GIOVANI

Punta ad aggregare 14.000 ragazzi e ragazze, la seconda edizione della Giornata Giovani Lombardia, prevista per la primavera del 2027. Parola della campionessa olimpica e plurimedagliata Arianna Fontana, del campione paralimpico Daniele Cassioli e del sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia con delega allo Sport e Giovani Federica Picchi, ideatrice dell’evento, che oggi ha presentato l’iniziativa in conferenza stampa a Palazzo Lombardia.

Presente anche il sottosegretario di Stato al ministero dell’Istruzione, Paola Frassinetti.

Dopo il successo della prima edizione pilota, lo scorso 13 maggio, si punta a crescere notevolmente, con obiettivo 14.000 presenze, con l’edizione 2027 che si svolgerà il prossimo 13 e 14 maggio.
“I numeri della scorsa edizione – ha spiegato Picchi – sono stati lusinghieri per un’ iniziativa-pilota rivolta ai giovani: erano in 4.000 allo stadio di San Siro, insieme a 63 Federazioni Olimpiche e Paralimpiche lombarde, 5 Gruppi Sportivi dei Corpi dello Stato, 4 Centri Sportivi Universitari (Cus) e gli Enti del Terzo Settore. Presenti anche autorità regionali e nazionali, oltre a ospiti celebri come Arianna Fontana e Daniele Cassioli, e il prete anticriminalità, don Maurizio Patriciello. Le loro testimonianze, insieme a quelle dei Ragazzi On The Road e della Comunità Shalom, Telefono Donna, Cav Mangiagalli e molti altri, hanno lasciato le migliaia di giovani sugli spalti in silenzio. Abbiamo in cantiere tante novità e ospiti, che non posso svelare oggi, con nuove testimonianze, competizioni sportive tra scuole lombarde, tra le quali parteciperanno anche quelle elementari, nuovi sponsor e media partner. Ma il nostro motto resta lo stesso: i giovani sono come diamanti grezzi, aiutiamoli a brillare”.

Arianna Fontana, ha ricordato la straordinaria esperienza della prima edizione e ha ribadito “il grande valore educativo e formativo dello sport”. Daniele Cassioli, anch’egli protagonista lo scorso anno a San Siro, ha rivolto un appello ai giovani, ribadendo attraverso la sua esperienza, come sia possibile “conciliare lo sport con lo studio e lo sport con la disabilità”.

Tra le novità dell’edizione 2027, la partecipazione, sul palco della seconda Giornata Giovani, degli Autogol, un trio di imitatori e conduttori radiofonici che, con le loro parodie di oltre 60 personaggi del mondo del calcio e dello sport, sono una delle community italiane più seguite.

TRIONFO

Sessant’anni dopo, il tricolore torna sul gradino più alto del podio di Monza. La vittoria di Kimi Antonelli nel Gran Premio d’Italia regala al Tempio della Velocità una giornata destinata a rimanere nella memoria degli appassionati e accende la festa dei tifosi, culminata con la tradizionale invasione pacifica della pista.

Una domenica di emozioni forti, iniziata con lo spettacolare sorvolo delle Frecce Tricolori sulla griglia di partenza e conclusa con un lungo serpentone di appassionati riversatosi sull’asfalto dell’Autodromo per accompagnare i protagonisti verso il podio.

Una festa che ha avuto ancora una volta Monza e la Lombardia sotto i riflettori internazionali e che ha visto impegnata anche la Giunta regionale, con una presenza istituzionale articolata su sport, mobilità, turismo, promozione delle eccellenze, cultura e ambiente.

“La Regione è sempre presente quando si riescono a organizzare iniziative come questa, dove si scalda il cuore dei nostri cittadini e la passione emerge con forza – ha sottolineato il presidente -. Abbiamo dato un apporto considerevole per far sì che il Gran Premio continuasse a corrersi a Monza. È una grande festa e una vetrina perfetta: in Lombardia i grandi eventi si fanno e si fanno bene, a dimostrazione delle nostre capacità organizzative con le quali acquisiamo credibilità di fronte al mondo”.

“Vedere una tale partecipazione internazionale è un motivo di grande vanto – ha evidenziato il vicepresidente Marco Alparone –. Crediamo fermamente in questi grandi eventi e li sosteniamo con importanti investimenti perché mettono la nostra regione al centro dell’Europa e del mondo. Monza è un fiore all’occhiello e oggi lo abbiamo dimostrato ancora una volta, grazie anche al lavoro silenzioso di chi prepara questo evento per tutto l’anno”.

“Il Gran Premio è un palcoscenico di grande prestigio per far conoscere i nostri prodotti d’eccellenza – ha ricordato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi –. Dalla bresaola e dai vini della Valtellina alle bollicine della Franciacorta, fino al Grana Padano, nostro assoluto ambasciatore nel mondo”.

“Il Gran Premio fa parte del nostro patrimonio culturale, della nostra storia, del saper fare italiano – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Francesca Caruso- e con questa giornata diamo anche merito ai nostri artigiani e alle nostre tradizioni, alla nostra cultura e identità. Complimenti dunque a questo grande evento che ci rende grandi nel mondo”.

“Siamo all’interno del Parco di Monza, un polmone verde che rappresenta un’altra grande eccellenza – ha evidenziato l’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione -. “Abbiamo dimostrato come un grande evento mediatico e sportivo possa convivere in perfetta armonia con una natura che tutto il mondo ci invidia”.

“Da sessant’anni non vedevamo l’Italia sul gradino più alto del podio di Monza – ha concluso il sottosegretario con delega allo Sport, Federica Picchi – e quindi la vittoria di Antonelli ci rende particolarmente orgogliosi. La mia doppia delega allo Sport e alle Politiche giovanili, mi rende doppiamente soddisfatta perché parliamo di un giovane che ha fatto una prestazione straordinaria: partito dal 19° posto, ha vinto, incoraggiato anche da un tifo che andava oltre i colori della Ferrari. Siamo felici e particolarmente orgogliosi di esportare talento

PRESENZE

Dal 18 settembre al 25 ottobre 2026 il Museo Bagatti Valsecchi presenta Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze, mostra a cura di Alberto Mattia Martini, realizzata in collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli. Il progetto espositivo mette in dialogo la ricerca di Bertozzi & Casoni, tra le più significative esperienze artistiche della contemporaneità, con gli ambienti e le collezioni della storica casa-museo milanese, dando vita a un confronto inedito tra memoria, materia e tempo.Custode di un ideale Rinascimento ricostruito nell’Ottocento dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, la dimora si trasforma in un palcoscenico dove passato e presente si confrontano attorno ai temi del ricordo, della conservazione e della caducità.

Tra arredi, opere e manufatti storici, le sculture iperrealiste di Bertozzi & Casoni si inseriscono con sorprendente naturalezza negli spazi del Museo, instaurando un dialogo che interroga il rapporto tra autenticità e reinvenzione, permanenza e trasformazione.

Come sottolinea Antonio D’Amico, Direttore del Museo Bagatti Valsecchi: “Quando Pietro Toesca entrò in Casa Bagatti Valsecchi all’inizio del Novecento, rimase colpito dal fatto che ogni oggetto era disposto in casa con la medesima importanza, dalle stoviglie alle armature, fino ai dipinti rinascimentali che non avevano un ruolo privilegiato rispetto al resto. La casa e gli oggetti antichi erano vissuti esattamente come lo erano stati nel Rinascimento. Bertozzi e Casoni al Museo Bagatti Valsecchi avvalorano questo metodo dei fratelli Fausto e Giuseppe, in quanto l’innesto delle ceramiche del duo artistico non è un innesto forzato. Le loro opere iperrealiste, non chiedono di essere isolate su un piedistallo, ma scelgono di “abitare” la casa, tra gli arredi e le armature. Diventano oggetti vivi tra gli oggetti rinascimentali. In questo cortocircuito visivo, la storia del collezionismo dei due baroni milanesi e la ceramica contemporanea si fondono nella stessa quotidiana normalità, dimostrando che la vera essenza della casa e quindi del Museo Bagatti Valsecchi non è quella di custodire la storia, ma di continuare a metterla in scena.”

In questo incontro tra epoche e linguaggi, la ceramica diventa il medium privilegiato per riflettere sul tempo e sulla fragilità dell’esistenza, offrendo nuove prospettive di lettura del patrimonio storico e del presente.

Fondata a Imola nel 1980 da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961 – Imola, Bologna, 2023), la realtà artistica Bertozzi & Casoni ha svolto un ruolo determinante nel consolidare il riconoscimento internazionale della ceramica come linguaggio pienamente contemporaneo. Radicati nella tradizione ceramica faentina, i due artisti hanno saputo reinterpretare questo medium con straordinario rigore tecnico e profondità concettuale, trasformandolo in uno strumento espressivo capace di affrontare temi centrali del dibattito artistico contemporaneo e restituendogli una posizione di primo piano nel panorama dell’arte internazionale.

Il percorso espositivo, composto da oltre trenta opere di Bertozzi & Casoni, una decina delle quali inedite e site-specific per il Museo, è caratterizzato da un linguaggio iperrealista che combina precisione tecnica e forza evocativa. I manufatti richiamano il tema della vanitas in chiave contemporanea, mettendo in relazione abbondanza e scarto, conservazione e decadimento, permanenza e trasformazione. Il dialogo con gli ambienti del Museo fa emergere inattese affinità tra la tensione alla conservazione che anima Casa Bagatti Valsecchi e la riflessione sul mutamento che attraversa la poetica degli artisti. Il confronto tra passato e presente evidenzia una comune tensione tra aspirazione alla permanenza e consapevolezza della transitorietà.

“Con Eterne e fragili presenze abbiamo immaginato un incontro tra la vocazione del Museo Bagatti Valsecchi volta a custodire e tramandare memoria, arte e bellezza e la ricerca di Bertozzi & Casoni, che riflette sul rapporto tra eternità e fragilità, sul tempo, sulla trasformazione e sulla caducità delle cose”, racconta il curatore della mostra Alberto Mattia Martini. “La loro pratica artistica si muove infatti in una tensione paradossale: eternare, attraverso la ceramica, la dimensione effimera della vanitas. La mostra prende forma proprio nell’incontro tra queste due tensioni: il desiderio di permanenza che anima ogni collezione e la consapevolezza che ogni cosa, inevitabilmente, sia destinata al cambiamento, dimensioni che da sempre definiscono il nostro rapporto con il tempo e con la memoria.”

Materiale al tempo stesso fragile e durevole, la ceramica assume così un forte valore simbolico, divenendo metafora delle contraddizioni della contemporaneità e del complesso rapporto tra memoria e trasformazione. La mostra invita il pubblico a un’esperienza di osservazione e scoperta che attraversa epoche e linguaggi differenti, riaffermando il ruolo dell’arte come strumento privilegiato di riflessione sul tempo e sulla condizione umana.

Accompagna la mostra un catalogo edito Moebius, con i contributi scientifici del curatore Alberto Mattia Martini e di Aurora Ghezzi, Collection Manager del Museo Bagatti Valsecchi.

SPORT

Un totale di 120 chilometri e 9.000 metri di dislivello positivo, un viaggio che unisce sport, natura e bellezze del territorio con partenza e arrivo nel centro storico di Bormio: questo e molto altro è ciò che vuole offrire l’Ortles Haute Route Trail 2026, prima edizione della competizione di trail running in montagna presentata a Palazzo Lombardia alla presenza del sottosegretario alla Presidenza con delega Sport e Giovani, Federica Picchi.

L’evento sportivo è previsto per l’11 e il 12 settembre. Sono già stati assegnati 200 pettorali per la ‘prova regina’, quella da 120 chilometri, che unirà Lombardia e Alto Adige attraversando l’Alta Via ricavata all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio. Sono invece oltre 300 i concorrenti che hanno scelto le due distanze più brevi, la 35 e la 12 chilometri, che, nonostante la minore lunghezza, non saranno meno impegnative. Per entrambe le prove, le iscrizioni sono ancora aperte.

“Regione Lombardia – ha affermato il sottosegretario Picchi – ha creduto fin dall’inizio nell’Ortles Haute Route Trail, che con i suoi 200 atleti sulla long distance e gli oltre 300 sulle due ‘sorelle minori’ conferma il forte slancio delle corse in montagna. La sfida in quota attraversa luoghi iconici, l’Ortles e il Parco Nazionale dello Stelvio, e riporta al centro Bormio, territorio olimpico e simbolo dello sport d’eccellenza. La gara nasce dal sogno del bormino Marco De Gasperi, icona mondiale del trail, che ha trasformato un percorso in una competizione professionale di alto livello. Regione Lombardia è orgogliosa di aver sostenuto concretamente questo progetto dalla sua nascita, oggi realtà a beneficio di tanti appassionati”.

A rendere ancora più selettiva la sfida saranno tre passaggi oltre quota 3.000 metri: Passo Zebrù (3.005 m), Rifugio Casati (3.269 m) e Passo del Madriccio (3.123 m). A questi si aggiungerà l’attraversamento del ghiacciaio, elemento che contribuirà a dare alla gara una connotazione fortemente alpina.

L’intero tracciato è disegnato all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio e ricalca in buona parte l’Alta Via Ortles. L’obiettivo va quindi oltre l’aspetto agonistico: utilizzare il trail running come strumento di promozione di un itinerario e di un territorio, fruibili durante l’intera stagione estiva anche da escursionisti e trekker.

All’evento di presentazione della gara erano presenti anche Samanta Antonioli, assessore del Comune di Bormio allo Sport, Turismo e Grandi Eventi, Marco De Gasperi, ideatore della manifestazione, Gloria Robuschi di La Sportiva, main technical sponsor della manifestazione e Cristian Longoni di Garmin.

GP MONZA

“Anche quest’anno sarà un grandissimo Gran Premio. La giornata di domenica è sold out già da alcuni mesi e ci stiamo avvicinando al tutto esaurito anche per le giornate precedenti. Monza è sempre più nel cuore dei lombardi, degli italiani e degli appassionati di tutto il mondo”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del Gran Premio d’Italia di Formula 1 2026, in programma all’Autodromo nazionale di Monza.

Il presidente ha sottolineato il valore internazionale della manifestazione e il ruolo strategico del circuito brianzolo nella promozione della Lombardia, ricordando gli investimenti avviati per adeguare l’impianto alle richieste della Formula 1.

“Abbiamo iniziato un percorso importante – ha spiegato Fontana – mettendo a disposizione, insieme al Ministero delle Infrastrutture, risorse considerevoli affinché l’Autodromo venga ulteriormente adeguato agli standard richiesti dalla Formula 1”.

“Il contratto per il Gran Premio è stato rinnovato fino al 2031 – ha proseguito – e l’assegnazione della gestione ad Aci è stata confermata fino al 2044. Abbiamo quindi la ragionevole convinzione che il Gran Premio di Monza continuerà a essere il più iconico e il più bello del campionato mondiale di Formula 1”.

Fontana ha inoltre richiamato il valore simbolico dell’Anello della Regina, il tracciato che unisce idealmente Monza e Bormio e due grandi eventi sportivi internazionali ospitati dalla Lombardia: il Gran Premio d’Italia di Formula 1 e i Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026.

“È un anello che collega due territori e due manifestazioni straordinarie – ha sottolineato – e che rappresenta la capacità della Lombardia di essere protagonista nell’organizzazione dei più importanti eventi sportivi mondiali”.

Il presidente ha infine evidenziato come il Gran Premio rappresenti una straordinaria vetrina internazionale per l’intero territorio lombardo: “Monza non è soltanto una competizione sportiva, ma un evento capace di raccontare nel mondo le eccellenze, la capacità organizzativa e l’attrattività della nostra regione”.