione popolare sia un momento di riflessione sul futuro dell’artigianato agroalimentare”. A tracciare la sintesi della filiera è infine Ernesto Zaghen, consigliere della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, che ricorda come “dietro ogni singola fetta ci sia una filiera agricola d’eccellenza fatta di cura, rispetto dei disciplinari e forte legame con la terra, a garanzia di qualità, tracciabilità e sostenibilità”.

La kermesse sarà anche un’occasione per assaporare diversi vini locali e non solo. “Gli appassionati dei prodotti tipici come vino e salumi – ha evidenziato Alessandra Bergamini dell’Ufficio Stampa del Consorzio Vini Mantovani, consorzio partner della manifestazione fin dalla prima edizione – amano ritrovare i prodotti preferiti nelle piazze per gustarli e scoprire le novità. Crediamo in questo progetto e lo sosterremo con convinzione proponendo l’abbinamento ideale al Lambrusco Mantovano DOC e gli accostamenti più insoliti ma altrettanto interessanti ai vini dei Colli Mantovani, spumanti compresi”.

A tratteggiare la ricchezza del programma è infine Stefano Pelliciardi, Amministratore di SGP Grandi Eventi, che h evidenziato come la manifestazione torni “con tante conferme e tantissime novità, dalle installazioni pop come il violino di salame in omaggio alla città, ai grandi ospiti della gastronomia come Luca Terni e lo chef Andrea Impero, fino a sfide del gusto e proposte vegane. Un palinsesto variegato e corposo, pensato per soddisfare l’ampio pubblico che ogni anno riempie il centro di Cremona. Siamo sicuri di aver predisposto un programma ricco e variegato capace di accontentare i gusti più diversi e di portare tanti visitatori a Cremona”.

La manifestazione è promossa da Confcommercio Provincia di Cremona, Confartigianato Imprese Cremona e Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e vanta il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Cremona, Comune di Cremona, Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, Confartigianato Imprese Alimentazione e Confartigianato Imprese Lombardia. È organizzata da SGP Grandi Eventi in partnership con Panificio Cremona Italia e in collaborazione con Istituto di Istruzione Superiore ‘Luigi Einaudi’, Villaggio della Mostarda e Fipe.

SOSTENIBILITA’

Promuovere l’educazione alla sostenibilità e rafforzare le reti territoriali che lavorano quotidianamente su questi temi, mettendo a disposizione di scuole e cittadini un  importante patrimonio di competenze scientifiche e formative.  Sono questi gli obiettivi principali della sesta edizione della Fiera di educazione alla sostenibilità ambientale, in programma a Palazzo Lombardia fino a giovedì 24 settembre. L’evento è promosso da Regione Lombardia (Direzione generale Ambiente e Clima), in collaborazione con Fondazione Lombardia per l’Ambiente e Arpa Lombardia.

“La sostenibilità ambientale – ha spiegato l’assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia Giorgio Maione, intervenuto con un videomessaggio all’evento inaugurale  – è un percorso culturale che deve coinvolgere l’intera società, a partire dalle nuove generazioni. Per questo l’educazione ambientale rappresenta uno strumento fondamentale per fornire ai ragazzi conoscenze, consapevolezza e strumenti concreti utili a comprendere le trasformazioni in corso e ad affrontarle con responsabilità. In questo senso, la Fiera di educazione alla sostenibilità ambientale rappresenta un appuntamento importante perché valorizza il protagonismo delle scuole, degli studenti e di tutte le realtà che ogni giorno lavorano sui territori. Tre giornate di laboratori, incontri e confronto che permettono di avvicinare i giovani ai temi dell’ambiente attraverso la scienza, l’esperienza e la partecipazione”.

L’iniziativa, nell’ambito della quale vengono allestiti numerosi stand in piazza Città di Lombardia, coinvolge scuole di ogni ordine e grado, istituzioni, associazioni, enti del territorio e cittadini. Ricco il programma degli eventi, tutti completamente gratuiti: oltre 90 turni di laboratori con diverse scelte tematiche, incontri, una mostra ed esperienze educative di qualità, grazie anche al contributo di numerose realtà attive sul territorio lombardo. L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza ambientale e sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu.

“L’educazione ambientale è la forma più concreta di prevenzione che una società possa mettere in campo – ha sottolineato Stefano Clerici, direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente – solo cittadini consapevoli possono compiere scelte responsabili e contribuire ad affrontare le grandi trasformazioni ambientali del nostro tempo. La Fiera rappresenta l’espressione più evidente di questa missione: un luogo in cui ricerca, istituzioni, educatori e giovani si incontrano per trasformare il sapere in partecipazione e la consapevolezza in azione”.

“Iniziative come questa – ha dichiarato la presidente di Arpa Lombardia Lucia Lo Palo – consentono alle nuove generazioni di approfondire il tema della sostenibilità ambientale in modo semplice e coinvolgente, attraverso attività e incontri con i nostri esperti. Momenti che rivestono un’importanza fondamentale per avvicinare i giovani alla scienza”.

“L’agenzia – ha ricordato il direttore generale di Arpa Lombardia Fabio Cambielli – è protagonista di questo evento con una serie di iniziative realizzate ad hoc per i più piccoli: dal laboratorio dedicato ai campi elettromagnetici e al rumore fino ai temi di stretta attualità: acqua, radioattività e aria”.

Tra gli appuntamenti di rilievo dell’edizione 2026 c’è la mostra ‘Seveso 2076: Come un’emergenza ambientale diventa laboratorio di futuro’, realizzata da Fondazione Lombardia per l’Ambiente in occasione del cinquantesimo anniversario dell’incidente dell’Icmesa. Attraverso contenuti multimediali e testimonianze, il percorso espositivo racconta come una delle più importanti emergenze ambientali europee abbia contribuito a trasformare il rapporto tra società, ambiente e sostenibilità, offrendo ai visitatori uno sguardo sul futuro a partire dall’eredità di Seveso. In occasione della fiera, la mostra è arricchita dall’esposizione di opere di giovani studenti del corso di illustrazione scientifica dell’Accademia di Belle Arti di Brera, elaborate nell’ambito di un progetto che l’istituto ha realizzatoper l’anniversario dell’incidente.

Ad aprire la manifestazione, l’incontro, dedicato alle scuole secondarie di secondo grado ‘Volevi solo soldi – Il ruolo della finanza tra economia e ambiente’, che si è svolto questa mattina all’Auditorium Testori. Realizzato con il contributo di Fondazione Finanza Etica. L’appuntamento offre agli studenti l’opportunità di approfondire il ruolo della finanza nelle trasformazioni economiche e sociali contemporanee, riflettendo sugli impatti che le scelte finanziarie possono generare sull’ambiente e sulle comunità.

Tra gli appuntamenti in programma oggi pomeriggio il laboratorio partecipativo ‘Complessità e policrisi: il ruolo dell’educazione ambientale in un mondo di crisi interdipendenti’, rivolto a operatori, associazioni, docenti, soggetti attivi sul territorio regionale e chiunque sia appassionato al tema. Basato sulla metodologia dell’Open Space Technology, si aprirà uno spazio di confronto dedicato al ruolo dell’educazione ambientale in un contesto caratterizzato da crisi climatiche, sociali ed economiche sempre più interconnesse.

Domani, mercoledì 23 settembre, è invece prevista la premiazione dei Progetti di Qualità per l’educazione ambientale e alla sostenibilità, promossa da Regione Lombardia e Fondazione Lombardia per l’Ambiente nell’ambito del bando ‘Proposte di educazione ambientale e alla sostenibilità 2025’. L’iniziativa è un’occasione per valorizzare le esperienze più significative realizzate sul territorio lombardo, attraverso la consegna degli attestati di qualità e la condivisione dei risultati raggiunti dagli enti e dagli studenti coinvolti nei percorsi progettuali premiati.

Per tutta la durata della manifestazione, Piazza Città di Lombardia ospita un ampio programma di attività educative e laboratoriali gratuite rivolte alle scuole, realizzate grazie al contributo di numerose realtà impegnate nella divulgazione ambientale. Tra queste Arpa Lombardia, Ersaf, la Scuola Polo per la rete di scopo di educazione ambientale della Città Metropolitana di Milano, Area Parchi e numerose associazioni e organizzazioni del territorio, tra cui Insubria Wildlife Aps, Eduway Impresa Sociale, Orti di via Isocrate – Villa Finzi, La Ghiandaia Aps, Associazione Rec, Step4 Impresa Sociale, Trama Plaza e il Gruppo di Iniziativa Territoriale dei Soci di Banca Etica di Milano.