IPERREALISMO

Dal domani al 25 ottobre 2026 il Museo Bagatti Valsecchi presenta Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze, mostra a cura di Alberto Mattia Martini, realizzata in collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli. Il progetto espositivo mette in dialogo la ricerca di Bertozzi & Casoni, tra le più significative esperienze artistiche della contemporaneità, con gli ambienti e le collezioni della storica casa-museo milanese, dando vita a un confronto inedito tra memoria, materia e tempo.Custode di un ideale Rinascimento ricostruito nell’Ottocento dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, la dimora si trasforma in un palcoscenico dove passato e presente si confrontano attorno ai temi del ricordo, della conservazione e della caducità.

Tra arredi, opere e manufatti storici, le sculture iperrealiste di Bertozzi & Casoni si inseriscono con sorprendente naturalezza negli spazi del Museo, instaurando un dialogo che interroga il rapporto tra autenticità e reinvenzione, permanenza e trasformazione.

ANNIVERSARI

In occasione di due importanti anniversari, i 145 anni dalla nascita (1881) e i 60 anni dalla morte (1966) di Carlo Carrá, il Comune di Quargnento, città natale del pittore, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Regione Lombardia, presenta la mostra CARLO CARRÁ, ENZO CACCIOLA, @parallel.fbx. Dal Novecento al contemporaneo: il colore diventa materia e I.A., a cura di Luigi Benzi, Alberto Fiz e Rino Tacchella. La mostra sarà allestita dal 26 settembre al 25 ottobre 2026 presso l’Auditorium della Trinità di Quargnento (AL), spazio recentemente restaurato dell’ex Chiesa della Santissima Trinità.

Il forte legame tra Carrà e il suo paese natale Quargnento è testimoniato già dal suo secondo nome, Dalmazio, uno dei santi protettori della città, con cui firmò — insieme a Boccioni, Russolo, Balla e Severini — il Manifesto dei Pittori futuristi del 1910, come “Carlo D. Carrà”. È dal Monferrato, infatti, che Carrà trae la sua ispirazione, tanto che, per molti critici, questo radicamento è così profondo da riaffiorare come un’impronta ancestrale anche nei dipinti di altri paesaggi. È a Quargnento, del resto, che si trovano le tracce più antiche della sua mano: nella soffitta della casa paterna sopravvive ancora una decorazione murale a tempera, dipinta ad appena 12 anni, ed è sempre qui che, nel 1900, tornato dai suoi soggiorni a Milano, Londra e Parigi, Carrà realizza “La strada di casa”: un’opera chiave, letta dagli studiosi come vero e proprio incipit del suo catalogo che apre la mostra.

Terra di pittori e di arti, Quargnento ha sempre riconosciuto la grandezza del suo più celebre concittadino attraverso numerose rassegne a lui dedicate, non ultima “Carlo Carrà da Quargnento. 1881-1966 cinquant’anni dopo”, una mostra/evento di rilevanza nazionale tenutasi in occasione del 50° anniversario della scomparsa del pittore. Oggi, l’esposizione CARLO CARRÁ, ENZO CACCIOLA, @parallel.fbx. Dal Novecento al contemporaneo: il colore diventa materia e I.A. torna a celebrare la figura del Maestro, non attraverso una tradizionale rassegna monografica, bensì affiancando alla sua opera quella di un artista contemporaneo Enzo Cacciola tra i protagonisti più noti della Pittura Analitica nell’ambito di un progetto che coinvolge anche le ricerche più attuali realizzate con l’intelligenza artificiale dall’artista @parallel.fbx.

La mostra mette in relazione due artisti che, a prima vista, sembrerebbero collocarsi agli antipodi per epoca, metodo e linguaggio. Da un lato Carrà, che attraversa da protagonista le avanguardie della prima metà del secolo; dall’altro Cacciola, che negli anni Settanta vive i dissidi di una pittura in cerca di una strada lontana da ogni ipotesi rappresentativa. Dove le divergenze sono evidenti, la mostra fa emergere però le convergenze più sottili e inattese.

Il primo, decisivo punto d’incontro tra i due artisti è la scelta di confrontarsi entrambi con la pittura in quanto tale, matrice costitutiva a cui la Pittura Analitica – l’eterogeneo movimento nato in Italia tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta di cui Cacciola fu tra gli interpreti più coerenti – non volle mai rinunciare, puntando a un’autonomia linguistica in cui il manufatto recuperasse centralità. È qui che si coglie però anche la differenza più profonda, come spiega Alberto Fiz, uno dei curatori della mostra: “Cacciola crea uno spazio di pittura, mentre Carrà sperimenta sulla pittura ma entrambi s’interrogano sul medesimo media senza spezzare il sottile filo che li lega: da un lato la tautologia, la coincidenza tra gli elementi e il processo operativo, dall’altra la trasformazione continua della relazione tra superficie, colore e materia nei passaggi tra divisionismo, futurismo, primitivismo, metafisica e ritorno alla tradizione”.

Il titolo della mostra racchiude proprio questo territorio comune, esplorato con strumenti opposti. In Carrà il rapporto tra colore e materia passa dalla cura nella preparazione della tela, dall’uso innovativo del collage, fino al gesto più radicale, il manifesto “La pittura dei suoni, rumori e odori” (1913), che apre la pittura a una dimensione sinestetica. In Cacciola il principio si radicalizza: non c’è più un prima e un dopo, ma un’assoluta convergenza con l’oggetto-quadro che ogni volta assume una propria identità modificandone lo stato. In Cementi, ad esempio, il colore deriva direttamente dal materiale impiegato e dalla sua stesura.

Questo confronto trova nella mostra una forma concreta nell’allestimento: venti opere di Carrà, la maggior parte inedite, dialogano con altrettanti lavori di Cacciola. Di Carrà viene proposta una sintesi che spazia dal 1900 al 1966, tra cui la celebre “Lacerba e bottiglia” del 1914 messa a disposizione dalla Fondazione CRAL di Alessandria in cui introduce per la prima volta in Italia la tecnica del collage dopo aver visto le opere di Braque e Picasso a Parigi, fino ad arrivare all’olio su tela del 1966 “Natura morta con bottiglia e chicchera” che chiude la mostra, passando per i vari movimenti d’avanguardia – Futurismo, Valori Plastici, Metafisica, Novecento – di cui è stato uno dei protagonisti nella prima metà del secolo scorso. Per quanto riguarda Cacciola vengono esplorati in mostra i contenuti della sua ricerca partendo dai Cemento e Asbesto del 1974 che anticipa la celebre serie dei Cementi del 1975 esposti due anni dopo a Documenta 6 di Kassel per giungere alle Sabbie degli anni Duemila provenienti dai suoi viaggi (Sahara, Argentina o Panama sono alcune delle sue mete) disposte sulla tela con l’uso esclusivo delle mani. Le opere dei due artisti sono allestite su pannelli contrapposti, uniti dalle medesime tonalità: i grigi, gli azzurri e i rosa di Carrà rispondono alla materia cromatica di Cacciola. “I pannelli posti sui due lati, uno occupato dalle opere di Carlo Carrà e l’altro da quelle di Enzo Cacciola,  interagiscono, si confrontano e dialogano tra loro attraverso alcune tonalità cromatiche presenti nei lavori di entrambi che consentono un confronto particolarmente eloquente e speculare tra le cromie utilizzate da Carrà presenti in alcune opere realizzate nella prima metà del secolo scorso  e quelle dell’inizio degli anni settanta di Cacciola che ha avviato la sua ricerca in linea con altri movimenti artistici europei come Supports/Surfaces in Francia e la Pittura Radicale in Germania”, raccontaRino Tacchella, curatore della mostra.

A completare il percorso espositivo, una serie di opere realizzate con l’intelligenza artificiale dal giovane artista @parallel.fbx tra cui un video ispirato direttamente a Carlo Carrà. Una scelta che nasce da un’ipotesi degli organizzatori: se Carrà, sperimentatore curioso di ogni novità per tutta la vita, fosse ancora tra noi, difficilmente sarebbe rimasto indifferente ai diversi filoni in cui oggi si dirama l’intelligenza artificiale. @parallel.fbx esplora la realtà da prospettive nuove e inusuali, attraverso un linguaggio visivo che unisce ironia, ricerca e spirito critico. Le sue opere affrontano temi complessi come il potere, la guerra, la solitudine, la depressione e l’autostima, diventando specchi delle contraddizioni di una società ostentata e iperconnessa, ma al tempo stesso fragile. In mostra presenta dei ritratti in cui la materiale viene tradotta digitalmente: tessuti, ceramica, metallo, luce, colore e installazioni site-specific diventano superfici attraverso cui interrogare identità, percezione, mitologia, ontologia e nuove forme di esperienza.

“Nel sessantesimo anniversario della scomparsa di Carrà  l’Amministrazione comunale gli rende omaggio mettendo in evidenza la genialità del Maestro quargnentino e la contemporaneità di Enzo Cacciola, uno dei massimi esponenti della Pittura Analitica, caratterizzata dalla continua ricerca artistica sulla materia e sul cemento, con uno sguardo al futuro che accoglie la contemporaneità radicale di @parallel.fbx e della sua arte generata con l’Intelligenza Artificiale”, concludeLuigi Benzi, terzo curatore della mostra, Sindaco di Quargnento e Presidente della Provincia di Alessandria

La mostra è corredata da un catalogo che, insieme alle opere esposte in mostra contiene molte fotografie di Carlo Carrà ed Enzo Cacciola, che mettono in risalto il lato umano degli artisti, gli affetti famigliari e le passioni. A completare il volume un breve racconto biografico degli artisti e i saggi di Alberto Fiz e Rino Tacchella.

TRIPLETE

Tre trofei e una stagione da ricordare, celebrata nel cuore delle istituzioni lombarde. Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e il presidente del Consiglio regionale, Federico Romani, sono intervenuti oggi a Palazzo Pirelli alla cerimonia di premiazione della Pallacanestro Olimpia Milano, protagonista di un’annata culminata nella conquista del 32° scudetto, della 9ª Coppa Italia e della 6ª Supercoppa.

Hanno ricevuto il riconoscimento il general manager dell’Olimpia Christos Stavropoulos, il coach Giuseppe Poeta e il capitano Giampaolo ‘Pippo’ Ricci.

“Complimenti per le vostre vittorie – ha detto Fontana rivolgendosi alla squadra – e per la stagione eccezionale vissuta da protagonisti. Soprattutto avete saputo invertire la rotta in un momento di difficoltà, trasformando una fase complicata in una nuova forza e dimostrando grande carattere”.

“In una giornata di festa come questa – ha aggiunto Fontana – credo sia doveroso rivolgere anche un pensiero a Gianfranco Pieri, il ‘Professore’, che ci ha lasciato ieri. È stato uno dei grandi protagonisti della storia dell’Olimpia e del basket italiano, contribuendo a costruire il prestigio di questa società. Il modo migliore per ricordarlo è continuare a tenere alto quel nome e quei colori ai quali ha regalato pagine indimenticabili”.

“Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto – ha sottolineato il presidente Romani – sono tre trofei che raccontano una stagione straordinaria e un risultato che entra di diritto nella storia del basket italiano. Vincere una partita è difficile, vincere un campionato lo è ancora di più, riuscire a conquistare tutto ciò che c’era da vincere in una stagione è il risultato di lavoro, sacrificio, continuità e della capacità di stare insieme e non mollare anche nei momenti più complicati. È questo – ha proseguito – il messaggio più bello che questo triplete ci lascia”.

Il presidente Fontana ha quindi rivolto all’Olimpia l’augurio di continuare a rappresentare ai massimi livelli il territorio lombardo. “Spero che continuiate a giocare bene e soprattutto a tenere alto il nome di Milano e della Lombardia in Italia e in Europa. Ora l’obiettivo deve essere quello di portare anche in campo internazionale la stessa determinazione e la stessa forza dimostrate in Italia”.

Non è mancata una battuta sulla storica rivalità cestistica con Varese: “Magari quest’anno vincete qualche volta in meno contro Varese, così fate anche un piccolo piacere al presidente”.

Alla cerimonia è intervenuto anche il sottosegretario alla Presidenza con delega allo Sport e Giovani, Federica Picchi, che ha sottolineato il valore educativo della pallacanestro. “Vedere i giocatori dell’Olimpia Milano rialzarsi anche dopo momenti di prova – ha evidenziato Picchi – è un insegnamento molto forte per i nostri ragazzi. In Lombardia abbiamo più di 75.000 tesserati e 5.000 società sportive. Siamo la Regione con il maggior numero di tesserati di Basket, e i risultati si vedono”.

MODA MI

Milano torna a vestirsi di moda. Dal 22 al 28 settembre 2026, la città sarà nuovamente il grande palcoscenico internazionale delle collezioni Spring/Summer 2027, con un calendario che intreccia maison storiche, nuovi protagonisti e una crescente attenzione alla contaminazione tra moda, arte e cultura.

A catalizzare l’attenzione saranno naturalmente le passerelle. Tra i nomi più attesi figurano Prada, chiamata ad aprire la settimana, e Gucci, mentre occhi puntati anche su Moschino, che presenta il nuovo corso creativo affidato a Loris Messina e Simone Rizzo. Un debutto particolarmente interessante, destinato a essere osservato da buyer, stampa e addetti ai lavori di tutto il mondo.

La Milano Fashion Week non si esaurisce però nelle sfilate. Il calendario cittadino propone un programma che porta la moda fuori dagli spazi tradizionali e la mette in dialogo con altre forme di creatività.

Tra gli appuntamenti più significativi c’è Vogue World: Milano, in programma il 22 settembre, mentre dal giorno successivo Palazzo Reale ospiterà Dalì e la Moda, dedicata al rapporto tra il genio surrealista e l’universo fashion.

Spazio anche al cinema con Cinemoda, alla creatività emergente con il CNMI Fashion Hub e ai giovani designer con Milano Moda Graduate. Una fotografia di una Milano che non vuole soltanto mostrare le nuove collezioni, ma raccontare la moda come fenomeno culturale, artistico e sociale.

Per una settimana boutique, showroom, gallerie e location storiche torneranno a popolarsi di designer, celebrity, buyer e fashion editor. Ma sarà soprattutto lo street style a raccontare, giorno dopo giorno, l’altra faccia della Fashion Week: quella spontanea, fatta di personalità, sperimentazione e tendenze che spesso anticipano ciò che vedremo nelle collezioni della stagione successiva.

Milano si prepara dunque a vivere la sua settimana più glamour con uno sguardo già rivolto alla primavera-estate 2027. E ancora una volta, tra tradizione e innovazione, sarà la città stessa a diventare una passerella.

WHITE 2026

Si accendono i riflettori sull’edizione 2026 di White, vetrina internazionale di riferimento per il prêt-à-porter contemporaneo. Alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione, in programma dal 24 al 27 settembre al Tortona Fashion District di Milano, ha partecipato l’assessore regionale con delega alla Moda Debora Massari, oltre agli organizzatori Massimiliano Bizzi, presidente di White e Brenda Bellei, ad di White.

“White –  ha dichiarato l’assessore Massari – ha costruito negli anni una sua identità precisa, puntando sulla ricerca e sulla capacità di intercettare ciò che sta cambiando nella moda. Accanto ai marchi già affermati – ha aggiunto – servono spazi nei quali nuovi designer e realtà emergenti possano incontrare buyer e operatori internazionali e misurarsi con il mercato. Appuntamenti come White rafforzano il ruolo della Lombardia nel sistema moda, favorendo contatti, collaborazioni e nuove opportunità per le imprese e per i talenti”.

White rientra tra gli eventi più rilevanti della Milano Fashion Week, in programma a Milano dal 22 al 28 settembre. La manifestazione, nata nel 2002, in oltre vent’anni ha sostenuto e lanciato designer di talento, affermandosi come piattaforma capace di anticipare le tendenze e valorizzare creatività, design e ricerca.

Le principali novità dell’edizione 2026 di White segnano un’evoluzione significativa del salone, che cresce del 24% in termini di espositori e richiama oltre 300 top buyer internazionali. Il nuovo format amplia la superficie espositiva e introduce due nuove location nel Tortona Fashion District, T35 e T31, oltre a quattro inedite sezioni dedicate a nuovi mondi e tendenze, tra cui resortwear, beauty, lifestyle e design. Debutta inoltre un programma diffuso di eventi, musica, pop-up, workshop, panel e podcast pensato per animare il distretto oltre gli orari della fiera e trasformarlo in un luogo di incontro e networking per tutta la fashion community. Si rafforzano infine la dimensione internazionale, grazie all’ingresso di ambassador e consulenti esteri e all’accordo di filiera con SIMEST, e la collaborazione con Cosmoprof, con l’obiettivo di sviluppare nuove sinergie tra moda, beauty e lifestyle e portare White sui principali mercati internazionali.

STUDENTI

“Cogliere con il massimo profitto ogni attimo: ogni attimo di studio, di relazione, di apprendimento e di crescita. Essere, in altre parole, protagonisti attivi e partecipi”. È questo il senso del messaggio che il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha voluto rivolgere agli studenti lombardi occasione del primo giorno di scuola, attraverso un videomessaggio di saluto e incoraggiamento rivolto anche alle loro famiglie e a tutto il personale del mondo della scuola.

“Quel che mi sento di augurare a ciascuno di voi – ha continuato – al di là delle riforme e dei programmi, è di cogliere con il massimo profitto ogni attimo. Ogni attimo di studio, di relazione, di apprendimento e di crescita. Di essere, in altre parole, protagonisti attivi e partecipi”.
Un invito che guarda alla scuola non soltanto come luogo di formazione, ma come spazio nel quale costruire relazioni, acquisire conoscenze e crescere. Un percorso che quest’anno dovrà confrontarsi anche con importanti novità legate alla didattica, all’organizzazione e all’utilizzo delle nuove tecnologie.

“Il primo giorno di scuola segna l’inizio di un percorso importante. Quest’anno – ha spiegato Fontana – parecchie novità riguardano la didattica, l’organizzazione e la vita scolastica, come l’uso critico delle nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale”.

Il presidente ha quindi rivolto un pensiero all’intera comunità educante, chiamata ad accompagnare i ragazzi in questo percorso: “A tutti gli studenti, le famiglie, i docenti, i dirigenti e il personale scolastico rivolgo quindi l’augurio di un anno ricco di entusiasmo, di scoperte e di soddisfazioni. Buon anno scolastico a tutti e buon cammino”.

ANNIVERSARIO

“Oggi Bergamo non ospita soltanto una sfilata: oggi Bergamo è il cuore di una grande comunità che attraversa generazioni e territori, unita dai valori di appartenenza, solidarietà, responsabilità e servizio”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, intervenuto, su delega del presidente Attilio Fontana, alla giornata conclusiva delle celebrazioni per il 105° anniversario della Sezione ANA di Bergamo, in occasione della grande sfilata della 41ª Adunata Sezionale e del Raduno del 2° Raggruppamento ANA Lombardia-Emilia-Romagna.

Ha partecipato alle celebrazioni anche l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi.

“Essere qui oggi – ha sottolineato Franco – ha per me un significato particolare. Sono qui in rappresentanza del presidente Attilio Fontana e dell’intera Giunta regionale, che mi ha affidato l’onore di portare il saluto di Regione Lombardia. E farlo da bergamasco, nella mia città, davanti a migliaia di Alpini, è motivo di particolare orgoglio. Dietro ogni penna nera, ogni vessillo e ogni gagliardetto c’è una storia, c’è una comunità, c’è la memoria di chi ci ha preceduto, ma c’è soprattutto un impegno che continua. Lo abbiamo visto nei momenti più difficili, anche durante la pandemia, quando gli Alpini furono protagonisti della realizzazione dell’Ospedale da Campo alla Fiera di Bergamo. In quei giorni hanno rappresentato concretamente la capacità di una comunità di reagire, di unirsi e di non arrendersi”.

“Gli Alpini – ha detto ancora Franco – sono un patrimonio di Bergamo, della Lombardia e dell’Italia. Regione Lombardia è orgogliosa di essere al loro fianco e di riconoscere il valore di chi, da oltre un secolo, sa trasformare la memoria in responsabilità e la solidarietà in azione concreta. Oggi Bergamo vi abbraccia e vi dice, con semplicità e con orgoglio: grazie per esserci, grazie per quello che fate e grazie per quello che rappresentate”.

“Gli alpini per Bergamo e per il mondo – ha concluso l’asssessore Terzi – sono la rappresentazione concreta e viva della generosità e del coraggio”. 

ANNI 20

Domenica 13 settembre riprendono le corse dei treni storici. Trenord propone infatti otto nuove date per viaggiare a bordo di convogli d’epoca verso Como, Laveno Mombello e il Lago Maggiore, Asso e lungo la Brescia-Iseo-Edolo, che costeggia il Lago d’Iseo. L’obiettivo è andare incontro al grande successo registrato fra aprile e giugno 2026: durante questo periodo infatti mille passeggeri hanno aderito all’iniziativa.

“Si tratta di un’offerta turistica che sta avendo un grande successo, con date sold out e il notevole apprezzamento dei viaggiatori – ha spiegato l’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia Franco Lucente –  per questo continuiamo a proporre eventi che permettono ai cittadini di scoprire la nostra Lombardia in maniera alternativa, viaggiando su carrozze storiche per ammirare in modalità ‘dolce’ e senza assilli luoghi e paesaggi incantevoli. L’iniziativa punta a valorizzare percorsi e progetti legati alla mobilità sostenibile, con evidenti ricadute positive sul comparto turistico. Un’esperienza che ci sta dando grandi soddisfazioni e che miriamo a potenziare ulteriormente nei prossimi anni”.

il calendario prevede sei corse del convoglio composto da tre carrozze di prima classe AZ (130-136-137), costruite nel biennio 1924-25, il locomotore elettrico FNM E610-04 del 1949 e il locomotore elettrico FNM E600-3, costruito nel 1928. I mezzi, finemente restaurati con il supporto di Ferrovienord, da Milano Cadorna porteranno i viaggiatori a Laveno Mombello, Como, Novara, Asso immersi in un’atmosfera degli anni Venti, sui sedili di velluto rosso cardinale delle carrozze di prima classe, con gli interni in legno. I viaggi saranno animati da personaggi in costume d’epoca, musicisti e voci che eseguiranno performance artistiche e teatrali.

PARTNERSHIP

Costruire una rete internazionale della ricerca per affrontare le grandi sfide del futuro: dalla salute all’intelligenza artificiale, dall’energia sostenibile al cambiamento climatico. È questo l’obiettivo del Memorandum of Understanding firmato oggi dall’Università di Milano-Bicocca, dalla King Abdullah University of Science and Technology – Kaust, con sede in Arabia Saudita, a Thuwal, e dalla Fondazione Bicocca. Alla cerimonia per la firma dell’accordo ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo. Tra i relatori il rettore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Marco Emilio Orlandi, Edward Byrne, presidente di di Kaust, Pierre J. Magistretti, senior vicepresidente per la ricerca di Kaust e Giovanna Iannantuoni, presidente della Fondazione Bicocca.

L’intesa rafforza il percorso di internazionalizzazione dell’ateneo e definisce una cornice strategica per lo sviluppo di attività congiunte di ricerca, alta formazione e trasferimento tecnologico, valorizzando competenze scientifiche complementari e promuovendo la collaborazione tra ricercatrici, ricercatori, docenti e studenti delle tre istituzioni.

“Le basi di questo accordo – ha spiegato il sottosegretario Cattaneo – sono state poste nel 2024, in occasione della missione di sistema di Regione Lombardia in Arabia Saudita, a cui ha preso parte anche l’università degli Studi di Milano-Bicocca. Gli incontri svolti in quell’occasione hanno permesso di avviare le relazioni che oggi ci portano a firmare questo importante accordo, che salutiamo con grande favore. L’Arabia Saudita è un Paese ricco di opportunità e riveste un ruolo importante per gli equilibri del Medio Oriente. Per questo è fondamentale sviluppare e consolidare le collaborazioni anche in ambito scientifico e della ricerca. Regione Lombardia vuole cogliere queste opportunità ed essere protagonista nel rafforzamento dei rapporti con i Paesi del Medio Oriente, con l’obiettivo di costruire relazioni sempre più solide, stabili e orientate alla pace”.

Il Memorandum individua una serie di linee di collaborazione prioritarie destinate a tradursi in specifici progetti nei prossimi anni. Tra queste, la smart health, con particolare attenzione alla medicina di precisione, alle neuroscienze e alla salute digitale; l’intelligenza artificiale e la data science applicate alla ricerca; la transizione energetica e le tecnologie per un’energia sostenibile; la sostenibilità ambientale, comprese le scienze del mare, il cambiamento climatico e la gestione delle risorse naturali; le biotecnologie e i sistemi alimentari sostenibili, oltre allo sviluppo di iniziative dedicate all’innovazione, al trasferimento tecnologico, alla mobilità internazionale e alla formazione avanzata.

“Questo accordo segna l’inizio di un percorso comune con Kaust, costruito su interessi scientifici condivisi e competenze complementari – afferma Marco Emilio Orlandi, rettore dell’Università di Milano-Bicocca – sono orgoglioso che un’università pubblica e multidisciplinare come Milano-Bicocca possa costruire, a partire dalla ricerca sviluppata nei suoi dipartimenti, una collaborazione con una realtà scientifica di primo piano a livello internazionale. Lavoreremo insieme nel tempo, perché è attraverso il confronto e la cooperazione scientifica che le università producono nuova conoscenza e creano le condizioni per l’innovazione”.

“La ricerca cresce quando attraversa confini, discipline e culture scientifiche. La nostra ambizione, come Fondazione Università Bicocca, è connettere conoscenze, competenze ed ecosistemi diversi, affinché la ricerca possa diventare innovazione, l’innovazione possa generare nuove opportunità e la formazione possa preparare le persone chiamate a guidare il cambiamento – sottolinea Giovanna Iannantuoni, presidente della Fondazione Bicocca –. È una missione che condividiamo con Kaust e con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, portandola avanti con passione e con la convinzione che la conoscenza non sia soltanto qualcosa da produrre, ma una responsabilità da condividere”.

“Kaust si impegna a trasformare le scoperte in un impatto significativo, è una visione che condividiamo con l’università di Milano-Bicocca e la Fondazione Bicocca – spiega Edward Byrne, presidente di Kaust – la convergenza dei nostri interessi, delle nostre competenze e delle nostre capacità costituisce una solida base per una collaborazione destinata a trasformare la conoscenza e l’innovazione in un impatto concreto per la società”.

QUADRILATERO

Il Quadrilatero della Moda si prepara a vivere una delle settimane più vivaci dell’anno. Dal 22 al 28 settembre Milano ospiterà infatti la Milano Fashion Week Donna, dedicata alle collezioni Primavera/Estate 2027, trasformando il centro cittadino in un grande palcoscenico internazionale della moda.

Nel cuore del Quadrilatero, tra via Montenapoleone, via della Spiga, via Manzoni e corso Venezia, boutique, showroom e palazzi storici saranno protagonisti di presentazioni, incontri ed eventi legati alle maison italiane e internazionali. La zona, da sempre punto di riferimento per lo shopping di lusso, sarà quindi particolarmente animata già nei giorni che precedono l’apertura ufficiale della Fashion Week.

Accanto alle iniziative strettamente legate alla moda, il quartiere offre l’occasione per riscoprire il suo patrimonio culturale: dalle eleganti vie di via Sant’Andrea e via della Spiga alle case-museo e agli edifici storici che caratterizzano questa parte del centro milanese.

Per chi desidera vivere l’atmosfera della settimana della moda anche senza partecipare alle sfilate, passeggiare nel Quadrilatero nei prossimi giorni sarà un modo interessante per respirare il clima internazionale dell’evento, osservare le nuove vetrine e cogliere l’energia che accompagna l’arrivo di buyer, professionisti, creativi e appassionati da tutto il mondo.