Il 14 ottobre alle ore 18.00 presso il CASVA di Milano ci sarà la presentazione del podcast Enrico Crispolti l’Arte nella città. Dalla partecipazione all’ambiente come sociale, un progetto in 10 episodi a cura dell’Archivio Crispolti in cui si ricostruiscono le fasi, i processi, le sperimentazioni che, dagli anni Settanta al Duemila, hanno costituito le principali tappe teoriche del percorso critico di Crispolti sull’arte nella città, tappe descritte attraverso i documenti provenienti dall’Archivio stesso.
La presentazione si colloca in un momento di particolare interesse pubblico per il tema trattato, e questo incontro milanese si focalizzerà soprattutto sul rapporto elettivo intercorso tra Crispolti e lo scultore Francesco Somaini relativamente al destino della scultura nella città. Risulta quindi di straordinaria sintonia la presenza, fino al 28 ottobre al CASVA, della mostra SOMAINI. GIARDINI INQUIETI: la filosofia del paesaggio, dato che fu proprio attraverso Somaini che Crispolti iniziò a riflettere in modo più approfondito sul tema dell’arte nello spazio pubblico, tanto che nel 1972 pubblicano un libro a quattro mani dal titolo “Urgenza nella città”, che rappresenta un punto iniziale della ricerca.
A dialogare ci saranno la direttrice del CASVA Maria Fratelli con Livia Crispolti, Vicepresidente Archivio Enrico Crispolti APS, insieme a Fulvio Irace, Professore emerito del Politecnico di Milano, Anna Mazzanti, Docente e curatrice del podcast, e Luisa Somaini, Presidente Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS; in particolare Luisa Somaini e Fulvio Irace, curatore di questa mostra, approfondiranno proprio il rapporto tra artista e critico, contestualizzandolo nelle sperimentazioni dell’epoca.
Il podcast Enrico Crispolti l’Arte nella città. Dalla partecipazione all’ambiente come sociale a cura dell’Archivio Enrico Crispolti in collaborazione con Anna Mazzanti, è strutturato in 10 episodi pubblicati con cadenza settimanale dal 28 settembre al 30 novembre 2026 sul canale Archivio Enrico Crispolti della piattaforma Spotify e approfondisce i contenuti delle singole manifestazioni con fonti dirette e contributi attuali di studiosi della materia.
L’Archivio Crispolti di Roma porta avanti da anni una ricerca sulle prassi operative di intervento artistico nell’ambiente urbano, considerato come ambiente “sociale”; una ricerca che si è espressa nella mostra conclusasi a settembre 2026 a cura di Anna Mazzanti in collaborazione con l’Archivio Enrico Crispolti, realizzata con il sostegno della Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso pubblico finalizzato all’assegnazione di contributi per i Servizi Culturali 2025 e con il patrocinio del Politecnico di Milano e che prosegue con il podcast per concludersi nel 2027 con una pubblicazione dedicata.
Il progetto vuole evidenziare, per l’attualità dei temi trattati e il nesso funzionale che li unisce, due modi di fare arte nello spazio urbano, già segnalati da Crispolti nei primi anni Settanta. Il primo di questi riguarda la rilevanza strategica offerta dalla modalità partecipativa e d’animazione dell’intervento estetico sul territorio, inteso come momento di coinvolgimento empatico e di avvicinamento dell’arte a un pubblico variegato. Il secondo, invece, riguarda il metodo con il quale intervenire proficuamente nella qualificazione dell’ambiente urbano attraverso la presenza di opere d’arte permanenti, condivise con i cittadini e, pertanto, da loro stessi tutelate e valorizzate. Crispolti inizia a elaborare questi contenuti attraverso pubblicazioni ed esposizioni a livello nazionale che, tuttora, a distanza di oltre cinquant’anni generano interesse e dibattito. Quindi una volta nominato Commissario del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 1976, ne propone, per la prima volta anche a livello internazionale, una sintesi teorica, trasformando il tema Ambiente, indicato dalla direzione della Biennale, in Ambiente come sociale, ovvero come «contesto umano», come «luogo d’intervento non gerarchico», dove l’opera d’arte costituisce una «presenza attiva nel processo di sviluppo identitario del territorio» e ne conserva la memoria.
Mediante lo spoglio e la selezione di fonti archivistiche (appunti, corrispondenze, fotografie, libri, contributi audio e video), molte delle quali inedite, è stato possibile ricostruire per la prima volta con attenzione storica e filologica le fasi, i processi, le sperimentazioni che, dagli anni Settanta al Duemila, costituiscono le principali tappe teoriche del percorso critico di Crispolti sull’arte nello spazio urbano: da Volterra ‘73 alla Biennale di Venezia del ‘76; da Campo del Sole (1985-1986-1989) al Concorso di idee per Piazza Augusto Imperatore (2001), passando per Operazione Arcevia comunità esistenziale (1972, 1975), la Casa del Popolo di Ponticelli (1974-1975) e il Processo partecipato della Cooperativa Alzaia (1976-1980).
In ciascuna di queste manifestazioni artistiche, si conferma come il centro dell’attenzione critica abbia sempre, per Crispolti, riguardato la crisi della città, la perdita di dimensione umana e le contraddizioni della metropoli. In questo senso l’Archivio intende presentarsi come soggetto agente, intenzionato a dialogare a più livelli con la società, il territorio e le amministrazioni.
A coronamento di tutto il progetto verrà edito il volume Enrico Crispolti Arte nella città. Dalla partecipazione all’ambiente come sociale, a cura di Anna Mazzanti e dell’Archivio Enrico Crispolti, pubblicato da Silvana Editoriale nel 2027.