GIOVANI

Punta ad aggregare 14.000 ragazzi e ragazze, la seconda edizione della Giornata Giovani Lombardia, prevista per la primavera del 2027. Parola della campionessa olimpica e plurimedagliata Arianna Fontana, del campione paralimpico Daniele Cassioli e del sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia con delega allo Sport e Giovani Federica Picchi, ideatrice dell’evento, che oggi ha presentato l’iniziativa in conferenza stampa a Palazzo Lombardia.

Presente anche il sottosegretario di Stato al ministero dell’Istruzione, Paola Frassinetti.

Dopo il successo della prima edizione pilota, lo scorso 13 maggio, si punta a crescere notevolmente, con obiettivo 14.000 presenze, con l’edizione 2027 che si svolgerà il prossimo 13 e 14 maggio.
“I numeri della scorsa edizione – ha spiegato Picchi – sono stati lusinghieri per un’ iniziativa-pilota rivolta ai giovani: erano in 4.000 allo stadio di San Siro, insieme a 63 Federazioni Olimpiche e Paralimpiche lombarde, 5 Gruppi Sportivi dei Corpi dello Stato, 4 Centri Sportivi Universitari (Cus) e gli Enti del Terzo Settore. Presenti anche autorità regionali e nazionali, oltre a ospiti celebri come Arianna Fontana e Daniele Cassioli, e il prete anticriminalità, don Maurizio Patriciello. Le loro testimonianze, insieme a quelle dei Ragazzi On The Road e della Comunità Shalom, Telefono Donna, Cav Mangiagalli e molti altri, hanno lasciato le migliaia di giovani sugli spalti in silenzio. Abbiamo in cantiere tante novità e ospiti, che non posso svelare oggi, con nuove testimonianze, competizioni sportive tra scuole lombarde, tra le quali parteciperanno anche quelle elementari, nuovi sponsor e media partner. Ma il nostro motto resta lo stesso: i giovani sono come diamanti grezzi, aiutiamoli a brillare”.

Arianna Fontana, ha ricordato la straordinaria esperienza della prima edizione e ha ribadito “il grande valore educativo e formativo dello sport”. Daniele Cassioli, anch’egli protagonista lo scorso anno a San Siro, ha rivolto un appello ai giovani, ribadendo attraverso la sua esperienza, come sia possibile “conciliare lo sport con lo studio e lo sport con la disabilità”.

Tra le novità dell’edizione 2027, la partecipazione, sul palco della seconda Giornata Giovani, degli Autogol, un trio di imitatori e conduttori radiofonici che, con le loro parodie di oltre 60 personaggi del mondo del calcio e dello sport, sono una delle community italiane più seguite.

TRIONFO

Sessant’anni dopo, il tricolore torna sul gradino più alto del podio di Monza. La vittoria di Kimi Antonelli nel Gran Premio d’Italia regala al Tempio della Velocità una giornata destinata a rimanere nella memoria degli appassionati e accende la festa dei tifosi, culminata con la tradizionale invasione pacifica della pista.

Una domenica di emozioni forti, iniziata con lo spettacolare sorvolo delle Frecce Tricolori sulla griglia di partenza e conclusa con un lungo serpentone di appassionati riversatosi sull’asfalto dell’Autodromo per accompagnare i protagonisti verso il podio.

Una festa che ha avuto ancora una volta Monza e la Lombardia sotto i riflettori internazionali e che ha visto impegnata anche la Giunta regionale, con una presenza istituzionale articolata su sport, mobilità, turismo, promozione delle eccellenze, cultura e ambiente.

“La Regione è sempre presente quando si riescono a organizzare iniziative come questa, dove si scalda il cuore dei nostri cittadini e la passione emerge con forza – ha sottolineato il presidente -. Abbiamo dato un apporto considerevole per far sì che il Gran Premio continuasse a corrersi a Monza. È una grande festa e una vetrina perfetta: in Lombardia i grandi eventi si fanno e si fanno bene, a dimostrazione delle nostre capacità organizzative con le quali acquisiamo credibilità di fronte al mondo”.

“Vedere una tale partecipazione internazionale è un motivo di grande vanto – ha evidenziato il vicepresidente Marco Alparone –. Crediamo fermamente in questi grandi eventi e li sosteniamo con importanti investimenti perché mettono la nostra regione al centro dell’Europa e del mondo. Monza è un fiore all’occhiello e oggi lo abbiamo dimostrato ancora una volta, grazie anche al lavoro silenzioso di chi prepara questo evento per tutto l’anno”.

“Il Gran Premio è un palcoscenico di grande prestigio per far conoscere i nostri prodotti d’eccellenza – ha ricordato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi –. Dalla bresaola e dai vini della Valtellina alle bollicine della Franciacorta, fino al Grana Padano, nostro assoluto ambasciatore nel mondo”.

“Il Gran Premio fa parte del nostro patrimonio culturale, della nostra storia, del saper fare italiano – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Francesca Caruso- e con questa giornata diamo anche merito ai nostri artigiani e alle nostre tradizioni, alla nostra cultura e identità. Complimenti dunque a questo grande evento che ci rende grandi nel mondo”.

“Siamo all’interno del Parco di Monza, un polmone verde che rappresenta un’altra grande eccellenza – ha evidenziato l’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione -. “Abbiamo dimostrato come un grande evento mediatico e sportivo possa convivere in perfetta armonia con una natura che tutto il mondo ci invidia”.

“Da sessant’anni non vedevamo l’Italia sul gradino più alto del podio di Monza – ha concluso il sottosegretario con delega allo Sport, Federica Picchi – e quindi la vittoria di Antonelli ci rende particolarmente orgogliosi. La mia doppia delega allo Sport e alle Politiche giovanili, mi rende doppiamente soddisfatta perché parliamo di un giovane che ha fatto una prestazione straordinaria: partito dal 19° posto, ha vinto, incoraggiato anche da un tifo che andava oltre i colori della Ferrari. Siamo felici e particolarmente orgogliosi di esportare talento

PRESENZE

Dal 18 settembre al 25 ottobre 2026 il Museo Bagatti Valsecchi presenta Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze, mostra a cura di Alberto Mattia Martini, realizzata in collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli. Il progetto espositivo mette in dialogo la ricerca di Bertozzi & Casoni, tra le più significative esperienze artistiche della contemporaneità, con gli ambienti e le collezioni della storica casa-museo milanese, dando vita a un confronto inedito tra memoria, materia e tempo.Custode di un ideale Rinascimento ricostruito nell’Ottocento dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, la dimora si trasforma in un palcoscenico dove passato e presente si confrontano attorno ai temi del ricordo, della conservazione e della caducità.

Tra arredi, opere e manufatti storici, le sculture iperrealiste di Bertozzi & Casoni si inseriscono con sorprendente naturalezza negli spazi del Museo, instaurando un dialogo che interroga il rapporto tra autenticità e reinvenzione, permanenza e trasformazione.

Come sottolinea Antonio D’Amico, Direttore del Museo Bagatti Valsecchi: “Quando Pietro Toesca entrò in Casa Bagatti Valsecchi all’inizio del Novecento, rimase colpito dal fatto che ogni oggetto era disposto in casa con la medesima importanza, dalle stoviglie alle armature, fino ai dipinti rinascimentali che non avevano un ruolo privilegiato rispetto al resto. La casa e gli oggetti antichi erano vissuti esattamente come lo erano stati nel Rinascimento. Bertozzi e Casoni al Museo Bagatti Valsecchi avvalorano questo metodo dei fratelli Fausto e Giuseppe, in quanto l’innesto delle ceramiche del duo artistico non è un innesto forzato. Le loro opere iperrealiste, non chiedono di essere isolate su un piedistallo, ma scelgono di “abitare” la casa, tra gli arredi e le armature. Diventano oggetti vivi tra gli oggetti rinascimentali. In questo cortocircuito visivo, la storia del collezionismo dei due baroni milanesi e la ceramica contemporanea si fondono nella stessa quotidiana normalità, dimostrando che la vera essenza della casa e quindi del Museo Bagatti Valsecchi non è quella di custodire la storia, ma di continuare a metterla in scena.”

In questo incontro tra epoche e linguaggi, la ceramica diventa il medium privilegiato per riflettere sul tempo e sulla fragilità dell’esistenza, offrendo nuove prospettive di lettura del patrimonio storico e del presente.

Fondata a Imola nel 1980 da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961 – Imola, Bologna, 2023), la realtà artistica Bertozzi & Casoni ha svolto un ruolo determinante nel consolidare il riconoscimento internazionale della ceramica come linguaggio pienamente contemporaneo. Radicati nella tradizione ceramica faentina, i due artisti hanno saputo reinterpretare questo medium con straordinario rigore tecnico e profondità concettuale, trasformandolo in uno strumento espressivo capace di affrontare temi centrali del dibattito artistico contemporaneo e restituendogli una posizione di primo piano nel panorama dell’arte internazionale.

Il percorso espositivo, composto da oltre trenta opere di Bertozzi & Casoni, una decina delle quali inedite e site-specific per il Museo, è caratterizzato da un linguaggio iperrealista che combina precisione tecnica e forza evocativa. I manufatti richiamano il tema della vanitas in chiave contemporanea, mettendo in relazione abbondanza e scarto, conservazione e decadimento, permanenza e trasformazione. Il dialogo con gli ambienti del Museo fa emergere inattese affinità tra la tensione alla conservazione che anima Casa Bagatti Valsecchi e la riflessione sul mutamento che attraversa la poetica degli artisti. Il confronto tra passato e presente evidenzia una comune tensione tra aspirazione alla permanenza e consapevolezza della transitorietà.

“Con Eterne e fragili presenze abbiamo immaginato un incontro tra la vocazione del Museo Bagatti Valsecchi volta a custodire e tramandare memoria, arte e bellezza e la ricerca di Bertozzi & Casoni, che riflette sul rapporto tra eternità e fragilità, sul tempo, sulla trasformazione e sulla caducità delle cose”, racconta il curatore della mostra Alberto Mattia Martini. “La loro pratica artistica si muove infatti in una tensione paradossale: eternare, attraverso la ceramica, la dimensione effimera della vanitas. La mostra prende forma proprio nell’incontro tra queste due tensioni: il desiderio di permanenza che anima ogni collezione e la consapevolezza che ogni cosa, inevitabilmente, sia destinata al cambiamento, dimensioni che da sempre definiscono il nostro rapporto con il tempo e con la memoria.”

Materiale al tempo stesso fragile e durevole, la ceramica assume così un forte valore simbolico, divenendo metafora delle contraddizioni della contemporaneità e del complesso rapporto tra memoria e trasformazione. La mostra invita il pubblico a un’esperienza di osservazione e scoperta che attraversa epoche e linguaggi differenti, riaffermando il ruolo dell’arte come strumento privilegiato di riflessione sul tempo e sulla condizione umana.

Accompagna la mostra un catalogo edito Moebius, con i contributi scientifici del curatore Alberto Mattia Martini e di Aurora Ghezzi, Collection Manager del Museo Bagatti Valsecchi.

SPORT

Un totale di 120 chilometri e 9.000 metri di dislivello positivo, un viaggio che unisce sport, natura e bellezze del territorio con partenza e arrivo nel centro storico di Bormio: questo e molto altro è ciò che vuole offrire l’Ortles Haute Route Trail 2026, prima edizione della competizione di trail running in montagna presentata a Palazzo Lombardia alla presenza del sottosegretario alla Presidenza con delega Sport e Giovani, Federica Picchi.

L’evento sportivo è previsto per l’11 e il 12 settembre. Sono già stati assegnati 200 pettorali per la ‘prova regina’, quella da 120 chilometri, che unirà Lombardia e Alto Adige attraversando l’Alta Via ricavata all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio. Sono invece oltre 300 i concorrenti che hanno scelto le due distanze più brevi, la 35 e la 12 chilometri, che, nonostante la minore lunghezza, non saranno meno impegnative. Per entrambe le prove, le iscrizioni sono ancora aperte.

“Regione Lombardia – ha affermato il sottosegretario Picchi – ha creduto fin dall’inizio nell’Ortles Haute Route Trail, che con i suoi 200 atleti sulla long distance e gli oltre 300 sulle due ‘sorelle minori’ conferma il forte slancio delle corse in montagna. La sfida in quota attraversa luoghi iconici, l’Ortles e il Parco Nazionale dello Stelvio, e riporta al centro Bormio, territorio olimpico e simbolo dello sport d’eccellenza. La gara nasce dal sogno del bormino Marco De Gasperi, icona mondiale del trail, che ha trasformato un percorso in una competizione professionale di alto livello. Regione Lombardia è orgogliosa di aver sostenuto concretamente questo progetto dalla sua nascita, oggi realtà a beneficio di tanti appassionati”.

A rendere ancora più selettiva la sfida saranno tre passaggi oltre quota 3.000 metri: Passo Zebrù (3.005 m), Rifugio Casati (3.269 m) e Passo del Madriccio (3.123 m). A questi si aggiungerà l’attraversamento del ghiacciaio, elemento che contribuirà a dare alla gara una connotazione fortemente alpina.

L’intero tracciato è disegnato all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio e ricalca in buona parte l’Alta Via Ortles. L’obiettivo va quindi oltre l’aspetto agonistico: utilizzare il trail running come strumento di promozione di un itinerario e di un territorio, fruibili durante l’intera stagione estiva anche da escursionisti e trekker.

All’evento di presentazione della gara erano presenti anche Samanta Antonioli, assessore del Comune di Bormio allo Sport, Turismo e Grandi Eventi, Marco De Gasperi, ideatore della manifestazione, Gloria Robuschi di La Sportiva, main technical sponsor della manifestazione e Cristian Longoni di Garmin.

GP MONZA

“Anche quest’anno sarà un grandissimo Gran Premio. La giornata di domenica è sold out già da alcuni mesi e ci stiamo avvicinando al tutto esaurito anche per le giornate precedenti. Monza è sempre più nel cuore dei lombardi, degli italiani e degli appassionati di tutto il mondo”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del Gran Premio d’Italia di Formula 1 2026, in programma all’Autodromo nazionale di Monza.

Il presidente ha sottolineato il valore internazionale della manifestazione e il ruolo strategico del circuito brianzolo nella promozione della Lombardia, ricordando gli investimenti avviati per adeguare l’impianto alle richieste della Formula 1.

“Abbiamo iniziato un percorso importante – ha spiegato Fontana – mettendo a disposizione, insieme al Ministero delle Infrastrutture, risorse considerevoli affinché l’Autodromo venga ulteriormente adeguato agli standard richiesti dalla Formula 1”.

“Il contratto per il Gran Premio è stato rinnovato fino al 2031 – ha proseguito – e l’assegnazione della gestione ad Aci è stata confermata fino al 2044. Abbiamo quindi la ragionevole convinzione che il Gran Premio di Monza continuerà a essere il più iconico e il più bello del campionato mondiale di Formula 1”.

Fontana ha inoltre richiamato il valore simbolico dell’Anello della Regina, il tracciato che unisce idealmente Monza e Bormio e due grandi eventi sportivi internazionali ospitati dalla Lombardia: il Gran Premio d’Italia di Formula 1 e i Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026.

“È un anello che collega due territori e due manifestazioni straordinarie – ha sottolineato – e che rappresenta la capacità della Lombardia di essere protagonista nell’organizzazione dei più importanti eventi sportivi mondiali”.

Il presidente ha infine evidenziato come il Gran Premio rappresenti una straordinaria vetrina internazionale per l’intero territorio lombardo: “Monza non è soltanto una competizione sportiva, ma un evento capace di raccontare nel mondo le eccellenze, la capacità organizzativa e l’attrattività della nostra regione”.

CON AFFETTO

Il 29 agosto ci ha lasciato Franco Fontana, artista straordinario e figura imprescindibile della fotografia contemporanea, con cui abbiamo avuto il privilegio di condividere, negli ultimi mesi, il progetto di una mostra a lui dedicata.

Il prossimo ottobre inaugureremo l’esposizione che avevamo immaginato e programmato insieme alla figlia Cristina e alla moglie Uti, e che oggi assume un significato nuovo e ancora più speciale. Sarà l’occasione per celebrare oltre sessant’anni di ricerca, un percorso artistico capace di cambiare per sempre il modo di guardare e interpretare la fotografia a colori.

Franco Fontana ha saputo fare del colore un linguaggio, della luce una materia e del paesaggio una visione. Con il suo sguardo libero e inconfondibile ha trasformato la realtà, andando oltre la semplice rappresentazione e portando la fotografia verso una dimensione profondamente personale e poetica. Il suo lavoro ha lasciato un segno indelebile nella cultura visiva italiana e internazionale e continuerà a parlare alle generazioni future.

La mostra di ottobre sarà per noi un modo per celebrare la sua arte e mantenere vivo quel dialogo che avevamo iniziato insieme, mettendo in relazione il suo lavoro con quello di Atanasio Soldati, in un confronto tra due linguaggi apparentemente lontani ma accomunati da una profonda ricerca sulla forma, il colore e lo spazio.

ITINERARI

Arte, storia e bellezza sono accessibili per tutta l’estate, anche a pochi chilometri da casa. In Lombardia, una giornata può diventare l’occasione per scoprire un museo, una villa, un sito archeologico o un luogo d’arte e trasformare una pausa estiva in un viaggio nella cultura. A offrire questa opportunità è l’Abbonamento Musei, la tessera che riunisce 240 luoghi della cultura e comprende oltre 40 mostre: dai musei dei capoluoghi alle raccolte locali, dalle ville ai siti archeologici, fino ai monasteri, ai giardini e alle mete affacciate sui laghi. L’abbonamento può essere acquistato durante tutto l’anno, vale 365 giorni dalla data di acquisto e consente di entrare nelle sedi e nelle esposizioni comprese nel circuito.

“Quest’estate – afferma l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso – invito chi resta in Lombardia a vivere la nostra regione come un grande museo diffuso. L’Abbonamento Musei riunisce luoghi molto diversi e permette di scegliere le visite secondo i propri interessi, senza concentrare tutto in pochi giorni. La tessera ha validità annuale e l’estate può essere l’inizio di un percorso che prosegue nei mesi successivi”.

“Accanto alle grandi istituzioni, il circuito comprende numerosi musei locali che meritano di essere conosciuti – sottolinea Caruso –. Questo strumento dà loro maggiore visibilità e invita i visitatori a uscire dagli itinerari abituali. Si può partire da una mostra e proseguire la giornata in una villa, in un castello, in un borgo o in un sito archeologico, facendo della cultura un’occasione per conoscere meglio la Lombardia”.

A Milano le Gallerie d’Italia ospitano fino al 18 ottobre ‘Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento’, con opere di Botticelli, Michelangelo, Tiziano, Dürer e Cranach. Nella stessa sede ‘Arnaldo Pomodoro: una vita’ ricostruisce il lavoro e la vicenda artistica dello scultore a un anno dalla sua scomparsa. Al Castello Sforzesco sono esposti oltre sessanta fogli del Gabinetto dei Disegni per ‘Passione Disegno. Da Leonardo da Vinci a Keith Haring’, aperta fino al 27 settembre. A Palazzo Reale si può visitare ‘Anselm Kiefer. Le Alchimiste’, fino al 27 settembre. Al Museo di Storia Naturale, ‘Chernobyl 1986. Disastro, abbandono e rinascita’ torna sulla catastrofe nucleare e sulle sue conseguenze. La mostra chiuderà il 20 settembre.

A Bergamo la GAMeC presenta fino al 6 settembre ‘Ana Silva – Eau’, prima personale dell’artista in un’istituzione italiana, realizzata con ricami e tessuti recuperati e dedicata al tema dell’accesso all’acqua. Nelle sale della Galleria è visitabile anche il nuovo allestimento ‘Una Galleria, tante collezioni’, con opere di Balla, Boccioni, de Chirico, Morandi e Burri.

Il Museo di Santa Giulia, a Brescia, ricorda i duecento anni dal ritrovamento della Vittoria Alata con ‘La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza’. Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin e Franco Fontana sono tra i quaranta autori chiamati a interpretare il bronzo romano. La mostra rimarrà aperta fino al 1° novembre. Al Castello, invece, le oltre ottanta fotografie di ‘Cristina Mittermeier. La grande saggezza’ documentano ambienti naturali e comunità indigene. L’esposizione proseguirà fino al 10 gennaio 2027.

A Palazzo delle Paure, a Lecco, sono in corso ‘Hokusai. Il segreto dell’Onda che attraversa l’Europa’, fino al 27 settembre, e ‘Nicola Villa. Traiettorie di attimi’, fino al 20 settembre. A Monza, l’Orangerie della Villa Reale ospita ‘Sandokan. La tigre ruggisce ancora’ fino al 6 settembre. Ai Musei Civici, ‘Fuori rotta’ propone fino al 30 agosto una selezione di opere dedicate al viaggio.

A Crema ‘Yūgen: l’incanto sottile del Giappone’ è visitabile al Museo Civico fino al 20 settembre. A Como, ‘Turner. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano’ si divide tra Palazzo del Broletto e la Pinacoteca civica di Palazzo Volpi e rimarrà aperta fino al 27 settembre.

Nel Varesotto, il MA*GA di Gallarate riaprirà il 25 agosto con le mostre su Paolo Scheggi e Vincenzo Agnetti e con ‘Arte Viva. Processi performativi e partecipativi come pratica’.

In Valtellina, Palazzo Besta, a Teglio, ospita fino al 30 agosto ‘VETTE. Storie di sport e montagne’, dedicata al rapporto tra sport, arte e montagna.

Le possibilità non si esauriscono con le mostre. A Mantova la tessera comprende Palazzo Te, Palazzo Ducale, Palazzo della Ragione e la Torre dell’Orologio. Nel Pavese permette di accedere ai Musei Civici nel Castello Visconteo e al Museo della Certosa. A Cremona si può scegliere tra il Museo del Violino e il Museo Civico Ala Ponzone, mentre a Lecco Villa Manzoni conserva gli ambienti e le memorie familiari dello scrittore.

Ci sono poi gli itinerari all’aperto. Nel Varesotto si possono visitare il Monastero di Torba, il Parco archeologico e l’Antiquarium di Castelseprio e la chiesa di Santa Maria foris portas. Sul Lago Maggiore si trova l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, costruito sulla parete rocciosa di Leggiuno. Sul Lago di Como si possono visitare Villa Carlotta, a Tremezzina, con il suo giardino botanico, e Villa Monastero, a Varenna, circondata da un giardino lungo quasi due chilometri. A Bergamo, infine, l’Orto Botanico Lorenzo Rota può diventare una tappa di una passeggiata lungo le Mura Veneziane.

FERRAGOSTO

La Lombardia arriva a Ferragosto con prenotazioni in crescita. “Sono dati molto positivi – commenta l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia Debora Massari – che confermano la capacità della Lombardia di intercettare una domanda turistica in evoluzione”.

“La forza della nostra regione – prosegue – è nella varietà dei suoi territori: montagne, laghi, città e borghi, insieme a cultura, sport ed enogastronomia, ci consentono di offrire esperienze diverse e di essere attrattivi durante tutto l’anno”.

Le elevate temperature di queste settimane stanno rafforzando la montagna come destinazione estiva. Temperature più miti, natura, sport e attività outdoor rendono le aree alpine e prealpine sempre più attrattive anche nei mesi tradizionalmente associati alle vacanze al mare.

A questo si aggiunge la visibilità internazionale generata dai Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026. La Valtellina vive la prima estate dopo i Giochi, con Bormio e Livigno che possono contare su una notorietà ulteriormente accresciuta, mentre l’interesse coinvolge anche le altre destinazioni montane lombarde.

“Milano Cortina – sottolinea Massari – ha acceso i riflettori del mondo sulla Lombardia e stiamo continuando a valorizzare quella visibilità”. “I risultati di questa estate – chiarisce – sono un segnale importante: l’obiettivo è consolidare questo patrimonio di notorietà e allargarne sempre di più i benefici, dalle montagne ai laghi, dalle città ai borghi”.

I dati di Ferragosto confermano anche l’attrattività delle destinazioni lacustri e dei borghi. Il Garda e il Lario mantengono una forte presenza internazionale, mentre il risultato dei borghi mostra una domanda capace di raggiungere anche destinazioni diverse dai grandi poli turistici.

“È una direzione sulla quale stiamo lavorando – osserva Massari – perché siamo convinti che, al di là della popolarità delle destinazioni più conosciute e frequentate, sia strategico utilizzare la loro capacità attrattiva per far scoprire altri luoghi, esperienze e identità della Lombardia”.

Per Regione Lombardia, la crescita delle prenotazioni si accompagna a un obiettivo più ampio: aumentare il valore generato dal turismo e distribuirne le ricadute su un numero sempre maggiore di territori.

“Il sold out – conclude Massari – è un risultato positivo, ma il nostro lavoro va oltre: accanto alle presenze guardiamo alla permanenza e alla capacità del turismo di generare valore per ricettività, ristorazione, commercio, cultura e servizi. I numeri di Ferragosto ci dicono che la domanda cresce e che il lavoro intrapreso sta andando nella direzione giusta. La forza della Lombardia è nei suoi territori: diversi, complementari e capaci insieme di essere attrattivi durante tutto l’anno”.

CALDO CALDO

Idratarsi, senza strafare, ossia bere tanto ma “bere il giusto”: le persone anziane e i più fragili a volte non hanno il senso della sete. Stare al fresco, in casa, e non avere paura dell’aria condizionata se ci aiuta a mantenere una temperatura corporea accettabile. Molto meglio dei ventilatori che non riducono la calura. Controllare il peso corporeo per stabilire se effettivamente i liquidi assunti vengono regolarmente espulsi.

Questi i consigli del Professor Giorgio Costantino, direttore del Pronto Soccorso del Policlinico di Milano e contenute nella ‘Pillola di salute’, il consueto approfondimento di Lombardia Notizie sui temi che riguardano il benessere dei cittadini e i consigli per una corretta prevenzione.

“Regione Lombardia – spiega Costantino – ha emesso un ‘codice calore’ che permette di riconoscere alcune patologie strettamente legate al caldo. Il problema è che il caldo peggiora quasi tutte le patologie, anche le croniche. Quindi a soffrirne sono prevalentemente le persone anziane e i fragili”.

Solitudine e gran caldo aumentano, in questa torrida estate 2026 e diventa difficile per anziani e fragili trovare chi possa fornire servizi a domicilio. In realtà il sistema offre una serie di opportunità e il servizio sociale ospedaliero, in stretto raccordo con il territorio, indica al paziente cosa può chiedere alle Case di Comunità che dispongono di equipe multidisciplinari.